9 dicembre forconi: operato
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martedì 3 luglio 2018

IN AUSTRALIA UN UOMO DI 57 ANNI NON VA IN BAGNO PER GIORNI E RISCHIA DI MORIRE: L'ACCUMULO NELL'INTESTINO E NEL COLON GLI AVEVA BLOCCATO LA CIRCOLAZIONE SANGUIGNA E PARALIZZATO LE GAMBE

I MEDICI LO OPERANO E GLI ESTRAGGONO DUE LITRI DI FECI 

IL PROBLEMA DI STITICHEZZA È DIVENTATO UN CASO DI STUDIO…

Da “www.leggo.it

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Non riusciva ad andare in bagno da giorni e ha rischiato di morire, dopo che l'accumulo di feci nell'intestino e nel colon, che impediva la circolazione sanguigna, gli aveva paralizzato le gambe.

Se l'è vista davvero brutta un uomo di 57 anni, residente in Australia, che si era presentato in ospedale dopo aver iniziato ad accusare gravi problemi nel camminare e nel reggersi in piedi: le sue gambe, infatti, avevano perso ogni sensibilità e l'unico rimedio che i medici hanno potuto adottare è stato decisamente invasivo.
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La vicenda di questo paziente, ricoverato al Footscray Hospital di Victoria, è diventato anche un caso di studio, pubblicato sulla rivista scientifica "BMJ Case Report".

I medici, infatti, erano rimasti piuttosto stupiti nel notare che una gamba in particolare, quella destra, era decisamente più 'addormentata' e fredda a causa del blocco di flusso sanguigno, ma una volta saputo che l'uomo soffriva da giorni di una forte stitichezza, dolori allo stomaco e nausea, hanno avuto l'intuizione giusta: a causare tutti quei problemi era la grossa massa di feci accumulatesi nell'intestino.
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L'unica terapia, per risolvere il problema, si è rivelata piuttosto invasiva e poco piacevole anche per i medici stessi: per salvare l'uomo da un'agonia che l'avrebbe condotto alla morte, è stato necessario intervenire chirurgicamente ed estrarre manualmente due litri (o, se preferite, duemila centimetri cubi) di feci dall'intestino.

Dopo l'intervento, perfettamente riuscito, il paziente ha passato quattro giorni nel reparto di terapia intensiva, ma dopo meno di due settimane poteva già camminare di nuovo e, dopo tre settimane di ricovero, è stato dimesso.

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Il singolare caso clinico, menzionato nel rapporto del dottor Simon Ho, è una patologia detta sindrome del comparto addominale (ACS), dovuta ad una maggior pressione dell'addome con conseguenti problemi di circolazione sanguigna e possibili insufficienze d'organo.

Nel caso dell'uomo, la patologia ha causato un'ischemia degli arti inferiori, che ha rischiato di ucciderlo: «L'ACS va trattata in modo tempestivo, ha conseguenze molto gravi e un'alta percentuale di mortalità». 
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Come riporta "Diario del web", questi sono i sintomi più comuni di questa patologia da non sottovalutare: “Dolore addominale e disagio, gonfiore, sensazione di dover andare in bagno e necessità di ‘spingere’ per evacuare, nausea, vomito, mancanza di appetito, mal di testa, perdita di peso inspiegabile, perdita di feci liquide.

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La condizione può peggiorare e mostrare altri sintomi come battito cardiaco accelerato, disidratazione, respirazione rapida, febbre, confusione, agitazione, incontinenza.”

Fonte: qui

mercoledì 25 aprile 2018

GIORGIO NAPOLITANO OPERATO D'URGENZA AL CUORE

E’ STATO RICOVERATO IERI AL SAN CAMILLO DOPO IL MALORE ACCUSATO NEL POMERIGGIO ED E' STATO SOTTOPOSTO A UN INTERVENTO CHIRURGICO ALL’AORTA

Roma, 25 aprile 2018«L'intervento al quale Giorgio Napolitano è stato sottoposto all'ospedale San Camillo di Roma è riuscito perfettamente, il cuore ha ripreso le funzioni, le condizioni sono stabili. Siamo molto soddisfatti e ottimisti». Queste le prime parole del professor Francesco Musumeci, direttore del reparto cardiochirurgia, all'uscita dalla sala operatoria, dopo aver operato il presidente emerito per un aneurisma dissecante dell'aorta, una rottura della parete dell'arteria a pochi centimetri dal cuore. «Ora il paziente riposa e viene trasferito in terapia intensiva – ha precisato lo specialista - ovviamente l'età, 93 anni, incide sui tempi di recupero. È arrivato cosciente in sala operatoria, gli ho spiegato come si sarebbe svolto l'intervento, prima di addormentarlo. Era lucido e ci ha incoraggiati nel nostro lavoro. Ora aspetteremo la mattina per svegliarlo e vedere come evolve».
Napolitano attraversa ora una fase delicatissima del decorso postoperatorio, i parametri di emodinamica come la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca si devono stabilizzare, la sedazione viene tolta gradualmente. Ancora presto per pronunciarsi sui tempi di recupero. Tecnicamente Napolitano ha avuto una dissecazione dell'aorta ascendente, ha spiegato il cardiochirurgo, si è verificata cioè una improvvisa rottura all'interno dell'arteria aorta , con infiltrazione di sangue nello spessore della parete arteriosa, una situazione che può portare a un improvviso cedimento con conseguente emorragia. L'intervento iniziato alle 22 di ieri sera si è protratto per 4 ore. Eseguito in condizioni di estrema urgenza, consiste nel cambiare tutto il segmento, dalla valvola aortica al tratto iniziale dell'aorta ascendente. Musumeci ha spiegato che questa patologia si manifesta in maniera improvvisa in forma acuta, con dolore forte al torace che spesso viene scambiato per un infarto in atto. 
Fonte: qui