9 dicembre forconi: Val D'Aosta
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sabato 26 gennaio 2019

Scontro elicottero-ultraleggero in Val d'Aosta: la vittima italiana è il pilota Maurizio Scarpelli

È il pilota Maurizio Scarpelli la vittima italiana del tragico incidente costato la vita a 5 persone sul ghiacciaio del Rutor, nell'alta Valle d'Aosta.
Lettore video di: Corriere Tv (Informativa sulla privacy)
Come ogni giorno era alla cloche dell'elicottero dell'heliski quando è avvenuto lo scontro con l'ultraleggero francese. Ci sono anche due feriti gravi e due passeggeri che risultano ancora dispersi. Scarpelli, 53 anni, era originario di Reggello e residente a Firenze. 
Scontro elicottero-ultraleggero in Val d'Aosta: la vittima italiana è il pilota Maurizio Scarpelli
© Social (Facebook etc) Scontro elicottero-ultraleggero in Val d'Aosta: la vittima italiana è il pilota Maurizio Scarpelli 


L'elicottero era la sua vita. Scorrendo la sua pagina facebook sono moltissimi i post dedicati al suo lavoro che amava e faceva con estrema passione.«Al lavoro in un paesaggio da fiabe!!!», scriveva appena cinque giorni fa postando tre foto di panorami mozzafiato di Courmayeur e l'elicottero dell'eli-ski. 
«L'alba sul Monte Bianco», recita un altro post, datato 13 gennaio. Lo stesso giorno in cui Scarpelli pubblica anche un video che lo mostra alla guida dell'elicottero impegnato come ogni giorno a portare sci-alpinisti in quota.


Cordoglio per la sua scomparsa è stato espresso da Cristiano Bellucci, sindaco di Reggello dove Scarpelli era molto conosciuto. Il sindaco ha ricordato la sua grande passione per il volo, e il suo impegno anche nell'antincendio.
Fonte: qui

IL BILANCIO FINALE DELLO SCONTRO TRA UN ELICOTTERO E UN AEREO IN VAL D’AOSTA È DI SETTE MORTI E DUE FERITI GRAVI 
TRA LE VITTIME ANCHE IL PILOTA MAURIZIO SCARPELLI, COMPAGNO DI SCOOP DI MASSIMO SESTINI. IL RICORDO COMMOSSO DEL FOTOGRAFO: “ERA UNA PERSONA STRAORDINARIA, UN AMICO AMATISSIMO” 
ELICOTTERO CONTRO AEREO IN VALLE D'AOSTA: BILANCIO FINALE 7 MORTI

maurizio scarpelli incidente sul ghiacciaio rutor in val d'aosta 1MAURIZIO SCARPELLI INCIDENTE SUL GHIACCIAIO RUTOR IN VAL D'AOSTA 1
(ANSA) - E' stato trovato morto anche il secondo disperso dell'incidente aereo avvenuto ieri sotto il Rutor tra un ultraleggero da turismo e un elicottero impegnato nel servizio di eliski. Le operazioni di ricerca sono concluse. Il bilancio finale è di sette morti e due feriti gravi. E' previsto a breve il sopralluogo dei tecnici investigatori dell'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo.

AEREO CONTRO L' ELICOTTERO DEGLI SCIATORI CINQUE VITTIME SUL GHIACCIAIO IN VAL D' AOSTA
Enrico Marcoz per il “Corriere della Sera”

Si sono scontrati in volo sopra il ghiacciaio del Rutor, vicino al confine tra Italia e Francia, nell' alta Valle d' Aosta. Le traiettorie di un elicottero adibito al servizio di eliski e di un piccolo aereo da turismo si sono incrociate a poche decine di metri di altezza, facendo precipitare entrambi i velivoli.
incidente sul ghiacciaio rutor in val d'aosta 1INCIDENTE SUL GHIACCIAIO RUTOR IN VAL D'AOSTA

L' incidente pochi minuti prima delle 16, a 2.600 metri di quota, in una valletta stretta tra due costoni della montagna. Sul posto sono intervenuti soccorritori da Aosta e Torino. Secondo una prima ricostruzione l' aereo - un ultraleggero Jodel a quattro posti, decollato da Megève, in Alta Savoia - è piombato sull' elicottero che era partito pochi secondi prima con gli sciatori a bordo e gli ha staccato il rotore principale, facendolo precipitare.

Tra le vittime il pilota dell' elicottero, Maurizio Scarpelli, di 53 anni, e la guida alpina Frank Henssler, di 48 anni, originario di Friburgo e trapiantato a Gressoney-La-Trinité (Aosta). Con loro hanno perso la vita tre sciatori tedeschi (un quarto è disperso).

incidente sul ghiacciaio rutor in val d'aosta 3INCIDENTE SUL GHIACCIAIO RUTOR IN VAL D'AOSTA
Dei tre che erano sull' aereo, due sono feriti gravemente (un francese e uno svizzero ricoverati in Rianimazione all' ospedale di Aosta), l' altro è disperso. Le indagini sono condotte dalla Finanza di Entrèves. A Valgrisenche sono giunti anche il procuratore di Aosta, Paolo Fortuna, e il pm Carlo Introvigne: aperto un fascicolo a carico di ignoti per omicidio plurimo e disastro colposo.

incidente sul ghiacciaio rutor in val d'aosta 7INCIDENTE SUL GHIACCIAIO RUTOR IN VAL D'AOSTA






I resti dei due velivoli erano sparsi in un area di 300 metri quadrati. Gli uomini del Soccorso alpino valdostano e i vigili del fuoco hanno operato a lungo per estrarre i corpi dalle lamiere. Alcune delle vittime erano in mezzo al ghiacciaio dopo essere state sbalzate fuori a seguito dell' urto. I feriti sono stati elitrasportati a valle in codice rosso. «L' elicottero si è disintegrato, ne è rimasto solo un pezzo - dice un soccorritore - ma anche l' aereo è stato quasi completamente distrutto. Una scena agghiacciante, c' erano corpi sparsi ovunque». Le carcasse dei velivoli sono state poste sotto sequestro. Anche l' Enac aprirà un' inchiesta.

incidente sul ghiacciaio rutor in val d'aosta 6INCIDENTE SUL GHIACCIAIO RUTOR IN VAL D'AOSTA
Le ricerche dei dispersi, forse incastrati tra le lamiere e il ghiacciaio, riprenderanno oggi. L' elicottero - della ditta Gmh - era in giro dal mattino per portare in quota (come avviene tutti i giorni in questo periodo) gli appassionati di freeride , il fuoripista in alta quota. Gli itinerari nella zona del Rutor, sul versante di Valgrisenche e su quello di La Thuile, sono molto frequentati. L' aereo, invece, stava atterrando su una «pista di ghiaccio», una aviosuperficie in pendenza non segnalata che spesso viene utilizzata per esercitazioni al volo in montagna.

Della sua presenza,però, nessuno sapeva nulla: nè la torre di controllo di Aosta nè il radar di Milano. «Non è la prima volta che ultraleggeri francesi sconfinano senza dire nulla» dice Giovanni Pellizzeri, presidente dell' Avda (che gestisce l' aeroporto di Aosta).
incidente sul ghiacciaio rutor in val d'aosta 2INCIDENTE SUL GHIACCIAIO RUTOR IN VAL D'AOSTA

Gli fanno eco le guide alpine e i piloti di elicotteri, spesso costretti a lanciare l' allarme per il passaggio di aerei a breve distanza. «Se l' atterraggio fosse stato inserito nel piano di volo - aggiunge Pellizzeri - la tragedia si poteva evitare».

MAURIZIO, IL COMPAGNO DI TANTI SCOOP DI SESTINI «GENEROSO E PRUDENTE»
Marco Gasperetti per il “Corriere della Sera”

maurizio scarpelli incidente sul ghiacciaio rutor in val d'aostaMAURIZIO SCARPELLI INCIDENTE SUL GHIACCIAIO RUTOR IN VAL D'AOSTA
«Era un grande pilota, una persona straordinaria, un amico amatissimo», dice commosso il fotoreporter Massimo Sestini che con Maurizio Scarpelli aveva volato ovunque a caccia di notizie.
Scarpelli aveva 53 anni, una compagna, Francesca, e due figli, di 10 e 7 anni. Quando non era in missione, viveva con loro a Reggello (Firenze), nel Podere Pilano, dove il padre Renato aveva fondato una casa famiglia per bambini maltrattati.

massimo sestiniMASSIMO SESTINI
E proprio ieri Maurizio, prima di mettersi per l' ultima volta al comando del suo elicottero, aveva ricordato il compleanno di quel «babbo straordinario, pieno di amore verso gli altri», come raccontava a tutti, nato proprio il 25 gennaio di tanti anni fa. «Fin da piccolo Maurizio era innamorato del volo - racconta Angelo Cassone, avvocato e amico di famiglia -. Aveva frequentato l' Istituto aeronautico, si era perfezionato negli Stati Uniti. Poi era tornato a casa e aveva fondato una scuola di volo. Era un istruttore provetto, lo chiamavano continuamente, di lui si fidavano tutti. Era specializzato anche nelle operazioni di antincendio. Era il primo a partire e l' ultimo a tornare».
massimo sestiniMASSIMO SESTINI

Con Massimo Sestini aveva fatto molti scoop: il matrimonio Ramazzotti-Hunziker, le nozze di Giovannino Agnelli, di Tom Cruise, l' incendio del Duomo di Torino, il terremoto dell' Aquila, la strage di via D' Amelio in cui morì Borsellino . «Non si tirava mai indietro - ricorda Sestini - era genero, coraggioso e allo stesso tempo prudentissimo».

incidente sul ghiacciaio rutor in val d'aosta 4INCIDENTE SUL GHIACCIAIO RUTOR IN VAL D'AOSTA
Negli ultimi anni accompagnava gli sciatori in alta montagna, come nel suo ultimo volo. «Mi aveva inviato una foto con il suo elicottero - racconta ancora l' avvocato Cassone - "sono a 3.700 metri, un abbraccione" sono state le sue ultime parole. Era felice, nonostante tutto».
Maurizio stava affrontando un processo per la casa famiglia aperta dal padre. «Era innocente, vittima di calunnie», afferma l' avvocato Cassone.

Fonte: qui

mercoledì 1 novembre 2017

LA REGIONE VAL D’AOSTA, IL BUCO NERO ITALIANO

PURE IL CASINÒ È DI PROPRIETÀ DELLA REGIONE E RIESCE A PERDERE 50 MILIONI DI EURO IN UN ANNO. MA NON È L’UNICA MOSTRUOSITÀ DI UNA REGIONE CHE CON 126MILA ABITANTI (QUANTO GIUGLIANO IN CAMPANIA) HA PIÙ DIPENDENTI PUBBLICI DEL PIEMONTE, CHE NE HA 4,4 MILIONI 

IN OGNI FAMIGLIA C’È ALMENO UNO CHE CAMPA DI SOLDI PUBBLICI

Sergio Rizzo per www.repubblica.it

CASINO VALLE D AOSTACASINO VALLE D'AOSTA
«In un casinò la regola è far continuare a giocare i clienti. Più giocano e più perdono, e alla fine becchiamo tutto noi», fa dire Martin Scorsese a Robert De Niro, alias “Asso” Rothstein, nel film Casinò. Regola che a Saint Vincent, tuttavia, nessuno ha mai applicato. Perché se avesse funzionato anche lì, come nelle case da gioco del mondo intero, il Casinò de la Vallee non avrebbe perso una montagna di soldi.

CASINO VALLE D AOSTACASINO VALLE D'AOSTA
Centotrentaquattro milioni 583.189 euro dal 2003 al 2016, che fa 26.311 euro al giorno. Ogni valdostano, neonati compresi, perde al Casinò un centesimo all’ora. E non è una battuta a effetto, ma un’emorragia economica reale: perché la casa da gioco è pubblica, di proprietà della Regione. Che ora, dopo il rosso monstre dell’anno scorso (46,6 milioni!) dovrà con ogni probabilità rimettere mano al portafoglio per ricapitalizzare: almeno una ventina di milioni.

Un altro fra i prodigiosi risultati delle autonomie regionali? In una certa misura. Di sicuro il Casinò è oggi lo specchio della Valle D’Aosta. E se è legittimo chiedersi che senso abbia la sopravvivenza di statuti regionali speciali che spesso risultano fonte di sprechi e privilegi anacronistici e non più giustificabili, in questo caso la domanda è ancor più radicale: a settant’anni dai trattati di pace di Parigi del 1947 che ne sono di fatto l’origine, può ancora esistere una Regione così?

CASINO VALLE D AOSTACASINO VALLE D'AOSTA
Il record di dipendenti pubblici
Secondo l’ultimo dato Istat la Valle D’Aosta ha 126.883 abitanti. Più o meno la metà di Verona, o se preferite tanti quanti sono i residenti di Giugliano in Campania, provincia di Napoli. Con la densità territoriale minore del Paese, la popolazione è disseminata in 74 comuni. Ognuno dei quali ha i relativi uffici. Ci sono poi quelli della Regione, oltre alle strutture periferiche dello Stato centrale. Il che rende questa microscopica Regione il più massiccio serbatoio di posti pubblici della nazione in rapporto agli abitanti. L’Istat dice che ce ne sono 14.101, ovvero uno ogni nove valdostani. Dei quali posti, va precisato, ben 2.821 sono occupati dai dipendenti regionali. Duecento in più rispetto alla vicina Regione Piemonte, che però di abitanti ne ha 4,4 milioni.

CASINO VALLE D AOSTACASINO VALLE D'AOSTA
Ma non basta. Perché si deve aggiungere la pletora assurda delle società pubbliche. Nel portafoglio della Valle D’Aosta si contano una sessantina di partecipazioni di primo e secondo livello, con un numero di posti a carico del bilancio regionale non inferiore alle 2.300 unità. Settecento solo nel Casinò. Per non parlare dei 22 “enti strumentali” elencati nel bilancio regionale. Se poi si calcola anche l’indotto, si può dire che in ogni famiglia c’è chi campa con i denari pubblici.

Tutto parte da qui. Per chi non lo sapesse, la Valle D’Aosta è l’unica Regione italiana il cui governatore non è votato dal popolo, ma nominato dal consiglio regionale. Succede quindi che dopo le dimissioni del presidente Pierluigi Marquis seguite al ritrovamento di 25 mila euro in contanti nel suo ufficio, non si torni a votare. Perché la crisi si risolve esattamente come nella prima repubblica, con una manovra di corridoio. Anche se nulla cambierebbe pur tornando al voto. Perché in una comunità così ristretta, con il meccanismo delle tre preferenze, il sistema è congegnato in modo tale da garantire la conservazione del potere. Accontentando tutti grazie allo statuto speciale.
CASINO VALLE D AOSTACASINO VALLE D'AOSTA

Il bastone del comando
In una Regione normale come la Lombardia c’è una poltrona ogni 125 mila abitanti. Seguendo lo stesso criterio, il consiglio regionale della Valle D’Aosta dovrebbe averne una sola. Invece sono 35: una ogni 3.600 residenti. Con i costi che ne conseguono, se si considerano anche i 111 dipendenti del medesimo consiglio.

Dal 1946 a oggi, per più di sei decenni, il bastone del comando è stato nelle mani dell’Union Valdotaine, che ha governato ininterrottamente negli ultimi ventiquattro anni fino all’arrivo Marquis della Stella Alpina, il quale ha retto soltanto sei mesi e poi s’è dovuto dimettere. Prima di lui, la lunga epoca di Augusto Rollandin, ultimo vero padre padrone di una Regione dove un certo modo di intendere la politica ha allagato l’intera società. Come dimostrano alcuni dettagli solo apparentemente trascurabili.
VALLE AOSTA 1VALLE D'AOSTA 

Prima di essere nominato governatore Rollandin era presidente della Compagnia valdostana delle acque, l’azienda pubblica che gestisce gli impianti idroelettrici acquistati nel 2001 dalla Regione con un’operazione di cui si parla più avanti. Società nella quale l’assessore al turismo Aurelio Marguerattaz, già membro del collegio sindacale del Casinò, è stato peraltro revisore. Mentre lo stesso Marquis aveva in passato occupato le poltrone di presidente della Società autostrade valdostane e del Raccordo autostradale Valle D’Aosta spa.

L'ombra del voto di scambio

VALLE AOSTAVALLE D' AOSTA
Su 35 consiglieri, una decina hanno ricoperto incarichi in aziende o enti regionali. E colpisce che in quattro siano stati sospesi ai sensi della legge Severino perché raggiunti da condanne in primo grado in seguito alle inchieste sull’uso improprio dei fondi di partito. Mai però come hanno colpito le sconvolgenti affermazioni di Rosy Bindi, presidente della commissione parlamentare antimafia, che giovedì 19 ottobre ha scioccato l’intera Regione con queste parole: «In una realtà con così pochi elettori e una presenza significativa di persone riconducibili a gruppi ‘ndranghetisti è singolare che in Valle D’Aosta non si sia indagato sul voto di scambio per accertare se ci sono stati tentativi di condizionamento sulle scelte politiche e amministrative».

Ombre davvero inquietanti, che si aggiungono alle tante che già aleggiano sulla più piccola Regione italiana. Al riparo dello statuto speciale e di un potere politico così pervasivo qui tutto può accadere. Sfiorando il limite delle regole imposte a ogni buon padre di famiglia. Per esempio, può succedere che la Regione acquisti un albergo (l’hotel Billia) per la rispettabile cifra di 58 milioni, con il risultato di aggravare la traballante situazione finanziaria del Casinò e ritrovarsi sul groppone altro personale.
VALLE D AOSTA 3VALLE D' AOSTA 

L'affare Skyway
Oppure che la medesima Regione spenda 162 milioni per realizzare un impianto avveniristico come lo Skyway affidandone la gestione alla società Funivie Monte Bianco nella quale i privati hanno metà meno una quota del capitale. Però senza che sia stata fatta una gara, perché quella società era in origine tutta privata. O ancora, capita che più di 30 milioni dei contribuenti vengano investiti in un aeroporto gestito da un’altra società controllata da un petroliere genovese proprietario della compagnia aerea Air Vallée. Ma con la partecipazione, anche qui, della Regione che continua a tirare fuori i soldi.

I derivati con Deutsche Bank

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Piccolo particolare, dal 2008 non c’è un volo di linea e l’aeroporto è costato quest’anno un altro milione e mezzo a un bilancio regionale pieno di sorprese. Una per tutte. Si scopre che dal 2001 la Regione ha stipulato con Deutsche bank un contratto in derivati per 543,1 milioni (4.310 euro per ogni cittadino) a valle di un prestito obbligazionario per comprare le centrali idroelettriche. Motivo, tutelarsi dal rischio di aumento dei tassi d’interesse. Fatto sta che i tassi sono al minimo storico e per quel contratto ventennale i valdostani stanno accantonando 43,5 milioni l’anno: circa 27 di capitale e 16 di interessi. Fare i conti non è difficile.
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Poi si è reso necessario per legge un riaccertamento dei residui attivi e passivi nel bilancio regionale, con il risultato che l’avanzo di amministrazione di 217,6 milioni del 2015 si è trasformato in un disavanzo di 204,8 milioni. Niente male, per una Regione che per statuto può trattenere in casa il 90 per cento delle tasse. Esattamente come ora vorrebbe il Veneto di Luca Zaia…

Fonte: qui