9 dicembre forconi: offerta
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venerdì 24 novembre 2017

EASYJET PER CONQUISTARE ALITALIA, LA LOW COST METTE SUL PIATTO IL RILANCIO DI FIUMICINO

CALENDA: I TEDESCHI DEVONO ALZARE L’OFFERTA. 

DELRIO: NON ABBIAMO FRETTA

INTANTO, I CONTI DELLA COMPAGNIA MIGLIORANO, NONOSTANTE I TASSI APPLICATI DAL GOVERNO AL PRESTITO DI 900 MILIONI
Lucio Cillis per la Repubblica

EASYJET CHECK INEASYJET CHECK IN
La partita della vendita di Alitalia potrebbe a breve infiammarsi. Easyjet è pronta al rilancio e il nuovo numero uno Johan Lundgren ha il dossier tra le mani e già la prossima settimana, se le agende dei commissari e dei suoi manager coincideranno, arriverà a Roma una delegazione della compagnia inglese, secondo fonti vicine al dossier.

EASYJETEASYJET
EasyJet è uno dei tre pretendenti della parte volo del gruppo italiano - altre tre le proposte sul tavolo per l' handling - e dopo il primo approccio di Lufthansa, giudicato come «insufficiente » ieri dal ministro dello Sviluppo Calenda a "Circo Massimo" su Radio Capital, l' occhio del gruppo è caduto su Fiumicino e le potenzialità di allargamento del network e del portale, creato nelle scorse settimane, che permette la prenotazione di voli di lungo raggio da Londra grazie a compagnie partner.

ALITALIAALITALIA
Ora, il limite di questa soluzione è proprio la eccessiva versatilità del sistema: un conto è puntare su vettori " alleati" e altra cosa sono le compagnie integrate nella rete e Alitalia con l' hub di Fiumicino è strategica se si guarda, ad esempio, all' Africa.

La gara, quindi, si scalda e anche la banca inglese Hsbc stende un inatteso tappeto rosso alla compagnia mantenendo un rating "buy" e alzando il target del titolo, proprio in vista del cambio della guardia al vertice di EasyJet e dei possibili sviluppi della trattativa con Fiumicino. E ieri in un' audizione molto attesa in Parlamento, due dei tre amministratori di Alitalia, Stefano Paleari e Luigi Gubitosi, hanno mostrato alcuni dati relativi ai primi cinque mesi di gestione commissariale: dal 1 giugno al 31 ottobre, i ricavi sono risultati pari a 1,43 miliardi di euro. Il margine operativo lordo ( Ebitda) è positivo per 74 milioni di euro mentre il risultato netto è negativo per 31,3 milioni di euro.
COMMISSARI ALITALIA GUBIOSI PALEARI LAGHICOMMISSARI ALITALIA GUBIOSI PALEARI LAGHI

Escludendo gli interessi sul prestito governativo da 900 milioni, al tasso del 9,9%, il risultato netto è stato negativo per 21 milioni di euro. Inoltre la cassa al 31 ottobre era pari a 845 milioni ma va considerato che questa voce è calcolata al netto di un deposito presso la Iata - associazione delle compagnie aeree che gestisce i sistemi di biglietteria e i passaggi di denaro tra società del settore - del valore di 118 milioni di euro e della costituzione di depositi per operazioni di hedging presso banche per un valore complessivo di 29 milioni.

CARLO CALENDACARLO CALENDA
In sostanza i conti vanno bene, visti i tempi, e per la prima volta Gubitosi ha parlato di un risultato operativo positivo a fine 2017 dopo anni di vacche magre. Ora non resta che giocarsi le carte al tavolo con Lufthansa e EasyJet: al centro della trattativa non ci sono ovviamente i "soldi" necessari ad acquisire la compagnia, ma il numero di dipendenti da salvare, in totale poco meno di 9mila persone.

E i tempi della vendita, come dice il ministro dei Trasporti Delrio, non sono necessariamente " stretti", anzi: « Noi non abbiamo fretta».

Fonte: qui

lunedì 13 novembre 2017

ALITALIA – LUFTHANSA PRESENTA L’OFFERTA: CI SONO 5MILA DIPENDENTI DI TROPPO

I TEDESCHI PUNTANO ALLA POLPA DELLA COMPAGNIA: AEREI, ROTTE E 250 MILIONI SULL’UNGHIA. SE NON E’ UNO SPEZZATINO, E’ UNO SPEZZATONE 

IL NODO OCCUPAZIONE: CALENDA METTE I SINDACATI DAVANTI ALLE PROPRIE RESPONSABILITA’

1. CI SONO 5 MILA DIPENDENTI DI TROPPO
Umberto Mancini per il Messaggero

Tutti i piloti e le hostess, una parte del settore della manutenzione, le rotte domestiche ed europee, una parte degli amministrativi, una flotta di 90-100 aerei. 

Fuori dal perimetro aziendale l'handling, le rotte non economiche e i velivoli che consumano troppo. 

Per fare di Alitalia una compagnia solida, efficiente e con un futuro industriale definito. Il piano messo a punto dall'ad di Lufthansa Carsten Spohr e dal gruppo di lavoro creato ad hoc è nelle mani dei commissari guidati da Luigi Gubitosi. Cifre, grafici, strategie che delineano il percorso che i tedeschi immaginano per l'ex vettore tricolore.

ALITALIAALITALIA
Un piano che vuole dare un futuro ad Alitalia, non svuotarla, nè trasformarla in un piccolo vettore marginale. Una compagnia che riprenderebbe il suo percorso con non più di 6.000 dipendenti, capace di integrarsi e completare lo scacchiere internazionale del colosso tedesco. 

Dal quartier generale di Colonia si punta a valorizzare il settore della manutenzione, considerato di alto livello, così come è apprezzata la professionalità e competenza degli equipaggi. 

I SOLDI
COMMISSARI ALITALIA GUBIOSI PALEARI LAGHICOMMISSARI ALITALIA GUBIOSI PALEARI LAGHI
Sul piatto Spohr, secondo quanto risulta al Messaggero, è disposto a mettere circa 250 milioni, ma non è escluso che si possa anche raddoppiare in funzione degli accordi che potranno essere raggiunti con il governo e i fornitori. E che il lavoro, giudicato prezioso dei commissari, continui a ridurre i costi e ad aumentare la redditività. Come accaduto del resto sul fronte dei contratti per il carburante (tutti rivisti al ribasso), del leasing e dell'efficientamento della flotta. Risparmi per oltre 140 milioni che hanno dimostrato la capacità di Gubitosi & Co nella gestione operativa e, di converso, la scarsa attenzione di quella targata Etihad. Risparmi che Lufthansa potrebbe ulteriormente incrementare, giurano a Colonia, attraverso le sinergie di gruppo. 

LE CIFRE
Carsten Spohr CEO LUFTHANSACARSTEN SPOHR CEO LUFTHANSA
Il piano Lufthansa esclude l'handling (circa 3.100 dipendenti), che, come noto, è entrato nel mirino di altri operatori che si sono fatti avanti con proposte concrete. Al netto dei servizi di terra, il sacrificio sul fronte occupazionale non dovrebbe superare le 2.000 unità. 

GLI OCCUPATI
Un numero elevato ovviamente, ma dal quale potrebbe partire la trattativa vera e propria con governo e sindacati. Sullo sfondo la proposta di Cerberus - pronto a rilevare tutti gli asset - non convince l'esecutivo e una parte dei commissari. Si sa infatti che il Fondo Usa mira ad acquisire l'intero pacchetto per poi rivenderlo a pezzi, senza dare nessuna garanzia occupazionale futura. La proposta tedesca, anche se migliorabile agli occhi del governo, appare quella più seria e credibile, almeno sotto il profilo strettamente industriale. Perché gli americani, tra l'altro, dovrebbero superare il vincolo del passaporto, non potendo acquistare la maggioranza della società italiana in quanto extra comunitari.

handling alitaliaHANDLING ALITALIA
Come ai tempi della contesa con Air France, i tedeschi farebbero di Fiumicino il loro quinto hub, mentre Milano, ovvero gli scali di Linate e Malpensa, sarebbero valorizzati per i voli point to point e il federaggio verso gli hub. Il piano di Spohr, che ha avviato contatti diretti con i commissari, dovrebbe ricalcare il percorso della svizzera Swiss, riportata in vita dopo il fallimento di Swissair, ma con una strategia differente tra Nord e Centro-Sud Italia.

Fiumicino, come accennato, sarà invece il cuore operativo per le destinazioni transatlantiche verso Stati Uniti e centro e sud America. Previsto anche uno sviluppo delle rotte in Italia. 
Degli attuali 123 velivoli dovrebbero restarne operativi circa 90-100. Il punto chiave, come hanno detto i commissari e il governo, resta quello occupazionale. Meno tagli ci saranno e più il piano potrà decollare. I tedeschi sono comunque pronti, anche se non è scritto nel piano, a reinvestire in maniera massiccia su Alitalia dopo aver avviato la cura dimagrante. Di certo eviteranno di fare promesse che poi non si possono mantenere.
bagagli alitaliaBAGAGLI ALITALIA

Il modello da seguire è quello di Swiss Air che, dopo il fallimento e una cura lacrime e sangue, ha ripreso ad assumere e a crescere sul mercato, macinando utili.

2. MA IL GOVERNO TIENE DURO
U. man. per il Messaggero

La corsa per l'Alitalia è aperta. Perché il governo non ha nessuna intenzione di svendere la compagnia, tanto più adesso che la cura dei commissari guidati da Luigi Gubitosi comincia a dare frutti. In cassa ci sono 850 milioni, il secondo semestre dell'anno si chiuderà con un ebitda in sostanziale pareggio e a dicembre arriverà un piano industriale nuovo di zecca per cogliere tutte le potenzialità di mercato. Proprio il prestito ponte, fortemente voluto dall'esecutivo, consente di navigare con tranquillità per almeno un anno. Così la ricerca di un acquirente può essere meno affannosa.
swiss airSWISS AIR

I DUBBI
Di certo l'arrivo sulla scena degli americani di Cerberus ha fatto piacere sia all'esecutivo che ai commissari, ma non ha cambiato l'inerzia della gara. Perché i tedeschi di Lufthansa, al di là dei tatticismi di rito, sono considerati i più affidabili sotto il profilo industriale, anche se la prima offerta presentata - almeno secondo i rilievi del ministero dei Trasporti e di quello dello Sviluppo Economico - va sviluppata, implementata, corretta al rialzo.

PADOAN ALITALIAPADOAN ALITALIA
Come accade del resto all'inizio di ogni negoziato, chi si fa avanti cerca di spuntare il prezzo più basso, approfittando della congiuntura e della scarsa concorrenza. EasyJet, che sta andando molto bene sul mercato, non è infatti considerata all'altezza, a meno che non trovi un partner forte sul lungo raggio, magari anche extra europeo. Il Fondo Usa ha sparigliato le carte ma - nonostante l'offerta per tutti gli asset di Alitalia - non ha convinto fino in fondo, sopratutto non dà prospettive nel lungo termine, promettendo una sorta di «spezzatino» differito nel tempo.

Anche all'interno dell'esecutivo ci sono posizioni diverse tra chi - ed è una frangia minoritaria, vorrebbe cedere in blocco, chiudendo in fretta il dossier, e chi invece punta ad una trattativa lunga per spuntare le condizioni migliori, sia sul fronte occupazionale che su quello dell'interesse generale del Paese.

alitaliaALITALIA
I PALETTI
I sindacati, almeno per ora, stanno a guardare, rassicurati dal fatto che il governo vuole alzare l'asticella e punta a trovare la migliore offerta possibile. Da qui la scelta di adottare una procedura flessibile, per vedere se nuovi vettori si faranno avanti, magari attraverso aggregazioni o nuove alleanze. Insomma, l'obiettivo prioritario, a giudizio del ministro Graziano Delrio, resta quello di garantire l'integrità aziendale.

CARLO CALENDACARLO CALENDA
Sulla base di queste premesse, la gara non esclude che chi non ha presentato un'offerta vincolante entro i termini previsti, non possa rientrare nella partita in un momento successivo. Più pragmatica la posizione di Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico: «Tutti ovviamente non vogliono lo spacchettamento ma sono stati propri i sindacati ad avere bocciato un accordo che non prevedeva lo spezzatino. E se non siamo fermi sulla cultura della responsabilità pretesa da tutti i livelli istituzionali e sindacali e non ci confrontiamo con la realtà e se non facciamo con le parti sociali un grande lavoro su questo, quello che è stato fatto in questi anni, rischiamo di perderlo nei prossimi mesi».

Come dire, che alla fine della trattativa, bisognerà mettersi intorno ad una tavolo e decidere sulla base delle offerte presentate. Evitando manovre al ribasso, ma anche di rimanere con il cerino in mano. Da un lato i commissari si aspettano che Cerberus formalizzi la sua proposta da 500 milioni, dall'altro hanno avviato contatti con i vertici di Lufthansa ed EasyJet per approfondire le soluzioni prospettate, sollecitare garanzie sul fronte occupazionale e su quello dello sviluppo. 

aereo alitalia con le scritte dei dipendentiAEREO ALITALIA CON LE SCRITTE DEI DIPENDENTI
Un negoziato che si annuncia complesso anche alla luce delle criticità di un settore, quello del trasporto aereo appunto, difficile e concorrenziale. Su un punto non ci sarà mediazione: verranno prese in considerazione solo le proposte con un contenuto industriale serio e credibile e non quelle speculative.

Fonte: qui