9 dicembre forconi: ghetto
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lunedì 5 agosto 2019

Gli pseudo-democratici ridotti alla follia collettiva. Ormai ogni cosa a loro indigesta, la bollano al grido: 'Quello è razzismo!'"

Race Hustle
Quando la città splendente sarà a portata di mano, verrà costruito uno slum speciale per me e la mia meschinità. Sarò la persona, se è quello che sono, nella baraccopoli; ci sarà uno di tutto; un topo, una lattina. ... Mi comporterò male.
- Thomas McGuane, novantadue nell'ombra
Dopo due doppi round di dibattiti sul Partito Democratico, una cosa è certa: i personaggi sul palco sono seguaci, non leader, e si susseguono su una scogliera come tanti Wile E. Coyotes , mentre il Golden Golem of Greatness si diffonde, bip e tweet attraverso gli appartamenti della poiana sottostanti come il leggendario Roadrunner.
In un caso epico e bizzarro di mimesi, il Partito Democratico(ed in Italia sta accadeno esattamente la stessa cosa!) si sta trasformando nella baraccopoli politica americana, completa di una classifica demografica dipendente dalla generosità del governo e da un'infestazione di cattive idee, come i ratti e gli scarafaggi del ghetto che assecondano in modo così implacabile. I candidati stessi sono così terrorizzati dall'essere a poche sillabe dall'essere marchiati con la "R" scarlatta sulla fronte - secondo le regole del Wokesterism - che si sottomettono ciecamente a qualsiasi  comando idiota di  Simon Says , come alzare le mani supporto di servizi medici gratuiti per immigrati clandestini, per segnalare la loro rettitudine e sensibilità razziale.
Come stanno andando i veri ghetti della città e i loro abitanti dopo mezzo secolo di operazioni di salvataggio del Partito Democratico? Non molto bene, la scorsa settimana il Golem d'oro ha recitato in media a proposito di Baltimora, innescando una tempesta di risentimento e sdegno dal ghetto politico. Non è esattamente il punto che le persone, e il luogo in cui vivono, non stanno andando meglio nonostante decenni di programmi federali, assistenza familiare, azioni affermative e ogni altro tentativo di migliorare (teoricamente) la loro esistenza? E il nocciolo della questione non è la vergogna disperata e il dispiacere dei democratici che nulla di tutto ciò ha funzionato?
Non ha funzionato ... quindi, fai di più! Questa è la strategia nevrotica del Partito Democratico per conquistare i cuori e le menti di questa repubblica. Scacciare gli uomini dalle famiglie attraverso le regole del welfare che non consentono "un uomo in casa" e distruggere la formazione familiare non era abbastanza grave. Il partito democratico ha trascorso gli ultimi tre anni denigrando e demonizzando gli uomini e la loro "mascolinità tossica", e vendendo la folle moltiplicazione dei "generi" in un tentativo di malafede di produrre "diversità" sessuale - con l'effetto netto di negare tutte le precedenti intese delle relazioni tra uomini e donne.
Newsflash: neanche questo funzionerà.
Le grida del "razzismo" non aiutano più molto . Pochi osservatori hanno perso il fatto che la città di Baltimora è stata gestita da un municipio afroamericano (sindaco, capo della polizia, procuratore distrettuale) per molti anni, con oltre un miliardo di dollari di assistenza federale aggiuntiva. Quindi, se il potere politico è la risposta, come va? Aggiungi qualche strillo extra sul "privilegio bianco" per spiegare la situazione? In che modo il “privilegio bianco” spiega il fatto che l'86 percento dei bambini delle scuole elementari di Baltimora non sa leggere e l'89 percento non può usare l'aritmetica a livello elementare? Questo, nonostante il fatto che a $ 15.564 per alunno, Baltimora sia il quarto più alto per studente dei 100 distretti scolastici più grandi della nazione, secondo l'Ufficio censimento degli Stati Uniti.
Forse diventare parte di un trambusto nazionale non è una buona idea . Il trambusto della razza sta consumando il suo benvenuto nella politica americana e più il Partito Democratico ricorre alla corsa come la sua strategia principale, prima il partito si estinguerà. Cioè, se non incita prima una sorta di guerra civile. Indica il grido: "È razzista!"
Forse c'è un'intera gamma di valori umani e comportamenti umani che non hanno nulla a che fare con la razza - come leggere ai bambini piccoli e aiutarli a imparare la lingua inglese in modo che non diventino adulti che devono dire " Sai cosa intendo ? "Ogni altra frase perché a malapena hanno acquisito abbastanza abilità linguistiche per  sapere cosa significano . Forse c'è qualcosa chiamato una cultura comune americana che contiene valori e comportamenti che vale la pena emulare anziché opporsi. Forse il "multiculturalismo" non era una buona idea dopo tutto. Forse la cultura del ghetto non è una base così preziosa per una vita di successo. Forse il Partito Democratico dovrebbe uscire dal ghetto che è costruito per se stesso.

venerdì 29 settembre 2017

A FOGGIA E’ RIVOLTA CONTRO IL CARA DI BORGO MEZZANONE, DIVENTATO UNA BARACCOPOLI ABUSIVA

TRA ILLEGALITA’, DEGRADO E TENSIONI SOCIALI I CITTADINI SI LAMENTANO: “SIAMO ABBANDONATI DALLO STATO, QUI LAVORANO SOLO I NERI” 

Niccolò Zancan per www.lastampa.it

Nel punto esatto in cui un blindato dell’esercito italiano presidia l’ingresso posteriore del Cara di Borgo Mezzanone, uno dei tre più grandi centri per richiedenti asilo d’Italia, incomincia la bidonville dei migranti. La chiamano «la pista». Ogni giorno tirano su una baracca nuova, sono ormai più di settecento. Rumore di martelli su lamiere, chiodi che trapassano vecchie tavole di compensato. 

IL CARA DI BORGO MEZZANONE IN PROVINCIA DI FOGGIAIL CARA DI BORGO MEZZANONE IN PROVINCIA DI FOGGIA
Vedi montagne di rifiuti stratificati, roghi di plastiche, fumi neri, niente bagni, un travaso continuo di persone e le ragazze, nuove anch’esse, appena arrivate da Foggia, in attesa su vecchi divani sfondati davanti alla baracca bordello. C’è una grande discoteca sotto una tettoia verde. La chiesa degli afghani. Il ristorante dei pakistani. Ma la zona più grande è quella gestita dalla mafia nigeriana. Dove comanda un tale con due occhi allucinati, che seduto davanti a una bandiera americana, con tre cani tristi fra i piedi, domanda: «Tutto a posto?». 

DENTRO AL GHETTO DI BORGO MEZZANONE
Si potrebbe iniziare da una ragazza nigeriana di 23 anni di nome Victory Uwangue, spogliata e bruciata viva proprio qui, nel mese di dicembre, probabilmente perché voleva opporsi al suo destino. Oppure dalla richiesta ancora valida, formalizzata da quasi tutti i residenti del paese, per ottenere una linea di pullman dedicata a loro, un pullman per soli bianchi: «Perché la circolare è piena di stranieri. Noi siamo 700, loro più di 5000 e non ce la facciamo più».
IL CARA DI BORGO MEZZANONE IN PROVINCIA DI FOGGIAIL CARA DI BORGO MEZZANONE IN PROVINCIA DI FOGGIA

O magari dal ragazzo del Gambia arrestato per rapina e accusato ingiustamente anche di stupro, un errore molto cavalcato che ha portato la gente in piazza e qualcuno ad armarsi. Oppure si potrebbe ricordare il bracciante senegalese investito da un pirata della strada mentre tornava da una giornata di lavoro a 3 euro l’ora, tirato giù come una bestia randagia sulla provinciale per Cerignola.

Hanno appena cancellato le scritte sui muri contro la responsabile locale della Caritas, l’insegnante Dina Diurno: «Te la fai con i neri». Hanno appena condannato a 14 e 10 anni di reclusione i contadini Ferdinando e Raffaele Piacente, padre e figlio, che inseguirono nei campi e ammazzarono a fucilate, sparandogli alle spalle, Mamaodou Sare dal Burkina Faso, colpevole di aver cercato di rubare due meloni. 

IL CARA DI BORGO MEZZANONE IN PROVINCIA DI FOGGIAIL CARA DI BORGO MEZZANONE IN PROVINCIA DI FOGGIA
Eppure, no. La cosa più impressionante è un’altra. È questa cancellata divelta. Il confine saltato. I militari di là con le radio, di qua la sopraffazione, mentre va in scena un passaggio incontrollato e osmotico fra il centro per i richiedenti asilo e la bidonville della pista. Adesso, proprio lì nel varco, un buco nella rete, c’è un signore che urla perché non vuole fotografie, mentre smercia bottiglie di birra doppio malto marca «Pals Strong». 

Ammesso che siano ancora in funzione, ci sarebbero quattro telecamere lungo il perimetro del Cara. Ma non servono a niente. E se si osserva la scena dall’alto, si può notare come le baracche ormai circondino il centro su due lati, quasi inglobandolo. «È questo che cerchiamo di ripetere da mesi», dice l’insegnante Diurno. «Qui i problemi sono troppi. Si mischiano diverse forme di illegalità. Diversi tipi di migrazione». Assieme ad altre cinque volontarie, sta cercando di recuperare vecchi abiti che potrebbero tornare utili. «Siamo soli. Abbandonati. Inascoltati. Qui manca tutto, bisognerebbe ripristinare la legalità ad ogni livello».

IL CARA DI BORGO MEZZANONE IN PROVINCIA DI FOGGIAIL CARA DI BORGO MEZZANONE IN PROVINCIA DI FOGGIA
Nel bar principale, il Caffè del Borgo, i migranti vengono chiamati «carbonella» e «Africa». Accanto al frigo delle bevande ci sono due foto di Mussolini. All’angolo con il locale, c’è la fermata del pullman che ogni quarantacinque minuti si riempie e si svuota. Non c’è altro modo per andarsene da qui, verso Foggia. La signora Annamaria Goffredo è una di quelle che ha chiesto e continua a chiedere una linea dedicata: «Ci insultano, fanno la pipì per strada.

Le nostre ragazze vorrebbero prendere il pullman, ma non possiamo lasciarle andare in questa situazione. Abbiamo chiesto alla squadra mobile e alla prefettura, hanno risposto che non possono farci niente. Dicono che non ci sono altri mezzi disponibili. E poi c’è un altro problema grave, che non favorisce un clima pacifico. Solo i neri hanno un lavoro. Per noi non ce n’è». 

I neri hanno un lavoro accettando condizioni da schiavi. 

Li vedi uscire ogni mattina dal Cara attesi dai caporali bulgari, che prenderanno la paga dagli agricoltori italiani. Pomodori, carciofi, olive. Chi lavora dieci ore nei campi arriva a guadagnare 34 euro per la giornata. Ma è ovvio che nella bidonville chiamata «la pista» gli affari sono anche altri.
IL CARA DI BORGO MEZZANONE IN PROVINCIA DI FOGGIAIL CARA DI BORGO MEZZANONE IN PROVINCIA DI FOGGIA

Il barista del Caffè del Borgo si chiama Alex D’Antini: «Cosa vi devo dire? Che molti di loro hanno la macchina ma nessuna assicurazione? Che se fanno un incidente scappano e abbandonano il mezzo? Che spesso vengono qui con 7 documenti diversi per fare il Postepay? Che alcuni hanno mazzette di soldi in mano alte così, troppi soldi?». 

È tutto estremo, qui. Saltato. Come quel confine fra il Cara e la pista. Un anno fa, il giornalista dell’«Espresso» Fabrizio Gatti aveva fatto un reportage dentro al centro per richiedenti asilo, «il ghetto di Stato». Il suo lavoro aveva suscitato grande indignazione e messo in moto una commissione parlamentare d’inchiesta.

Oggi la situazione è peggiorata. Il ghetto è rimasto identico. Intorno si è allargata a dismisura la bidonville gestita dalla criminalità organizzata. La gente del posto non ne può più. E per quanto possa sembrare un’affermazione retorica, è difficile dare torto al barista Alex D’Antini: «Se volete sapere come sia la vita qui, vi affitto una casa a spese mie. Accomodatevi. Venite ad abitare per un mese da queste parti. Poi ne parliamo». 
IL CARA DI BORGO MEZZANONE IN PROVINCIA DI FOGGIAIL CARA DI BORGO MEZZANONE IN PROVINCIA DI FOGGIA

Segnatevi questo punto sulla mappa: Borgo Mezzanone, Foggia, Puglia, Italia. 

È il prossimo posto dove trionferanno il populismo, la destra estrema e anche la voglia di vendetta. 

Qui ogni giorno perdono i poveri e i più poveri ancora, in un presente indistinto dove lo Stato appare fallito. 

Negli ultimi mesi, da queste parti, si è fatta vedere una sola forza politica: i fascisti di Forza Nuova.

Fonte: qui