9 dicembre forconi: giochi d'azzardo
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giovedì 24 gennaio 2019

GLI ITALIANI SPENDONO, OGNI ANNO, 107 MILIARDI DI EURO PER I GIOCHI D’AZZARDO

PER MANGIARE NE SPENDONO 130 

COME SIAMO ARRIVATI A QUESTO? 

NEL 1997 FU LA VOLTA DEL SUPERENALOTTO, NEL 1999 ARRIVARONO LE SALE BINGO E CON LA LEGGE FINANZIARIA VARATA NEL 2002 SI RENDEVA POSSIBILE L' INSTALLAZIONE DELLE SLOT MACHINE ALL'INTERNO DEGLI ESERCIZI COMMERCIALI…

Emilia Urso Anfuso per “Libero quotidiano”

In Italia si parla di crisi economica, di come sostenere le famiglie in stato di bisogno, di come rielaborare - in qualche modo - un sistema di welfare a sostegno delle necessità delle fasce più deboli, ma non si parla abbastanza di una consuetudine in atto ormai da anni, consentita per legge e, anzi, in qualche modo imposta proprio dallo Stato italiano: il gioco d' azzardo legalizzato.

Il 70% della popolazione adulta, che - traducendo questa percentuale in numeri - significa che 30 milioni di italiani, ogni anno, passa un bel po' del proprio tempo nel tentativo di ribaltare la propria esistenza vincendo al Lotto, al Superenalotto, alle slot machine o a uno dei tantissimi "Gratta e vinci" disponibili nelle tabaccherie, nelle ricevitorie ma anche nei distributori automatici, che oltre alle sigarette e ai profilattici, oggi distribuiscono anche sogni a pagamento.

Siamo arrivati al punto che per i giochi gli italiani spendono 107 miliardi l' anno, una cifra sempre in crescita, mentre per fare la spesa, per sfamarsi, sborsano appena 130 miliardi.
slot machinesSLOT MACHINES
Ma come si è arrivati a tutto questo? Come è stato possibile passare dal gioco d' azzardo illegale alla diffusione del gioco d' azzardo di Stato, con tutte le conseguenze del caso compresa la diffusione a tappeto di una patologia ormai nota ai più, la ludopatia, una patologia che affligge un numero sempre maggiore di italiani, divenuti ormai dipendenti dal gioco d' azzardo reso troppo facilmente accessibile?

Per comprenderlo, è necessario fare un passo indietro nel tempo. Fino al 1992 in Italia il gioco d' azzardo era considerato illegale. Chi amava questo tipo di attività ludica, dal poker al Baccarà passando per la roulette e altri tipi di giochi in cui vi è trasferimento di denaro, doveva necessariamente recarsi presso un casinò o, nella peggiore delle ipotesi, far parte di un giro di bische clandestine, luoghi all' interno dei quali sono passati di mano miliardi di lire e la vita di molte famiglie, andate in frantumi per i debiti contratti a causa della dipendenza dal gioco. Nel 1997 gli italiani fecero la conoscenza del Superenalotto.
slot machineSLOT MACHINE
Il successo fu immediato. Frotte di contribuenti, oltre a versare pesanti oboli attraverso tasse e imposte, si affrettavano a versarne un altro, travestito da fortunata opportunità.

SCHEDINE PER TUTTI
Il test per lo Stato fu positivo, così il progetto di aprire all' istituzionalizzazione del gioco d'azzardo proseguì. Ecco apparire le prime sale Bingo, era il 1999, ma fu con la legge finanziaria varata nel 2002 che si ebbe la svolta: si rendeva possibile l' installazione delle slot machine all' interno degli esercizi commerciali, cosa che prima d' allora era illegale e sanzionata penalmente.

Via libera, quindi, anche all' uso delle slot machine. L' Italia divenne, in breve tempo, una sorta di Las Vegas nazionale, in cui il tintinnare delle monetine diveniva la colonna sonora di una tragedia annunciata, ma non troppo. Non si accennava ancora ai rischi di diventare dipendenti dalle slot machine.
GRATTA E VINCI 3GRATTA E VINCI 3

Il pericolo maggiore, però, doveva ancora arrivare, e puntualmente si materializzò con la diffusione dell' uso di Internet. Era il 2011, venne varato il decreto 138 all' interno del quale furono introdotte le norme per la regolamentazione e liberalizzazione del gioco d' azzardo online.

DIRITTI E DOVERI
Fortunatamente il decreto non servì solo a liberalizzare il gioco d' azzardo ma pose, anche, una serie di paletti - attraverso la gestione e controllo da parte di Aams (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) - a garanzia dei giocatori italiani, tanto da aver realizzato una "Carta dei servizi" atta a informare i giocatori sui loro diritti e doveri, oltre a comunicare con trasparenza lo svolgimento di tutte le attività di gioco.
GRATTA E VINCIGRATTA E VINCI

Un esempio su tutti è la piattaforma di giochi online di Lottomatica, che garantisce affidabilità per ciò che riguarda le transazioni economiche e il rispetto di qualunque protocollo di sicurezza. Si può dunque giocare. E con giudizio. Ricordiamoci però che sognare costa: il 4,4% del Pil, 107 miliardi (+5% rispetto al 2017). Altro che il reddito di cittadinanza La gente preferirebbe le monetine per sfidare le slot machines.

Fonte: qui

venerdì 29 settembre 2017

LA BCE ACQUISTA 125 MILIONI DI AZIONI DELLA NOVOMATIC, UN COLOSSO DEL GIOCO D’AZZARDO

L’OPERAZIONE RIENTRA NEL QUANTITATIVE EASING ESTESO ANCHE ALLE AZIENDE EUROPEE, OLTRE AI TITOLI PUBBLICI

L’INDIGNAZIONE DEI CINQUE STELLE 
Giulio Isola per Avvenire

Johan GrafJOHAN GRAF
«La Banca Centrale Europea investe 125 milioni di euro in gioco d' azzardo invece che aiutare le piccole imprese italiane. Una follia. Antisociale e antieconomica ». Simone Valente ed Enrico Cappelletti, capigruppo del Movimento 5 Stelle di Camera e Senato, sono insorti leggendo la notizia - rilanciata dal portale del volontariato Vita. it e poi confermata da Novomatic, «colosso del gioco d' azzardo e concessionario di Stato che in Italia con il marchio Admiral controlla gran parte delle sale slot oltre a produrre macchinette »: nel dicembre scorso, tramite la Banca d' Italia e la Banca Centrale di Finlandia, la Bce ha deciso di comprare anche obbligazioni dell' azienda di azzardo online, proprietà del multimiliardario Johan Graf.
mario draghi 6MARIO DRAGHI 6

Si tratta di 125 milioni di euro di obbligazioni con l' etichetta del Quantitative Easing, ovvero la «facilitazione quantitativa» (molto amata da Mario Draghi) con cui la Bce interviene sul sistema finanziario ed economico per aumentare la moneta in circolazione e dunque favorire investimenti e occupazione (ma accrescere l' inflazione).

Con questo afflusso Novomatic - che, come rivela Vita.it, già «è un player molto ingombrante nel gioco delle parti sulla 'riforma' dell' azzardo su cui il governo sta preparando un decreto atteso per il 30 ottobre» - aumenterebbe notevolmente «la sua potenza finanziaria e tecnologica e il suo asimmetrico vantaggio competitivo sulle tecnologie» rispetto ai concorrenti.

slot machineSLOT MACHINE
Valente e Castelletti, insieme alla capodelegazione al Parlamento Europeo del Movimento 5 Stelle Laura Agea e al senatore Giovanni Endrizzi, presenteranno interrogazioni sia a Strasburgo sia a Roma. «Questo investimento è totalmente inopportuno; sono ormai noti i danni sociali ed economici derivanti dall' azzardopatia e secondo gli studi promossi da Alea (l' associazione per lo studio del gioco d' azzardo e dei comportamenti a rischio, diretta dal professor Maurizio Fiasco) in Italia almeno 20 miliardi di euro finiscono nel buco nero dell' azzardo invece che in attività produttive, generando in una perdita di posti di lavoro pari a 90 mila persone nel commercio e 25 mila nell' industria, oltre ai costi sociali di oltre 6 miliardi di euro l' anno».

mario draghi 4MARIO DRAGHI 4
La stessa Novomatic sul suo sito web ha confermato con toni entusiastici l' operazione: «Draghi sceglie di inserire Novomatic tra le 200 società non bancarie degne di rientrare tra le più sicure. Oltre ai titoli di Stato, la Bce fa già incetta di bond di emittenti private tra cui figura il Gruppo Novomatic... 

Dal giugno 2016 la Bce ha fatto un ulteriore passo avanti e ha iniziato a comprare obbligazioni societarie facendo prestiti a basso costo alle imprese attraverso le banche centrali, tra cui la Banca d' Italia e il suo corrispettivo finlandese. È quest' ultima che ha deciso di inserire nella sua lista tre obbligazioni che fanno capo a Novomatic».

Il governo italiano si autoriduce i ricavi dal «gioco di Stato» per contrastare le ludopatie, e l' Europa lo finanzia: se c' è una strategia, qualcuno ce la spieghi.

Fonte: qui

giovedì 21 settembre 2017

UN'ANZIANA DI TREVISO BRUCIA 200MILA EURO DI RISPARMI IN UN ANNO. I GESTORI DELLA RICEVITORIA VENIVANO A PRENDERLA IN AUTO NELLA CASA DI RIPOSO

UN PAESE IN PREDA AL GIOCO D’AZZARDO: OGNI ITALIANO, INCLUDENDO NEONATI E CENTENARI, SPENDE 1.587 EURO L’ANNO. TRA I CONTRIBUENTI, L’11% DEL REDDITO SE NE VA IN GIOCATE

ANZIANA MALATA DI GIOCO: SPERPERATI 200MILA EURO DI RISPARMI

Alberto Pezzella per http://www.trevisotoday.it/

gioco d azzardo anzianaGIOCO D AZZARDO ANZIANA
Quando il gioco diventa una malattia. Stiamo parlando della ludopatia, ovvero la dipendenza da gioco d'azzardo. Un fenomeno sempre più dilagante, anche nella terza età. Anche nelle strutture per anziani autosufficienti di Treviso non sono mancati episodi di questo genere. Il caso limite, ma solo la punta di un iceberg, secondo il direttore dell' ISRAA Giorgio Pavan, è quello di un'anziana, residente presso la casa albergo Salce, in viale Terza armata a Treviso. La donna usciva regolarmente tutti i giorni dalla struttura (era autosufficiente) e si recava alla ricevitoria per giocare.

Era diventata una vera e proprio malattia da gioco, tanto che l'anziana si è vista "bruciare" in meno di un anno i risparmi di una vita, ovvero la bellezza di 200 mila euro. Parrebbe che addirittura i gestori della ricevitoria, la venissero a prendere in auto per portarla tra gratta e vinci e gioco del lotto. La casa albergo gestita dall'ISRAA, quando ha scoperto l'accaduto, ha cercato di intervenire pur rispettando la libertà e l'autonomia della donna.
anziane e gioco d azzardoANZIANE E GIOCO D AZZARDO

"E' un problema serio da non sottovalutare" - ci spiega il direttore dell'ISRAA Giorgio Pavan. Ed è anche per questo che anche l'ISRAA, assieme all'Ulss2, al Comune di Treviso e a molte altre associazioni, ha voluto inserire all'interno della "Settimana della prevenzione e della promozione del benessere" un ciclo di incontri legati anche agli aspetti psicologici, sanitari e sociali del gioco d'azzardo.

Il 22 Settembre (dalle 21), all'auditorium Stefanini, si terranno proprio delle tavole rotonde sul gioco patologico e sull'inquadramento giuridico del gioco d'azzardo in Italia. Un momento per riflettere e lavorare su un contesto, quello della ludopatia, con psicologi e psicoterapeuti ed esperti di questa patologia.


I RECORD NEGATIVI DI UN PAESE CHE È MALATO DI GIOCO D' AZZARDO

Gian Antonio Stella per il Corriere della Sera

«Nonna slot», l' ha ribattezzata un giornale locale. E buttato lì così pare un allegro nomignolo alla Jacovitti come Cocco Bill o Gionni Galassia. La tragedia della vecchietta trevisana che ha perso 200 mila euro alle macchinette, dove i premurosi «Lucignoli» delle sale-slot la portavano in auto andando a prenderla al ricovero, è solo l' ultima di un «Paese dei balocchi» infernale. Al quale è dedicato un dossier presentato oggi al Senato .

Si intitola «Lose for life», cioè «perdi per la vita», un gioco di parole che stravolge il nome, «Win for Life!» («vinci per la vita») di uno dei «gratta e vinci» più noti ai giocatori incalliti. È stato curato da Claudio Forleo e Giulia Migneco, è promosso dall' associazione «Avviso pubblico» che rappresenta oggi 370 soci tra Comuni, Città metropolitane, Province e Regioni, e ha un sottotitolo che dice tutto: «Come salvare un Paese in overdose da gioco d' azzardo».
anziane e gioco d azzardoANZIANE E GIOCO D AZZARDO

Che sia in overdose è fuori discussione. Come spiegano i curatori, il nostro è un Paese che ha sempre giocato d' azzardo. Basti ricordare Charles Dickens che in Impressioni d' Italia racconta d' un invasato spettatore che urlava a un poveretto morente dopo una caduta da cavallo: «Se ancora ti rimane un soffio, dimmi quanti anni hai, fammeli giocare al lotto, per amore del Cielo!». Ma «l' indiscriminato aumento dell' offerta di gioco lecito, iniziato nel 1997 con l' introduzione di Superenalotto, sale bingo e scommesse, è piombata su una società impreparata a reggerne l' urto».

Pochi numeri dicono tutto. Nel 1998 gli italiani giocarono 12,5 miliardi di euro attuali, nel 2016 ben 96,1. Con una impennata mostruosa del 668%. In pratica ogni italiano, dal neonato al centenario in coma, scommette oggi 1.587 euro l' anno. Vale a dire «132 euro al mese, all' incirca il costo di una spesa settimanale di generi essenziali per una famiglia media». Se «prendiamo in considerazione solo i contribuenti, però (meno di 41 milioni di persone) la media sale a 2.357 euro pro capite, pari a 196 euro al mese». Il che significa che, avendo gli italiani dichiarato in media nel 2016 un reddito di 1.724 euro al mese, ne buttano in scommesse varie l' 11%.
gioco d azzardo anzianaGIOCO D AZZARDO ANZIANA

Dicono i sostenitori della «filiera dell' azzardo»: tanta parte dei soldi torna indietro con le vincite. Ovvio: se non capitasse mai nessuno giocherebbe più. L' ammontare delle perdite è comunque di 19,5 miliardi. Il 54% va allo Stato?

Certo, ma qual è il rapporto costi-benefici?
«Guardando solo ai costi monetari», rispondono Leonardo Becchetti e Gabriele Mandolesi, «è evidente che i soldi spesi in azzardo sono sottratti ad altre destinazioni». Quei circa 20 miliardi sarebbero spesi infatti «in consumi che hanno un prelievo, fatta la media, superiore». Per non dire dei costi sociali. Non solo quelli delle cure mediche per le ludopatie ma anche quelli del «crollo della capacità lavorativa» di chi finisce dentro la «spirale di sovra-indebitamento e usura». Insomma, «nell' insieme le voci dei costi dell' azzardo vengono stimati in 5-6 miliardi di euro».

Vale la pena, per ciò che resta poi nelle casse dello Stato, di detenere in proporzione al Pil il record del Paese che perde più soldi nell' azzardo davanti agli Stati Uniti, al Regno Unito, alla Spagna, alla Francia e alla Germania dove i tedeschi superano appena appena un terzo della quota di perdite italiane? Se uno studio del Cnr «ci ricorda che il 42% dei giovani tra i 15 e i 19 anni nel 2015 ha giocato d' azzardo» vale la pena di mettere a rischio i nostri ragazzi?

C' è chi pensa che lo scioglilingua
(«Ilgiocoèvietatoaiminoriepuòcausaredipendenzapatologica») o l' invito al «gioco consapevole» possano servire davvero? Hanno già risposto non solo Maurizio Crozza (è come dire «annega con cautela, sparati con prudenza, buttati dalla finestra ma copriti per il freddo») ma pure, ricorda lo psicologo Mauro Croce, il prestigioso Institute National de Santé et de la Recherche Médical francese. Secondo il quale «il gioco responsabile è una ovvietà per tutte le persone che non giocano ma un paradosso per il giocatore, come dire "una baldoria ragionevole", "una ubriacatura moderata", "un eccesso calcolato"».

LUDOPATIALUDOPATIA
Per non dire, prosegue il dossier, del rapporto con le mafie: «Nel corso degli anni gli interessi delle organizzazioni criminali sul gioco si sono evoluti e l' ampliamento del gioco d' azzardo legale si è trasformato in una risorsa per le mafie, anziché in un freno agli affari» come teorizzarono, puntando sullo Stato biscazziere, vari governi di sinistra e di destra.

«L' elevato volume di danaro che ruota attorno a tale settore», accusa Giovanni Russo, Procuratore nazionale antimafia, «ha da sempre contribuito ad attirare le mire "imprenditoriali" delle organizzazioni mafiose, con pesanti ricadute non solo in termini di mancati incassi da parte dell' Erario dello Stato - sottratti dal gioco illegale - ma anche sul più ampio piano della sicurezza generale dell' ordinamento e dell' inquinamento del sistema economico nel suo complesso».

LUDOPATIALUDOPATIA
Non mancano, nel dossier, le posizioni delle imprese del settore (Stefano Zapponini, presidente di Sistema Gioco Italia, giura che «i veri nemici del gioco sono gli operatori illegali» e che «nel Dna degli operatori del settore non c' è mai stato, né mai ci sarà, la volontà o il disegno perverso di procurare danni a chi decide di divertirsi attraverso i diversi prodotti presenti nel panorama italiano del gioco») o del governo.

Che per bocca del sottosegretario Pier Paolo Baretta spiega che «il punto di partenza è stato il contrasto al gioco illegale», riconosce come alcuni calcoli iniziali fossero errati rispetto all' esplosione del fenomeno e che il freno agli spot televisivi «non è ancora sufficiente» ma rivendica anche gli sforzi per una mediazione e il tentativo di ridurre l' offerta «perché la parte patologica e compulsiva ha creato delle condizioni sociali che sono sbagliate in sé».

Né mancano le posizioni dei Comuni, delle Regioni, delle associazioni, di esperti come Maurizio Fiasco. La più toccante però (insieme con la storia raccontata da Toni Mira di Domenico Martimucci, il giovane calciatore ammazzato da una bomba nella guerra per il mercato delle slot) è forse la testimonianza di un giocatore pentito: «Mi sono giocato la casa, ho dovuto cambiare più volte posizione lavorativa per colpa della mia dipendenza. I miei datori di lavoro, sapendo che avevo due figlie, non mi denunciavano per evitare che fosse la mia famiglia a pagarne le conseguenze. Io approfittavo di quella che ritenevo essere una debolezza e continuavo a succhiargli l' anima». Finché finalmente capì che l' azzardo stava succhiando l' anima a lui .

Fonte: qui