9 dicembre forconi: ayatollah
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martedì 3 luglio 2018

IRAN – INFLAZIONE AL 55%, PROTESTE E SCONTRI CON LA POLIZIA, IN PIAZZA ANCHE GLI OPERATORI DEL GRAN BAZAR DI TEHERAN, LA CASA DEI MERCANTI CONSERVATORI CHE ACCUSANO ROHANI DI “FARSI ABBINDOLARE” DALL’OCCIDENTE


Pierluigi Franco per “il Messaggero”

proteste gran bazar teheran iran 8PROTESTE GRAN BAZAR TEHERAN IRAN
Il presidente dell' Iran, Hassan Rohani, stavolta sembra preso tra due fuochi: le proteste interne e il petrolio pilotato da Donald Trump. Due grane non da poco. Dal 25 giugno, infatti, il Paese degli Ayatollah è alle prese con una serie di proteste contro la crisi economica. E a far capire quanto queste proteste siano sintomatiche di qualcosa di più grande è il fatto che sono partite dal Gran Bazar di Teheran, il più grande del mondo, ma anche il più potente sotto il profilo politico.

hassan rohani 2HASSAN ROHANI





Quando protestano i bazarì, gli operatori del Bazar, il sistema trema. Perché il Gran Bazar della capitale è la casa dei mercanti conservatori, quelli che sostennero Khomeini nel 1979 e rovesciarono lo scià Mohammad Reza Pahlavi. Dunque, la chiusura per protesta del grande mercato di Teheran è un segnale molto forte per il governo riformatore di Rohani, accusato di aprire all' Occidente e, soprattutto, di «farsi abbindolare». Fatto sta che alla protesta dei bazarì hanno fatto seguito altre manifestazioni, con disordini per le strade e interventi della polizia.

IL SOSPETTO
proteste gran bazar teheran iran 7PROTESTE GRAN BAZAR TEHERAN IRAN
Difficile capire cosa ci sia dietro. La Guida suprema, ayatollah Sayyed Ali Khamenei, ha puntato il dito contro gli Stati Uniti e i loro alleati della regione colpevoli di creare «caos, disordini e insicurezza in Iran». Ma sono in molti a pensare che l' iniziativa sia in realtà partita dagli strati conservatori sconfitti da Rohani e desiderosi di destabilizzare questo governo.

Lo farebbe intendere anche la protesta a Khorramshahr, nel sud dell' Iran, dove la gente è scesa in piazza dopo un' interruzione dell' erogazione di acqua che ha portato anche a spari da parte della polizia e al ferimento di un manifestante, in un primo momento dato per morto.

proteste gran bazar teheran iran 5PROTESTE GRAN BAZAR TEHERAN IRAN

D' altra parte, però, la situazione economica scaturita dalle sanzioni, e aggravata dall' uscita americana dall' accordo sul nucleare, comincia a essere davvero grave. L' inflazione sfiora ormai il 55% sul tasso di cambio al mercato nero (circa 90.000 rial per dollaro), al quale fanno riferimento molti commercianti, a fronte di un tasso ufficiale di 42.000 rial per dollaro. E a far temere il peggio c' è anche il ritorno, dal prossimo mese di agosto, di tutte le sanzioni imposte dagli Stati Uniti dopo il ritiro dall' accordo sul nucleare. Così, in un Iran terrorizzato dalla crisi futura, si è scatenata una vera e propria corsa al dollaro, causando inevitabilmente un ancor più cospicuo deprezzamento del rial.

hassan rohaniHASSAN ROHANI
LA STRATEGIA DI WASHINGTON
In tutto questo, ovviamente, Trump ha buone ragioni per esultare, inconsapevole di fare un regalo ai falchi conservatori di Teheran. E, per dare il colpo di grazia all' economia iraniana, punta sul petrolio, sapendo che è l' oro nero a farla da padrone anche in Iran, quarto produttore al mondo. Così il presidente americano ha deciso di agire su due fronti: da una parte minacciando gli alleati di sanzioni se non taglieranno le importazioni iraniane entro l' inizio di novembre, dall' altro ha chiesto all' Arabia Saudita di aumentare la produzione per far scendere il prezzo in chiave anti-iraniana.
khameneiKHAMENEI
Tra i Paesi che Trump considera alleati ci sono sicuramente la Corea del Sud, che lo scorso anno ha segnato il 14% delle esportazioni di petrolio dall' Iran, e l' Italia (7%). Il maggiore importatore di greggio iraniano è però la Cina con il 24%, mentre l' India è al 18% e la Turchia al 9%.

All' Arabia Saudita, in particolare al re Salman, Donald Trump ha chiesto dunque di aumentare la produzione di petrolio fino a due milioni di barili, anche se Riad ha confermato la richiesta statunitense senza menzionare alcun obiettivo di produzione.
proteste gran bazar teheran iran 4PROTESTE GRAN BAZAR TEHERAN IRAN


Immediata la reazione dell' Iran che ha chiesto ai Paesi Opec di «astenersi da qualsiasi misura unilaterale» per aumentare la produzione di petrolio oltre il milione di barili di greggio al giorno stabiliti appena una settimana fa dall' organizzazione.

LA TROVATA DEL GOVERNO
Inoltre un' inedita iniziativa è stata annunciata ieri dal vice presidente iraniano, Eshaq Jahangiri: il greggio dell' Iran sarà quotato in Borsa e il settore privato potrà acquistarlo ed esportarlo. Difficile dire se sarà sufficiente.

Fonte: qui

lunedì 1 gennaio 2018

IRAN - STUDENTI E INTELLETTUALI MANIFESTANO CONTRO GLI AYATOLLAH MA IL REGIME AGGREDISCE LA PROTESTA TRASPORTANDO DALLE PROVINCE A TEHERAN MIGLIAIA DI FILO-GOVERNATIVI

DOPO GLI SCONTRI FRA POLIZIA E STUDENTI SCATTANO LE MANETTE: 52 ARRESTI 

E A DOROOD I PASDARAN USANO LA FORZA E UCCIDONO SEI PERSONE

Giordano Stabile per “la Stampa”

MANIFESTAZIONI IN PIAZZA IN IRANMANIFESTAZIONI IN PIAZZA IN IRAN
Nel terzo giorno di manifestazioni contro gli ayatollah, nelle strade di Teheran si sono confrontati due Iran. Il governo, dopo aver cercato di mettere la sordina alle proteste, ha deciso di reagire e ha messo in campo i suoi sostenitori, nel tentativo di eclissare i dimostranti che continuano a cantare «abbasso Rohani», «abbasso il dittatore» e «libertà, libertà».

Centinaia di pullman hanno trasportato dalla provincia nella capitale migliaia di uomini in uniforme nera, e soprattutto donne, anche loro vestite di nero, velate e con in mano i ritratti di Khomeini e Khamenei. Le immagini del grande raduno, vicino al mausoleo dove è sepolto il fondatore delle Repubblica islamica e al grido «morte ai sediziosi», hanno saturato i media filo-governativi.

MANIFESTAZIONI IN PIAZZA IN IRANMANIFESTAZIONI IN PIAZZA IN IRAN
La manifestazione pro-governativa si tiene ogni anno per ricordare la «vittoria» contro l' Onda verde del 2009, quando i riformisti vennero schiacciati dalla milizia basij di Mahmoud Ahmadinejad, ma adesso è arrivata in parallelo con la prima ondata di arresti, almeno 52, e l' avvertimento del ministro dell' Interno Abdolrahman Rahmani Fazli a evitare «raduni illegali» per «non creare problemi a sé e agli altri».

Le manifestazioni sono continuate lo stesso. Sul Web sono apparsi video che mostrano centinaia di persone, vestite all' occidentale, marciare a Teheran ma anche nella città santa di Qom, culla dello sciismo iraniano, e scandire slogan contro il regime, per la liberazione «dei prigionieri politici», contro i soldi indirizzati negli interventi in Siria e Iraq «mentre noi siamo costretti a chiedere l' elemosina», e persino a favore dello scià Reza Pahlavi, deposto nel 1979: «Che riposi in pace».

negozio tehranNEGOZIO TEHRAN
Altri filmati sono arrivati da Rasht, Hamedan, Kermanshah, Qazvin, dove la polizia ha disperso i dimostranti con i cannoni ad acqua. A Dorood, nella provincia del Lorestan, invece, i pasdaran sparano sulla folla uccidendo tre persone, ma sul sito di «Al Arabiya», che cita fonti locali, si parla di sei vittime. La risposta delle autorità è stata comunque più contenuta, finora, rispetto al 2009.

Pur diffuse in tutto il Paese, le manifestazioni non hanno ancora le dimensioni massicce dell' Onda verde. Anche la direzione politica è poco chiara. Il movimento sembra spontaneo, una reazione rabbiosa agli aumenti dei prezzi nei beni di prima necessità, dalla benzina agli affitti, non più calmierati dai sussidi, ridotti nell' ultima legge di bilancio, e anche al fallimento di fondi di investimento legati a istituti religiosi, che hanno bruciato i risparmi di intere famiglie.

moschea al nabi di qazvinMOSCHEA AL NABI DI QAZVIN
Le riforme promesse dal presidente Hassan Rohani, eletto per la prima volta nel 2013, sono rimaste a metà del guado. I benefici dell' accordo sul nucleare, finalizzato due anni fa, nel dicembre del 2015, ancora non si vedono, anche se le grandi imprese europee sono tornate in Iran con investimenti per decine di miliardi. Ora Rohani dovrà decidere se cedere alle pressioni degli oltranzisti o continuare a usare la mano morbida. Il governo appare diviso.

Uno dei vicepresidenti, Massoumeh Ebtekar, ha accusato i dimostranti di essere «eterodiretti» da potenze straniere (Usa e Israele), anche se ha ribadito il loro «diritto a manifestare». Dal fronte più riformista, Hesamoddin Ashena, consigliere culturale del presidente, ha insistito sul fatto che «il popolo ha diritto di essere ascoltato» mentre il Paese «affronta sfide difficili, disoccupazione, carovita, corruzione, mancanza di acqua, diseguaglianze e ingiusta ripartizione del bilancio pubblico».
mercatino usato a qazvinMERCATINO USATO A QAZVIN

In pratica tutte le storture che Rohani aveva promesso di raddrizzare. Gli oppositori fanno notare come negli Anni Duemila, segnati dai due disastrosi mandati di Ahmadinejad e dalle sanzioni internazionali, il Pil dell' Iran, che era superiore a quello della Turchia, adesso sia soltanto la metà, nonostante la produzione di quattro milioni di barili di petrolio al giorno. Ma anche il campo dei conservatori sta manovrando, e paradossalmente potrebbe sfruttare a suo vantaggio il malcontento. Lo stesso Ahmadinejad conduce una campagna sotterranea in vista delle prossime elezioni politiche del 2020, fatta di dichiarazioni pubbliche e messaggi sui social network.

festa per accordo sul nucleareFESTA PER ACCORDO SUL NUCLEARE


Se le manifestazioni dovessero assumere una tinta apertamente anti-governativa, a Rohani resteranno pochi spazi di manovra. Un primo assaggio si è visto ieri all' Università di Teheran, al centro dei movimenti di protesta già nel 1999, poi nel 2003, fino alla sanguinosa repressione nei dormitori studenteschi del 2009. Da allora l' ateneo è una «linea rossa» per il Governo. Ieri un piccolo raduno di universitari è stato sopraffatto dalla manifestazione pro-regime. Gli ayatollah sanno bene come il movimento studentesco possa fare da carburatore a tutte le rivoluzioni. E faranno di tutto per soffocarlo in tempo.

Fonte: qui