9 dicembre forconi

giovedì 13 giugno 2019

APPROVATO IL DECRETO SICUREZZA BIS E CON ESSO LE MULTE ALLE NAVI CHE NON RISPETTANO IL DIVIETO DI INGRESSO NELLE ACQUE TERRITORIALI ITALIANE

BONAFEDE E CONTE ALLA FINE NON HANNO OSTACOLATO SALVINI, ANCHE IN VISTA DELLE FUTURE NORME SUL CSM E LA MAGISTRATURA

LA COMPETENZA CHE PASSA ALLA PROCURA “AMICA” DI CATANIA, IL FONDO RIMPATRI E LE MANIFESTAZIONI SPORTIVE: TUTTE LE NOVITÀ INTRODOTTE DAL DECRETO LEGGE



DL SICUREZZA BIS, DA MULTE A NAVI A FONDO RIMPATRI

matteo salvini e giuseppe conte approvazione decreto sicurezza bis 1MATTEO SALVINI E GIUSEPPE CONTE APPROVAZIONE DECRETO SICUREZZA BIS 
Multe salate alle navi che non rispettano il divieto di ingresso nelle acque territoriali, potenziamento delle operazioni di polizia sotto copertura, assunzione di 800 amministrativi per eseguire le sentenze penali, istituzione di un Fondo per i rimpatri di 2 milioni di euro, contrasto alle violenze in occasione di manifestazioni sportive. Queste alcune delle misure contenute nel decreto sicurezza bis approvato  dal Consiglio dei ministri.La versione finale uscita da Palazzo Chigi è il frutto di numerose riscritture. In particolare è stata cancellata la parola migranti nell'articolo 2 che introduce le multe alle navi. L'articolo 1 stabilisce che il ministero dell'Interno "può limitare o vietare l'ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale, salvo che si tratti di naviglio militare o di navi in servizio governativo non commerciale, per motivi di ordine e sicurezza pubblica", con l'accordo dei ministeri di Difesa e Infrastrutture ed informando il premier.
SALVINI MIGRANTISALVINI MIGRANTI

L'articolo 2 fissa multe da 10mila a 50mila euro per il comandante della nave che non rispetta le norme. In caso di reiterazione del reato prevista la confisca della nave. La misura punta a colpire le navi delle ong che soccorrono i migranti.

L'articolo 3 estende ai reati associativi di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, anche nelle ipotesi non aggravate, la competenza delle procure distrettuali antimafia. Indirettamente, la disposizione consente l'utilizzo in questi casi delle intercettazioni preventive.

matteo salvini e giuseppe conte approvazione decreto sicurezza bis 2MATTEO SALVINI E GIUSEPPE CONTE APPROVAZIONE DECRETO SICUREZZA BIS 2
L'articolo 4 stanzia 3 milioni di euro nel triennio 2019-2021 per finanziare gli oneri connessi al potenziamento delle operazioni di polizia sotto copertura. Altri articoli mirano ad una maggiore tutela degli operatori di polizia durante le manifestazioni, introducendo una nuova fattispecie delittuosa per punire chi usa razzi, bastoni ed altri oggetti contundenti.

Articoli riguardano poi le manifestazioni sportive, aumentando le pene per le condotte di violenza o minacce nei confronti degli arbitri, facendo diventare permanente la facoltà per le forze di polizia di procedere all'arresto fuori flagranza di chi abbia commesso reati con violenza alle persone o alle cose, colpendo con una sanzione amministrativa la vendita non autorizzata di biglietti per accedere alle manifestazioni sportive, anche se effettuata per via telematica.

DECRETO SICUREZZA BIS, VIA LIBERA DEL GOVERNO ALLA STRETTA ANTI-ONG
Liana Milella per “la Repubblica”

matteo salvini e giuseppe conte approvazione decreto sicurezza bisMATTEO SALVINI E GIUSEPPE CONTE APPROVAZIONE DECRETO SICUREZZA BIS
C' è la norma "contra personam", quella che impedirà in futuro al procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio di intervenire sulle navi delle Ong che hanno salvato dei migranti. La competenza passerà al procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, giusto quello che non aveva visto alcun reato nel comportamento di Salvini per la Diciotti.

Nel decreto ci sono soltanto tre righe all' articolo 3, quanto basta però per legare definitivamente le mani a una procura considerata nemica. Poi c' è l' articolo che farà scattare multe pesanti - da 10 a 50mila euro - contro le navi che si permetteranno ancora di disobbedire agli ordini del ministro dell' Interno conducendo i migranti in un porto sicuro. Ma non basta ancora. Per chi si ostina comunque a proseguire nelle operazioni di salvataggio potrà scattare, per mano dei prefetti, addirittura il sequestro del natante.
salvini bonafedeSALVINI BONAFEDE

Dopo più di un mese di braccio di ferro tra Salvini e M5S passa in consiglio dei ministri il nuovo decreto sulla sicurezza. Questa volta rivisto e corretto anche dal Guardasigilli Alfonso Bonafede che non ostacola il suo alleato in vista delle future norme sul Csm, la carriera a punti per le toghe e gli spioni di palazzo.

Cade qualcuna delle norme più rozze, ma la sostanza fortemente repressiva resta tutta. La Lega, dopo aver criticato dal fronte garantista l' uso delle intercettazioni e degli agenti sotto copertura, stavolta usa e vanta entrambi gli strumenti per reprimere l' arrivo dei migranti. Per norme che non richiedono di fatto alcuna urgenza si procede con un decreto, anche rischiando un possibile stop del Quirinale. Dice in proposito Riccardo De Vito, il presidente di Magistratura democratica: «A leggere il testo sembra davvero che l' Italia sia un paese in guerra.
sea watchSEA WATCH

Non solo contro i migranti, ma anche contro chi manifesta nelle piazze. Il ministro vuole far passare addirittura l' idea che manifestare sia in sé un fatto pericoloso. E parlo non tanto della norma che inasprisce le pene per chi porta i caschi o commette azioni violente, ma di quella che aumenta di un terzo la pena per chi offende un pubblico ufficiale durante una manifestazione ».
Questo è il secondo capitolo del decreto che opera una forte stretta sui cortei e le proteste in piazza. Dopo la repressione della polizia - vedi il caso del cronista di Repubblica Stefano Origone picchiato selvaggiamente a Genova - arriva la copertura legislativa, che prevede una pena fino a 2 anni per chi, manifestando, interrompe un pubblico servizio.

matteo salvini giuseppe conte giancarlo giorgetti approvazione decreto sicurezza bisMATTEO SALVINI GIUSEPPE CONTE GIANCARLO GIORGETTI APPROVAZIONE DECRETO SICUREZZA BIS
La stessa mano pesante cala sulle manifestazioni sportive. Ecco gli inasprimenti delle sanzioni per i tifosi violenti, maggiori possibilità di arrestare in flagranza anche a distanza dai fatti, mentre aumenta la possibilità di fermo per i semplici indiziati. Il sottosegretario alla Presidenza Giancarlo Giorgetti vanta questa parte del decreto, ma De Vito, giudice di sorveglianza a Sassari, parla di «un diritto penale speciale particolarmente repressivo che per ora viene sperimentato sulle curve degli stadi, ma un domani potrebbe diventare di uso corrente».

matteo salvini con i migrantiMATTEO SALVINI CON I MIGRANTI




Nel restyling del dec reto, il ministro della Giustizia Bonafede, almeno per la parte di sua competenza, ha fatto la voce grossa. Ha riportato in via Arenula il potere di assumere a tempo determinato 800 dipendenti per smaltire l' arretrato delle sentenze penali, ancora giacenti e non notificate, ai condannati, che sono ovviamente in stato di libertà, anche se magari dovrebbero scontare una pena minima.

Nella prima versione del decreto Salvini voleva "scippare" questo potere a Bonafede. Che, nelle stesse ore, cerca di ridimensionare i poteri del Csm nella scelta dei capi degli uffici. Annuncia un testo in cui irrigidisce i criteri imponendo un punteggio per ogni esperienza lavorativa fatta dalle toghe, di cui il Consiglio dovrà tenere conto per forza. Una sorta di carriera a punti, in cui potrà influire negativamente anche una spiata di qualche collega o semplice cancelliere. Fonte: qui

DEUTSCHE BANK È STRACOLMA DI TITOLI TOSSICI ED È AL CENTRO DI SCANDALI INTERNAZIONALI, LE ESPORTAZIONI CROLLANO E LA PRODUZIONE INDUSTRIALE SCENDE: E SE ALLA FINE IL VERO MALATO D’EUROPA FOSSE LA GERMANIA?

IL DEBITO MONDIALE, L’INFLAZIONE DEBOLE, IL DOLLARO FORTE: STA PER SCOPPIARE UNA CRISI PEGGIORE DI QUELLA DEL 2007?

Paolo Becchi per “Libero Quotidiano”

deutsche bank commerzbank 2DEUTSCHE BANK COMMERZBANK
Troppo occupati dai problemi di casa nostra non vediamo quello che accade al di là delle nostra mura, eppure ci sono segnali preoccupanti che stanno indicando un cambiamento globale. Il mondo intero sta andando a passi lenti verso una nuova crisi senza precedenti, e senza che neppure sia stata ancora, per lo meno in Italia, metabolizzata quella precedente, una crisi che sarà più catastrofica e devastante di quella iniziata nel 2007, e questa volta forse avrà il suo epicentro proprio in Europa.
ANGELA MERKEL GIOCA CON PHON E PALLINAANGELA MERKEL GIOCA CON PHON E PALLINA


I segnali di un collasso tedesco sono evidenti da tempo, anche se i dati economici reali sono di questi ultimi mesi con la contrazione delle esportazioni (-3,4%) e della produzione industriale (-1,9%). Deutsche Bank, la più importante banca tedesca, quella che - vale la pena ricordarlo - ha speculato sullo spread tra il 2010 e il 2011 per far cadere l' ultimo governo Berlusconi, è da tempo al centro di scandali internazionali con vere e proprie operazioni di riciclaggio di denaro sporco per centinaia di miliardi di dollari, è inoltre stracolma di titoli tossici, esposta con oltre 48mila miliardi di euro in derivati (più o meno 27 volte il Pil dell' Italia), e in più ha circa 6 miliardi di debiti dichiarati.

COME LEHMANN BROTHERS
Lehman BrothersLEHMAN BROTHERS

Vi ricordate il crac di Lehmann Brothers e le sue conseguenze, ecco la banca tedesca può esplodere da un momento all' altro. Non è un caso che l' agenzia di rating Fitch abbia in questi giorni tagliato il rating della banca a BBB, e non escluda un rating ancora inferiore, anche se la notizia in Italia è passata quasi inosservata. Tutto ciò avviene in un quadro internazionale preoccupante.

Non c' è solo la «guerra delle tariffe» tra Cina e Usa, tra Germania e Usa è in atto da tempo una guerra commerciale e Trump ha un bersaglio molto facile da colpire se vuole far saltare la Germania. Ma c' è anche un altro problema di natura globale e non solo in Europa. Concentriamoci sulla crisi del debito, di cui oggi tanto si parla.

MATTEO SALVINI ANGELA MERKEL LUIGI DI MAIO IN IO TI SPREADDO IN DUEMATTEO SALVINI ANGELA MERKEL LUIGI DI MAIO
Una volta la cosa riguardava la Grecia, dopo aver ridotto quel Paese ad una colonia, ora tocca (o dovrebbe toccare) all' Italia. Eppure a livello globale il debito greco è del tutto irrilevante. E lo stesso può dirsi anche per il nostro debito. Il vero problema, di cui poco si parla, è semmai il debito globale.

318% DEL PIL
Il debito mondiale pubblico e privato, nel primo trimestre del 2018 è aumentato di 8mila miliardi di dollari raggiungendo la cifra di 247mila miliardi di dollari. Questa cifra rappresenta il 318% del Pil delle economie industrializzate. E dal 2007 la combinazione di debito pubblico e privato è aumentata del 36%. A differenza che in passato, inoltre, ora anche le economie emergenti, con il rafforzamento del dollaro e il crollo del prezzo del petrolio, stanno accumulando debiti elevati.

deutsche bank commerzbankDEUTSCHE BANK COMMERZBANK
Questi alti livelli di debito globale sono stati fomentati da anni di denaro a basso costo, o per meglio dire a costo zero, fornito dalla Federal Reserve, poi anche dalla Bce e dalla Bank of England e ora persino dalla Banca centrale cineseSi è cercato di affrontare i mali dell' economia planetaria con l' esclusivo strumento della politica monetaria, e il risultato è disastroso: i mercati finanziari sono ora eccessivamente dipendenti dalla politica monetaria delle Banche centrali.

STAGNAZIONE E SPECULAZIONE
L' eccesso di credito, lungi dal rilanciare l' economia reale, sta aprendo la strada ad una nuova fase recessiva, una stagnazione globale: i mercati sono stati drogati da flussi di liquidità che invece di alimentare l' economia reale non hanno fatto altro che incrementare la speculazione finanziaria e aumentare l' indebitamento planetario a livelli ormai insostenibili.

PAOLO BECCHIPAOLO BECCHI
Un eccesso di liquidità e di credito/debito in assenza di una effettiva crescita porterà ad una situazione in cui quei debiti/crediti non riusciranno più ad essere esigili. Iniettando sempre più liquidità nei mercati i governatori delle Banche centrali credono come Billy Tyne, capitano della Andrea Gail, di aver ottenuto il risultato sperato, e non si accorgono che dietro alla calma apparente si sta preparando «la tempesta perfetta».

Le regole del libero mercato impediscono che il denaro arrivi ai governi che dovrebbero spenderlo per soddisfare i bisogni dei propri cittadini. Il denaro passa così, ad esempio nell' Unione europea, dalla Bce ai forzieri delle banche che invece di immetterlo nel circuito dell' economia reale acquistano altri titoli per rivederli a loro volta alla Bce, incassando sicuri dividendi. E così non fanno altro che autoalimentare una bolla speculativa destinata inevitabilmente a scoppiare. Il «libero mercato», abbandonato a se stesso, porta evidentemente alla sua distruzione.
MARIO DRAGHIMARIO DRAGHI

IL PROSSIMO TUNNEL
Altro che uscita dalla crisi: ne stiamo preparando una nuova, dalle proporzioni globali sinora mai viste. Altro che uscita dal tunnel. Stiamo passando da una galleria all' altra, senza neppure in Italia aver visto la luce.

L' inflazione resta ancora debole e il dollaro forte: La Fed, come la Bce del resto, sta in realtà soltanto comprando ulteriore tempo. Una ritira fuori il suo bazooka e rilancia il Quantitative Easing, l' altra ribadisce che taglierà ulteriormente i tassi. Difficile pensare che questi strumenti - sino ad oggi fallimentari - ci porteranno fuori dalla crisiDraghi uscirà presto di scena, e sarà lodato da tutti, in realtà, se ci pensate bene, nei suoi otto anni di presidenza non è cambiato assolutamente nulla.

lehman brothers 2008LEHMAN BROTHERS 2008
Ogni tanto ci vogliono soltanto illudere con un po' di sole, ma d' improvviso un' onda enorme rovescerà la nave. Fuor di metafora Il cambio ciclico è ormai alla porte e prima o poi saranno cazzi amari per tutti.

IL DENARO NON BASTA
Un vecchio saggio direbbe: non se ne esce pompando nuovo denaro, ma probabilmente trovando qualcosa di meglio del denaro. Il problema però è che la nostra civiltà è costruita proprio sul denaro. E non se vedono di nuove all' orizzonte. E allora che fare? Forse si potrebbe cominciare a pensare, come ai vecchi tempi, ad un bel Giubileo del debito globale. Fonte: qui

UN GATTO È STATO SCUOIATO E ARROSTITO AD APRILIA: UN UOMO SENZA FISSA DIMORA DISPERATO PER LA FAME HA CUCINATO E MANGIATO L’ANIMALE RANDAGIO IN UN PARCHEGGIO INCUSTODITO


GATTO SCUOIATO E ARROSTITO AD APRILIA

Simone Pierini per www.leggo.it


gatto randagio scuoiato e arrostito ad apriliaGATTO RANDAGIO SCUOIATO E ARROSTITO AD APRILIA
Un gatto è stato scuoiato e arrostito sulla brace in pieno giorno per essere mangiato nel parcheggio della stazione ferroviaria di Campoleone, ad Aprilia (Latina). È successo lo scorso 5 giugno. Il responsabile sarebbe un uomo senza fissa dimora. La Lav ha ricevuto il video-choc e ha pubblicato un foto di un frame. Il filmato è stato inviato da un cittadino che segnalato l’accaduto e denunciato la situazione di degrado, anche per gli animali, in cui da tempo versa l’area.

Secondo le testimonianze di chi frequenta abitualmente la stazione, riporta la Lav, il parcheggio, incustodito, è da sempre teatro di reati, dai furti d’auto ai reati sugli animali, in particolare l’abbandono. Nonostante la situazione di degrado, nell’area gravitano e vivono pacificamente cani e gatti randagi, che vengono accuditi volontariamente dai cittadini, gli stessi che alcuni giorni fa si sono trovati ad assistere impotenti alla macabra scena.
gatto randagio scuoiato e arrostito ad aprilia 1GATTO RANDAGIO SCUOIATO E ARROSTITO AD APRILIA 

L’uomo, aggiunge la Lav, si sarebbe difeso sostenendo di non essere responsabile della morte del gatto, ma lo avrebbe trovato senza vita, probabilmente investito. Al momento però non c'è nessuna prova a conferma della tesi. L’autore dei fatti però avrebbe confermato di aver scuoiato l’animale con l’intento di cibarsene, una volta arrostito sul fuoco, acceso nel parcheggio. La Lav dichiara di unirsi all’appello dei cittadini denuncianti, chiedendo al Sindaco del Comune di Aprilia, ai Comandi dei Carabinieri e della Polizia di competenza territoriale, maggior controllo e azioni specifiche a tutela degli animali presenti sul territorio. Fonte: qui

mercoledì 12 giugno 2019

UNA GUERRA MONDIALE CIBERNETICA CI VEDREBBE IMPREPARATI E LO DICE RAOUL CHIESA, TRA I PRIMI E PIÙ FAMOSI HACKER “ETICI” ITALIANI


CINA E ALTRI PAESI “BUCANO” L'ITALIA PER RUBARE SEGRETI INDUSTRIALI E L'IRAN E ALCUNI STATI AFRICANI STANNO SCALANDO LA CLASSIFICA DEI PAESI CON POTENZIALITÀ CYBER 

GLI OBIETTIVI? LE INFRASTRUTTURE CRITICHE, AEROPORTI, STAZIONI…

Fabrizio Assandri per “la Stampa”

hacker 6HACKER 
Immaginate: «Che i bancomat comincino a sputare soldi, causando caos e rivolte. E intanto non funzionano più i sistemi di controllo aeroportuale, si bloccano i treni e le sbarre dei caselli autostradali, i cellulari si spengono. Un team di hacker potrebbe mettere in ginocchio un Paese». Non è fantascienza, ma una possibilità, secondo Raoul Chiesa, che parla di «Hackmageddon», storpiando il biblico Armageddon.

hacker 7HACKER 
La guerra mondiale cibernetica è in atto e l' Italia è impreparata, sostiene Chiesa, tra i primi e più famosi hacker «etici» italiani, nickname Nobody. Ha cominciato a fare hacking nel 1986, «quando non c' erano né leggi né cybercrime. Non lo facevamo per soldi: eravamo teenager pionieri innamorati di tecnologia, videogiochi e film come Wargames». «Bucare» -introdursi in un sistema protetto - era una sorta di gioco. Per l' intrusione nella Banca d' Italia, nel '95, la Sco, sezione centrale operativa della polizia, lo arrestò su indicazione dell' Fbi.«Rimasi tre mesi ai domiciliari, il pm mi disse di non sbagliare più». Oggi Chiesa - ha raccontato all' evento «Connecting the future» del Consortium Garr organizzato al Politecnico di Torino - la sua passione è diventata un lavoro, fondando società che scovano falle nella sicurezza informatica. «I clienti sono agenzie di intelligence, governi, banche, aziende. I nomi? Non posso dirli». Ha fondato una start-up, «che ha trovato vulnerabilità in Huawei, Adobe e Microsoft».
hacker 4HACKER 

Fa ricerche sui droni per evitare che un attacco li consegni in mani «nemiche». «Il nostro Paese subisce attacchi, silenziosi e invisibili: ci vengono rubati dati e proprietà intellettuali. Purtroppo non contrattacchiamo, come fanno altre nazioni e, invece, dovremmo andare a capire chi ci attacca e cosa ci ruba. Altrimenti rimaniamo in ginocchio, ammanettati e bendati».

In questa guerra non è immediato capire chi è il nemico. «Non basta scoprire l' indirizzo Ip: servono tecniche di tracciamento per capire chi c' è dietro. Serve una nuova generazione di diplomatici cibernetici che spieghino ai ministri come muoversi». Il problema è che è una zona grigia: «Non c' è ancora una legislazione di guerra applicata agli attacchi cyber».
hacker 1HACKER 
Secondo Chiesa, Cina e altri Paesi «bucano» l' Italia per rubare segreti industriali e l' Iran e alcuni Stati africani «stanno scalando la classifica dei Paesi con potenzialità cyber». Gli obiettivi? Le infrastrutture critiche, aeroporti, stazioni.

«Nessuno credeva sarebbe stato possibile sabotare una centrale energetica, fino a quando non è successo in Ucraina. Con l' Internet of Things saremo sempre più esposti». Le vittime non sono solo le infrastrutture. «Abbiamo dimostrato che è possibile da remoto variare i dosaggi di una pompa di insulina e uccidere il paziente. Si può entrare nel sistema di un ospedale, cambiare una cartella medica o rubare informazioni e venderle alle assicurazioni».

RAOUL CHIESARAOUL CHIESA
Per giocare ad armi pari, quindi, bisogna passare da un approccio teorico a uno pratico, «perché il web è come la sabbia: non è stato progettato per la sicurezza, ma per essere sempre disponibile». Un errore è pensare che la sicurezza risieda in un software e «invece è un insieme di approcci e processi. I cittadini non capiscono che, se una cosa è gratis sul web, il prodotto è l' utente. Scrivere sui social ciò che si fa alimenta il sistema che usa i nostri dati».

Proprio la sicurezza ha giustificato l' arresto di Assange, fondatore di Wikileaks: «Abbiamo chattato negli Anni 90, quando bucò una centrale nucleare francese - racconta Chiesa -. Il suo arresto è stato un errore. Non ha diffuso solo informazioni strategiche, ma anche documenti che dimostrano stragi di civili. Andavano comunque divulgati».  Fonte: qui

LA VERA STORIA DI KIM JONG NAM, FRATELLO DI KIM JONG-UN, UCCISO PERCHÉ ERA UN INFORMATORE DELLA CIA: IL REGIME NORDCOREANO SE NE È SERVITO E GLI HA FATTO FARE LA BELLA VITA A MACAO MA LUI POI HA FLIRTATO CON GLI USA

CORTEGGIATO DA AMICI E NEMICI DI PYONGYANG COME ALTERNATIVA, VIENE RICHIAMATO IN PATRIA E INFINE ASSASSINATO NEL 2017 DA DUE DONNE CON IL GAS NERVINO 
NEL BAGAGLIO C’ERANO 120MILA DOLLARI IN MAZZETTE E… 
IL VIDEO DELL'ASSALTO

«UCCISO PERCHÉ SPIAVA PER LA CIA» LA STORIA VERA DEL FRATELLO DI KIM

Guido Santevecchi e Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”

Kim Jong-nam è partito per l' ultimo viaggio mimetizzandosi da turista ma armato come una spia. Nel suo bagaglio a mano ha infilato un paio di passaporti e una scorta di fialette d' atropina, un antidoto contro i veleni. Poi un computer, zeppo di dati che doveva passare ad un suo contatto.

Un uomo della Cia con il quale si era visto più volte. Un rapporto che gli è stato fatale: agli occhi del suo fratellastro, il Maresciallo Kim Jong-un, ha rappresentato un atto di tradimento. Jong-nam trescava con il nemico e lo faceva per soldi. Dunque doveva essere punito con una morte atroce, avvenuta il 13 febbraio del 2017 a Kuala Lumpur, Malaysia.
l'assalto a kim jong namL'ASSALTO A KIM JONG NAM

La storia dei legami tra la vittima e l' intelligence statunitense non è inedita, era già emersa dopo l' agguato. Solo che ora è stata rilanciata dal Wall Street Journal e da un nuovo libro, The Great Successor , scritto dalla brava giornalista Anna Fifield. Risvolti che destano maggiore interesse visto l' instabile dossier coreano, con le voci inverificabili, i messaggi a distanza (Trump ha ricevuto una lettera dal leader) e la consueta difficoltà a comprendere cosa accada realmente nel Paese più chiuso al mondo.
doan thi huongDOAN THI HUONG

Torniamo allora all' inverno di due anni fa. Kim Jong-nam vive da tempo con la famiglia a Macao, qui ha coltivato grandi rapporti, soprattutto con cinesi e giapponesi. Fa la bella vita, butta un mare di soldi nei casinò e si dedica al turismo. Il regime, per un certo periodo, se ne è servito. Ad esempio fornendogli dollari falsi stampati nel Regno Rosso e poi riciclati all' estero, uno dei tanti canali di autofinanziamento creati dagli apparati riservati.

Solo che Jong-nam non si accontenta, ha bisogno di altro liquido, è corteggiato da amici e nemici di Pyongyang come possibile alternativa all' attuale leader. Non ha le stesse capacità, è stato estromesso dai giochi, però è parte della dinastia. E questo basta.
kim jong nam 1KIM JONG NAM
Inoltre ha mantenuto buoni rapporti con lo zio, Jang Song-thaek, personaggio gradito a Pechino e poi giustiziato dal plotone d' esecuzione nel 2013, in quanto considerato una minaccia interna. Una parabola che sarà seguita anche da Kim Jong-nam.

Le sue mosse infatti iniziano a destare allarme in patria, i servizi temono che qualcuno lo appoggi per un golpe. Da qui parte un ordine, perentorio, con il quale il presidente chiede al fratellastro di rientrare. Lui prende tempo. Sa che i richiami, a volte, sono l' anticamera per il patibolo.

kim jong unKIM JONG UN
Alle resistenze unisce altri passi, imprudenti, che accelerano la sua fine. Usando sempre i viaggi all' estero come copertura incontra ripetutamente un presunto emissario della Cia. Ha i tratti asiatici, ha radici coreane, conosce bene la regione ed è basato a Bangkok. Vuole sapere molto, in cambio offre molto: quei dollari fruscianti che alimentano passioni e vizi di Kim. Il meccanismo funziona, dunque lo ripetono appena è possibile.
Il 6 febbraio 2017, il fratellastro del grande leader lascia Macao e raggiunge Kuala Lumpur, due giorni dopo si trasferisce in un resort sull' isola di Langkawi. Bagni, divertimento, sole e lavoro. Perché il 9 appare l' agente Cia.
siti aisyahSITI AISYAH

Kim e l' emissario si ritrovano nell' hotel, stanno insieme per due ore. Una telecamera di sicurezza li filma - in apparenza - in ascensore. È durante questo meeting, come accerteranno le successive indagini, che nel portatile della vittima viene inserita una chiavetta Usb, probabilmente necessaria al passaggio di materiale. Il 12 la coppia si divide. Kim torna a Kuala Lumpur, qualche ora dopo è un uomo morto, ucciso da una miscela al nervino che due donne gli hanno cosparso sul volto nell' aeroporto di Kuala Lumpur.

Attentato attribuito ai servizi nordcoreani e per il quale non ha pagato nessuno.
Le due esecutrici materiali, identificate dalle telecamere di sicurezza dell' aeroporto di Kuala Lumpur sono state arrestate, rinviate a giudizio e liberate in circostanze poco chiare all' inizio di quest' anno.
effetti gas nervinoEFFETTI GAS NERVINO

Erano due giovani attive nel mondo dell'«intrattenimento» (prostituzione) in Malesia: una vietnamita, l' altra indonesiana. Si sono difese sostenendo di essere state ingannate da uomini che le avevano ingaggiate come comparse per uno show televisivo tipo «Scherzi a parte».

kim jong namKIM JONG NAM
Il loro compito sarebbe stato di spargere olio sulla faccia di un ignaro viaggiatore all' aeroporto. Gli «sceneggiatori» - in realtà 007 di Pyongyang - gli hanno indicato un tipo sovrappeso in attesa di un volo per Macao. Era proprio Kim Jong-nam. E l' olio per bambini era in realtà agente VX nervino. Un' operazione gestita da almeno tre team poi dileguatisi. Quando la polizia malese perquisisce il bagaglio della vittima trova, oltre all' atropina, 120 mila dollari divisi in mazzette sigillate. Possibile che il bersaglio li avesse ricevuti dall' agente statunitense. Un premio per la sua collaborazione. La possibile prova del doppio/triplo gioco del fratellastro. Sempre che sia andata così. Gli intrighi nordcoreani non sono mai semplici. Fonte: qui

Arrestati l'ex parlamentare di FI Paolo Arata e il figlio

Accusati di corruzione, autoriciclaggio e intestazione fittizia di beni. Sarebbero soci occulti dell'imprenditore Vito Nicastri, accusato di essere vicino a Messina Denaro

Ansa - Sono stati arrestati Paolo Arata, ex consulente della Lega per l'energia ed ex deputato di Fi, e il figlio Francesco. Sono accusati di corruzione, autoriciclaggio e intestazione fittizia di beni. Sarebbero soci occulti dell'imprenditore trapanese dell'eolico Vito Nicastri, ritenuto dai magistrati tra i finanziatori della latitanza del boss Matteo Messina Denaro. 
L'arresto è stato disposto dal gip di Palermo Guglielmo Nicastro su richiesta della Dda guidata da Francesco Lo Voi. Gli Arata sono indagati da mesi per un giro di mazzette alla Regione siciliana che coinvolge anche Nicastri, tornato in cella già ad aprile perché dai domiciliari continuava a fare affari illegali. Nel business c'erano anche gli Arata che, secondo i pm, di Nicastri sarebbero soci. Oltre che nei confronti dei due Arata il giudice ha disposto l'arresto per Nicastri, la cui la misura è stata notificata in carcere in quanto già detenuto, e per il figlio Manlio, indagati pure loro per corruzione, auto riciclaggio e intestazione fittizia. Ai domiciliari è finito invece l'ex funzionario regionale dell'Assessorato all'Energia Alberto Tinnirello, accusato di corruzione. Una tranche dell'inchiesta nei mesi scorsi finì a Roma perché alcune intercettazioni avrebbero svelato il pagamento di una mazzetta, da parte di Arata, all'ex sottosegretario alle Infrastrutture leghista Armando Siri. In cambio del denaro Siri avrebbe presentato un emendamento al Def, poi mai approvato, sugli incentivi connessi al mini-eolico, settore in cui l'ex consulente del Carroccio aveva investito. A Palermo invece è rimasta l'indagine sul giro di corruzione alla Regione siciliana che oggi ha condotto all'arresto degli Arata e dei Nicastri. Tutti al centro, secondo i pm di Palermo, di un giro di tangenti che avrebbero favorito Nicastri e il suo socio occulto nell'ottenimento di autorizzazioni per i suoi affari nell'eolico e nel bio-metano. Ai regionali sarebbero andate mazzette dagli 11 mila ai 115 mila euro.

Cronache da VenezuItalia



Premessa: per fortuna che il Bitcoin c'èèèè.... ;-)

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È una mattina qualsiasi della vostra vita. 
Vi accingete a entrare in un bar per il secondo caffè della giornata, ma vi accorgete di non avere contanti. 
Per fortuna lì accanto c’è un bancomat. 
Distrattamente infilate la tessera e… che seccatura, non funziona.
Pazienza, pagherete con carta di credito. 
Orrore: non funziona neanche quella.

(thread lungo proveniente dal futuro, dopo l’”incidente”)

“Ma che non lo sa?”
“Cosa?”
“Le carte oggi non funzionano”
“Ah, e perché?”
“L’Italia è uscita dall’euro”
“Ma che dice? Quando? Ieri sera eravamo nell’euro! Lo spread era a 800, lo so, ma coso… quello lì, com’è che si chiama… in conferenza stampa ha detto che era tutto a posto… 
E poi che c’entra la mia carta scusi?”
“Vabbe’ ‘sto caffè lo offro io va”.............................

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“No aspetti, non c’è bisogno. Ecco, ho qui con me un minibot da 1 €, me l’ha regalato mio figlio che l’ha vinto a Monopoli, c’è la faccia di Tardelli sopra”
“Vabbe’, se insiste… però me ne deve da’ 10”
“Ma come 10? 10 € per un caffè?”
“No, è che se vuole paga’ in minibot fanno 10 da 1 €”
“Ma non è la stessa cosa scusi? Borghi ha detto…”
“Dai nun se preoccupi, offro io”.

Il fatto è che l’Italia è uscita dall’euro nella notte.

“La fase 1: attaccheremo all’alba”..........................................................

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Nel 1982 l’Italia vinceva la coppa del mondo. Io avevo finito la prima liceo, avevo un sacco di capelli ed erano anni felici, almeno per come la vedevo io.
Erano gli spensierati anni 80. 
L’Italia allora era ancora sovrana, eravamo padroni a casa nostra e battevamo orgogliosamente moneta propria. 
L’inflazione nel 1982 era al 17%, lo spread BTP/Bund a 1175 punti base, i tassi d’interesse al 25%. Insomma eravamo in Sudamerica ma non lo sapevamo. Allora però il debito del paese rispetto al PIL viaggiava intorno al 60%.
Non c’era l’euro, non c’era Macron, non c’era Juncker, l’Europa non ci chiedeva niente.

In quegli anni i liberi professionisti erano praticamente nulla tenenti, i rappresentanti di commercio scaricavano dalle tasse le barche a vela e consumavano (per il fisco) abbastanza benzina da fare il giro della terra, i dentisti facevano la prima fattura a ottobre, il fuoribusta nel Nord-est era un benefit troppo attraente per perdere tempo con l’università e spesso anche con il liceo.
In quegli anni noi svalutavamo la nostra liretta come massima strategia monetaria, magari per vendere in Germania due sedie o due scarpe in più (ovviamente prodotti a basso costo grazie al fuoribusta) ma poi ci serviva una vita per pagare il mutuo della prima casa e ci compravamo i BTP per difenderci un po’ da tassi di inflazione sempre in doppia cifra che erodevano ogni mese il potere d’acquisto.
Ma allora ci sembrava tutto bellissimo, almeno lo ricordiamo così, noi ragazzi degli anni 80.
In quel momento, mentre io ascoltavo gli Spandau Ballet sulle spiagge di Lignano, i nostri politici cominciarono a fregarsene del mio futuro, smisero di fare manovre di bilancio che tenessero almeno un po’ da conto il fatto che un giorno la mia generazione sarebbe stata oggi nella stessa posizione delle persone che allora mandavano allegramente in pensione, costruivamo orrendi palazzi ovunque, strade inutili, scuole marce in partenza e capannoni industriali come non ci fosse un domani. 
Ma, come sempre, il domani è arrivato.

Io non sono un economista, non certo uno bravo e illuminato come Borghi. Non sono nemmeno un politico, uno acclamato dalle folle come Salvini.
Io sono solo un ingegnere chimico che fa il manager da molti anni, che qualche bilancio, anche di considerevole dimensioni per gli standard italiani, lo ha gestito e che nella vita si è riservato il lusso di leggere più di qualche libro. 
Insomma ce n’è abbastanza da poter pretendere qualcosa di più di un ex bibitaro del San Paolo e di un ex commesso di Burghy per farmi prendere in giro, almeno sui numeri.
E io non voglio che ai miei figli sia fatto quello che è stato fatto a me e alla mia generazione da politici irresponsabili e disonesti, esattamente come lo siete voi, disonesti intellettualmente quand’anche non materialmente.

Il solo pensare di tornare alle ricette economiche degli anni 80 con la situazione patrimoniale del 2019 e nel mondo del 2019, sarebbe sufficiente a farvi meritare la clinica psichiatrica, se non la galera.

Perché l’Italia fa politiche in deficit da decenni, la lira era già una liretta quando il mercato globale praticamente non esisteva, la Russia e la Cina, il sud-est asiatico non esportavano e i risultati sono quelli che oggi vediamo tutti.

Quindi caro Salvini, anche se probabilmente non capisci molto di quello di cui vai blaterando (citare Di Maio sul punto non vale nemmeno la pena) non mi venire a raccontare che la soluzione è tornare alla lira e a fare politiche di deficit che chiami (in malafede) espansive.
La storia italiana per chi la conosce, dimostra l’esatto contrario. Il problema è molto più complesso di come tu lo dipingi ai tuoi elettori.
Perché se io oggi sono costretto a lavorare almeno dieci anni più di mio padre, se io oggi sono costretto ad andare in pensione con una miseria rispetto a quanto avrò versato di contributi, è colpa delle stesse porcherie che tu vai propagandando come facili, ovvie e brillanti soluzioni.

Ora puoi tornare su Twitter a raccontarmi che oggi hai espulso un senegalese, anche se non è vero. A me non cambia nulla. 
A te, per ora, da un senso e un ritorno elettorale alla tua esperienza politica ma, caro Salvini, per noi è il solito, trito e ritrito senso di pubblica inutilità della politica italiana.

Adriano Costantini (Manager ed Ingegnere)

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Si chiamava "El Patacòn", una moneta parallela creata in Argentina in piena tragedia economica agli inizi del millennio. 
Erano "ufficialmente" garantiti dallo Stato, e i giornalisti economici li definirono subito mini-bond. 
Fu una catastrofe.
La mazzata definitiva per il paese.
Lo Stato non rimborsò un bel nulla, i "patacones" non li voleva più nessuno e diventarono carta straccia. 
L'inflazione esplodeva a livelli inconcepibili e inimmaginabili per un europeo.
Proprio in quel momento, arrivai a Buenos Aires per un viaggio della memoria. 

La sera, andai con alcuni amici in un ristorante in centro. 
Al tavolo c'era un apparecchietto quadrato con un orologio e un timer inserito, dotato di un display luminoso che forniva dei numeri a intermittenza. 
Chiesi al cameriere che cosa fosse. 
Mi spiegò che era il calcolatore dell'inflazione, motivo per cui il menù non era dotato di prezzo. 
In seguito alla comunicazione ufficiale del governo, infatti, "los patacones" erano diventati insolvibili e l'inflazione aveva raggiunto la media del 5/10% al giorno, ovvero la media del 200% al mese. 
Tradotto voleva dire che quando entravi in un ristorante, se la pizza e una birra costavano 12 euro alle ore 21, alle ore 23 potevano costare 14.
La vita quotidiana era un delirio surreale.
Due individui che fanno parte dell'attuale esecutivo italiano (niente nomi, please) hanno addirittura citato quell'esperienza come un modello positivo cui far riferimento ammettendo di aver preso l'idea da lì.
E' molto peggio del guaio dell'ideologia o della disinformazione.
Qui stiamo entrando in un quadro di totale squilibrio mentale.
E' come affidare la ricostruzione del ponte Morandi a Maurizio Crozza sostenendo che la gestione va affidata a un genovese doc.
Nel nome del sovranismo, si intende.

Sergio Di Cori Modigliani

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i famosi 7 PUNTI DOLENTI....

.............E' chiaro che l'euro non è perfetto e va migliorato insieme alla UE
ma il ritorno alla Lira - a monte del fatto che sia cosa buona oppure no - rimane per ora un MITO, prima di tutto perchè non esiste un piano pratico per tornarci che non passi per una CATASTROFE.
Allo stesso tempo rispetto alla descrizione dei tempi della LIRA fatta da Phastidio
la situazione nel frattempo è persino peggiorata rispetto al 1976
1. Oggi c'è un'economia Globalizzata Iper-competitiva con tanti nuovi Big Player che ci stanno facendo a fettine
2. Oggi c'è una finanza globale finanziarizzata che è velocissima e con enorme potere di fuoco...ed è pure in leva = ancora maggiore velocità e potere di fuoco = dunque se decidono di attaccarti...altro che nel 1976 a botte di telefono e dei primi fax!
3. politicamente siamo sempre più marginali mentre nel 1976 eravamo l'ago strategico della bilancia nella guerra fredda in Europa = allora tutto ci era permesso o quasi
4. il debito pubblico oggi è alle stelle insieme al rapporto debito/PIL rispetto agli anni 70, dunque tutto è amplificato e più difficile da gestire
5. nel 1976 Italia era all'avanguardia anche nell'industria mentre oggi siamo sempre più indietro con l'innovazione che avanza veloce e con produzioni industriali sempre più sofisticate e tecnologiche, mentre molta della nostra industria è rimasta indietro, a parte meritevoli nicchie. 
Per esempio nel 1976 il settore tech quasi non esisteva mentre oggi è importantissimo e noi siamo quasi inesistenti.
6. Il SUD va sempre peggio e s'inabissa sempre di più della sua terzomondizzazione
7. i politici di oggi sono dei caproni ignoranti populisti che fanno apparire i politici degli anni 70 dei fini statisti a confronto....................
Fonte: qui