9 dicembre forconi

lunedì 19 febbraio 2018

DIAMANTI? TRA 15 ANNI I GIACIMENTI MINERARI SARANNO ESAURITI

ECCO PERCHE’ IL GRUPPO OLANDESE DE BEERS INIZIA L'ESTRAZIONE NEGLI ABISSI 

LE PIETRE PRESE DAI FONDALI SARANNO PIU’ COSTOSE PERCHE’ PRIVE DI IMPERFEZIONI: IL PREZZO PASSERA’ DA 187 A 528 DOLLARI PER CARATO 

E' GIA' PARTITA LA CORSA ALLE LICENZE...

Lorenzo Simoncelli per “la Stampa”

DE BEERSDE BEERS
A forza di scavare sottoterra alla ricerca di pietre preziose in tutta l' Africa australe, anche la nota azienda mineraria De Beers si è resa conto che lo slogan lanciato nel 1999, «un diamante è per sempre», era alquanto fuorviante. Il governo della Namibia, dove la De Beers detiene numerose concessioni minerarie, ha annunciato che fra 15 anni le cave di diamanti saranno vuote.

Nel giro di vent' anni, dunque, il nuovo slogan si è trasformato in «un diamante non è per sempre». L' azienda, venduta dalla famiglia sudafricana Oppenheimer al colosso minerario Anglo American, lo ha capito ed è corsa subito ai ripari, spostando l' estrazione dalla terra al mare.
diamante sul loboDIAMANTE SUL LOBO

Non più a temperature infuocate sotterranee, bensì a 150 metri di profondità nel gelo dell' oceano Atlantico al largo delle aride coste della Namibia. «I diamanti marittimi sono il nostro futuro» - ha detto Paulus Shituna, direttore commerciale della Namdeb, società divisa al 50% tra la De Beers ed il governo namibiano ed attiva nell' estrazione dei diamanti.

Secondo la Namdeb, in futuro, il 95% dei diamanti immessi sul mercato verranno dal fondo degli oceani africani e grazie alla qualità superiore i prezzi saranno anche più elevati. Il Dipartimento di Scienze Biologiche di Città del Capo stima che, nonostante di dimensioni inferiori, le pietre preziose sarebbero di maggior valore perché prive di imperfezioni. Il prezzo dovrebbe passare da 187 a 528 dollari per carato.

«È in corso una lotta per accaparrarsi le licenze per le estrazioni sottomarine - ha detto Andrew Bloodworth, direttore del dipartimento minerario del British Geological Survey - perché molti Paesi hanno capito che la posta in palio è alta». Aziende private, ma anche governi nazionali.
diamanteDIAMANTE

Nel 2017, le società minerarie coinvolte nell'estrazione di pietre preziose sottomarine, hanno fatturato oltre 600 milioni di dollari. L'ex primo ministro David Cameron ha investito molto sul rastrellamento oceanico di pietre preziose, valutando che avrebbe potuto fruttare al Regno Unito 40 miliardi di sterline nei prossimi 30 anni. Anche perché gli studi della società di consulenza Bain&Company parlano chiaro: nel 2019 la domanda di diamanti supererà l'offerta.

I picchi del 2006 in cui si sono estratti in tutto il mondo 177 milioni di carati sono lontani. Da anni la produzione si assesta intorno ai 144 milioni con trend negativo. È in questo panorama che la De Beers ha deciso di realizzare una flotta di navi capaci di sfruttare la nuova frontiera dell'industria mineraria.

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Costate 157 milioni di dollari l'una, lunghe più di 170 metri e con un personale a bordo di 80-100 persone, sono dotate di un trattore che viene immerso a 150 metri sotto il livello dell' oceano Atlantico e con bracci lunghi 20 metri iniziano ad estrarre il materiale roccioso.

Un'enorme manica di gomma fa emergere in superficie 60 tonnellate di sedimenti all'ora. I detriti vengono setacciati sulla nave per separare il materiale non prezioso, rigettato in mare. Il primo processo di pulizia è a bordo, con estreme misure di sicurezza poi i diamanti vengono trasportarti via elicottero dalla nave fino a Windhoek, la capitale.

Solo così De Beers sarà in grado di raggiungere l'obiettivo di estrarre 1,2 milioni di carati all' anno per i prossimi 20 anni. Una visione lungimirante che risale al 1991, quando l'allora azienda sudafricana aveva investito a costi ridotti per l'acquisto delle licenze.
ANELLO DIAMANTEANELLO DIAMANTE

Ad oggi, dei circa 6mila chilometri quadrati di concessioni a disposizione, infatti, solo il 3% del totale è stato esplorato. Non mancano le critiche da parte degli ambientalisti secondo cui sarebbe in corso una sorta di «land grabbing» marittimo, che starebbe nuocendo ai fondali oceanici africani e alle specie ittiche già a dura prova per la pesca estensiva.

«È inutile nascondere che l' attività ha un impatto ambientale - ha detto Jan Nel, a capo delle operazioni di Debmarine, il braccio operativo della DeBeers nell' estrazione dei diamanti marittimi in Namibia -, la zona di perforazione è circoscritta a 200 metri di distanza dallo scavo, l' impatto è ridotto e meritevole se si pensa al numero di posti di lavoro creati e ai guadagni. per un Paese che rimane il terzo al mondo per disuguaglianza».

Fonte: qui

IL PREMIER ISRAELIANO NETANYAHU ATTACCA TEHERAN E MOSTRA AL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO UN PEZZO DI DRONE ABBATTUTO

NETANYAHU: “L’IRAN E’ LA MAGGIORE MINACCIA PER IL NOSTRO MONDO” 

“LO RICONOSCE? QUESTO È VOSTRO” 

LA REPLICA NON SI FA ATTENDERE: 'E' UN 'FUMETTISTA DA CIRCO', RIBATTE ZARIF



netanyahuNETANYAHU

Il premier Benyamin Netanyahu ha mostrato oggi, durante la Conferenza sulla sicurezza a Monaco, il frammento di un drone iraniano abbattuto giorni fa dall' aviazione israeliana dopo che era penetrato nel territorio di Israele. Ironizzando sulle smentite ufficiali giunte in merito da Teheran, Netanyahu ha lanciato verso il ministro degli esteri iraniano Javad Zarif una domanda ironica: «Signor Zarif, lo riconosce ? È vostro».

L'Iran rappresenta oggi «la maggiore minaccia per il nostro mondo», ha detto il premier israeliano. Il regime iraniano, ha aggiunto, «minaccia di distruggere Israele». «L'Iran non è una minaccia solo per noi, ma anche per voi» ha detto ai partecipanti della conferenza. Netanyahu ha poi espresso preoccupazione per le ripercussioni dell'accordo sul nucleare con Teheran, che ora conduce «una politica ancora più aggressiva» nella Regione.

Fonte: qui

domenica 18 febbraio 2018

PRECIPITA UN AEREO SULLE MONTAGNE A SUD DI TEHERAN

NESSUN SUPERSTITE: I 60 PASSEGGERI E I 6 MEMBRI DELL'EQUIPAGGIO A BORDO SONO TUTTI MORTI NELLO SCHIANTO

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Un aereo della compagnia iraniana Aseman è precipitato sul monte Dena, a 4mila metri, nella regione di Semirom, situata a 480 km a sud di Teheran. Il velivolo con a bordo più 66 persone - 60 passeggeri e 6 dell'equipaggio - era partito da Mehrabad, uno degli aeroporti della capitale persiana ed era diretto a Yasuj, città a sud-ovest del Paese. Mohammad Taghi Tabatabai, portavoce della compagnia aerea ha dichiarato che non ci sono superstiti.

Il velivolo era scomparso dal radar poco dopo il decollo. Scattato l'allarme, un elicottero ha cercato di raggiungere la zona dello schianto, ma non è riuscito ad atterrare a causa delle pessime condizioni meteo dovute a una forte nebbia.

Tutti i servizi di emergenza sono stati allertati, hanno riferito le agenzie di stampa Isna e Fars, citando Pirhossein Koolovand, responsabile del servizio di emergenza nazionale.

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Dopo decenni di sanzioni internazionali, la flotta di aerei commerciali iraniani è decisamente obsoleta e purtroppo gli incidenti non sono rari. Dopo l'accordo internazionale sul nucleare, il governo di Teheran ha però firmato accordi con Airbus e Boeing proprio per rinnovare il parco di vettori.

Fonte: qui

LE IENE: "ECCO GLI ALTRI TRE NOMI DEI CANDIDATI CHE NON HANNO RESTITUITO LO STIPENDIO”

SI TRATTA DI CARIELLO (ESPULSO), SCAGLIUSI E DIENI (CHE SARANNO SOLO RICHIAMATI) 

IVAN DELLA VALLE AMMETTE: "TAROCCAVO I BONIFICI CON PHOTOSHOP" 

I NOMI COINVOLTI IN TOTALE SAREBBERO 14 E NON GLI 8 ELENCATI DA DI MAIO


di maio filippo romaDI MAIO FILIPPO ROMA
"Le Iene" svelano tre nuovi nomi di parlamentari del M5s coinvolti nelle mancate restituzioni di parte dello stipendio al fondo del microcredito. Si tratta di "Francesco Cariello, Emanuele Scagliusi e Federica Dieni". Sul blog, il Movimento ha annunciato l'espulsione di Cariello e del consigliere Regionale emiliano-romagnolo Gian Luca Sassi mentre per Dieni e Scagliusi i vertici hanno previsto "un richiamo" essendo considerati "casi minori".

2. RIMBORSI M5s


L'ultima uscita dell’inchiesta di Filippo Roma e di Marco Occhipinti svela tre nuovi nomi di parlamentari coinvolti nelle mancate restituzioni di parte dello stipendio al fondo del microcredito targato M5S. E spunta anche una nuova tecnica per far risultare tutto in regola. Queste le anticipazioni dell'ultimo video dell'inchiesta che ha scatenato un terremoto, e che sarà pubblicato fra pochissimo sul nostro sito.

I nomi mai svelati finora sono quelli di Francesco CarielloEmanuele Scagliusi e Federica Dieni, questi ultimi candidati all’uninominale rispettivamente in Puglia e a Reggio Calabria. Questi nomi vanno ad aggiungersi a quelli di Giulia SartiMassimiliano Bernini e Barbara Lezzi, parlamentari che non compaiono nella lista degli otto non in regola presentata dal candidato premier dei Cinque stelle Luigi Di Maio a seguito della nostra inchiesta, ma che sono tirati in ballo invece dalla nostra fonte, un ex attivista del Movimento.
di maio filippo romaDI MAIO FILIPPO ROMA

Il totale sarebbe quindi di quattordici parlamentari coinvolti nella "Rimborsopoli" a Cinque stelle, come preannunciato nell'ultima uscita della nostra inchiesta. Il Movimento ha i dati di tutti i bonifici dei parlamentari da più di una settimana, tuttavia ha deciso di prendere provvedimenti solo nei confronti di otto di loro. Perché aspetta che facciamo noi i nomi di chi ha commesso irregolarità per intervenire? Sta coprendo qualcuno? Vuole limitare i danni? Ma andiamo con ordine.

Per Giulia Sarti, capolista nel listino proporzionale e candidata all’uninominale nel collegio di Rimini per i Cinque stelle, mancano all’appello sei bonifici per un totale di 20.580,79 euro. Con una denuncia in procura ha scaricato le colpe sul suo ex fidanzato e collaboratore, Bogdan Andrea Tibusche, dicendo che gli aveva permesso di trattenere dei soldi per risolvere dei problemi di salute, ma che lui le aveva promesso che li avrebbe poi restituiti.

luigi di maio filippo romaLUIGI DI MAIO FILIPPO ROMA
Dopo che sul nostro sito abbiamo pubblicato il suo nome nella lista dei dieci "furbetti", ha mantenuto un silenzio ferreo, tanto che non si è fatta vedere al comizio con Di Maio nella sua Rimini e a noi non ha mai risposto al telefono. Ma è di poche ore fa l’annuncio su Facebook: ha deciso di autosospendersi perché, scrive, “finché questa triste storia non verrà chiarita, io voglio affrontarla da sola e non arrecare il benché minimo danno a questa fondamentale campagna elettorale”. In attesa di chiarimenti (l’ex fidanzato, che è stato interrogato dalla Procura di Rimini fino a notte fonda, ha annunciato di aver registrato “telefonate e messaggi”), passiamo agli altri due “salvati” da Di Maio.

C’è Massimiliano Bernini, campione di restituzioni, per il quale risultano però quattro bonifici nel 2013 che non sono arrivati a destinazione, per un totale di 19.000 euro. Lui si professa innocente. E Barbara Lezzi, candidata capolista in Puglia: manca all’appello un bonifico per 3500 euro. Lei sostiene che il bonifico sia stato rifiutato e che lei non l'avesse mai revocato. Ma Le Iene hanno sentito la sua banca che con carte alla mano dice che quel bonifico è stato revocato dal cliente. Antonio Bordiga, responsabile dei sistemi di pagamento di Banca Sella, al microfono di Filippo Roma ha detto che la revoca del bonifico poteva essere fatta solo tramite richiesta e firma del cliente.

luigi di maio filippo romaLUIGI DI MAIO FILIPPO ROMA
Approfondiamo ora la questione dei tre nuovi parlamentari citati dalla fonte de Le Iene fra quelli che non hanno restituito quanto promesso al fondo del microcredito. Il primo è Francesco Cariello, e per lui mancano all’appello 2 bonifici per un totale di 5989 euro. L'abbiamo contattato, ma ci ha risposto che prima di martedì non può rispondere alle nostre domande. Con i parlamentari Emanuele Scagliusi, candidato nel collegio uninominale in Puglia, e l’onorevole Federica Dieni, candidata nel collegio uninominale di Reggio Calabria, siamo di fronte a una novità molto originale. Nei loro casi non si parla di bonifici pubblicati e mai arrivati a destinazione, ma di bonifici arrivati nel fondo del microcredito solo parzialmente, cioè per cifre minori di quelle presenti nel documento pubblicato dai due onorevoli.

Luigi Di Maio - LinkCampus-LUIGI DI MAIO - LINKCAMPUS-
Siamo passati dal bonifico eseguito e poi revocato al bonifico direttamente taroccato? Emanuele Scagliusi, intercettato da Le Iene, non si spiega come sulla distinta del suo bonifico ci sia una cifra di importo superiore a quella arrivata nel fondo. Ma il codice identificativo dell'operazione è lo stesso, quindi qualcuno ha manualmente modificato l'importo della distinta pubblicata sul sito dei Cinque stelle. Per quanto riguarda Federica Dieniammette con Filippo Roma di aver gonfiato la cifra del bonifico, ma solo perché aveva poi provveduto a fare un bonifico riparatore dieci giorni dopo.

Infine Ivan Della Valle, il campione dei furbetti, dato a Casablanca, ma scovato da noi de Le Iene in Toscana, dove l’abbiamo raggiunto per un’intervista esclusiva. Nel suo caso risultano mai arrivati al fondo 51 bonifici per un totale di 272.312 euro. Chiede scusa, e ammette: “Taroccavo i bonifici con Photoshop”, ma poi attacca i parlamentari del Movimento: “Impossibili 8-9000 euro al mese di spese quando hai ufficio, viaggi e telefono già pagati”. E lancia la sfida: “Trasparenza vera? Fuori tutti gli scontrini dei rimborsi non restituiti. Chiedetegli voi Iene e li chieda anche il candidato premier dei Cinque stelle Di Maio".

Fonte: qui

sabato 17 febbraio 2018

LA GRILLINA GIULIA SARTI DENUNCIA L’EX FIDANZATO: ‘I SOLDI DEI RIMBORSI SE LI È PRESI LUI’

CON BOGDAN TIBUSCHE LA DEPUTATA È STATA PER QUATTRO ANNI, ‘DA UNO CI SIAMO LASCIATI MA CONVIVIAMO ANCORA E LUI SI OCCUPAVA DELLA CONTABILITÀ’. AI POLIZIOTTI AMMETTE: ‘SAPEVO CHE NON AVREBBE FATTO SUBITO I VERSAMENTI. LI DOVEVA USARE PER CURARSI’

ECCO CHI È E COSA FA TIBUSCHE, CHE SUI SOCIAL SI FA CHIAMARE ANDREA DE GIROLAMO

1. M5S: SARTI DENUNCIA EX IN QUESTURA, SOTTRATTE SOMME RIMBORSI
giulia sartiGIULIA SARTI
 (ANSA) - La deputata Giulia Sarti ha denunciato questa mattina, presso la Questura di Rimini, il suo ex fidanzato, Bogdan Andrea Tibusche, accusandolo di aver sottratto alcune migliaia di euro in merito alla vicenda delle restituzioni "fantasma". Nella denuncia, di cui l'ANSA è in possesso, Sarti racconta di essere stata fidanzata con Bogdan "per circa 4 anni" e nonostante il rapporto fosse finito da circa un anno, "la nostra convivenza è continuata fino ad ora anche se non ci vediamo dallo scorso dicembre".

ANDREA DE GIROLAMO PSEUDONIMO DI ANDREA TIBUSCHEANDREA DE GIROLAMO PSEUDONIMO DI ANDREA TIBUSCHE
Sarti spiega che Bogdan, consulente informatico si "occupava, con il mio consenso della gestione della contabilità", incluse le restituzioni al fondo del microcredito. "Martedì sera ho fatto un controllo puntuale e mi sono resa conto che non erano stati eseguiti alcuni bonifici al Mef", si legge nella denuncia in cui Sarti sottolinea di aver provveduto il 14 febbraio a sanare la sua posizione versando "le somme dovute, pari a 23mila euro".

Sarti allega nella denuncia i bonifici effettuati dall'ex fidanzato nel 2014 (7 per una somma di 5.400 euro), nel 2017 (13 bonifici per un totale di 12.900 euro) e nel 2018 (5 bonifici per un totale di 5.400). "Voglio precisare che ogni tanto controllavo tali bonifici e non mi risultavano irregolarità" e "voglio precisare che Bogdan mi aveva avvisato che non avrebbe fatto i versamenti in maniera puntuale perché quelle somme di denaro gli servivano urgentemente per curarsi ma ero convinta che avrebbe fatto i versamenti in un secondo momento".
giulia sartiGIULIA SARTI

"Non ho ancora modificato i miei codici di accesso nell'home banking. Mi riprometto di chiudere il conto al più presto. Ho chiesto a Bogdan spiegazioni sul denaro mancante ma lui si è giustificato dicendo che per motivi di salute gli servivano somme di denaro", è scritto ancora nella denuncia di Sarti che sottolinea di non sapere dove al momento, viva il suo ex: "presumo che abiti a Salerno".


2. BOGDAN TIBUSCHE, CHI È L'EX FIDANZATO DI GIULIA SARTI
Lorenzo Andraghetti per www.lettera43.it
(Ex attivista e collaboratore parlamentare alla Camera per il Movimento 5 stelle)

Le cronache dello scandalo rimborsopoli del M5s hanno catapultato su tutti i giornali il nome dell'ex fidanzato di Giulia Sarti, accusato dalla stessa di averle sottratto ben 23 mila euro dai bonifici che lei avrebbe effettuato al Fondo per il microcredito (leggi anche: Restituzioni M5s, Giulia Sarti denuncia l'ex fidanzato).





ANDREA DE GIROLAMO PSEUDONIMO DI ANDREA TIBUSCHEANDREA DE GIROLAMO PSEUDONIMO DI ANDREA TIBUSCHE
GESTIVA LA PAGINA SOCIALTV NETWORK. L'ex fidanzato si chiama Bogdan Tibusche, nato a Bacau, in Romania, il primo gennaio 1981. Ma si faceva chiamare da tutti Andrea. Parla un perfetto italiano, senza alcun accento, solo una leggera “r” alla francese. Negli ultimi tempi gestiva una pagina Facebook, SocialTv Network, nella quale si improvvisava giornalista e si faceva chiamare Andrea De Girolamo (falso nome). Dava "esilaranti" notizie a favore del M5s e chiedeva donazioni per fare vera controinformazione contro la casta dei giornali.

De Girolamo
Bogdan Tibusche, alias Andrea De Girolamo.
giulia sarti e nicola morraGIULIA SARTI E NICOLA MORRA
Queste sono informazioni che ho perché Tibusche l'ho conosciuto personalmente, all'epoca in cui facevo il collaboratore per Giulia Sarti, dall'aprile al giugno del 2013. La mia collaborazione si interruppe proprio perché la deputata preferì il neo fidanzato al sottoscritto per quanto riguardava la gestione della sua comunicazione, ad esempio sui social network.

INTRODOTTO DALL'ONOREVOLE ANGELO TOFALO. Tibusche fu presentato a Sarti dall'onorevole pentastellato Angelo Tofalo, nel momento in cui furono hackerate le mail della deputata riminese nell'aprile del 2013. Venne presentato come un hacker informatico che l'avrebbe aiutata a capire chi le avesse rubato le mail. La spy story continua. Più avanti rivelerò altri dettagli. Ma siamo veramente solo all'inizio.
P.S. La regia ed il montaggio è di Andrea De Girolamo

Fonte: qui

‘NON HO DIFFUSO IO LE FOTO HARD DI GIULIA SARTI’. MA CONSEGNA 2MILA EMAIL, FILE AUDIO, CHAT WHATSAPP AI PM: 'DIMOSTRANO CHE LA DEPUTATA M5S SAPEVA DOVE FINIVANO I RIMBORSI'

L’EX FIDANZATO ANDREA DE GIROLAMO, OVVERO BOGDAN TIBUSCHE: ‘CON LA POLIZIA POSTALE FECI SPARIRE QUELLE FOTO, SAREI UN IMBECILLE A RIMETTERLE IN GIRO CON QUELLO CHE STA SUCCEDENDO’. DOPO L'INTERROGATORIO HA LASCIATO RIMINI E CAMBIATO CELLULARE

Grazia Buscaglia per www.ilrestodelcarlino.it

«Non c’entro nulla con le foto hard di Giulia che girano di nuovo in Rete. Sarei stato proprio un imbecille a fare una cosa del genere con tutto quello che sta succedendo. Proprio io che ho fatto di tutto per eliminarle anni fa in collaborazione con la Polizia Postale. Ma per chi mi hanno preso?».


L’ex fidanzato di Giulia Sarti, Bogdan Andrea Tibusche, indagato per appropriazione indebita aggravata, non ci sta. Non ci sta a passare per il ‘furbetto’ che avrebbe fatto riapparire sul web le immagini osè di una giovane Giulia Sarti. Sabato mattina quelle foto hard sono rimbalzate sul web, ma anche sui telefonini di molti politici riminesi. Bogdan ha lasciato Rimini e si è andato a rifugiare lontano dal clamore che il caso ‘Rimborsopoli’ sta suscitando. Ha persino cambiato numero di cellulare pur di non farsi trovare.

ANDREA DE GIROLAMO BOGDAN TIBUSCHEANDREA DE GIROLAMO BOGDAN TIBUSCHE
Anche il suo avvocato di fiducia, Mario Scarpa, è di poche parole: «Domani (oggi; ndr) andrò in Procura per conoscere gli eventuali nuovi sviluppi. Poi ci regoleremo di conseguenza. Non è escluso che il mio assistito chieda nuovamente di essere sentito dal magistrato, ma prima di ogni decisione, dovremo sapere se gli viene contestato altro. Io so solo che ci sarebbe stata, sabato pomeriggio, un’ulteriore integrazione alla prima denuncia presentata dalla parlamentare. Ora è troppo presto valutare ogni altra mossa».
ANDREA DE GIROLAMO PSEUDONIMO DI ANDREA TIBUSCHEANDREA DE GIROLAMO PSEUDONIMO DI ANDREA TIBUSCHE

Giulia Sarti sabato pomeriggio, accompagnata dal suo avvocato Fabio Repici, ha presentato alla Squadra mobile ulteriori documenti per corredare la prima denuncia. Atti che sono stati secretari. La parlamentare avrebbe reso precisazioni tecniche relative ai movimenti bancari sul suo conto corrente fatti dal suo ex compagno al quale lei stessa aveva fornito i dati d’accesso e l’autorizzazione.

Questione di ore e la parlamentare M5s potrebbe presentarsi in Procura per fornire ogni chiarimento. Bogdan, d’altronde, ha già raccontato la ‘sua’ verità nell’interrogatorio-fiume, durato più di cinque ore, nella notte tra venerdì e sabato, davanti al sostituto procuratore, Davide Ercolani. Un interrogatorio i cui atti sono stati secretati per evitare fughe di notizie. Ha risposto ad ogni domanda del magistrato.
GIULIA SARTI ANDREA DE GIROLAMO BOGDAN TIBUSCHEGIULIA SARTI ANDREA DE GIROLAMO BOGDAN TIBUSCHE

«Giulia sapeva tutto, era al corrente di ogni movimentazione, non ho portato via neanche un centesimo», ha più volte sostenuto, motivando con una montagna di documentazione tra email (oltre dumenila), file audio, chat su Whatsapp e Telegram. Pane per i suoi denti visto che Bogdan è un autentico mago informatico, uno che conosce ogni segreto, anche il più remoto del web e dei suoi abitanti. Un profilo, quello dell’esperto informatico ‘smanettone’ tanto amato nel Movimento Cinque Stelle che della Rete ha fatto il perno di ogni sua battaglia politica.

giulia sartiGIULIA SARTI
Bogdan, che si fa conoscere fuori e dentro il web come Andrea De Girolamo, durante l’interrogatorio però non avrebbe mai avuto parole di rancore verso la parlamentare grillina che non più tardi di quattro giorni fa l’aveva denunciato per appropriazione indebita aggravata. Ha solo mostrato tanta incredulità per quello che gli stava accadendo, trovandosi, all’improvviso, iscritto nel registro degli indagati. «Non so perchè l’abbia fatto, non riesco a capirlo, qualcuno la deve avere mal consigliata, fuori e dentro il Movimento».

Fonte: qui

CHI SARA' IL PROSSIMO GOVERNATORE DELLA BCE?

SE LO SPAGNOLO DE GUINDOS DIVENTA VICE DI DRAGHI, WEIDMANN VUOLE IL POSTO DI MARIO DRAGHI

A STOPPARLO POTREBBE ESSERE PROPRIO LA MERKEL CHE PUNTA ALLA PRESIDENZA DELLA BCE O ALLA PRESIDENZA DEL PARLAMENTO EUROPEO


JUNCKER STROZZA LUIS DE GUINDOSJUNCKER STROZZA LUIS DE GUINDOS
Alla nomina del vicepresidente della Bce mancano appena una manciata di giorni. Lunedì toccherà all' Eurogruppo decidere chi subentrerà, il 31 maggio, al portoghese Vitor Constancio. Il tempo stringe, ma la partita pare ancora aperta. Anzi, più di duello si tratta: la scelta del numero due dell' Eurotower è infatti concatenata con la successione di Mario Draghi, prevista alla fine di ottobre del 2019.

Philip LanePHILIP LANE








Vediamo perché. In lizza per la seconda poltrona dell' istituto di Francoforte ci sono il ministro spagnolo delle Finanze, Luis De Guindos, e il governatore della Banca d' Irlanda, Philip Lane. Il primo è in pole position: piace all' Eurogruppo, non fosse altro perché Madrid non ricopre ruoli di vertice negli apparati europei. Ma su questa possibile scelta è partito il fuoco di sbarramento dell' Europarlamento, che vede nella nomina di un politico un rischio per l' indipendenza della Bce e, dunque, preferirebbe l' economista Lane.

weidmann schaeubleWEIDMANN SCHAEUBLE
Il tema dell' autonomia della banca centrale dovrebbe stare molto a cuore anche alla stessa Bce, ma qui entrano in gioco anche fattori legati più ai futuri equilibri di vertice, quelli determinati dall' uscita di Draghi. Affidare la vicepresidenza a De Guindos, cioè a un uomo del Club Med, potrebbe infatti spianare al presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, la strada che porta al vertice dell' Eurotower.

MERKEL JUNCKER1MERKEL JUNCKER1



Il condizionale è però d' obbligo. Se nei mesi scorsi l' investitura del banchiere più critico nei confronti delle politiche di allentamento varate da Mario Draghi sembrava scontata, soprattutto perché la Germania non è mai stata alla guida della Bce, qualcosa ora appare cambiato. E non solo perché Berlino è ancora senza un governo, ma perché nella primavera del 2019 dovranno essere scelti i vertici di Commissione europea, Consiglio Ue ed Europarlamento.

DRAGHI GIORNALISTI1DRAGHI GIORNALISTI1
I tedeschi non fanno mistero di voler puntare alla presidenza della Commissione, un ruolo che in futuro potrebbe inglobare anche quello di ministro unico delle Finanze europee. Inoltre, non è scontato che sia davvero conveniente per il governo di Berlino che un tedesco assuma direttamente gli onori e gli oneri della presidenza della Bce, unico organismo effettivamente federale nell' Unione europea.

Se dovesse diventare il numero uno della Bce, Weidmann dovrebbe infatti abbandonare i toni barricaderi e assumere un atteggiamento più istituzionale.

Fonte: qui





PENNACCHI: "NESSUN PARTITO SI OCCUPA PIU’ DEGLI ULTIMI E ANCHE GLI IMPRENDITORI SE NE FREGANO DEL BENESSERE DEI LORO OPERAI "

"I DIBATTITI POLITICI? NON LI SEGUO, MI INCAZZO QUANDO VEDO LE TRASMISSIONI IN TV O LE FESSERIE DI INTERNET– LE IDEOLOGIE? NON SONO FINITE MA…"

Massimo Vincenzi per la Stampa
antonio pennacchiANTONIO PENNACCHI

Antonio Pennacchi è un fiume in piena, impossibile contenerlo dentro gli argini delle domande.

Impastato com' è di politica fa giri strani, prende percorsi alternativi, li miscela con la sua lunga esperienza di militante e il talento letterario: quando sembra prigioniero del labirinto ne trae fuori la via d' uscita vincente, il guizzo rivelatore.

Da iscritto al Msi sino alla Cgil, sempre su posizioni ostinate e contrarie rispetto all' ortodossia, non stupisce per il gusto di farlo, ma per la necessità quasi fisica di stare sempre e comunque dalla parte degli ultimi senza etichette e senza idee preconcette. La sua è un' analisi spietata dell' Italia di oggi, ma con una ventata di ottimismo che non cessa mai di soffiare.

Le ultime statistiche sono impietose: descrivono un Paese dove le differenze sociali ed economiche sono sempre più evidenti. Che sta accadendo?
antonio pennacchiANTONIO PENNACCHI
«Non è un fenomeno italiano, siamo passati dal capitalismo industriale al capitalismo finanziario senza prendere le adeguate contromisure e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Gli industriali di un tempo pensavano anche al benessere dei loro operai, perché li vedevamo come futuri compratori, ora i padroni se ne fregano allegramente: l' equoguadagno, l' equoprofitto sono parole finite in soffitta. Il liberismo ha vinto su tutti i fronti con buona pace di chi è rimasto indietro. Nessuno schieramento politico si occupa più degli ultimi, dei diseredati».

Come giudica l' Italia oggi?
«Ho una pessima opinione. Le ingiustizie non mi sono mai piaciute sin da quando ero bambino. Resto un' idealista, anche se non mitizzo il passato.

Da inguaribile marxiano credo però in un futuro migliore. Tutto è iniziato quando siamo scesi dagli alberi in Africa e da lì abbiamo iniziato a migrare e non ci fermeremo.
Resto infatti convinto che abbiamo le forze per rialzarci e riprendere il viaggio».

La tesi prevalente è che, finite le ideologie, manchino ricette per il futuro. Cosa ne pensa?
PENNACCHIPENNACCHI
«Tutte cazzate, destra e sinistra continuano ad avere la loro identità precisa: quello che si è perso è la capacità delle ideologie di attrarre le masse.
Il problema di oggi è che la gente è sempre più convinta che il bene e il male siano divisibili con l' accetta invece noi siamo un misto di bene e male: bisogna imparare a convivere con questo fattore».

Senza ideologie restano i valori, dunque.
«Esattamente. La divisione sostanziale è il rapporto dialettico con la società: se si mette al centro il singolo o se si pone come elemento più importante la collettività. Quando ero giovane io il collettivo venivo prima di tutto, adesso vince l' egoismo».

Ha l' impressione che gli intellettuali si schierino meno di un tempo?
«Io non me lo pongo il problema, gli altri facciano come gli pare. Quello che è venuto meno è lo schieramento pubblico, i manifesti da firmare tutti assieme, che spesso rappresentavano una sorta di conformismo mentale. Io cerco sempre di distinguermi: come direbbe il mio analista ho un atteggiamento antisociale, creativo e triste. A volte mi sembra che non valga più la pena impegnarsi, anche se io continuo a fare quel che posso».

pierluigi battista e antonio pennacchiPIERLUIGI BATTISTA E ANTONIO PENNACCHI
Segue i dibattiti politici?
«No, perché mi incazzo quando vedo le trasmissioni in tv o le fesserie di Internet dove è impossibile fare un ragionamento. Pensi al web, lì nessuno si guarda negli occhi: è impossibile capire chi dice il vero e chi dice il falso.

Bugie, facce impresentabili: non è più la politica nobile che appassionava me. Una volta c' erano i partiti, le sezioni dove si faceva notte a dialogare, anche a litigare ma almeno si capiva qualcosa. Adesso solo slogan, nessun ragionamento complesso: e i problemi più gravi, come la migrazione e la povertà, vengono cacciati sotto il tappeto. L' ignoranza è il male assoluto dei nostri tempi».
PENNACCHIPENNACCHI

Come vede il Paese tra cinque anni?
«Io rimango ottimista. Penso per esempio alle possibilità che ci darà la conquista spaziale, sembra un discorso marginale ma in quel campo l' Italia è all' avanguardia. E così sono molti i campi dove siamo avanti rispetto ad altre nazioni.

L' Italia è meglio di chi ci governa. Dobbiamo credere nel progresso e sperare che la politica assecondi i nostri lati migliori, non come ha fatto in questi anni durante i quali ha pensato solo al suo tornaconto».

Fonte: qui