9 dicembre forconi: antiossidante naturale
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giovedì 24 maggio 2018

Un uovo al giorno può tenere lontano l’ictus

Arriva l'ennesima riabilitazione delle uova, dopo che per anni sono state considerate nemiche della salute perché si ritenevano responsabili di causare alti livelli di colesterolo nel sangue con il rischio di intasare le arterie. Recenti studi hanno dimostrato che mangiare una gran quantità di uova non ha questo effetto, anche in persone ad alto rischio di malattie cardiache.

Uova anti ictus

Ora arriva una nuova ricerca che dimostra come le uova possano essere anche un capace alleato contro l'ictusIl lavoro, pubblicato sulla rivista scientifica Journal of the American College of Nutrition, dimostra che consumare fino a un uovo al giorno riduce il rischio del 12 per cento.

La ricerca

Lo sostiene uno studio dell'EpidStat Institute di Ann Arbor, nel Michigan, che ha condotto una revisione di ricerche tra il 1982 e il 2015. I ricercatori hanno valutato le relazioni tra l'assunzione di uova e le malattie delle coronarie.

Le uova sono uno scrigno di benessere 

Le uova del resto contengono antiossidanti, che combattono anche le infiammazioni, oltre a essere un'ottima fonte di proteineUn uovo grande ha sei grammi di proteine di alta qualità e antiossidanti come la luteina e la zeaxantina, presenti all'interno del tuorlo, così come le vitamine E, D, e A.
Ora i ricercatori americani vogliono capire meglio perché consumare uova faccia diminuire la possibilità di avere un ictus per poterlo applicare non solo alla prevenzione alimentare, ma anche per mettere a punto nuovi farmaci.
Fonte: qui

giovedì 7 settembre 2017

IL CANCRO NASCE A TAVOLA - PIÙ DI UN TERZO DEI TUMORI È LEGATO ALLA CATTIVA ALIMENTAZIONE

TROPPA CARNE, ZUCCHERI E CONSERVANTI. E LA SERA MEGLIO SALTARE LA CENA 
UN ALTRO ERRORE È L’ORARIO CON CUI ASSUMIAMO GLI ZUCCHERI: PRIMA SI ASSUMEVANO A COLAZIONE E A PRANZO, OGGI SI CONSUMANO SOPRATTUTTO NELLA SECONDA PARTE DELLA GIORNATA

Antonio Moschetta, direttore scientifico dell’Istituto oncologico di Bari: “Tocca recuperare gli alimenti tipici della dieta mediterranea. Un altro errore è l’orario con cui assumiamo gli zuccheri: prima si assumevano a colazione e a pranzo, oggi si consumano soprattutto nella seconda parte della giornata”

Valentina Arcovio per "Tutto Scienze-La Stampa" - articolo del 28 settembre 2016 

cinquemila passi al giorno bastanoCINQUEMILA PASSI AL GIORNO BASTANO
«Più di un terzo dei tumori nasce a tavola, ma con la giusta alimentazione possiamo prevenirli e aiutare il nostro corpo a combatterli». Parola di Antonio Moschetta, direttore scientifico dell'Istituto oncologico di Bari, che interverrà domani all'Università di Chieti in uno degli incontri organizzati dall'Airc - l'Associazione italiana per la ricerca sul cancro - in occasione dell'annuale appuntamento con i «Giorni della Ricerca».

Professore, cosa c'entra l'alimentazione con la nascita di un tumore?
cinque porzioni di frutta o verdura al giornoCINQUE PORZIONI DI FRUTTA O VERDURA AL GIORNO
«Studi di nutrigenomica e nutrigenetica hanno evidenziato che la predisposizione dell'individuo a sviluppare una specifica patologia, come un tumore, non risiede solo nel corredo genetico, ma nell'abilità dei nutrienti assunti di "accendere" o "spegnere" geni specifici. In particolare le mutazioni del Dna responsabili dell'insorgenza di un tumore sono il più delle volte causate da un cancerogeno di origine alimentare che, a contatto con una cellula, ha la possibilità di mutarla.
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Questa cellula mutata può essere riconosciuta dall'organismo, che provvede ad eliminarla attraverso un meccanismo chiamato "morte cellulare programmata" o apoptosi. Abitudini alimentari errate possono compromettere questo meccanismo di difesa e impedire quindi il suicido della cellula malata che, invece, inizia a proliferare».
A questo punto il ruolo dell'alimentazione finisce?
«No. Sappiamo che le cellule tumorali sopravvivono senza ossigeno e sono in grado di produrre energia attraverso il glucosio, che è la loro benzina. Quindi, se riuscissimo a diminuire l'avidità per il glucosio della cellula tumorale, riducendo l'assunzione di zuccheri, e a riaccendere i cosiddetti "polmoni delle cellule", i mitocondri, la cellula potrebbe tornare a utilizzare l'ossigeno e a cambiare così il suo assetto metabolico. In questo modo si riattiverebbe il meccanismo di difesa dell'apoptosi e la cellula malata morirebbe».
le ricette anti cancroLE RICETTE ANTI CANCRO
Quali sono gli errori più comuni a tavola che possono influenzare la crescita di un tumore?
«In 30 anni il nostro stile di vita ci ha portato ad abbandonare gli alimenti tipici della dieta mediterranea, preferendo un tipo di dieta troppo raffinata, come cibi ricchi di zucchero e di conservanti. Un altro errore comune è l'orario con cui assumiamo gli zuccheri: prima si assumevano a colazione e a pranzo, mentre alla sera si cenava poco e ci si coricava presto, rispettando quindi i ritmi circadiani del metabolismo. Oggi gli orari dei pasti sono slittati, favorendo una maggiore assunzione di zuccheri nella seconda parte della giornata».

Che fine fanno questi pericolosi zuccheri?
«L'assunzione di zuccheri alla sera, quando la richiesta di glucosio da parte degli organi è fortemente ridotta, fa sì che i grassi si depositino nel fegato, generando il cosiddetto "fegato grasso", mentre alcuni di essi possono depositarsi nella zona addominale.
L'accumulo di grassi nella regione addominale genera la condizione alterata e patologica dell'adiposopatia, che sembra giocare un ruolo importante nell'istaurarsi dell'iperinsulinemia. Tutto questo fa sì che l'assetto metabolico venga compromesso, creando un ambiente fertile per il tumore».
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Ma si può distruggere la «casa» del tumore con il cibo?
«Per combattere l'infiammazione che caratterizza l'ambiente in cui si trovano le cellule tumorali si può ridurre drasticamente il consumo di proteine animali, cioè di carne, e privilegiare le proteine di origine vegetale, che aiutano a creare un ambiente antinfiammatorio».
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Quali sono gli alimenti anti-cancro per eccellenza?
«Quelli tipici della dieta mediterranea. Frutta e verdura, ad esempio, abbassano l'indice glicemico dall'organismo, riducendo il carburante di cui si nutrono le cellule tumorali: sono consigliati le crucifere (broccoli e rucola), i pomodori, le fragole, le arance. Inoltre, gli alimenti ricchi di antiossidanti - come il tè verde, lo zenzero, la curcuma - sono in grado di "detossificare", aiutandolo a disinnescare potenziali formazioni tumorali.
frutta anti cancroFRUTTA ANTI CANCRO
Oggi si sta lavorando per conoscere i meccanismi attraverso i quali gli alimenti e i composti in essi contenuti sono in grado di cambiarci dal profondo, modificando i nostri geni e rendendoci più forti o più vulnerabili. L'obiettivo è conoscere l'alimentazione giusta ad personam, che come per le terapie farmacologiche individualizzate si dimostrerà una strategia vincente. E' per questo che dobbiamo sostenere la ricerca attraverso la distribuzione dei fondi con merito e controllo della produttività, proprio come fa l'Airc, e i risultati degli ultimi 40 anni lo dimostrano, con l'aumento della cura dei tumori fino al 56% dei casi».

Fonte: qui
anticancroANTICANCRO

antitumoraliAntitumorali

martedì 17 maggio 2016

TUTTO QUELLO CHE DOVRESTE SAPERE PRIMA DI COMPRARE UNA BOTTIGLIA D'OLIO EXTRAVERGINE

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L'OLIO BUONO COSTA. L'OLIO VECCHIO SI PUÒ USARE PER FRIGGERE. BUTTATE LE OLIERE DI VETRO TRASPARENTE

Mai lasciare la bottiglia aperta senza tappo, l'ossigeno e la luce sono i peggior nemici. L'olio assorbe gli odori come una spugna. La descrizione dei sapori in etichetta è spesso fantasia pura. Un olio eccellente si ottiene solo da olive sane spremute entro le 12 ore, max 24 se la temperatura è fresca e il raccolto eccellente

Troppe cose bisognerebbe insegnare agli italiani, così magari smettono di vergognarsi di esserlo. Non sarebbe male educarli a mangiare meglio, ad esempio, scegliere le materie prime di cui siamo riconosciuti produttori di punta in tutto il mondo. Corsi di palato, altro che pilates!
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OLIO EXTRAVERGINE
Americani, giapponesi, brasiliani e non solo, sono spesso ottimi conoscitori della nostra tradizione a tavola. Dal vino, all'olio, al pane, fino ai formaggi e alle ricette regionali e, invece, mangiamo quello che capita. L'importante è riempire la panza. Non sappiamo distinguere un ghiacciolo scongelato al microonde da un gambero rosso di Mazara del Vallo. Ci riempiamo la bocca di "lievito madre" e non distinguiamo una pasta per pizza surgelata da una Margherita dei fratelli Salvo.
Siamo pervasi da una malsana voglia di asparagi a luglio, pomodori a Natale e frutti esotici raccolti acerbi e stivati per un mese in una nave da carico prima di raggiungere il banco delle offerte al supermercato. In compenso non ci caghiamo le mele dell'Alto Adige che consideriamo un alimento per porci e forse non abbiamo nemmeno digerito il fatto che l'Alto Adige sia un pezzo d'Italia. Mangiamo quello che capita e siamo i primi a mancare di rispetto alla cucina regionale. Però pubblicizziamo in TV il nostro yogurt "alla greca": bell' idea!
Un tempo per inquadrare un ristorante come posto scadente si usava definirlo "locale per turisti". Oggi un ristorante frequentato da stranieri offre maggiori garanzie di qualità, proprio perché gli stranieri conoscono materie prime e cucina italiana molto meglio di noi. E poi pagano il conto senza spacciarsi per ambasciatori di qualche guida o blog di borgata che attribuisce punteggi diversamente utili per la reputazione futura dell'attività.
olio extravergine d oliva all estero
OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA
Parliamo di olio, ad esempio, visto che lo produciamo sull'intera penisola con una varietà e un livello qualitativo unici al mondo. 
Il termine extravergine di oliva non significa granché, non chiarisce al consumatore cosa stia scegliendo e quel che consumerà. D'altronde anche la normativa europea sul biologico non brilla per precisione.
VADEMECUM DELL'OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA ITALIANO
- La dicitura extravergine si riferisce ai soli parametri chimici, ed è per questo che la grande industria non vuole il panel test che con molta probabilità ne boccerebbe parecchi.
  • Anche un olio extravergine può avere molti difetti. Ad esempio può sapere di rancido per eccessive ossidazioni causate dalla lavorazione o dalla conservazione, oppure dalla raccolta avvenuta in presenza di forte umidità o alte temperature. 
olio d oliva all estero
OLIO D'OLIVA ALL'ESTERO
  • Gli stabilimenti industriali imbottigliano e rivendono spesso olii prodotti fuori dai confini italiani. Non sempre i paesi da cui provengono questi olii - soprattutto quelli fuori dalla UE - rispettano i nostri parametri agronomici e igienico-sanitari.
  • Un olio buono non può costare meno di 9 euro/lt. Fra pratiche agronomiche, potature, raccolta manuale, spremitura a freddo in un buon frantoio, imbottigliamento, etichettatura e distribuzione, non è possibile stare sotto a quella cifra. Un olio che costa meno di 9 euro/lt è molto probabile che non sia italiano
-  L'ossigeno è nemico dell'olio che, a differenza di alcuni vini, non migliora invecchiando.
  • L'olio è molto fotosensibile, la luce lo deteriora rapidamente
  • Conservatelo sempre in luogo fresco, asciutto, al buio e in bottiglia di vetro scura. Non tenetelo sulla finestra della cucina o vicino a fonti di calore.
-  Mai lasciare la bottiglia aperta senza tappo.
olio d oliva
OLIO D'OLIVA
- Vietate le latte di capacità superiore a 1 lt. Se non c'é un forte consumo la confezione resta aperta troppo tempo e si ossida. Se acquistate olio in latta da 5 lt, travasatelo sempre in bottiglie più piccole scure, ben pulite e verificare che non vi siano residui olfattivi di saponi o altro
- L'olio assorbe gli odori come una spugna.
- Se avete poco consumo di olio comprate bottiglie di piccolo formato. Non gli darete il tempo di alterarsi qualitativamente né sotto il profilo organolettico
- Fate sparire per sempre le oliere trasparenti dalle vostre tavole. Oppure utilizzatele come vasetti per le margherite
  • L'olio vecchio, ovvero a un anno circa dalla raccolta, si può utilizzare per friggere. Non è necessario buttarlo
-  Non comprate olio dal contadino senza assaggiarlo e mai in bottiglia di plastica trasparente                                                                                                                                   
OLIO
OLIO
- Un olio eccellente si ottiene solo da olive sane spremute entro le 12 ore, max 24 se la temperatura è fresca e il raccolto eccellente. Il frantoio deve essere vicino perché le olive ammassate e trasportate si deteriorano facilmente e sviluppano muffe e marciume
  • La denominazione olive italiane significa che sono state prodotte in Italia ma non offre garanzie su come arrivano allo stabilimento e sul loro stato di conservazione. Accertatevi, comunque, che in etichetta o nella retro etichetta sia riportata la provenienza, ovvero miscele di olii italiani, comunitari o extracomunitari. Per farlo munitevi di una lente di ingrandimento.
-  Nelle bottiglie di olii DOP sono indicati la provenienza delle olive, la cultivar e l'anno di raccolta. Negli extravergine solo la scadenza dopo 18 mesi che non partono dalla raccolta delle olive, ma dall'imbottigliamento
  • Le tabelle con i valori nutrizionali sono standard, pertanto non indicative della qualità dell'olio.
  • La  descrizione dei sapori dell'olio in etichetta è spesso fantasia pura . Queste caratteristiche sono labili e possono modificarsi nel tempo e a seconda di come l'olio viene conservato
-  Ricordatevi, in fine, che un olio buono è un ottimo antiossidante naturale, ricco di vitamine e proprietà nutritive.
Fonte: qui