9 dicembre forconi

sabato 22 settembre 2018

DUE IMPIEGATI DELL’ARCHIVIO DI STATO DI AREZZO MUOIONO SOFFOCATI DALL’ARGON


ERANO SCATTATO L’ALLARME ANTINCENDIO E SONO SCESI NELLA CENTRALINA PER CAPIRE COS’ERA SUCCESSO 

IL GAS È UTILIZZATO PER BRUCIARE L’OSSIGENO E NON ROVINARE I DOCUMENTI PREZIOSI CONTENUTI NEL PALAZZO: L’IMPIANTO ERA STATO REVISIONATO DUE SETTIMANE FA, MA…

FUGA DI ARGON, GAS SILENZIOSO: DUE MORTI SOFFOCATI
Federico Malerba per “il Giornale”

morti soffocati all'archivio di stato di arezzo 3MORTI SOFFOCATI ALL'ARCHIVIO DI STATO DI AREZZO
Sono morti senza neanche poter gridare perché in un attimo gli è mancato il respiro: colpa dell' argon, un gas che brucia l' ossigeno e per questo è utilizzato in alcuni impianti antincendio perché senza ossigeno non può esserci combustione.

Due impiegati dell' Archivio di Stato di Arezzo sono stati stroncati dalle esalazioni, un terzo è stato ricoverato in codice giallo dopo essere riuscito a dare l' allarme.

Tutto è successo in pochi minuti intorno alle 8 di ieri mattina, quando nello storico palazzo della parte alta di Corso Italia è suonato l' allarme.

piero bruniPIERO BRUNI
Filippo Bagni e Piero Bruni, due dipendenti di 55 e 59 anni, entrambi residenti ad Arezzo, sono scesi nel locale dove si trova la centralina per cercare di capire qual era il problema anche perché erano stati specificamente formati in tema di sicurezza.

L' impianto antincendio dell' Archivio di Stato non utilizza liquidi perché potrebbero rovinare i documenti che vi sono contenuti. Sembra che la fuga di gas sia stata causata da una crepa, anche se la ditta incaricata della manutenzione assicura che l' ultima revisione era stata effettuata appena due settimane fa.
arezzoAREZZO

Una volta entrati nel seminterrato i due hanno trovato un ambiente saturo, l' argon si era combinato con l' anidride carbonica e sono subito caduti a terra esanimi.

A trovarli privi di sensi è stato un loro collega, un 57enne di Bucine che pur restando anche lui intossicato è riuscito a tornare all' esterno e a dare l' allarme con l' aiuto di un netturbino. A quel punto sul posto sono intervenuti i soccorsi: 118, vigili del fuoco, carabinieri, polizia.

Ma per Bagni e Bruni non c' è stato nulla da fare, uno è morto in ambulanza e l' altro prima di essere caricato sull' elicottero delle emergenze che era atterrato nel vicino Parco del Prato.

filippo bagniFILIPPO BAGNI
Il terzo impiegato invece è stato portato al pronto soccorso di Arezzo e non è in pericolo di vita. Ovviamente sull' accaduto la procura della cittadina toscana ha subito aperto un' inchiesta, affidata al sostituto procuratore Laura Taddei che ha disposto il sequestro dell' edificio. I vigili del fuoco, dopo averlo evacuato, hanno effettuato i primi rilievi e hanno anche invitato i residenti della zona a tenere le finestre aperte per alcune ore.

morti soffocati all'archivio di stato di arezzo 2MORTI SOFFOCATI ALL'ARCHIVIO DI STATO DI AREZZO
L' argon, peraltro, è tossico solo quando elevate quantità ristagnano in ambienti chiusi: è utilizzato in molti altri modi, dalle saldature di metalli particolari, alla fabbricazione dell' acciaio, alla conservazione dei vini. Essendo inodore e insapore i due impiegati non si sono resi conto della fine a cui stavano andando incontro.

morti soffocati all'archivio di stato di arezzo 5MORTI SOFFOCATI ALL'ARCHIVIO DI STATO DI AREZZO





Il sindaco di Arezzo ha proclamato il lutto cittadino nel giorno in cui saranno celebrati i funerali, mentre anche il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli ha ordinato un' ispezione. Durissima la condanna dei sindacati, che in una nota congiunta hanno scritto: «Stavolta la morte è entrata in un ufficio dello Stato, quello stesso Stato che dovrebbe garantire, istituzionalmente, la regolarità e la salubrità di ogni lavoro».

ARCHIVIO DI STATO, UCCISI DAL GAS ANTINCENDIO: FUOCO, IN PASSATO ALTRI FALSI ALLARMI
Salvatore Mannino e Sergio Rossi per “la Nazione – Arezzo”

morti soffocati all'archivio di stato di arezzo 4MORTI SOFFOCATI ALL'ARCHIVIO DI STATO DI AREZZO
«Piero!! Filippo!! Chi glielo dice adesso alle famiglie?». Sono le urla che alle otto di mattina risvegliano gli abitanti di piazzetta del Commissario, pieno centro storico di Arezzo, su cui si affaccia il Palazzo Camaiani-Albergotti, sede dell’Archivio di Stato. Quelli che gridano appunto sono i dipendenti: piangono sui corpi di Piero Bruni e Filippo Bagni adagiati al suolo, coi soccorritori che stanno ancora tentando di rianimarli.

Ma non c’è più niente da fare per i due, asfissiati dal gas Argon, silenzioso assassino rilasciato dall’impianto anti-incendio dopo quello che adesso pare un falso allarme fuoco. Moriranno entrambi mentre vengono portati in ospedale o subito dopo esserci arrivati. L’elicottero Pegaso del soccorso regionale resta inutilmente in attesa centro metri più sopra.
morti soffocati all'archivio di stato di arezzo 15MORTI SOFFOCATI ALL'ARCHIVIO DI STATO DI AREZZO

Non serve, Piero e Filippo, 59 e 55 anni, non reagiscono neppure alle prime cure. Ce la farà invece il terzo impiegato, 57 anni, che è ancora ricoverato ma non è grave. La mattina più tragica che il cuore di Arezzo abbia vissuto negli ultimi decenni comincia poco dopo le 7,30, quando scatta dentro l’Archivio l’anti-incendio. Falso allarme, pare secondo i successivi accertamenti dei vigili del fuoco, ma intanto chi è già al lavoro avverte la ditta di manutenzione, che ha revisionato l’impianto una ventina di giorni fa.
morti soffocati all'archivio di stato di arezzo 14MORTI SOFFOCATI ALL'ARCHIVIO DI STATO DI AREZZO





Poi accade quello che è destinato a diventare il cuore dell’indagine: Bruni e Bagni, dipendenti esperti, inclusi nella squadra di sicurezza, decidono di scendere giù, nel seminterrato ad esaminare la centralina di comando. Ma intanto il sistema di controllo ha già cominciato a rilasciare l’Argon, gas che elimina l’ossigeno e quindi toglie alimento ad eventuali fiamme, utilizzato dove si conserva carta, come negli archivi, che non può essere protetta con acqua o schiuma.
morti soffocati all'archivio di stato di arezzo 13MORTI SOFFOCATI ALL'ARCHIVIO DI STATO DI AREZZO


Quando i due arrivano in fondo alle scale e aprono la porta del bugigattolo vengono investiti in pieno, crollano giù, uno sull’ingresso, l’altro sull’ultimo gradino. Il terzo impiegato che scende fa appena in tempo a vedere i colleghi riversi e a risalire per dare l’allarme, prima di cadere anche lui vittima dell’Argon, ma in concentrazione più bassa. È il portiere che chiama il 118: il trambusto gli fa parlare di uno scoppio mai avvenuto.

morti soffocati all'archivio di stato di arezzo 12MORTI SOFFOCATI ALL'ARCHIVIO DI STATO DI AREZZO





Ma perché Piero e Filippo non hanno aspettato i vigili del fuoco? È l’aspetto più inspiegabile dell’indagine del pm Laura Taddei. Un’ipotesi, sulla base delle testimonianze, è che l’allarme fosse scattato a vuoto altre volte e che quindi tutto sia stato preso come una routine, ma stavolta il gas era stato rilasciato davvero. È ancora presto però, ci vorranno giorni e autopsie per capire.

alessandro ghinelli sindaco arezzoALESSANDRO GHINELLI SINDACO AREZZO




Per tutto il giorno si inseguono dichiarazioni di politici e sindacalisti: non si può morire così in un edificio pubblico. La figlia di Bagni viene avvertita mentre è al lavoro in un grande negozio a centro metri dall’archivio, la moglie di Bruni, storico sindacalista della Cisl, dice con forza: «Era una persona speciale». Il sindaco Ghinelli ha proclamato il lutto cittadino.

Fonte: qui

ROMA, ORRORE A REBIBBIA: UNA DETENUTA TEDESCA LANCIA I DUE FIGLIOLETTI DALLE SCALE


UNO DI POCHI MESI MUORE, L'ALTRO PIU’ GRANDE DI 2 ANNI HA RIPORTATO DANNI CEREBRALI E LE SUE CONDIZIONI SONO CRITICHE…


Orrore nel carcere capitolino di Rebibbia. Una detenuta ha tentato di uccidere i suoi due figli lanciandoli giù dalle scale: uno è morto, l'altro è ricoverato in condizioni critiche in ospedale. Il fatto è accaduto all'interno della sezione nido dove sono ospitati bimbi fino a tre anni. 

La donna di origini tedesche, 33 anni, si stava recando con le altre mamme-detenute nella sala pranzo del nido. Ha fatto passare davanti a sé tutte le altre compagne e quando è rimasta da sola, ha gettato dalle scale il figlio più piccolo di pochi mesi, ripetendo il gesto contro il più grande di 2 anni che è stato trasportato d'urgenza in ospedale.

carcere rebibbiaCARCERE REBIBBIA
La donna è arrivata a Rebibbia, dopo esser stata estradata dalla Germania, per traffico di droga lo scorso 27 agosto. Non risultano a suo carico patologie pregresse o psichiche. Nel dettaglio, come cita una fonte Uspp, Sindacato polizia penitenziaria, il più piccolo nella carrozzina sarebbe stato spinto per primo dalle scale, il più grande - che la donna teneva per mano - è stato spinto subito dopo. Negli ultimi colloqui avuti a metà settembre con alcuni familiari la donna avrebbe mostrato preoccupazione per il futuro dei suoi figli.

Danni cerebrali per il bimbo più grande. Il bimbo ferito, dopo esser arrivato al Pertini in codice rosso è stato trasferito al nosocomio Bambino Gesù. Le condizioni del piccolo - dal primo bollettino medico - sono particolarmente critiche con danno cerebrale severo. Il bambino è sottoposto attualmente a supporto rianimatorio avanzato e in ventilazione meccanica. In programma un intervento neurochirurgico. La prognosi resta riservata. 

Sopralluogo pm. Il procuratore aggiunto Maria Monteleone, coordinatore del pool dei magistrati che si occupa dei reati sui minori, si è recata nel penitenziario di Rebibbia per svolgere un sopralluogo. Sul posto anche i carabinieri del Nucleo investigativo. Sul quanto avvenuto si avvierà una indagine per omicidio e tentato omicidio. 

Fonte: qui

''ORA I MIEI FIGLI SONO LIBERI'': È MORTO ANCHE IL SECONDO BAMBINO LANCIATO DALLE SCALE DALLA MADRE DETENUTA A REBIBBIA. 

LE FRASI AGGHIACCIANTI DELLA DONNA TEDESCA, MULO DELLA DROGA 

ORA SI CERCA IL PADRE, UN NIGERIANO, PER CHIEDERE L'AUTORIZZAZIONE ALL'ESPIANTO DEGLI ORGANI 

BONAFEDE SOSPENDE I VERTICI DEL CARCERE

DETENUTA REBIBBIA: DICHIARATA MORTE CEREBRALE BAMBINO
 (ANSA) - Si è conclusa la procedura di accertamento di morte cerebrale per il bimbo giunto ieri dal carcere di Rebibbia all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. In una nota, viene detto che "la commissione incaricata dell'accertamento ha dovuto confermare purtroppo lo stato di morte cerebrale del bambino". "Si valuta ancora, insieme alle autorità giudiziarie e al centro nazionale e regionale per i trapianti, la possibilità di donazione di organi", del bambino gettato insieme alla sorellina dalla madre detenuta nel carcere di Rebibbia.


DETENUTA REBIBBIA UCCIDE FIGLI, "ADESSO SONO LIBERI"
Marco Maffettone per l'ANSA

"Adesso i miei figli sono liberi, gli ho dato la libertà". Sono le agghiaccianti parole con cui Sebesta, ha raccontato al suo avvocato difensore quanto compiuto ieri nel reparto nido del carcere di Rebibbia dove si trovava detenuta per traffico di sostanze stupefacenti. La donna ha lanciato i suoi due figli giù dalle scale e nei suoi confronti l'accusa della Procura di Roma è di duplice omicidio.
carcere rebibbiaCARCERE REBIBBIA

La 33enne tedesca si trova piantonata nel reparto di psichiatria dell' ospedale Pertini e ha passato le ultime 24 ore a piangere e pregare. La figlia più piccola, Faith nata a Monaco di Baviera il 7 marzo scorso, è morta sul colpo, per il fratellino Divine, nato sempre a Monaco il 2 febbraio del 2017, i medici dell'ospedale Bambino Gesù hanno avviato la procedura per l'accertamento della morte cerebrale. A tal proposito la Procura di Roma ha lanciato un appello per rintracciare il padre dei piccoli, Ehis E. di nazionalità nigeriana, al fine di ottenere anche da lui l'ok per l'espianto degli organi.

alfonso bonafedeALFONSO BONAFEDE
La tragedia ha avuto delle conseguenze di natura amministrativa. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha, infatti, deciso per la 'linea dura' sospendendo il direttore della casa circondariale femminile, Ida Del Grosso, la sua vice, Gabriella Pedote, e il vice comandante del reparto di Polizia penitenziaria, Antonella Proietti. Il ministro, parlando di quanto accaduto, ha detto di avere preso questa decisione perché ha ritenuto che "sono stati fatti errori".

"Il messaggio - ha sottolineato Bonafede - deve essere chiaro: nel mondo della detenzione non si può sbagliare. Quel mondo vive in condizioni gravi; io mi sto impegnando e penso non solo ai detenuti, ma anche agli agenti penitenziari. Tuttavia se vedo qualcosa che non deve accadere io prendo subito provvedimenti". Quanto alle critiche di chi dice che la donna non doveva stare in carcere, per il ministro "tutti si improvvisano tuttologi. Sono i magistrati a decidere quando si può fare la detenzione domiciliare e non è detto che a casa quei bimbi sarebbero stati più sicuri".

Il Pd, a partire da Andrea Orlando, è andato all' attacco. "E' sicuro - ha sottolineato l'ex ministro della Giustizia - che per non avere più bambini in carcere basta approvare la nostra riforma sull'ordinamento penitenziario". Per Alessandra Gallone, vicepresidente dei senatori di Forza Italia, va applicata la legge che prevede gli "Icam, istituti in cui possono essere accolte le detenute insieme ai loro bambini". Sulla vicenda è stato avviato un accertamento ispettivo da parte del Dap, mentre per quanto riguarda l'indagine penale, la donna, al momento, resta l'unica indagata.
bonafedeBONAFEDE

Gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Maria Monteleone, stanno effettuando una serie di accertamenti. Parlando con il suo avvocato, Andrea Palmiero, la detenuta è apparsa consapevole di quanto avvenuto. "Sapevo che ieri era in programma l'udienza davanti ai giudici del Riesame che dovevano discutere della mia posizione - ha affermato -. I miei figli li ho liberati, adesso sono in Paradiso". La donna era stata arrestata il 28 agosto scorso a Roma perché trovata in possesso di 10 chilogrammi di marijuana. Nei suoi confronti è stato applicato l'arresto in flagranza di reato, misura che dovrà essere convalidata nei prossimi giorni dal gip.

Fonte: qui

I BIMBI UCCISI DALLA MADRE A REBIBBIA POTEVANO ESSERE SALVATI 

SE LA DONNA FOSSE STATA TRASFERITA IN UNA STRUTTURA FUORI DAL CARCERE, SE IL GIP NON AVESSE NEGATO LE ISTANZE DEL SUO DIFENSORE E SE QUALCUNO NON AVESSE IGNORATO DUE SEGNALAZIONI SULLE SUE CONDIZIONI MENTALI, 

OGGI FORSE QUEI DUE PICCOLI INNOCENTI SAREBBERO ANCORA IN VITA

Federica Angeli e Maria Elena Vincenzi per la Repubblica
rebibbiaREBIBBIA

A tre giorni dalla tragedia che si è consumata nella sezione nido del carcere romano di Rebibbia cominciano a delinearsi i contorni di una vicenda composta da una catena infinita di "e se".

Anello dopo anello si comprende meglio che se Alice Sebesta, la donna tedesca di 33 anni che ha ucciso la figlia di 7 mesi e il primogenito di 2 anni gettandoli dalle scale, avesse avuto una residenza, se si fossero rispettati i dettami della legge 62/2011, se il gip non avesse negato le istanze del suo difensore e se qualcuno non avesse ignorato due segnalazioni sulle sue condizioni mentali, oggi forse quei due piccoli innocenti sarebbero ancora in vita. E non si tratta di ragionare col senno di poi. Ma solo di capire l' epilogo di una vicenda a partire dalle sue innegabili contraddizioni che, al momento, hanno portato alla sospensione di direttrice, vicedirettrice e vicedirigente della penitenziaria di Rebibbia.

Il 26 agosto Alice viene arrestata dai carabinieri della compagnia Roma Centro. Era vicino alla stazione Termini in un' auto insieme a due nigeriani e ai suoi due figli.
Passava per Roma e aveva con sé 10 chili di marijuana. Quando i militari l' hanno fermata ha dichiarato che quella droga era tutta sua.

rebibbiaREBIBBIA
Il gip in 24 ore convalida l' arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. E qui si consuma la prima " violazione". La donna è di passaggio nella capitale, è domiciliata in Germania e a Roma non ha un casa. Motivo per cui - a differenza di quanto previsto dall' articolo 146 del codice penale - malgrado Alice abbia due bambini e malgrado il suo avvocato chieda l' obbligo di firma, il giudice stabilisce che debba andare in carcere.

Il domicilio negato 

La donna arriva a Rebibbia il 28 agosto, nella "sezione nido". Il suo difensore, Andrea Palmiero, presenta il 4 settembre istanza di scarcerazione trovandole un domicilio in cui la donna possa scontare la detenzione preventiva. Alice è anche incensurata. Tre giorni dopo il gip rigetta la richiesta. Nella motivazione scrive che non vi era nessun elemento nuovo per permettere alla madre di tornare libera. Trascurando che in quella istanza veniva fornito un indirizzo, che Alice aveva un casa dove andare con i suoi bambini. E che quello era il motivo per cui, di fatto, era finita dentro.

La struttura inadeguata 

E così Alice e i suoi due figli minorenni rimangono a Rebibbia, anche se la legge 62 del 2011 è al riguardo chiara. La donna avrebbe dovuto, nelle sue condizioni giudiziarie e in quanto mamma, abitare in una struttura fuori dal carcere, in un Icam ( istituto a custodia attenuata per detenuti madri), ossia il livello intermedio tra la sezione nido del carcere ( riservata per legge a mafiose e terroriste) e la casa protetta ( per reati minori). L' I-cam però a Roma non c' è, dunque per Alice Sebesta si è scelta la soluzione Rebibbia, quella più dura.
carcere rebibbiaCARCERE REBIBBIA

Gli allarmi ignorati «La detenuta era stata più volte segnalata per alcuni comportamenti, sintomatici di una preoccupante intolleranza nei confronti dei due piccoli» e il personale in servizio presso il carcere aveva segnalato « la necessità di accertamenti anche di tipo psichiatrico». A scriverlo è il capo del Dap, Francesco Basentini. Al momento del suo arrivo, Alice ha un colloquio con la psicologa che lavora in carcere: la dottoressa non ravvisa niente di particolare. Ad accorgersi di piccole note stonate nel comportamento della donna sono le agenti penitenziarie. Che in due segnalazioni, indirizzate ai vertici del penitenziario, raccontano due episodi. Il primo parla di un atteggiamento " strano" rispetto al nutrimento del neonato. La donna, che allatta ancora, usa il tiralatte ed è lei stessa a berlo invece di darlo alla piccola. La seconda viene redatta il giorno prima della tragedia.(...)

Fonte: qui

LE COPPIE CHE VOGLIONO ALLARGARE LA FAMIGLIA NON DEVONO FARSI PRENDERE DALLA PIGRIZIA E FARE SESSO DUE VOLTE A NOTTE

UNO STUDIO CINESE RIVELA CHE GLI SPERMATOZOI DELLA SECONDA EIACULAZIONE VIAGGIANO PIÙ VELOCEMENTE, OTTIMIZZANDO LE POSSIBILITÀ DI FECONDAZIONE…


gravidanzaGRAVIDANZA
Le coppie che stanno cercando di avere un figlio possono arrivare prima al risultato se fanno sesso due volte in una notte durante il periodo dell’ovulazione. A rivelarlo è un team di ricercatori dell'Ospedale di Shengjing, in Cina, che ha prelevato lo sperma di 250 uomini.

Dallo studio è emerso che, rispetto alla prima eiaculazione, lo sperma prodotto dopo 3 ore era colmo di spermatozoi che si muovevano più velocemente, aumentando le probabilità di riuscire a fecondare l’ovulo. Lo sperma prodotto 180 minuti dopo la prima eiaculazione aveva un maggior numero di proteine che accelera il movimento degli spermatozoi.
sesso gravidanzaSESSO GRAVIDANZA

«Per anni agli uomini è stato consigliato di limitare l'attività sessuale per aumentare le possibilità di gravidanza – ha detto il dottor Li – È il momento di cambiare idea. I nostri dati indicano che le coppie dovrebbero avere rapporti sessuali frequenti durante il periodo di ovulazione.

gravidanzaGRAVIDANZA
Questo potrebbe ottimizzare i loro sforzi per allargare la famiglia». I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Molecular & Cellular Proteomics.

venerdì 21 settembre 2018

The Next Financial Crisis (2019) Is Right On Schedule

Financial markets no longer reflect reality. Neither small businesses or the bottom 90% can afford the “greatest economy ever”. Here’s what happens next…
Neither small business nor the bottom 90% of households can afford this “best economy ever.”
After 10 years of unprecedented goosing, some of the real economy is finally overheating: costs are heating up, unemployment is at historic lows, small business optimism is high, and so on–all classic indicators that the top of this cycle is in.
Financial assets have been goosed to record highs in the everything bubble.Buy the dip has worked in stocks, bonds and real estate–what’s not to like?
Beneath the surface, the frantic goosing has planted seeds of financial crisis which have sprouted and are about to blossom with devastating effect. There are two related systems-level concepts which illuminate the coming crisis: the S-Curve and non-linear effects.
The S-Curve (illustrated below) is visible in both natural and human systems.The boost phase of rapid growth/adoption is followed by a linear phase of maturity in which growth/adoption slows as the dynamic has reached into the far corners of the audience / market: everybody already caught the cold, bought Apple stock, etc.
The linear stage of maturity is followed by a decline phase that’s non-linear. Linear means 1 unit of input yields 1 unit of output. Non-linear means 1 unit of input yields 100 unit of output. In the first case, moving 1 unit of snow clears a modest path. In the second case, moving 1 unit of snow unleashes an avalanche.
The previous two bubbles that topped/popped in 2000-01 and 2008-09 both exhibited non-linear dynamics that scared the bejabbers out of the central bank/state authorities accustomed to linear systems.
In a panic, former Fed chair Alan Greenspan pushed interest rates to historic lows to inflate another bubble, thus insuring the next bubble would manifest even greater non-linear devastation.
Ten years after the 2008-09 Global Financial Meltdown, analysts are still trying to understand what happened. For example, the new book Crashed: How a Decade of Financial Crises Changed the World by Adam Tooze is an attempt to autopsy the meltdown and investigate the mindset and assumptions that led to the panicky bailouts and frantic goosing of a third credit/asset bubble–the bubble which is about to pop with even greater non-linear effects.
This is the nature of non-linear dynamics: everything is tightly tied to everything else. Tightly bound/connected systems are hyper-coherent, i.e. every component is tightly bound /correlated to other components.
This is how the relatively modest-sized subprime mortgage market ($500 billion) almost toppled the entire $200 trillion global financial market.
The vast imbalances created by 10 years of unceasing goosing will unleash a non-linear avalanche of reversions to the mean and rapid unwinding of extremes. Consider the impact on hedges, a necessary function of the financial system. With yields so low, the cost of hedging negatively impacts returns, so hedging has been abandoned, trimmed or distilled down to magical-thinking (shorting volatility as the “can’t lose” hedge for all circumstances).
With shorting volatility being the one-size-fits-all hedge, the signaling value of volatility has been distorted. The same can be said of other measures: the information value of traditional financial signals have been lost due to manipulation and/or goosing.
The interconnectedness of global markets means a small blaze in a distant market can quickly become a conflagration. Put these two together and you get a perfect setup for crisis and crash: nobody really knows anything because the signals have been distorted, but everyone thinks they know everything— sell volatility and buy the dip. It works great until it doesn’t.
Meanwhile, beneath the “best economy ever” the rot is accelerating. This article on the empty storefronts proliferating throughout New York City’s neighborhoods, This Space Available, mentions one dynamic in passing that is an example of the distortions that will be unwound in the next financial crisis.
Desperate for yield in the near-zero yield world engineered by central banks, investors have piled into commercial real estate and overpaid for buildings as the bubbles in rents and valuations expanded in tandem.
These owners are now trapped: their lenders demand long-term leases that lock in nosebleed rents, but back in the real world, no business can survive paying nosebleed rents, and agreeing to long-term leases in this environment is akin to committing financial suicide.
If you actually want to make a profit, it’s impossible to do so paying current commercial rent rates. And if you want to retain the absolutely critical flexibility you’ll need to adjust as conditions change, you can’t sign a long-term lease. Everyone signing a long-term lease today will be declaring bankruptcy in 2019 when the recession trims sales but leaves expenses unchanged.
In other words, neither small business nor the bottom 90% of households can afford this “best economy ever.” The financial markets have completely disconnected from reality, and the process of reconnection will unravel all the imbalances and extremes and deflate every interconnected bubble.
The current fantasy is that bubbles will never pop and recessions are a thing of the past; financial engineering can maintain bubbles and “growth” forever.Everything is distorted to the point that those wandering the hall of mirrors believe they know everything they need to know to continue reaping fat returns on capital.
Conventional thinking that performs well in linear eras is disastrously ill-prepared to navigate non-linear eras like the one we’ll be entering in 2019–right on schedule.

SocGen: "Storm Clouds Are Gathering" As Next Recession Looms


Last week it was Morgan Stanley, today(13/09/2018) it is SocGen's turn. 
Societe Generale's latest Global Economic Outlook report titled "Storm Clouds Gathering" is gloomier than the last three editions. The French bank's posits that while global growth is stable right now, downside risks are becoming increasingly more pronounced. These risks are deeply rooted in cyclical and financial factors, but more importantly in policymaking, predicting that the next US recession looms in 2019/20. 
Four of the bank's most essential downside risks (Protectionism/ trade wars, Sharp market repricing, European policy uncertainty, and China hard landing) are developing into significant threats. They are laid out in the bank's now iconic "Swan Chart."
Over the next 12 months, further intensification of the US-China trade war is set to damage global growth, alongside a sharp repricing in financial markets. SocGen said that while the trade war's impact on global GDP growth remains hard to quantify, it affirmed that global trade and GDP growth will slow as it would increase import prices in economies that levy tariffs or impose quotas.
Global trade volume already weakening 
Global trade index and China export growth has peaked
Naturally, an all-out trade war between China and the US would hurt China in most plausible scenarios, said the French bank. In 2017, the total Chinese exports to the US amounted to just over $500bn, close to 4 percent of China GDP. A 50% reduction in those flows would make a material dent in China’s growth. And with China’s weight in the global economy at about 15%, this would result in a downside shock to global growth. To get ahead of these shocks, Chinese authorities have already scaled back their shadow banking system in preparation for turbulence. 
SocGen then directed their concerns onto "vulnerable" emerging market economies, particularly Argentina, Turkey, Brazil and South Africa, whose currencies have depreciated by 18-20 percent against the USD since the start of 2018. The attention centers on governance and high external foreign-currency debt in the context of a rising USD and US interest rates.
Tightening of US monetary policy and the end of cheap money is also making SocGen more risk-conscious, adding that a dollar shortage has been primarily the culprit of emerging market chaos.
More importantly, SocGen believes that the US rate hike cycle has more to go (hike until something breaks), and the pressuring of emerging market currencies and asset markets could spill over into 2019. Further, the economies that have ignored the emerging market pressure could come under some pressure in the near term, but mentions unless a lot goes wrong, an emerging market financial crisis seems to be contained.
Meanwhile, the repricing risks in developed economies’ equity markets remain a significant threat. SocGen said US stock market indices have continued to set new records, though most other developed economies’ stock markets are down year-to-date, especially in Europe.
This Indicator Is Signaling 75% Chance Of Bear Market (Which Experts Say Could Last 5 Years)
Even if the next economic downturn turns out to be mild, it may prove difficult to reverse. Here’s why…by Brian Maher of Daily Reckoning

Meantime, a different type of menace drifts into view…One prominent market indicator is presently blaring its loudest warning in 50 years.What does it forecast?
Answer anon. First we take a reading of markets today… while the weather holds.Stocks were up and away today.

The Dow Jones ended the day 114 points in green territory.The S&P closed 11 points higher… the Nasdaq, a hearty 48.But to the topic under discussion…The Goldman Sachs Bull/Bear Market Risk Indicator is a market barometer tracking the following metrics:Stock valuations, growth momentum, unemployment, inflation and the yield curve (the spread between short-term and long-term interest rates).

No single metric throws off sufficient light to read by.But string them all together, says Goldman’s Peter Oppenheimer… and you’re on to something:All of these variables are related. Tight labor markets are typically associated with higher inflation expectations. These, in turn, tend to tighten policy and weaken expectations of future growth. High valuations, at the same time, leave equities vulnerable to de-rating if growth expectations deteriorate or the discount rate rises, or, worse still, both of these occur together.

This indicator has mirrored closely the S&P’s forward performance since 1955.The higher the reading, the greater the risk.And now… Goldman’s number crunchers claim their indicator is “flashing red.”It gives 75% odds of an impending bear market.Not since 1969 has it recorded such heightened levels — and such heightened risk.In fact, lower readings preceded the 2000 and 2008 bear markets:
But returning to the all-important question:What next?Goldman concedes two possibilities…

Possibility one: A “cathartic” bear market (English translation: a devastating collapse that cleans everyone out)…

Possibility two: A “long period of relatively low returns across financial assets.

That is, not a crash, but a dismal slump — not a squalling rain, but an endless drizzle.Which is more likely?We anticipate a “melt-up”… followed by a meltdown perhaps next year or the year following.

A crash, that is.But the Goldman men incline toward the drizzly forecast.

Stock market valuations hover at or near record highs, they grant.

But inflation is just now finding its legs.And they believe “structural factors” such as globalization’s disinflationary bias may keep it caged.A lower inflation means the Federal Reserve will not be forced to raise interest rates nearly so hastily.That, in turn, means the market is less vulnerable to a rate shock.Hence, Goldman’s gradualistic outlook.

You may prefer a slow motion bear market to the “cathartic” sort that comes by way of a single knockout blow.But catharsis has its points…Once done, the business of recovery can proceed immediately — as a village can build anew after the hurricane knocks it flat.The “long period of relatively low returns” is rather a long gray twilight, a death by inches, an extended and demoralizing siege.Goldman projects this protracted bear market could last five years… until 2023.
Why so long?

Two reasons: 

  1. The U.S. has already expanded fiscal policy and its debt levels and budget deficit are rising, which could make it difficult to find room for significant easing. 
  2. There may be room for U.S. interest rates to be cut in the next downturn but less so than in other downturns.  

Thus Goldman concludes:“Even if the next economic downturn turns out to be mild, it may prove difficult to reverse.”These Goldman fellows sound lots like Jim Rickards.Jim’s been high on his rooftop for years, hollering the same warnings to anyone with ears to listen.Debt at all levels has swollen to dimensions truly obscene, Jim insists.Meantime, he says the Federal Reserve should have begun to tighten in 2009, 2010 and 2011:

If they had raised rates, many would have grumbled, the stock market would have hit a speed bump, but it wouldn’t have been the end of the world.We’d just had a crash. But by the end of 2009, the panic was basically over. There was no liquidity crisis. There was plenty of money in the system. There was no shortage of money and interest rates were zero. They could have tried an initial 25-point rise but didn’t.

Instead, “Helicopter” Ben Bernanke found the courage to act… by opening the monetary floodgates.That is, he found the courage to cave before the entire financial and political establishment.That is, he found the courage to boot the soda can down the road… and inflate a gargantuan bubble so doing.

Perhaps if our courageous banker had instead found true courage — the courage to raise. Fonte: qui