9 dicembre forconi: Zimbabwe
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martedì 2 aprile 2019

Se Donald Trump è il re del debito, questi ragazzi erano i re dell'inflazione

Massimiliano Berna aveva risparmiato 100.000 marchi tedeschi per quello che avrebbe dovuto essere un pensionamento modesto, ma confortevole.
Ma nel 1923, ha ritirato fino all'ultimo centesimo e ha speso tutto per un solo acquisto: un biglietto della metropolitana.
Andò in giro per la sua città un'ultima volta prima di tornare a casa e si chiuse a chiave nella sua casa, dove morì.
Non si è ucciso. È  morto di fame ... semplicemente perché non poteva più permettersi il cibo. Un singolo uovo al mercato costerebbe milioni di marchi, più di quanto Massimiliano Berna avesse risparmiato per tutta la sua vita.
Questo è stato uno dei più famosi episodi di iperinflazione, certamente nella storia moderna.
Sulla scia della prima guerra mondiale, la Germania (conosciuta come la Repubblica di Weimar) era completamente al verde.
La guerra per porre fine a tutte le guerre li aveva mandati in bancarotta; e oltre a perdere la guerra, la Germania fu costretta a fare "pagamenti di riparazione" ai vincitori, tra cui Francia, Regno Unito, ecc.
Ciò ha portato il debito bellico globale della Germania a livelli impossibili. Quindi, in un debole tentativo di tenere a galla l'economia e rispettare i suoi obblighi di debito di guerra, il governo tedesco stampò enormi quantità di banconote.
Prima della prima guerra mondiale, un dollaro USA valeva 4,2 marchi tedeschi.
Nel 1923, un singolo dollaro USA valeva 4,2 trilioni di marchi.
Lo abbiamo visto nel corso della nostra vita  in posti come lo Zimbabwe e ora il Venezuela.
Ricordo che la prima volta che andai in Venezuela il tasso di cambio ufficiale era di quattro bolivar al dollaro americano e il tasso di mercato nero era otto a uno.
La volta successiva che sono andato c'erano centinaia, poi migliaia e poi decine di migliaia di bolivar per un solo dollaro.
Circa due anni fa, quando ero a Caracas, ho cambiato alcune centinaia di dollari e ho ricevuto in cambio una valigia piena di soldi. (Non sono riuscito a tenere la valigia).
Il tasso di inflazione ora in Venezuela è stato pari a  1,6 milioni di percento  l'anno scorso. È difficile persino immaginare cosa significhi.
Ma tutti abbiamo sentito queste storie horror di iperinflazione. Tutti sembrano capire gli effetti orribili che ha sull'economia e sugli individui.
Ma in qualche modo dovremmo credere che  un po 'di inflazione  sia in qualche modo positiva per l'economia. Lo trovo assurdo.
La Federal Reserve cerca di mantenere il tasso di inflazione tra il 2% e il 3% all'anno. Potrebbe sembrare un cambiamento di sentiment, ma aggiunge.
Persino John Maynard Keynes, le cui opere sono alla base della moderna banca centrale, una volta scrisse:
"Continuando il processo di inflazione i governi possono confiscare segretamente e inosservati una parte importante della ricchezza dei loro cittadini".
È così sottile perché ruba solo un po 'alla volta da te, nel corso di molti anni.
Ma ancora una volta, nel tempo, si aggiunge.
Come abbiamo visto negli ultimi vent'anni, i salari non hanno tenuto il passo con l'inflazione. Quindi, anno dopo anno, i lavoratori medi perdono un po 'di prosperità.
L'1-2% all'anno non ha molta importanza. Un decennio o due di questo, tuttavia, ha davvero un impatto.
Continuiamo a sentire questi politici bolscevichi che chiedono una tassa sulla ricchezza. Ovviamente non si rendono conto che esiste già una tassa sulla ricchezza. Si chiama inflazione.
Ironia della sorte, Keynes ha continuato a scrivere di inflazione, risparmiando: "E mentre il processo [dell'inflazione] impoverisce molti, in realtà ne arricchisce alcuni".
E questo è vero. Nei giorni di iperinflazione della Germania, c'erano una manciata di persone sofisticate che hanno visto la scritta sul muro. Sapevano che il governo non avrebbe mai potuto pagare i suoi debiti e che avrebbero stampato denaro e fatto svanire la valuta.
Questi ragazzi hanno impostato i loro investimenti in modo da trarre effettivamente  profitto  dall'iperinflazione.
Donald Trump si riferì a se stesso durante la campagna presidenziale del 2016 come il "Re del debito" perché è stato in grado di trarre profitto prendendo in prestito denaro.
Questi investitori nella Repubblica di Weimar erano conosciuti come i re dell'inflazione. E Hugo Stinnes era il re dei re.
Stinnes si era posizionato perfettamente per l'iperinflazione.
Prese in prestito una grande quantità di marchi tedeschi e li versò nelle sue compagnie di carbone, acciaio e spedizioni.
Ha anche mantenuto l'oro in Svizzera, e fatto investimenti nei mercati esteri.
Quando l'iperinflazione colpì, Stinnes fu in grado di ripagare i suoi debiti con il marco tedesco fortemente svalutato.
Ma i beni durevoli di Stinnes non erano influenzati dall'iperinflazione. Hanno mantenuto il loro valore. Le sue attività e investimenti fiorirono, rendendolo uno degli uomini più ricchi del mondo.
Questo è solo un promemoria del fatto che, indipendentemente da ciò che accade nei mercati finanziari o nell'economia globale, ci sono sempre vincitori e vinti.
Tradotto automaticamente da Google
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mercoledì 22 novembre 2017

IL PRESIDENTE DELLO ZIMBABWE MUGABE SI È DIMESSO

DOPO 37 ANNI AL POTERE, SI CHIUDE L'ERA DEL PIÙ ANZIANO CAPO DI STATO AL MONDO 

LA MOGLIE-MEGERA GIA’ SI SOGNAVA DI PRENDERNE IL POSTO MA ADESSO E’ PROBABILE CHE A GUIDARE IL PAESE AD INTERIM SIA IL VICEPRESIDENTE

Lorenzo Simoncelli per la Stampa.it

ROBERT MUGABEROBERT MUGABE
Robert Mugabe, per 37 anni Presidente dello Zimbabwe, si è dimesso dalla guida del Paese. L’anziano leader ha inviato una lettera al Presidente del Parlamento proprio mentre l’aula aveva iniziato le procedure per il processo d’impeachment.

Il più anziano capo di Stato al mondo aveva sorpreso tutti domenica scorsa, quando, in diretta tv, aveva letto un messaggio alla nazione in cui invece di annunciare le sue dimissioni aveva detto che avrebbe guidato il Paese almeno fino a metà dicembre quando il Partito di Governo, lo ZANU-PF, si sarebbe riunito per il Congresso.

L’ennesimo colpo di scena in una settimana storica per lo Zimbabwe, Paese dell’Africa australe che dall’indipendenza dal Regno Unito del 1980 era stato guidato solo da Mugabe per 37 anni. Una settimana fa l’esercito con un colpo di Stato definito “soft” e senza spargimenti di sangue aveva preso le redini del Paese, dopo che Mugabe, su suggerimento della moglie Grace, aveva deciso di epurare dal partito il vice-presidente Emmerson Mnangagwa, considerato dalla first lady il principale competitor alla Presidenza del Paese.

ROBERT E GRACE MUGABEROBERT E GRACE MUGABE
Da anni la moglie di Mugabe stava pregustando la successione alla guida dello Zimbabwe una volta morto il marito. Dopo giorni di frenetiche trattative con l’esercito, ci si aspettava che nel discorso alla Nazione di domenica scorsa Mugabe annunciasse le dimissioni.

E invece, «il vecchio Bob» aveva colto di sorpresa ancora una volta tutto l’establishment politico e le diplomazie di mezzo mondo costringendo il Parlamento ed il partito, lo Zanu-PF, ad aprire oggi la mozione di sfiducia per impeachment in Parlamento, poi interrotta una volta arrivata la lettera di dimissioni di Mugabe stesso.

robert mugabeROBERT MUGABE
Migliaia di persone si stanno riversando per le strade della capitale Harare cantando e saltando in uno stato estatico. Numerosi i cartelli con le scritte «Now we are free» («Adesso siamo liberi») a dimostrazione della sofferenza durante questi 37 anni di presidenza-dittatura.

Non sono ancora stati svelati i dettagli su quello che sarà adesso il nuovo leader che guiderà ad interim il Paese fino alle elezioni del prossimo aprile 2018. E’ molto probabile che toccherà al vice-presidente Emmerson Mnangawa guidare lo Zimbabwe almeno fino a quel momento creando un governo di coalizione con l’MDC, il principale partito d’opposizione.

Fonte: qui

domenica 19 novembre 2017

GOLPE IN ZIMBABWE

MILITARI IN STRADA, IL PRESIDENTE MUGABE E LA MOGLIE NELLE MANI DELL’ESERCITO 

ALLA BASE DELL’AZIONE DELLE FORZE ARMATE È STATA L’ULTIMA MOSSA DELL’ANZIANO DITTATORE CHE HA DEFENESTRATO IL VICEPRESIDENTE MNANGAGWA NEL TENTATIVO DI MANTENERE LA SUA FAMIGLIA AL POTERE 

Roberto Bongiorni per www.ilsole24ore.com
zimbabweZIMBABWE

L’anziano Robert Mugabe, il padre padrone dello Zimbabwe, l’eroe che nel 1980 ha portato l’ex Rhodesia all’indipendenza, affrancandola dal giogo coloniale, divenendo in seguito un dittatore sempre più allergico ad ogni forma di dissenso, non siede più sul suo trono.

Con una decisa azione militare, schierando soldati, blindati e carri armati per le strade della capitale Harare, l’esercito dello Zimbabwe ha annunciato di avere in custodia il presidente Mugabe e la moglie Grace. «La loro sicurezza è garantita», si afferma nella dichiarazione letta alla televisione da un portavoce delle forze armate, diffusa anche su internet. I militari avrebbero anche arrestato il ministro delle Finanze Ignatius Chombo, nell’ambito di quella che ora viene definita una caccia a «criminali» che hanno causato sofferenze al paese.

ROBERT E GRACE MUGABEROBERT E GRACE MUGABE

Colpo di Stato?


Il solito colpo di Stato africano? La versione dell’esercito, che lo nega, è diversa. «Robert Mugabe e la sua famiglia sono al sicuro e la loro sicurezza è garantita». Si sta «solamente prendendo di mira i criminali che lo circondano» e che «stanno provocando sofferenze economiche e sociali. Non appena avremo compiuto la nostra missione ci attendiamo che la situazione torni alla normalità».

Se non è un colpo di Stato, è tuttavia qualcosa che gli somiglia molto. Quando un capo delle Forze armate compare in Tv per annunciare di voler ripristinare l’ordine del Paese, le cose sono in sostanze già fatte. Ed è davvero difficile che seguano in tempi brevi le libere elezioni che vengono puntualmente annunciate in questi casi.

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Stati Uniti e Gran Bretagna hanno disposto per un giorno la chiusura delle ambasciate invitando i propri cittadini alla massima prudenza. 

Un testimone riferisce a Reuters che i soldati, con veicoli blindati, hanno bloccato le strade che portano ai principali uffici del governo, al Parlamento e ai tribunali nel centro della capitale Harare.

Alla base dell’azione militare è stata l’ultima mossa dell’anziano dittatore nel tentativo di mantenere la sua famiglia al potere. In un clima già teso da molto tempo, la scorsa settimana Mugabe aveva defenestrato il vicepresidente Emmerson Mnangagwa. Non era certo un oppositore, tutt’altro. Piuttosto un fedelissimo che ha trascorso quasi 50 anni a fianco dell’anziano dittatore , ormai 93enne, e che veniva indicato come il suo naturale successore. Probabilmente incalzato dalla consorte Grace, 43 anni più giovane di lui, Mugabe lo ha accusato di tramare contro il capo di Stato.

«Salutiamo e applaudiamo il coraggio della nostra Zdf [le forze armate, ndr] che, in maniera decisiva ha respinto concessioni dell’ultimo momento da parte di un dirigente il cui unico obbiettivo era di creare un dinastia familiare», ha scritto Mnangagwa dal Sudafrica, dove è fuggito per evitare l’arresto la scorsa settimana. 

«Una fase di transizione guidata dall’esercito spianerà ora la strada a un’elezione libera, corretta e democratica» Conosciuto anche con il soprannome di “coccodrillo”, Mutsvangwa aveva affermato che dietro la sua rimozione c’era la regia dell’ambiziosa first lady, Grace Mugabe.
MUGABEMUGABE
Davanti a quest’azione di forza da parte delle forze militari, lo stesso partito del presidente Mugabe, lo Zanu Pdf, ha fatto marcia indietro volgendo le spalle al presidente. «Né lo Zimbabwe, né Zanu sono di proprietà di Mugabe e sua moglie. Oggi comincia una nuova era e il compagno Mnangagwa ci aiuterà a ottenere uno Zimbabwe migliore».

Una disastrosa crisi economica

Una volta salito al potere, salutato prima dalla popolazione come un eroe della resistenza, Mugabe si è trasformato negli anni uno di quei “presidenti a vita” africani, deciso a non mollare il potere e a reprimere ogni forma di dissenso, anche con azioni sanguinose. Desideroso di impossessarsi delle miniere di diamanti del Congo Meridionale, inviò l’esecito dello Zimbabwe a fianco dell’esercito governativo, nella sanguinosa seconda guerra del Congo (1998-2003). Un intervento che, insieme alla sua disastrosa riforma agricola ed alle generosissime regalie ai membri del suo entourage, mise in ginocchio le casse dello Stato.

ZIMBABWEZIMBABWE
In difficoltà per le sanzioni internazionali, Mugabe decise di stampare soldi per non affondare. L’inflazione toccò livelli incredibili, Nell’ottobre del 2008 era volata ad un tasso di 231 milioni per cento. Per poi non fermarsi più, fino a 90 miliardi di punti percentuali. La carta moneta locale era carta straccia. I tentativi di sostituire la valuta locale con quella di altri Paesi, (tra cui Botswana e Cina) non si sono rivelati efficaci. Per cercare di porre rimedio a questa situazione nel 2016 la Banca Centrale dello Zimbabwe aveva annunciato di emettere bond notes, in altre parole note di debito che dovevano avere lo stesso valore dei dollari americani.

Di fatto oggi in Zimbabwe non esiste una valuta locale. Si usa il dollaro americano. Ma le cose non sono migliorate così tanto. Il 95% della popolazione non ha lavoro, tre milioni di persone hanno scelto la via dell'esilio, la riforma agricola è stata disastrosa e questo fertile Paese di 16 milioni di abitanti, esteso più dell’Italia, è costretto a importare beni che potrebbe facilmente produrre. Anzi, con le dovute riforme, anche esportare.

15 Novembre 2017

Fonte: qui

Zimbabwe: Mugabe sarà rimosso, forse già domani

Lo scrive il sito del quotidiano britannico Independent citando «due fonti del partito di governo»

AP
Robert Mugabe sarà rimosso come presidente dello Zimbabwe: lo scrive il sito del quotidiano britannico Independent citando «due fonti del partito di governo del paese, la Zanu-Pf». Il partito dovrebbe tenere domani mattina una riunione speciale del suo Comitato centrale per licenziare il 93enne leader e sua moglie Grace dal ruolo di capo della Lega delle donne della Zanu-Pf. Emmerson Mnangagwa, il vicepresidente licenziato da Mugabe questo mese, sarà rimesso in carica, aggiunge il sito.  

La notizia arriva dopo che stamane una manifestazione nel centro di Harare aveva radunato migliaia di persone a sostegno dell’intervento dell’esercito, che ha messo agli arresti domiciliari Robert Mugabe. «Mugabe deve lasciare lo Zimbawe», «Bob non è nostro zio», questi alcuni degli slogan scritti sugli striscioni portati dai dimostranti, che hanno sfilato per le vie della capitale in un clima tendenzialmente di festa. A sostegno della manifestazione si sono schierati la potente Associazione dei veterani di guerra, vicina al governo, e il Movimento per il cambiamento democratico, di opposizione. 

“Lacrime di gioia”  
Sventolando bandiere nazionali, i manifestanti hanno cantano e ballato in un’ondata di euforia per l’attesa caduta del presidente. «Sono lacrime di gioia», ha detto a Reuters Frank Mutsindikwa, 34 anni, con in mano la bandiera dello Zimbabwe. «La voce del popolo» è scritto su un cartello che raffigura a mezzo busto Constantino Chiwenga, il capo delle forze armate che sta guidando la transizione. «In solidarietà con le nostre forze armate di difesa e i veterani di guerra», è la scritta verde sulla maglietta bianca indossata da un giovane sotto un cielo carico di nubi. «Go, go, nostro generale», è uno slogan, sempre riferito a Chiwenga, segnalato dall’agenzia Ap nel raduno che solo una settimana fa avrebbe scatenato una dura repressione. 


Financial Times: colpo di stato al rallentatore  
Il Financial Times accredita la definizione dell’intervento, il primo di questo tipo nei 37 anni di vita indipendente del paese, come «un colpo di stato al rallentatore». 
I militari finora avevano sempre avuto «forti legami ideologici e sociali con la Zanu-Pf», l’«Unione nazionale africana dello Zimbabwe - Fronte patriottico», il partito di Mugabe, ricorda la rivista Foreign Policy (Fp). «L’ascesa di nuovi leader Zanu-Pf» attorno alla consorte e possibile erede di Mugabe, Grace, ha però «rappresentato una potenziale minaccia agli interessi economici dei comandanti» militari, scrive Fp spiegando perché l’esercito ha abbandonato il presidente. 

18 Novembre 2017

Fonte: qui

giovedì 24 novembre 2016

UNA BANCONOTA DA 100 MILA MILIARDI DELLO ZIMBABWE


ORA E’ STATA RITIRATA, MA A MAGGIO VALEVA 40 CENTESIMI 

OGGI UN MILIONE DI DOLLARI DI HARARE VALE 2,6 EURO, ASSEDIO AGLI SPORTELLI


1. LE BANCHE SONO SENZA CONTANTE

MANA POOLS ZIMBABWEMANA POOLS ZIMBABWE
Da Dire

Una grande linea si snoda lungo una strada poco illuminata. Un gruppo di uomini con gli occhi assonnati aspetta pazientemente fuori da una banca di Harare, la capitale dello Zimbabwe. Alcuni di loro sono qui da giorni, trascorrendo le loro notti sdraiati in scatole di cartone nella speranza che, quando arriverà il mattino, potranno prelevare i loro soldi. “È doloroso- dice amaro un giovane ad ‘Al-Jazeera’-. Lasciamo le nostre famiglie a casa. Dormiamo qui fuori al buio, al freddo. Non ricordo più cosa significa dormire nei nostri letti”.

moneta ZimbabweMONETA ZIMBABWE
La crisi economica dello Zimbabwe sta peggiorando, costringendo centinaia di persone a dormire fuori dalle banche per poter prelevare i soldi. Il Paese ha adottato il dollaro Usa e il rand sudafricano nel 2009, dopo una massiccia inflazione che ha piegato l’economia e reso quasi nullo il valore della valuta locale. Ma le banche sono ormai a corto di riserve in dollari e questa carenza sta causando code enormi fuori dalle agenzie delle banche.

2. MINI ASSEGNI AL POSTO DELLA CARTA MONETA

il presidente dello zimbabwe mugabeIL PRESIDENTE DELLO ZIMBABWE MUGABE

Lo Zimbabwe si trova sempre in una posizione spiacevole, per non dire drammatica. La disastrosa situazione economica e sociale che accompagna ormai da tempo il Paese africano sta precipitando sempre di più, e di fronte alla progressiva scomparsa dei dollari americani dagli scambi monetari in Zimbabwe, il Governo prevede di implementare misure di emergenza che prevedano la creazione di mini-bond locali, da far entrare in circolazione per ovviare alla mancanza di denaro liquido.
BAMBINI SOLDATO ZIMBABWEBAMBINI SOLDATO ZIMBABWE

Questa strategia potrebbe risultare pericolosa per un Paese che fin dalla fine degli anni novanta soffre di una terribile iperinflazione, che portò la propria moneta nazionale a valere pochissimo ed a perdere il proprio valore legale nel 2015, quando 175 milioni di miliardi di dollari dello Zimbabwe potevano essere cambiati per 5 dollari americani.

Proprio a seguito della soppressione della moneta nazionale (mossa giudicata successivamente dannosa ed erronea dal governatore della Banca Centrale di Harare, John Mangudya) il dollaro dello Zimbabwe venne sostituito dal dollaro americano e dal rand sudafricano, che stanno ora lentamente sparendo dal Paese.
ROBERT MUGABE PRESIDENTE DELLO ZIMBABWE DAL PAPA BERGOGLIOROBERT MUGABE PRESIDENTE DELLO ZIMBABWE DAL PAPA BERGOGLIO

La Popolazione rimane diffidente per questi nuovi mini bond da utilizzare come banconota, e sullo sfondo dei problemi economici si staglia il problema della successione di Robert Mugabe, il dittatore africano ormai prossimo ai 93 anni di età.

E pur avendo rimborsato totalmente il debito che aveva contratto col FMI nell’ambito degli aiuti economici ricevuti (quasi 108 milioni di dollari), e quindi potendo rinegoziare nuovi programmi di sostegno finanziario, non sembra per nulla roseo il futuro di un Paese come lo Zimbabwe, da troppo tempo afflitto da fame e dittatura.

Fonte: qui