9 dicembre forconi: pioggia
Visualizzazione post con etichetta pioggia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pioggia. Mostra tutti i post

domenica 5 novembre 2017

UNA FLOTTA DI AEREI E’ PRONTA ALLE PORTE DI MOSCA PER “BOMBARDARE” LE NUVOLE ED EVITARE ACQUAZZONI DURANTE LE SFILATE SULLA PIAZZA ROSSA

IN QUESTO MODO SI PUO' DECIDERE DOVE "DIROTTARE" LA PIOGGIA

Rosalba Castelletti per “la Repubblica”

VLADIMIR PUTIN DURANTE UN COMIZIO SULLA PIAZZA ROSSAVLADIMIR PUTIN DURANTE UN COMIZIO SULLA PIAZZA ROSSA
Oggi la Russia celebra la Giornata dell' Unità nazionale. Una di quelle festività annuali per cui si prevedono parate, fuochi d' artificio e concerti. A Mosca si fa anche di più: dopo settimane di pioggia e leggere nevicate, le autorità promettono un cielo senza nuvole. Il "miracolo del cielo blu" si ripeterà anche il 7 novembre, quando un corteo ricorderà la marcia delle truppe sovietiche per andare a combattere i tedeschi nel 1941.

Alla periferia della capitale, dieci aerei, tra cui Jakovlev Jak-42s e Antonov An-12s e An-26s, sono pronti a levarsi in volo e a bombardare con una miscela di ioduro d' argento, ghiaccio secco o cemento ogni nube che minacci le celebrazioni. Obiettivo: svuotarle prima che raggiungano il centro di Mosca e garantire che "non piova sulla parata". Costo: quasi tre milioni di euro.

PUTIN e la parata militarePUTIN E LA PARATA MILITARE
L' aerea "danza della non pioggia" che a ogni festività russa scongiura acquazzoni sulla Piazza Rossa non è stregoneria né fantascienza. L' inseminazione delle nuvole, o cloud seeding, è una tecnica di geoingegneria diffusa da tempo anche fuori dai confini della Federazione. I primi tentativi risalgono al 1946 quando Vincent Schaefer, chimico statunitense, provò a usare il ghiaccio secco per far piovere. Fu un suo collega, Bernard Vonnegut, fratello dello scrittore Kurt, a elaborare la miscela con ioduro d' argento.

Da allora vari Paesi hanno fatto ricorso alla tecnica per salvare i raccolti, dissipare la nebbia negli aeroporti, evitare che grandinate danneggino i vigneti, indebolire gli uragani o garantire la stagione sciistica. Nell' Urss gli scienziati l' hanno usata persino per affogare un' invasione di locuste. L' obiettivo è sempre stato lo stesso: far piovere o persino nevicare. È negli Anni Novanta che in Russia si è iniziato a mirare all' esatto opposto: dissipare le nuvole.

la piazza rossa di moscaLA PIAZZA ROSSA DI MOSCA
Quando nel 1995 la capitale si apprestava a celebrare il cinquantesimo anniversario della vittoria sui nazisti, con Bill Clinton come ospite d' onore, l' allora sindaco Jurij Luzhkov chiese ai meteorologi: «Possiamo evitare che piova?». «Proviamo», fu la risposta. E per la parata ci fu un cielo blu. Da allora Luzhkov, non solo ingaggiò gli "sterminatori di nuvole" a ogni festività, ma nel 2009 arrivò persino a proporre inverni senza neve sul centro città.

A sua detta, gli aerei spara-nuvole sarebbero costati meno che gli spazzaneve e anche il traffico ne avrebbe giovato. Gli abitanti delle periferie che avrebbero subito il contraccolpo di nevicate extra sulle loro teste però mugugnarono. E gli ambientalisti lanciarono l' allarme: la neve non solo pulisce l' atmosfera, ma protegge le radici degli alberi durante le gelate. Il progetto fu archiviato.

PARATA MILITARE E CIELO SERENOPARATA MILITARE E CIELO SERENO
Il cloud seeding non è la sola tecnica di geoingegneria con cui gli scienziati cercano di controllare il meteo. Per mitigare l' effetto serra, c' è chi propone di produrre nuvole bianche riflettenti o lanciare nello spazio sottilissimi dischi per schermare o deviare la luce solare. Né la Russia è la sola a voler inseminare le nuvole per scongiurare la pioggia. A Pechino, ad esempio, le nuvole furono cacciate via in occasione delle Olimpiadi 2008.

A volte, però, a dispetto degli sforzi, la natura vince. Quest' anno il Giorno della Vittoria, gli aerei sono riusciti a evitare la neve, ma non le nuvole. E, almeno una volta, ad avere avuto la meglio è stata la gravità: nel 2008, invece di polverizzarsi e dissipare le nubi in occasione del Giorno della Russia, il 12 giugno, un ammasso di cemento piombò sul tetto di un' abitazione. Un portento sì, ma non quello sperato. Chi ha comunque fede incrollabile nella scienza e vuole ripetere il miracolo del cielo blu nel giorno del proprio matrimonio, ora può rivolgersi a numerose compagnie private. Il conto però, quello sì, potrebbe essere un po' nebuloso.

Fonte: qui

mercoledì 6 settembre 2017

Allarme siccità, in secca le sorgenti del Po: niente acqua su Monviso

Allarme siccità, in secca le sorgenti del Po: niente acqua su Monviso

Ai 2.020 metri di quota del Pian del Re, accanto alla pietra scolpita con la celebre frase «Qui nasce il Po», dalla roccia non esce una goccia d’acqua. 

I primi otto mesi del 2017 sono stati i meno «piovosi» dal 1800


La sorgente del Po in secca (Ansa)La sorgente del Po in secca (Ansa)
shadow
Le sorgenti del Po sono in secca. Un evento che si registra raramente, conseguenza delle siccità che ha colpito il Piemonte, e non solo. Ai 2.020 metri di quota del Pian del Re, alla base del Monviso, accanto alla pietra scolpita con la celebre frase «Qui nasce il Po», dalla roccia non esce una goccia d’acqua. Poco più a valle diversi rivoli si uniscono per dare vita al torrente destinato a diventare il fiume più lungo d’Italia, lungo 652 chilometri.
Il record del 2017
Da dicembre 2016 ad agosto 2017 è stato registrato un deficit di piogge del 40% rispetto al passato e questi primi otto mesi dell’anno - dicono gli esperti - sono stati i più secchi dal 1800. «Le scarse precipitazioni estive - sottolinea il climatologo del Cnr Michele Brunetti - non hanno fatto altro che peggiorare una condizione di siccità già molto grave alla chiusura della stagione primaverile che, con un deficit di quasi il 50% rispetto alle precipitazioni medie primaverili, è risultata la terza più secca di sempre. A parte le importanti precipitazioni che hanno caratterizzato il Centrosud nel mese di febbraio, è da dicembre 2016 che le precipitazioni risultano sotto la media sull’intero territorio nazionale, tanto che, se consideriamo le precipitazioni cumulate sulle ultime tre stagioni (i 9 mesi da dicembre 2016 ad agosto 2017), siamo di fronte a un deficit di precipitazioni di quasi il 40%, senza grosse differenze tra nord e sud e, se le confrontiamo con le medesime tre stagioni dal 1800 ad oggi, quelli di quest’anno risultano i 9 mesi più secchi di sempre». In futuro la siccità, secondo il climatologo Massimiliano Fazzini, docente delle Università di Camerino e Ferrara, non è destinata a migliorare. «Durante le future estati - è il suo allarme - avremo sempre meno acqua e di peggiore qualità. Regioni come Puglia, Sicilia e Sardegna dovranno mettere in campo processi di desalinizzazione utilizzando così l’acqua del mare». «Dobbiamo iniziare - è il suo monito - a non sprecare l’acqua quando ci laviamo. Considerando i modelli climatici futuri, problemi di tale portata per il Centro Italia non dovrebbero esserci».
Agosto il mese più caldo dal 1800
La siccità è ovviamente collegata con le temperature sopra la media e si è quindi accentuata quest’estate, risultata - secondo Brunetti - seconda solo a quella del 2003. Mentre il mese di agosto è stato il terzo più caldo per l’Italia dal 1800, con un’anomalia di 2.53 gradi sopra alla media. Più caldi sono stati solo l’agosto del 2012 e del 2003, con anomalie di più 2.56 gradi e più 3.86 gradi rispettivamente. Il caldo dell’ultimo mese, assieme alle temperature eccezionalmente alte del mese di giugno (il secondo più caldo di sempre con un’anomalia di +3.22°C) e a un luglio non eccezionale ma comunque tra i 10 più caldi di sempre, hanno portato l’estate 2017 ad essere seconda solo a quella eccezionalmente torrida del 2003 (anomalia di +2.48°C quella di quest’anno contro +3.76°C dell’estate 2003).

Fonte: qui