9 dicembre forconi: campo
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mercoledì 2 ottobre 2019

ECCO IL CAMPO ILLEGALE, VICINO MILANO, DI UN GRUPPO DI ZINGARI TRA MACCHINONI E VILLE DI LUSSO, COSTRUITE SU TERRENI NON EDIFICABILI

PERCHÉ IN ITALIA I ROM FANNO QUELLO CHE VOGLIONO? 
L’ACCUSA DE “IL GIORNALE”: “E’ UNA DELLE TANTE AREE CHE IL SINDACO BEPPE SALA AVEVA PROMESSO DI CHIUDERE. NON È DA ESCLUDERE CHE ALL'INTERNO DEL CAMPO SIANO DETENUTE ARMI ILLEGALMENTE”
Eugenia Fiore per www.ilgiornale.it

il campo rom illegale di via cusago a milano 10IL CAMPO ROM ILLEGALE DI VIA CUSAGO A MILANO 
I rom del campo irregolare di via Cusago 275, a Milano, si sono sbizzarriti. Tra ville di lusso, macchinoni e palme in stile Miami Beach, sembrerebbe quasi un villaggio vacanze. Peccato che sia invece un'area occupata abusivamente a pochi chilometri dal centro meneghino. Una delle tante del capoluogo lombardo. E una delle tante che il sindaco Beppe Sala aveva promesso di chiudere. Una promessa, la sua, ribadita anche nel lontano maggio 2018. "La direzione dei campi rom è la chiusura", aveva dichiarato il primo cittadino dem. Quelli irregolari, ma anche quelli regolari, perché - aveva detto - "non sono un modello di successo né da replicare".
il campo rom illegale di via cusago a milano 8IL CAMPO ROM ILLEGALE DI VIA CUSAGO A MILANO

Qui i nomadi hanno costruito case illegalmente su un terreno non edificabile. "Si sono costruiti veri e propri villoni", spiega SIlvia Sardone. L'europarlamentare della Lega, sul posto per un sopralluogo, fa notare come questa situazione sia "una cosa incredibile considerando il fatto che agli italiani è impedito anche solo mettere dei tavolini fuori posto se hanno un bar perché vengono immediatemente multati". E poi attacca: "Invece questi si fanno le villone alla Scarface e nessuno dice assolutamente nulla".

ABUSIVISMO E DELINQUENZA
il campo rom illegale di via cusago a milano 9IL CAMPO ROM ILLEGALE DI VIA CUSAGO A MILANO
I rom - lo ha detto lo stesso Sala - "non vengono a Milano per vacanza". E infatti oltre al problema abusivismo c'è da considerare il problema delinquenza. Non è da escludere che all'interno del campo siano detenute armi illegalmente. A dar adito a questa ipotesi è un fatto di cronaca di qualche mese fa. A febbraio, infatti, un rom di 35 anni di questo campo irregolare è stato arrestato con l'accusa di aver rapinato un 40enne francese. E cosa gli avrebbe rubato? Niente meno che la sua Ferrari F430, ritrovata poche ore dopo il fattaccio proprio in via Cusago. Il nomade avrebbe finto di organizzare una compravendita e poi è passato all'azione. Al momento di versare la cifra richiesta all'uomo, il rom ha estratto una pistola, l'ha minacciato e dopo è salito sull'auto ed è fuggito. Poi, tornato a Milano, con tutta serenità ha parcheggiato la Ferrari davanti al suo villone abusivo.

il campo rom illegale di via cusago a milano 2IL CAMPO ROM ILLEGALE DI VIA CUSAGO A MILANO
NESSUNA INTEGRAZIONE
Basta farsi un giro intorno a queste abitazioni al mattino e durante la settimama per avere un quadro della situazione. Bambini e adolescenti ciondolano tra la veranda e il giardino nelle varie villone. Insomma, della scuola non c'è neanche l'ombra. "Ho chiesto perché stanno qui invece di andare a scuola e non ho avuto una risposta", aggiunge Sardone. E dire che a giudicare dal tenore di vita del villaggio abusivo, be', i soldi per i libri scolastici non mancherebbero di certo. E poi senza scuola, si sa, non c'è integrazione. E senza integrazione le strade sono poche e tortuose. Ma la loro è una scelta: nessuno ha imposto a queste persone di barricarsi in una lontana vita in nome dell'illegalità. Fonte: qui

lunedì 1 luglio 2019

Una bomba della seconda guerra mondiale è esplosa, lasciando un grosso cratere nel campo di grano tedesco

I residenti circostanti in una città della Germania centrale potrebbero aver pensato che stavano vivendo un terremoto, o forse una grande esplosione di gas. Un'esplosione così potente nel bel mezzo di un campo di mais vicino a Limburg-Ahlbach si è registrata come un terremoto di lieve entità, secondo la BBC , ma in realtà è stata causata da una bomba della seconda guerra mondiale "auto-detonata" in un fenomeno raro . 
L'esplosione della bomba stimata da 550 libbre ha lasciato un enorme cratere che la polizia locale ha misurato a  33 piedi di larghezza e 13 piedi di profondità , visibile dall'alto degli aerei. I residenti nelle vicinanze sono stati svegliati di soprassalto alle 4 del mattino di domenica dall'esplosione improvvisa, che all'inizio era considerata un "mistero" secondo i rapporti locali.

Una veduta aerea del cratere in un campo vicino ad Ahlbach, in Germania, lunedì 24 giugno. Getty Image

La confusione di massa ha circondato la piccola esplosione innescata dal terremoto mentre la polizia ha iniziato a indagare, secondo la CNN :



Era una bomba della seconda guerra mondiale? All'inizio, i funzionari non erano sicuri. Ma dopo una giornata di studio del cratere, hanno detto che "quasi certamente" era un disastro da 550 libbre .
    "Con l'ex deposito ferroviario, eravamo piuttosto un obiettivo bomba alla fine della Seconda Guerra Mondiale", ha detto il portavoce della città Johannes Laubach  al sito di notizie tedesco Hessenschau . "Possiamo essere contenti che il contadino non fosse nel campo."
    I residenti hanno riferito di aver sentito "una forte esplosione" nelle prime ore della domenica seguita da "un terremoto".
    Gli investigatori hanno concluso che la bomba gigante sarebbe probabilmente stata sganciata da un aereo durante la seconda guerra mondiale più di settant'anni fa. Come è stato lasciato inesploso al momento dell'impatto, si sarebbe alloggiato al di sotto della superficie del terreno. 


    Per decenni la polizia ha detto che non c'era "nessuna indicazione definitiva" che una presunta bomba inesplosa fosse presente nel campo di grano. 

    Fonte immagine: AP

    Tali bombe e mine inesplose si trovano un po 'di frequente in tutta la Germania, con le unità di smaltimento di bombe che periodicamente devono chiudere interi isolati per effettuare detonazioni controllate.
    Tuttavia, unico in questo caso è che la bomba fatta detonare da sola, secondo la BBC :
    I funzionari dicono che non è inimmaginabile che i detonatori si decompongano nella misura in cui la bomba si spegne da sola .
    I residenti hanno detto che un vicino deposito ferroviario era diventato un bersaglio per i bombardamenti alleati nei giorni della fine della guerra, e bombe inesplose erano state trovate nella zona in passato

    All'inizio di quest'anno un distretto storico di Francoforte è stato evacuato quando i subacquei hanno scoperto una bomba dell'aviazione militare da 250 chilogrammi che era stata sganciata sulle forze tedesche durante la seconda guerra mondiale sul fondo del fiume Meno. 
    Tradotto automaticamente con Google
    Fonte: qui

    mercoledì 2 novembre 2016

    GUERRIGLIA IN STRADA A PARIGI DOPO CHE LA POLIZIA HA SGOMBRATO LE TENDOPOLI DI DUEMILA MIGRANTI

    RIFIUTANO DI ESSERE TRASFERITI DALLA 'JUNGLE' DI CALAIS IN ALTRE REGIONI FRANCESI: VOGLIONO ANDARE NEL REGNO UNITO E NON NEI CENTRI DI ACCOGLIENZA 

    LE RUSPE NELLA CAPITALE DEI SOCIALISTI ANNE HIDALGO E FRANCOIS HOLLANDE...

    Stefano Lorusso per www.ilmanifesto.info

    migranti e scontri a parigi 9MIGRANTI E SCONTRI A PARIGI 
    «La Polizia è arrivata stamattina alle 8, mi hanno colpito in faccia, vedi, ecco il livido, mi hanno obbligato a lasciare la tenda, lì avevo tutto : cellulare, documenti, il sacco a pelo. Tutto. Adesso non ho più niente ». Ali è rassegnato. Ha appena perso tutto quel che aveva. Osserva torvo il bulldozer schiacciare la sua tenda verde, la sua casa negli ultimi due mesi.

    migranti e scontri a parigi 8MIGRANTI E SCONTRI A PARIGI 
    Siamo a Parigi, dove circa duemila migranti sudanesi, eritrei, afgani e pakistani hanno creato degli accampamenti informali ai quattro angoli di Place de Stalingrad, nel nord della capitale francese. Lunedì scorso la polizia ha lanciato un’operazione di «controllo amministrativo» per verificare i documenti degli abitanti dell’accampamento. Trenta i migranti fermati, nessuno di loro è stato ancora rilasciato.

    migranti e scontri a parigi 6MIGRANTI E SCONTRI A PARIGI 
    Gli accampamenti sorgono ai quattro angoli della piazza. La geografia delle tendopoli è disegnata dall’appartenenza a comunità linguistiche o etniche vicine.

    C’è la comunità di lingua Pashtun che riunisce afghani e pakistani, quella di eritrei e etiopi di etnia Oromo, due comunità sudanesi. Ogni accampamento conta una quarantina di tende, i più fortunati le hanno piantate sotto il ponte dove fila la metropolitana, al riparo dalla pioggia. Gli altri si sono dovuti accontentare dei rami degli alberi. Nei pressi degli accampamenti sono solo 3 i bagni chimici disponibili. L’odore acido degli escrementi è insopportabile.
    migranti e scontri a parigi 4MIGRANTI E SCONTRI A PARIGI 

    Tende, coperte, bottiglie, materassi, le fauci della ruspa inghiottiscono anche un piccolo succhietto per bambini. Aadil, guarda la scena con occhi inconsolabili. Ha più frontiere che anni alle spalle. Trascina a fatica una valigia nera con le ruote, è più alta di lui, si rovescia a più riprese. Attraversa la strada stringendo la mano della sua sorellina, Sara, 7 anni. Fa segno con una mano alle auto di fermarsi. La loro infanzia è stata sospesa sei mesi fa, quando con la loro famiglia hanno lasciato Konduz, nel nord-est dell’Afghanistan. «Siamo stati convocati, forse domani otterremo l’asilo», gioisce sua madre Nabeela, 30 anni, avvolta in un foulard grigio fumo. Ma è già la terza volta che vengono convocati a vuoto.
    migranti e scontri a parigi 3MIGRANTI E SCONTRI A PARIGI 

    L’attenzione sugli accampamenti in Place de Stalingrad è notevolmente aumentata dopo lo sgombero della jungle di Calais.

    François Guennoc, segretario dell’Auberge des migrants (associazione umanitaria presente anche a Calais), parla di tre-quattro mila migranti che non hanno voluto o potuto entrare nel dispositivo di accoglienza francese, lasciando il campo in modo indipendente. Molti hanno riparato nelle cittadine portuali sulla costa attorno a Calais, alcuni si sono diretti verso il Belgio, altri verso Parigi.

    Nei giorni precedenti lo sgombero di Calais, le associazioni che si occupano della distribuzione di cibo in Place de Stalingrad fornivano circa 700 pasti. A seguito dello sgombero i numeri sono saliti : ogni sera più di 1000 persone si mettono in fila per ristorarsi con un piatto caldo.
    migranti e scontri a parigi 24MIGRANTI E SCONTRI A PARIGI 

    La sindaca di Parigi Anne Hidalgo ha scritto nei giorni scorsi al ministro dell’Interno Cazeneuve ribadendo la necessità di sgomberare gli accampamenti in Place de Stalingrad. «Non sono i migranti di Calais quelli che sono venuti a Parigi», ha assicurato François Hollande. Ma non è chiaro. Quello che sembra certo è che lo sgombero avverrà entro il fine settimana.

    Per impedire la costituzione di nuovi accampamenti sulle strade della capitale, la sindaca aveva annunciato a inizio settembre l’apertura di un «centro d’accoglienza umanitario» nei pressi di Porte de la Chapelle, nel nord della città.

    migranti e scontri a parigi 22MIGRANTI E SCONTRI A PARIGI 
    Avrebbe dovuto entrare in funzione già da metà ottobre, ma il progetto ha subito dei rallentamenti. Il centro dovrebbe prendersi carico dei migranti per un periodo che va dai cinque ai dieci giorni, per poi ripartirli nei vari Cao (Centres d’accueil et orientation) disseminati su tutto il territorio nazionale, gli stessi dove sono stati trasferiti i migranti di Calais. Il campo potrà ospitare fino a 600 persone e dovrebbe aprire le sue porte nei prossimi giorni, secondo Colombe Brossel, vice sindaco di Parigi. Ma la maggior parte dei migranti vuole raggiungere il Regno Unito. Difficilmente accetterà questa soluzione.

    Nel nord della capitale è nata la variante urbana della jungle di Calais. L’accampamento si allarga, ogni giorno nuovi migranti raggiungono Parigi, ma in Place de Stalingrad non ci sono tende per tutti. Molti dormono per strada. Di notte la colonnina di mercurio sfiora lo zero.
    migranti e scontri a parigi 21MIGRANTI E SCONTRI A PARIGI 

    La vita prosegue frenetica. Persone entrano ed escono dal metro, gli accampamenti sembrano ormai più un arredo urbano che un’emergenza umanitaria in carne ed ossa. Alcuni commercianti della zona si lamentano : «Questa situazione non è più sopportabile. Ho perso il 50% dei miei affari da quando queste persone vivono qui», dichiara il proprietario di un bar su Avenue Jean Jaures, sotto la garanzia d’anonimato.

    «Cerco di passare di qui il meno possibile, c’è puzza di escrementi, è disgustoso, fanno pipì dappertutto. Ci sono delle persone che gli forniscono del cibo, è naturale che si ammassino tutti qui», assicura con una smorfia Claire, 30 anni, impiegata, che ha un appartamento che dà sugli accampamenti.
    migranti e scontri a parigi 23MIGRANTI E SCONTRI A PARIGI 

    Molti abitanti del quartiere hanno organizzato distribuzioni di cibo tre volte al giorno. «Siamo semplici cittadini, facciamo quel che possiamo per alleviare i dolori di queste persone. Dormire per strada è terribile, che almeno possano riscaldarsi con un pasto caldo», dice Anne. Sono molte le associazioni presenti, si incaricano di fornire cibo, cure mediche, corsi di lingua e beni di prima necessità.

    migranti e scontri a parigi 20MIGRANTI E SCONTRI A PARIGI 
    Tra queste c’è Baam (Bureau d’accueil et d’accompagnement des migrants), che offre corsi di francese ai migranti di Place de Stalingrad, oltre che un supporto legale per i richiedenti asilo. Ogni sera duecento migranti si siedono sulle gradinate della piazza dove i volontari, studenti, cittadini, dispensano i corsi. «Liberté, égalité, fraternité significa questo» chiosa Manuel, studente di science politiche.

    Fonte: qui

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