9 dicembre forconi

domenica 14 luglio 2019

LA NOTTE DI COCA E ALCOL DEI RAMPOLLI DEI CLAN CHE A VITTORIA COL SUV HANNO TRAVOLTO DUE CUGINETTI: UNO E' MORTO, L'ALTRO HA PERSO LE GAMBE



UN ARRESTO 

LA MAMMA DELLA VITTIMA: "HO STRAPPATO UN CELLULARE IN STRADA PER CHIAMARE I SOCCORSI, ERA DELL' ASSASSINO. MIO FIGLIO ERA ANCORA VIVO. IN QUEL MOMENTO HO FATTO IL NUMERO DEL 118, PERÒ NON RISPONDEVA NESSUNO. PERCHÉ NON RISPONDEVA NESSUNO?” 
rosario grecoROSARIO GRECO
Dopo la cocaina e l' alcol si sono lanciati in un terribile gioco, a velocità su una strada in discesa e poi dentro un vicolo. Il Suv dei rampolli di mafia ha ucciso un bambino di undici anni, e un altro è in gravi condizioni(deceduto poi domenica 14 luglio), ha perso le gambe. «Erano seduti davanti alla porta di casa mia - racconta il signor Giovanni Zisa - quella porta è stata sbalzata dentro il salone, sembrava fosse scoppiata una bomba». E c' era un lago di sangue in strada: «Mai visto tanto sangue in vita mia», dice il comandante della polizia municipale, Cosimo Costa.
Il piccolo Alessio D' Antonio è morto pochi minuti dopo il raid. Erano le 21 di giovedì sera. Il cuginetto, Simone, dodici anni, è ricoverato alla Terapia Intensiva del Policlinico di Messina. In manette, per omicidio stradale aggravato dallo stato di ubriachezza, è finito Rosario Greco, 37 anni, lui guidava la Jeep nera che ha travolto i bambini. Ha precedenti per rapina in banca e droga: è il figlio del "re" degli imballaggi del mercato di Vittoria ritenuto vicino al clan Carbonaro-Dominante, Elio Greco è in carcere da un mese per tentato omicidio, a gennaio gli era stato notificato un sequestro di beni per 35 milioni di euro.
alessio e simone vittoriaALESSIO E SIMONE VITTORIA
Il rampollo di famiglia guidava con un tasso alcolemico quattro volte superiore a quello consentito. Accanto a Greco c' era Angelo Ventura, figlio di Gibattista detto Titta, accusato di essere il capomafia di Vittoria. Lui e gli altri due occupanti dell' auto (Alfredo Sortino, che ha qualche precedente, e Rosario Fiore, l' unico incensurato) sono stati denunciati a piede libero per omissione di soccorso e favoreggiamento. Perché dopo la tragedia, sono tutti scappati. E ora Ventura fa anche un post su Facebook per dire che è «addolorato per quanto accaduto, più di quanto si possa immaginare. Ma - tiene a precisare - non ero né ubriaco, né drogato. Mi sono solo allontanato per lo shock e poi mi sono presentato ai carabinieri per raccontare quello che era accaduto ».
Dopo il post tanti like, ma anche insulti per Paolo Borrometi, il giornalista che vive sotto scorta per le sue inchieste sulla mafia che imperversa in questo lembo della provincia di Ragusa. Sono mafiosi social, questi. Anche le minacce a Borrometi, fatte da padre di Ventura, arrivarono via social.
rosario grecoROSARIO GRECO
Dice il prefetto Filippo Dispensa, uno dei tre commissari che regge il Comune sciolto per infiltrazioni mafiose: «Credo che le scorribande di questi rampolli per la strade della città abbiano uno scopo ben preciso: ribadire un certo controllo del territorio e incutere paura nella gente. Pensano di restare impuniti, ma lo Stato è presente a Vittoria e tante cose stiamo facendo per il ripristino della legalità».
Ad arrestare Greco è stato il capo della squadra mobile di Ragusa, Nino Ciavola, che in tante indagini si è trovato di fronte rampolli di mafia: «Sono ragazzi che vogliono di vivere al limite, facendosi forte del loro cognome».

LA MAMMA DELLA VITTIMA
Salvo Palazzolo per la Repubblica
pirata della strada a vittoriaPIRATA DELLA STRADA A VITTORIA
«Mio figlio era ancora vivo - si dispera mamma Lucy - respirava fra le mie mani e io urlavo: chiamate un ambulanza, chiamate un' ambulanza, fate presto. All' improvviso - racconta fra le lacrime - ho visto un uomo in strada, sono corso da lui e gli ho strappato il telefonino. Era l' assassino di mio figlio, ma l' ho saputo dopo. In quel momento ho fatto il numero del 118, però non rispondeva nessuno. Perché non rispondeva nessuno?».
Lucy Amato è appena uscita dalla camera mortuaria dell' ospedale Guzzardi di Vittoria. «Un altro bacio, voglio dare un altro bacio al mio Alessio», sussurra. E riapre la porta.
«Amore di mamma - dice - io ti ho fatto nascere, dovevo morire io al tuo posto». E ritorna in corridoio: «Lo scriva, io voglio giustizia».

A bordo di quel Suv c' erano i figli di due persone legate alle cosche mafiose.
pirata della strada a vittoriaPIRATA DELLA STRADA A VITTORIA
«Non mi interessa chi sono, io voglio solo giustizia. Avevo un figlio e adesso non ce l' ho più. I responsabili devono pagare per quello che hanno fatto. E non come succede in Italia, che stanno in carcere tre mesi e poi escono. Non devono più uscire dal carcere. E nessun avvocato dovrebbe difendere queste persone che fanno tanto male a una madre. Perché non si può morire a 11 anni».
Quando è arrivata l' ambulanza?
«Quel signore si è ripreso il telefonino. E io ne ho cercato un altro. Ho fatto ancora una volta il 118, ma non rispondeva nessuno. Perché non rispondeva nessuno?».
A 500 metri da casa vostra c' è l' ospedale.
«Mi hanno detto che un vicino di casa è corso all' ospedale Guzzardi per chiedere aiuto. C' erano delle ambulanze nel parcheggio. Ma l' infermiere ha detto: dovete chiamare il 118. E poi non so da dove sono arrivate due ambulanze con i medici, forse da Comiso. Però, intanto erano passati 15, 20 minuti. Non so esattamente, mi è sembrato un tempo infinito. Mentre continuavo a urlare: quando arriva l' ambulanza».
tragedia vittoriaTRAGEDIA VITTORIA
Suo figlio era ancora vivo?
«Io sono convinta che mio figlio sia morto perché l' ambulanza è arrivata in ritardo. Anche su questo chiedo giustizia alla polizia, alla magistratura, a tutte le autorità che vogliono ascoltare la voce di una madre disperata. Perché adesso mi sembra di vivere un incubo, ieri eravamo una famiglia felice e oggi la mia vita è finita. Non ho più una ragione per vivere senza il mio bambino».
Crediamo che lei non si arrenderà.
Per dare giustizia a suo figlio. E per evitare che altri fatti come questi accadano ancora.
«Tutte le mamme di questo quartiere dovrebbero ribellarsi. In quella strada maledetta che sembra una pista di Formula uno, la via Quattro Aprile, altre volte era successo che delle auto si erano messe a correre lungo la discesa. E poi entravano a velocità dentro la nostra stradina. Ma perché corrono? Perché mettono a rischio la vita delle persone?».
Aveva visto altre volte il giovane arrestato scorrazzare nella vostra strada?
«L' avevo visto passare con l' auto, ma piano. Lui lo sapeva che c' erano dei bambini lì».
L' altra sera, suo marito era affacciato al balcone.
pirata della strada a vittoriaPIRATA DELLA STRADA A VITTORIA
«Ha avuto appena il tempo di sentire Alessio che diceva: papà voglio rientrare a casa. E lui gli ha risposto: ora ti apro la porta. E un attimo dopo ha visto quella macchina che ha travolto i nostri bambini. Poi l' auto si è fermata, ma solo perché si è schiantata contro un muro. E tutti sono scappati».
Ora, il giovane che ha investito suo figlio è in carcere, con delle accuse pesanti.
«Non lo posso perdonare per quello ha fatto, non si può morire così. Non lo perdono io, e non lo deve perdonare nessuno. Se qualcuno lo scarcera, uccideranno mio figlio un' altra volta».
Fonte: qui

LIMONOV: "IL CASO RUSSIA-LEGA? E’ TUTTO UN FAKE. 'BUZZFEED' E’ UNA TESTATA SCREDITATA."


"SALVINI NON ERA PRESENTE AL PRESUNTO INCONTRO ALL’HOTEL METROPOL, QUINDI NON GLI SI PUO’ RIMPROVERARE NULLA

DUGIN HA INCONTRATO PIU’ VOLTE SAVOINI? E QUALE IMPORTANZA HA SE SI SONO VISTI


TUTTO QUESTO GIOVA ALLE FORZE CONTRARIE AL RINNOVAMENTO IN ITALIA. BENE O MALE CHE SIA, SALVINI E’ UNA FORZA NUOVA..."

Rosalba Castelletti per la Repubblica
eduard limonov (2)EDUARD LIMONOV 
«Sì, ho letto tutto. Che dire? Innanzitutto BuzzFeed che ha pubblicato l' audio è una testata screditata. Tradotta alla lettera, vuol dire "nutrirsi di voci". In passato ha pubblicato articoli sul Russiagate smentiti dallo stesso Robert Mueller. Come si può prenderla sul serio? ». Eduard Limonov, 76 anni, diventato celebre grazie alla biografia romanzata di Emmanuel Carrère, risponde con gli stessi modi spicci con cui nella vita ha fatto tutto e il contrario di tutto. Come fondare il Partito nazional bolscevico, oggi fuorilegge, dalla bandiera nazista ma con falce e martello al posto della svastica, insieme ad Aleksandr Dugin, il politologo russo con cui Gianluca Savoini avrebbe trattato per ottenere finanziamenti per la Lega.

Per Limonov «è tutto un "fake"».
In Italia ne aveva già scritto L' ESPRESSO
salvini savoiniSALVINI SAVOINI
«Innanzitutto, Matteo Salvini non era presente a questo presunto incontro all' hotel Metropol, quindi non gli si può rimproverare nulla. I tre russi potrebbero essere chiunque, persino specialisti delle prese in giro...».

Uno dei tre dovrebbe chiamarsi Ilija Andreevich Jakunin. Le dice niente?
«Ho letto che sarebbe molto vicino a Vladimir Pligin. Ricordo che Pligin è stato deputato della Duma, adesso non so che cosa faccia. Non è mai stato in prima fila. Non conta niente e la sua implicazione non prova alcunché».

Ma Jakunin lo conosce?
«Ma che ne so. In Russia ci sono migliaia di Jakunin».

L' audio come è uscito fuori?
salvini savoiniSALVINI SAVOINI
«Attorno ai politici girano sempre dei "ragni", personaggi-ombra, agenti dei servizi segreti. Un politico deve stare attento a chi incontra. Io cerco sempre di avere un dossier sulle persone che mi tocca incontrare. A chi non ha tanta esperienza in politica, possono capitare incidenti del genere».

Insinua che si sia trattato di una trappola?
«Penso solo che sia un "fake" di pessima qualità».

eduard limonov (1)EDUARD LIMONOV 
Perché ora?
«A chi giova tutto questo? Giova alle forze contro il rinnovamento in Italia.
Bene o male che sia, Salvini è una forza nuova. L' anno scorso sono stato nella sua terra, la Lombardia, e ho conosciuto tanta gente. Mi hanno fatto tutti un' ottima impressione».

Ha incontrato anche Gianluca Savoini?
«Non le dirò chi ho incontrato. Ho visto tanta gente. Però conosco l' argomento, non è che parlo soltanto per parlare».

Ma è a conoscenza del fatto che Dugin ha incontrato più volte Savoini?
Perché quest' interesse per la Lega?
«Che importanza ha se si sono visti?
Ho fondato un partito insieme a Dugin. Che significa? Che Dugin sia un Satana con gli zoccoli? Che c' è di strano se Dugin è interessato alla Lega? Conosce benissimo l' italiano per cui non c' è niente di strano nel fatto che abbia contatti con politici italiani. Io, per esempio, conosco Alain de Benoist, ma non vuol dire niente».
matteo salvini vladimir putin gianluca savoiniMATTEO SALVINI VLADIMIR PUTIN GIANLUCA SAVOINI

Molti in Occidente definiscono Dugin "l' ideologo di Putin". È d' accordo? In che rapporti è con il Lo scrittore bolscevico presidente Putin?
Eduard LimonovEDUARD LIMONOV











«Quello che si dice in Occidente non mi interessa affatto. I complottisti vedono nemici in ogni cespuglio. È una malattia. Sono sicuro che Dugin e Putin non si siano mai visti.
Aleksandr Gelievich è uno studioso puro. Parla cinque lingue e ne legge nove. È un "uomo da libro", lo definirei così. Tutte le sue iniziative in politica però di solito sono un fallimento».
Stando all' audio, sarebbe direttamente implicato nella trattativa per finanziare la Lega.

Che cosa pensa del suo coinvolgimento?
«La politica italiana è diventata una cosa vergognosa, simile alla politica russa. Fruga nel gossip».

Dugin è molto vicino a Konstantin Malofeev che Savoini pare conosca bene. Che interessi può avere Malofeev?
«Penso che sia una cavolata, scusi l' espressione, ma la scriva, per favore.
Scriva che Limonov ha riso in modo antipatico e ha detto che pensa sia una balla».

Nell' audio, Savoini parla di un asse tra Lega, Fpö in Austria, Afd in Germania, l' ex Fn Francia. Che ne pensa?
«Vogliono creare una sorta di "Internazionale degli euroscettici".
limonov e carrereLIMONOV E CARRERE
Alle parlamentari europee hanno guadagnato voti. Tutto cambia: il vecchio non si vuole arrendere, il nuovo vuole vincere. Io sto sempre con il nuovo».

Marine Le Pen ha ricevuto soldi da una banca russa. È possibile che i suoi alleati vengano finanziati da Mosca?
«Penso di no. Sono cauti, sanno che sarebbe rischioso. Gli basta che la borghesia abbia capito che sono il futuro. Salvini di certo ha un futuro.
Milano è una città ricca, si vede che lì la gente ha i soldi. Gli basta, a che gli servirebbero i soldi del Cremlino? Il denaro è dappertutto, non solo qui».

Fonte: qui

P.S. Eduard Limonov, in russoЭдуард Лимонов?, pseudonimo di Eduard Veniaminovič Savenko, Эдуард Вениаминович Савенко, (Dzeržinsk22 febbraio 1943), è uno scrittore e politico russo.
Poeta, autore di romanzi auto-biografici che hanno riscosso successo in FranciaRussia e altri Paesi, guerrigliero nella Guerra civile jugoslava al fianco dei serbi, fondatore con Alexander Dugin e leader del Partito Nazional Bolscevico (successivamente messo al bando), si descrive come un nazionalista moderato, socialista "della linea dura" e attivista dei diritti costituzionali. Come avversario politico di Vladimir Putin e alleato dell'ex campione mondiale di scacchi Garri Kasparov, Limonov è uno dei leader del blocco politico L'Altra Russia.
Lo pseudonimo deriva dal vocabolo russo лимон (traslitterazione: limonlimone) ed è correlato a лимонка (limonka, espressione gergale per la bomba a mano), e gli venne dato dagli amici artisti per il suo stile corrosivo, a tratti esplosivo.[1]

Fonte: qui

Lega e fondi russi: «Savoini nella delegazione Salvini», ma per lo staff del vicepremier è falso. 

La Procura sentirà il «secondo uomo»

«Savoini faceva parte della delegazione di Salvini in veste di membro dello staff del ministro». Lo scriveva il 17 luglio 2018 Gianluca Savoini in una email inviata a Buzzfeed, che oggi il sito pubblica online, ma lo staff di Salvini smentisce categoricamente: «Non era nella lista ufficiale né a luglio né ottobre 2018».
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Lo staff di Salvini: «Non era nella lista ufficiale né a luglio né ottobre 2018». «Lunedì scorso (il 16 luglio, ndr) Savoini faceva parte della delegazione di Salvini in veste di membro dello staff del ministro». Lo scriveva il 17 luglio 2018 Gianluca Savoini in una email inviata a Buzzfeed, che oggi il sito pubblica online. Il riferimento è alla visita di Salvini a Mosca del 16 luglio 2018. Ma lo staff del ministro smentisce categoricamente: «Savoini non era nella delegazione ufficiale del ministro dell'Interno partita dall'Italia. Idem il 17 e 18 ottobre 2018», date della successiva visita a Mosca.Russia e Lega: Salvini e Savoini insieme a conferenza stampa del 2018, poi gli sguardi si incrociano (Corriere TV)
Lettore video di: Corriere Tv (Informativa sulla privacy)
«Non ho ufficio a ministero ma collaboro direttamente con Matteo Salvini a seconda delle sue richieste. Conoscendoci da sempre». È il testo di una mail pubblicata da Buzzfeed e che il giornalista Alberto Nardelli(GIORNALISTA??? CLICCA QUI) spiega di aver ricevuto da Gianluca Savoini il 17 luglio 2018. In risposta alle domande del sito di informazione, in un'altra email che sarebbe stata scritta in terza persona, lo stesso giorno, dallo stesso Savoini, si legge: «Il dottor Savoini collabora da sempre con il segretario federale della Lega, Matteo Salvini, essendo iscritto al partito dal 1991».
«Ha collaborato - prosegue il testo, pubblicato da Buzzfeed senza l'indirizzo email del mittente - all'organizzazione di tutte le visite del sen. Salvini in Russia come si può vedere in rete e sul profilo dell'associazione culturale Lombardia Russia, in quanto a nostro parere (e anche secondo il presidente Trump, visto il vertice di Helsinky con il presidente Putin) la Russia è un partner fondamentale per tutte le nazioni democratiche nella lotta al terrorismo internazionale».
«Savoini ha quindi incontrato insieme a Salvini non soltanto il presidente Putin, ma anche il ministro degli Esteri Sergey Lavrov, il responsabile per le relazioni internazionali di Russia Unita Sergey Zheleznyak, il presidente della Duma (anno 2014) Sergey Narishkin e ha attivamente lavorato per organizzare le conferenze stampa di Salvini in Russia», prosegue l'email. «Lunedì scorso - si legge ancora - Savoini faceva parte della delegazione del Ministro Salvini in veste di membro dello staff del Ministro, così come ha sempre fatto parte dello staff di Salvini quando era soltanto segretario politico senza incarichi di governo».
La Procura sentirà il presunto «secondo uomo». Prima dovranno essere effettuati alcuni accertamenti per capire se sia davvero lui il 'secondo uomo' presente lo scorso ottobre alla presunta trattativa sulla compravendita di petrolio all'Hotel Metropol di Mosca. Dopodiché nei prossimi giorni sarà convocato in Procura a Milano non si sa, in quanto deve ancora essere deciso, se come indagato o come persona informata sui fatti.

È quel che dovrebbe accadere a Gianluca Meranda, il legale che oggi, con una lettera pubblicata sul quotidiano La Repubblica, ha spiegato di essere lui uno dei due italiani che, accanto a Gianluca Savoini, il presidente leghista dell'associazione LombardiaRussia indagato per corruzione internazionale, ha partecipato all'incontro con altri russi nel quale, come emerge da un audio agli atti dell'inchiesta, si è parlato di un 'affarè sul petrolio per far arrivare fino a 65 milioni di dollari alla Lega. Nella lettera l'avvocato ha spiegato che la trattativa «ci fu, ma alla fine non si perfezionò». 
Fonte: qui

Salvini, gelo su Di Maio: devo andare in Parlamento a parlare di cene?

È con un silenzio di ghiaccio, studiato e ostentato, che Matteo Salvini replica all’assedio delle opposizioni e al fuoco amico degli alleati sul caso Russia. Il leader della Lega non sente, non vede, non parla. O almeno, finge di non sentire la voce di Giuseppe Conte che scarica sulle sue spalle la presenza dell’indagato Gianluca Savoini agli eventi ufficiali del governo. E ignora, o almeno finge di ignorare, l’insistenza con cui Luigi Di Maio in asse con il Pd gli chiede di riferire in aula sull’ affaire dei presunti finanziamenti russi.
«Non è per mancanza di rispetto verso il Parlamento — ha spiegato ai suoi il vicepremier leghista —. È che se pure andassi a riferire al Senato non avrei proprio niente da dire». E poi, come per rispondere indirettamente e freddamente alla nota ufficiale del presidente del Consiglio: «Di cosa dovrei parlare in Aula, di cene?».
Oggi il faccendiere con ufficio in via Bellerio, sede del Carroccio, dovrà spiegare ai pm di Milano quell’audio diffuso dal sito americano Buzzfeed, in cui parla di gasolio e rubli tra i marmi e i velluti dell’hotel Metropol di Mosca. Ma per Salvini, Savoini sembra essere poco più un fantasma. E così Claudio D’Amico, l’ex deputato leghista che la presidenza del Consiglio definisce «consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale» di Salvini: colui insomma che avrebbe strappato l’invito per Savoini alla cena del 4 luglio a Villa Madama, offerta dal premier in onore di Vladimir Putin.
«Di D’Amico non parliamo», si tengono alla larga i collaboratori del «Capitano» e spiegano come Salvini, per quanto sdegnato per lo «scaricabarile» di Conte e Di Maio, si sia convinto che lo tsunami mediatico e giudiziario passerà presto, come è stato per il caso di Armando Siri: «Ne avete più sentito parlare, dopo che è stato costretto a dimettersi da sottosegretario?».
Dipinto come isolato e in difficoltà, Salvini vuole si sappia che lui è «tranquillissimo, niente affatto nervoso, per nulla preoccupato» e molto concentrato sull’incontro di oggi al Viminale con sindacati e associazioni, per impostare la manovra economica e far vedere chi davvero conta nel governo. Un appuntamento che sa di sfida a Giuseppe Conte e che il segretario della Lega offre all’interpretazione dei media come la prova che il ministro dell’Interno «si occupa di cose concrete» e non ha tempo per replicare agli attacchi, alle insinuazioni e alle polemiche.
«Io rispetto i magistrati, lasciamoli lavorare con fiducia e non diciamo nulla finché l’inchiesta è in corso — è il senso dei suoi ragionamenti —. Questa storia russa è poco più di un gossip e sa molto di montatura. Sono convinto che si sgonfierà presto». E se i 5 Stelle lo pressano da ogni parte sbandierando una presunta diversità etica, se Di Maio ha (quasi) perso la pazienza con «l’amico Matteo» ed Enzo Moavero Milanesi gli pesta i piedi rivelando al Corriere il piano per i migranti che oggi stesso porterà in Europa, Salvini giura di non sentirsi assediato.

«Non voglio alimentare una polemica sterile, che mi sembra strumentale a un disegno», ripete per placare le ansie dei parlamentari leghisti. Quanto alla tenuta della maggioranza, Salvini ha cambiato spartito e ha smesso di dichiarare che «si va avanti». Ora il leitmotiv del vicepremier nei colloqui riservati è un altro: «Il governo non cade su Savoini, cade se non si fanno le cose». Dove «le cose», per dirla in lingua leghista, sono l’autonomia, il decreto sicurezza bis e il taglio delle tasse. Fonte: qui

IGOR PELLICCIARI: "PUÒ ESSERCI UN FASTIDIO RUSSO, CONTE HA AMMORBIDITO LA POSIZIONE ITALIANA ANTI-SANZIONI. RENZI AVEVA FATTO OBIEZIONI MAGGIORI 
NON SI PUÒ NEMMENO ESCLUDERE CHE POSSA ESSERE STATA UN’AZIONE CONCORDATA TRA MOSCA E WASHINGTON 
ESCLUDO CHE FRANCIA E GERMANIA ABBIANO POTUTO DECIDERE DI FARLO A MOSCA: UNO SGARBO TROPPO GROSSO ALLA RUSSIA, COSA CHE LI AVREBBE ESPOSTI A UNA "RETALIATION"

«LEGA IN DIFFICOLTÀ PER COLPA DI QUALCHE SPROVVEDUTO»

Daniele Capezzone per “la Verità”
Igor PellicciariIGOR PELLICCIARI

Igor Pellicciari insegna alla Mgimo di Mosca (l' università statale per le relazioni internazionali), all' università di Urbino e alla Luiss.

Professore, lei ha parlato di un «trappolone». Davvero qualcuno può pensare che a Mosca un' immensa fornitura di petrolio potesse essere trattata in una hall d' albergo, tra persone non titolate?
«Chiunque conosca la Russia sa che la zona del centro e quegli alberghi sono ipercontrollati. E la sorveglianza è stata potenziata con i Mondiali di calcio. Se - per dire - mi fossi trovato in mezzo a una simile corte dei miracoli, ma ne sarei andato subito».

GIANLUCA SAVOINI - FRANCESCO VANNUCCI - ALEKSANDR DUGINGIANLUCA SAVOINI - FRANCESCO VANNUCCI - ALEKSANDR DUGIN




Il povero Savoini andrebbe «assolto per non aver compreso il fatto», per dirla con una battuta.
«Parlo da analista, con distacco. Ciò che mi porta a parlare di "trappolone" non è tanto l' oggetto del colloquio, ma le modalità. Storicamente la Russia ha incanalato gli aiuti di Stato vendendo energia a prezzi convenienti, oppure comprando materie prime altrui (tipo lo zucchero cubano) a prezzo maggiorato. Ma queste cose le fanno i soggetti titolati e nelle sedi proprie».

GIANLUCA SAVOINIGIANLUCA SAVOINI
In un intervento su Dagospia, lei ha parlato di uno «spy movie di serie b».
«In Russia, c' è un verticismo istituzionale gerarchizzato: si sa chi sta sopra, chi sta sotto, chi ha titolo per decidere. Per questo, mi sento sicuro di escludere che sia stata una trattativa reale, che non potrebbe mai avvenire così».

Veniamo a chi può aver orchestrato il «trappolone». La sua prima ipotesi è che siano stati gli Usa, per far capire che non si può stare a giorni alterni con Mosca o con Washington.
«Non mi riferisco a Trump o ai vertici istituzionali. Ma a settori del deep State, non necessariamente trumpiani, che possono essere spiazzati (era già successo ai tempi di Berlusconi) da alcuni eccessi italiani, da accelerazioni non concordate...».
Una foto del novembre 2016 tratta dal profilo Facebook di Claudio D’Amico con Salvini e SavoiniUNA FOTO DEL NOVEMBRE 2016 TRATTA DAL PROFILO FACEBOOK DI CLAUDIO D’AMICO CON SALVINI E SAVOINI


Però pochi giorni prima Salvini aveva incontrato il segretario di Stato Pompeo, già capo della Cia, che probabilmente già sapeva... Eppure l' incontro con Salvini aveva un connotato positivo di legittimazione.
«Ma infatti. Se questa ipotesi fosse quella giusta, la cosa non sarebbe avvenuta per "distruggere", ma per "indirizzare". Siamo in una fase di enorme complessità (pensi ai dossier Venezuela o Ucraina): forse il versante italiano non ha nemmeno percepito il livello di rischio nel mettersi in mezzo».
salvini savoiniSALVINI SAVOINI




Seconda ipotesi. Potrebbero essere stati i russi, irritati dal disimpegno italiano contro le sanzioni a Mosca.
«Può esserci un fastidio russo. Conte nel Consiglio Ue, per ingraziarsi la Merkel, ha fortemente ammorbidito la posizione italiana anti sanzioni. Perfino Renzi aveva fatto obiezioni maggiori. E poi».

E poi?
MATTEO SALVINI E GIANLUCA SAVOINI A MOSCA NEL 2014MATTEO SALVINI E GIANLUCA SAVOINI A MOSCA NEL 2014


«Non si può nemmeno escludere che possa essere stata un' azione in qualche modo concordata tra Mosca e Washington. Noi tendiamo a schematizzare molto. Ma ci sono settori in cui la cooperazione tra loro è forte. Pensi ad esempio allo spazio».

Lei ha anche avanzato una terza ipotesi. Un regolamento di conti nell' entourage leghista.
«Qui l' analista fa un passo indietro. Ma in teoria può esserci una competizione per stabilire chi sia il "rappresentante" di Salvini a Mosca (non necessariamente residente lì). In quel caso, l' obiettivo dell' azione era Savoini».
savoiniSAVOINI




Avanzo una quarta ipotesi. È pacifico (penso alla Francia) che vi siano paesi terrorizzati dall' avanzata sovranista in Ue. Non è ipotizzabile che una serie di agenti provocatori siano in giro per mettere bucce di banana?
«Non lo escluderei, se fosse avvenuto altrove. Ma escludo che attori europei, con le spalle non abbastanza larghe, abbiano potuto decidere di farlo a Mosca: uno sgarbo troppo grosso alla Russia, cosa che li avrebbe esposti a una "retaliation"».
HOTEL METROPOL MOSCA 1HOTEL METROPOL MOSCA 

Che dire dei partecipanti? Non occorre aver letto Greene, Maugham o Le Carré per capire che occorre tenere un profilo basso. Qualcuno, tra selfie e foto, sembrava il noto presenzialista che sbucava nelle inquadrature dei tg...
VLADIMIR PUTIN E GIANLUCA SAVOINIVLADIMIR PUTIN E GIANLUCA SAVOINI








«Non do giudizi. Ma il narcisismo provinciale di chi si rende troppo visibile, di chi nelle foto alza il calice per farsi notare... Non mi faccia fare paragoni - valutazioni storiche a parte - con i Pajetta, i Togliatti, i Cossutta, che parlavano il russo».

Sia più chiaro.
«Da parte di Mosca c' è un interesse geopolitico, e le delegazioni sono selezionate con cura.
A volte si ha invece la sensazione di presenze italiane che cercano il golden gol individuale».


Fonte: qui