9 dicembre forconi: pensionato
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mercoledì 1 agosto 2018

ROMA, NEL QUARTIERE SAN LORENZO, IL PUNTO DI RIFERIMENTO PER LA COCAINA E’ UN 71ENNE E CON LUI IN CASA C’ERANO ALTRI DUE UOMINI DI 80 E 74 ANNI

ALL’ARRIVO DEI “FALCHI” UNO S’E’ GIUSTIFICATO: “SONO UN PENSIONATO, EX DIPENDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI…”

Marco Pasqua per “il Messaggero”

L'operazione movida pulita scatta mentre gli spacciatori, i camminatori, quelli che macinano ogni sera chilometri alla ricerca di potenziali clienti, hanno già iniziato ad infestare le strade di San Lorenzo. Quartiere universitario, cuore metropolitano della movida alcolica e tossica, dove i cocktail venduti dai locali anche in violazione dell'ordinanza del Comune, si sommano all' hashish e alla cocaina offerte in questo supermarket dell'illegalità a cielo aperto.

ROMA - MOVIDA E DROGA A SAN LORENZOROMA - MOVIDA E DROGA A SAN LORENZO
La Siena Monza 22 (sigla di uno dei mezzi impiegati dai Falchi, ovvero dagli uomini della Sesta sezione della Squadra mobile, quella di contrasto al crimine diffuso) lascia il cortile della Questura, in via di San Vitale, mentre un altro equipaggio è già mimetizzato tra i cacciatori di erba, in piazza dell' Immacolata.

LA SQUADRA
I Falchi, che a Roma sono guidati da Andrea Proietti, giovane dirigente proveniente dal Reparto Volanti, sono speciali anche per il look, molto street-criminal: impossibile riconoscerli in un gruppo di spacciatori/clienti. Braccia tatuate, teschi d'oro al collo, cappellini da baseball, jeans strappati: sono tra i pochi corpi ad essere dispensati, quasi sempre, dall'indossare la divisa.

ROMA - MOVIDA E DROGA A SAN LORENZOROMA - MOVIDA E DROGA A SAN LORENZO
E il motivo è scontato: devono convincere un pusher a cedere loro quella droga, che lo farà finire diretto in carcere. In via dei Marsi, attaccato al muro, c'è ancora un cartello affisso dai residenti: «Vogliamo un quartiere pulito, senza chiasso, insicurezza, schifo notturno e degrado». La movida molesta, quella delle notti insonni, è difficile da estirpare, nonostante le misure straordinarie messe in campo da Prefettura e Comune. Le forze dell' ordine, da tempo, hanno messo sotto controllo ogni vicolo di San Lorenzo, tanto che i camminatori hanno vita sempre più difficile.

I più sono guardinghi, si avvicinano provocatoriamente a chi pensano possa essere un agente in borghese: «Hai da accendere?». Ma i Falchi sanno anche che la loro prima virtù è la pazienza. Seduti ai bar ad osservare gli spacciatori, hanno sangue freddo da vendere, mentre aspettano il momento giusto per intervenire. Alcune operazioni possono durare anche giorni e notti, con appostamenti sui tetti dei palazzi, tra le auto o negli scantinati.

ROMA - MOVIDA E DROGA A SAN LORENZOROMA - MOVIDA E DROGA A SAN LORENZO
Gli spacciatori non si muovono mai soli: il camminatore è quello che prende contatto con il cliente qui a San Lorenzo quasi sempre under 30, anche minorenni -, prende il suo ordine, e poi si fa consegnare la merce da un altro pusher. In alcuni casi c'è addirittura un terzo, il cassiere. In linea di massima, gli agenti hanno imparato che chi trasporta con sé la droga quasi mai sopra i 10/15 grammi - non ha i soldi.

Un modo per depistare le forze dell'ordine, quando vengono perquisiti. Ma non è con i pusher che i Falchi vanno a dama: sono i clienti, spesso, a portarli diretti alle centrali della droga. E non solo qui, ma anche nei quartieri dove lo spaccio è la prima fonte di reddito per tanti criminali: San Basilio, Tor Bella Monaca, la Tiburtina. Questa sera è la telefonata nervosa di un ragazzo, davanti ad un cancello, a far insospettire due agenti in borghese. «Documenti, per favore», dice l'agente tatuato. Con la perquisizione, ecco spuntare fuori qualche grammo di coca. «Dove l'hai presa?», chiede il poliziotto. La risposta non si fa attendere: «In via dei Volsci», con tanto di civico. «Lì mi rifornisco da un anno: c'è un anziano che abita al piano interrato».

L'IRRUZIONE
ROMA - MOVIDA E DROGA A SAN LORENZOROMA - MOVIDA E DROGA A SAN LORENZO
Gli agenti decidono di convergere, con discrezione, sul bersaglio. Inizia l'appostamento in uno scantinato confinante con la porta blindata di accesso alla casa. «Se suonassimo o se buttassimo giù la porta, gli spacciatori avrebbero tempo di buttare via la droga», spiegano. I pusher quasi sempre, hanno preso in affitto (in nero) un appartamento, in modo da non lasciare traccia.

Solo dopo due ore di attesa, la porta si apre, nel cuore della notte: è allora che quattro agenti dei Falchi piombano nella casa e si accertano che nessuno getti via la sostanza stupefacente. Il pusher indicato dal giovane acquirente pizzicato dalla polizia, ha 71 anni, la schiena completamente tatuata. Gli agenti trovano subito un bilancino, dei ritagli sulle buste tipici del confezionamento delle dosi e la mannite, una sostanza usata per tagliare la cocaina. Gli altri due uomini trovati nella casa, hanno 80 e 74 anni.

«Ma questa la usiamo per noi», si giustifica l' inquilino. Gli agenti non gli credono e, in tasca, gli trovano i soldi proventi dello spaccio. «Sono un pensionato, ex dipendente della Camera dei deputati», spiega l' anziano spacciatore. «Oltre a chi spaccia perché ha un profilo criminale spiega Proietti ci imbattiamo, sempre più spesso, in persone che hanno un lavoro normale o in pensionati che hanno deciso di crearsi una piccola rete».
COCAINACOCAINA

Mentre gli agenti perquisiscono la casa del pusher 70enne, altri pedinano i nordafricani che presidiano le vie principali del quartiere: algerini, marocchini, tunisini, spacciano due, tre canne a cliente. E se finiscono nella rete della polizia, vengono sostituiti in meno di 24 ore. «Sono pesci piccoli, noi puntiamo a chi li comanda», spiegano i Falchi, mentre tornano in Questura pronti per pianificare il prossimo blitz nei supermarket della droga.

Fonte: qui

martedì 12 dicembre 2017

Ladro ucciso: archiviata accusa omicidio

© ANSA Ladro ucciso: archiviata accusa omicidio
(ANSA) - MILANO, 11 DIC - Il gip di Milano Teresa De Pascale, come chiesto dalla Procura, ha archiviato l'inchiesta che era stata aperta per omicidio volontario a carico di Francesco Sicignano, il pensionato di Vaprio d'Adda, nel Milanese, che nell'ottobre del 2015 sparò ed uccise un ladro albanese che era entrato nella sua abitazione. 
Ad opporsi alla richiesta di archiviazione, formulata dai pm a fine maggio 2016 evidenziando la "legittima difesa", erano stati i familiari del giovane albanese chiedendo al gip nuovi approfondimenti.
Fonte: qui

PROSCIOLTO FRANCESCO SICIGNANO, IL PENSIONATO DI VAPRIO D'ADDA CHE SPARO’ A UN LADRO ALBANESE CHE ERA ENTRATO IN CASA SUA 


PER I MAGISTRATI E’ STATA LEGITTIMA DIFESA: SPARO’ UN SOLO COLPO. AVEVA SCAMBIATO UNA TORCIA ELETTRICA PER UNA PISTOLA 


Luca Fazzo per “il Giornale”

Francesco SicignanoFRANCESCO SICIGNANO
«Non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui» dice il codice penale: e bastano queste chiare parole a permettere a Francesco Sicignano, pensionato di Vaprio d' Adda, di uscire dall' incubo in cui precipitò la notte del 20 ottobre del 2015, quando si ritrovò faccia a faccia nella cucina di casa sua con il ladro albanese Gjergi Gjonj.

Sicignano fece fuoco e lo uccise. Venne indagato per omicidio colposo, poi addirittura per omicidio volontario. Ma ieri il giudice preliminare Teresa De Pascale lo ha prosciolto con formula piena: legittima difesa.

Gjegji GjoniGJEGJI GJONI
A chiedere il proscioglimento del pensionato, dopo una serie di accertamenti e ripensamenti, era stata la stessa Procura, ma ad opporsi all' archiviazione erano stati i familiari di Gjonj, che chiedevano la condanna di Sicignano al carcere e ad un ingente risarcimento. Invece il giudice ha ritenuto lampante che un processo non avrebbe avuto alcun senso, tanto era chiara la buona fede con cui l' uomo ritenne di trovarsi in pericolo insieme a tutta la sua famiglia.

La nuova legge sulla legittima difesa giace ancora in Parlamento, destinata a essere affossata dalla fine della legislatura; così spesso chi si ritrova con i ladri in casa ed è costretto a difendersi da solo deve poi affrontare incriminazioni, processi e spese. Anche a Sicignano, 65 anni, è toccato lo stesso percorso. Messo in croce dai mass media, pubblicamente attaccato dai familiari della vittima, il pensionato ha reagito energicamente, candidandosi anche alle elezioni comunali di Milano, ma sempre con la spada del processo sospesa su di lui.
francesco sicignano pensionato vaprio d adda saluta i sostenitoriFRANCESCO SICIGNANO PENSIONATO VAPRIO D ADDA SALUTA I SOSTENITORI

Ora è tutto finito: a convincere prima la Procura e poi il gip della sua innocenza è stata la perizia balistica e medico legale ordinata durante le indagini, che ha confermato in pieno la ricostruzione dei fatti fornita fin da subito da Sicignano.

L' uomo ha sempre sostenuto di avere fatto fuoco solo una volta e solo all' interno dell' abitazione, scambiando per una pistola la torcia elettrica che Gjonj gli puntava addosso: ma il corpo dell' albanese era stato trovato all' esterno, su una scala d' accesso, e in casa non c' era sangue; così Sicignano era stato accusato di avere sparato a sangue freddo su un uomo in fuga. I medici hanno spiegato che il ladro venne colpito in casa ma era riuscito a trascinarsi all' esterno anche con l' aorta recisa senza lasciare tracce di sangue, perché il sacco pericardico aveva rallentato l' emorragia.

Fonte: qui