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martedì 25 settembre 2018

UNA DONNA DI 62 ANNI, RICOVERATA PER PROBLEMI AL CUORE, RIMANE BLOCCATA IN ASCENSORE IN UN OSPEDALE DI PALERMO PER UN QUARTO D’ORA


MINUTI PREZIOSI CHE RITARDANO L’INTERVENTO, CONCLUSO CON LA MORTE DELLA PAZIENTE 

I PARENTI SCATENANO IL CAOS E NELLA STRUTTURA SI VOCIFERA CHE QUELL’ASCENSORE AVESSE PROBLEMI DA TEMPO…

Felice Cavallaro per il "Corriere della Sera"

ospedale villa sofia a palermo 3OSPEDALE VILLA SOFIA A PALERMO
Hanno impiegato vent' anni per costruire e attivare il monoblocco di Villa Sofia, ma nella nuova area del vecchissimo ospedale palermitano l' ascensore dedicato ai pazienti in barella si sarebbe arrestato ieri per 15 minuti ritardando un intervento operatorio concluso con la morte di una donna di 62 anni, Giuseppa Gambino, arrivata poco prima colpita da infarto e sottoposta a coronarografia.

Un' affannata corsa domenicale per salvarla quella dei parenti ora infuriati contro medici e amministratori di Villa Sofia perché convinti che il tempo perduto in ascensore sia stato fatale. Di qui la denuncia ai carabinieri in servizio al pronto soccorso, poi l' intervento della magistratura e la decisione di procedere al sequestro della cartella clinica e, forse, all' autopsia, come sarà deciso in giornata.
ospedale villa sofia a palermo 6OSPEDALE VILLA SOFIA A PALERMO

È un' altra tegola che s' abbatte su un ospedale dove il cattivo funzionamento degli ascensori è sempre stato considerato il male minore, nel caos di tante insufficienze, delle attese infinite al triage, delle liti fra parenti, medici e infermieri.

Ma stavolta nemmeno il direttore sanitario Pietro Greco riesce a spiegarsi cosa sia potuto accadere nel trasferimento della paziente fra l' ottavo e il settimo piano: «La signora è arrivata in ospedale dopo che da tre giorni stava male. Inviata per i primi esami in Cardiologia all' ottavo piano ed evidenziata la grave condizione del cuore, è stato deciso di procedere ad altri accertamenti, al piano di sotto...».
ospedale villa sofia a palermo 5OSPEDALE VILLA SOFIA A PALERMO

Ma l' ascensore sarebbe stato risucchiato fino al secondo sotterraneo, bloccato al piano -2, per poi risalire al settimo. «Roba comunque di pochi minuti», minimizza Greco, convinto che non si sia arrivati al quarto d' ora ipotizzato nella denuncia dal fratello della paziente.

Quest' ultimo avrebbe riferito di avere appreso da uno dei medici per il momento senza nome per la cronaca che il cattivo funzionamento dell' ascensore era ben noto a tutti. Particolare fondamentale, ma non confermato dal direttore sanitario: «Si tratta di ascensori dedicati utilizzati solo dal personale.
ospedale villa sofia a palermo 7OSPEDALE VILLA SOFIA A PALERMO

E per questo non ci spieghiamo perché si sia verificato il ritardo. Ma analizzeremo anche questo...» dice, annunciando la nomina di una commissione interna che dovrebbe indagare sui tempi impiegati per le cure, compreso il trasferimento in ascensore.

ospedale villa sofia a palermo 2OSPEDALE VILLA SOFIA A PALERMO






Infinito lo sconforto dei familiari che avevano atteso per un' ora davanti alla sala operatoria l' esito di un complesso intervento infine effettuato dopo quel ritardo.

ospedale villa sofia a palermo 1OSPEDALE VILLA SOFIA A PALERMO




Attesa culminata nella notizia del decesso, ripetevano sbigottiti ieri sera, raccolti fino alla chiusura della camera mortuaria attorno al corpo senza vita della signora Pina, come tanti chiamavano la donna che con la sua drammatica fine rilancia il tema della malasanità in un ospedale con vecchi reparti dove ascensori fatiscenti e spesso con cartelli «fuori servizio» costringono malati e parenti a ripiegare sulle scale.

Fonte: qui

sabato 7 aprile 2018

FRANCIA: BLOCCATO L’INVIO DI MILITARI ITALIANI IN NIGER ED IN TUNISIA

BLOCCATI NEL DESERTO 40 SOLDATI: ERANO GIA’ NELLA BASE DI NIAMEY PER ORGANIZZARE L’ARRIVO DI ALTRI 400 FANTI. 

LO STOP E' ARRIVATO DAL NIGER, MA PARE CHE DIETRO CI SIA PARIGI: L'ACCORDO FU SOTTOSCRITTO DA GENTILONI, CHE ORA E' MENO DI UN'ANATRA ZOPPA...

Fiorenza Sarzanini per il Corriere della Sera

base Legione NigerBASE LEGIONE NIGER
La partenza era prevista per giugno. Ma la missione dei soldati italiani in Niger, già approvata dal Parlamento nel gennaio scorso, è sospesa. Troppe resistenze a livello locale hanno convinto il presidente nigerino Mahamadou Issoufou a chiedere al nostro governo un rallentamento nelle procedure di invio del contingente, che di fatto si traduce in uno stop.

Bloccata anche la partenza dei militari per la Tunisia: la richiesta di 60 uomini era stata fatta dalla Nato, ma in questo caso il premier Yussef al-Shed ha fatto sapere che sarebbe stato meglio evitare di darle seguito e tutto si è fermato. Resta dunque da risolvere il problema del reparto che era stato mandato a Niamey per la pianificazione logistica: 40 persone che il governo potrebbe decidere di far rientrare visto che al momento restano confinate nella base statunitense in attesa di nuove disposizioni.

base Legione straniera NigerBASE LEGIONE STRANIERA NIGER
Era stato il titolare della Difesa nigerino Kalla Moutari a sottoscrivere un «accordo di collaborazione» con la collega Roberta Pinotti il 26 settembre 2017. Il 1 novembre 2017 e il 15 gennaio 2018 aveva invece spedito due lettere con la richiesta di un contingente «per l' addestramento per il controllo dei confini». Istanza accolta a Montecitorio il 17 gennaio quando sono state prorogate e rifinanziate tutte le missioni all' estero. In realtà già dieci giorni dopo la radio francese Rfi rilancia le perplessità del ministero degli Esteri nigerino con una fonte che sottolinea il fatto di «non essere stati consultati» e soprattutto «non siamo d' accordo».

base legione Niger1BASE LEGIONE NIGER1
Circola l' ipotesi che sia stato il governo di Parigi a fare pressioni affinché il nostro Paese rimanesse fuori dalla Coalizione già presente con Stati Uniti e Germania. E prende corpo il 10 marzo scorso quando il ministro dell' Interno, Mohamed Bazoum, definisce la missione «inconcepibile» spiegando che l' unica possibilità è «l' invio di alcuni esperti, senza ruoli operativi». Una dichiarazione che convince il ministro degli Esteri Angelino Alfano a frenare: «Il dispiegamento della missione non può che avvenire su richiesta delle autorità nigerine e sulla base di consenso per rispettare profondamente la sovranità del Niger. Sono ovvietà, ma nell' ambito del diritto internazionale è fisiologico che sia così».

migranti NigerMIGRANTI NIGER
Nei giorni successivi ci sono numerosi contatti a livello governativo ed è lo stesso presidente nigerino a sottolineare le difficoltà di accogliere i soldati. Adesso bisognerà quindi stabilire il ruolo dei 40 militari già partiti nelle scorse settimane, che non hanno più compiti operativi. E non è escluso che si decida di farli rientrare in Italia, sia pur scaglionati, visto che in questa situazione non possono nemmeno uscire dalla base statunitense a Niamey dove sono ospitati e dove hanno allestito il quartier generale.

Pinotti e GrazianoPINOTTI E GRAZIANO
Il decreto approvato per «fornire supporto alle attività di sorveglianza delle frontiere e del territorio» prevedeva l' invio di «120 unità nel primo semestre e fino a un massimo di 470 unità entro la fine del 2018». Costo dell' operazione: «40 milioni e 482 mila euro». Soldi che a questo punto potrebbero essere destinati ad altri impieghi. Sospeso anche l' esborso dei circa 5 milioni che Montecitorio aveva destinato alla missione in Tunisia. In questo caso si trattava di partecipare con 60 soldati alla missione Nato per «supportare le forze di sicurezza tunisine nella costituzione e messa in funzione del Comando Joint e sviluppare e rafforzare le attività di pianificazione e condotta di operazioni interforze, specialmente nel controllo delle frontiere e nella lotta al terrorismo».

GENTILONI MACRONGENTILONI MACRON
Il governo di Tunisi ha avuto numerosi contatti con i colleghi italiani spiegando che la presenza dei militari non appariva necessaria, soprattutto tenendo conto degli equilibri interni e della situazione locale. E così si è deciso di soprassedere. Lasciando al prossimo governo l' onere di decidere come e dove impiegare i contingenti.

Fonte: qui