9 dicembre forconi: Trento
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domenica 14 ottobre 2018

Trento, bomba carta contro la sede della Lega: trovati i due responsabili

Lʼesplosione ad Ala, dove in vista delle provinciali è atteso Matteo Salvini che accusa: "Sono stati gli anarchici". Il governatore del Trentino auspica "la massima durezza". Eʼ il terzo episodio in tre mesi


Un boato nella notte e sono andati in frantumi alcuni vetri della sede della Lega ad Ala, nel Trentino meridionale, dove è atteso il leader del partito Matteo Salvini per la campagna elettorale delle provinciali. Sembra che a causare la deflagrazione sia stata una bomba carta. Identificati e denunciati i due responsabili, dice il governatore del Trentino Ugo Rossi, che chiede per loro "la massima durezza". Terzo caso in tre mesi, dopo Villorba (Treviso) e Cremona: è allarme.

Salvini: "Sono stati gli anarchici" - "Bomba carta nella notte contro una sede della Lega ad Ala, in provincia di Trento. Sono stati gli anarchici - ha detto il ministro dell'Interno -. Sono orgoglioso delle forze dell'ordine e dei nostri straordinari militanti che hanno già ripulito. Certi soggetti hanno capito che dopo decenni anche i trentini vogliono voltare pagina e reagiscono con la violenza, ma non fermeranno il nostro sorriso e il cambiamento. Oggi pomeriggio sarò in Trentino Alto Adige per abbracciare tutti".

L'attacco del governatore - "Ho sentito il commissariato del governo e la questura - dice il presidente della Regione -. Auspico durezza contro i responsabili. Non è possibile che ciclicamente qualcuno di certi ambienti faccia le solite cose. Sarebbe ora e tempo di agire con fermezza". E commenta: "Sono cose da deficienti patentati, lo voglio dire proprio così. Io sono un competitor della Lega (Rossi è del Partito autonomista trentino tirolese), ma esprimo ad Ala la mia solidarietà".

"Andiamo avanti serenamente con il nostro lavoro - commenta il sottosegretario leghista alla Salute e candidato del Carroccio alla guida della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti -, confermiamo tutti gli appuntamenti di oggi con il segretario federale Matteo Salvini. Fatti come questi non ci fanno piacere. Ma sicuramente non ci intimidiranno. Confidiamo nell'esito di queste indagini che stanno procedendo efficacemente. Mi sembra che gli inquirenti abbiano le idee molto chiare e questo ci dà fiducia. Noi siamo a disposizione delle autorità inquirenti".

Escalation di violenza: terzo caso in tre mesi

Nella notte del 16 agosto una prima bomba esplose contro la sede della Lega a Villorba (Treviso). L'ordigno non provocò danni alla struttura, né vi furono persone coinvolte. Un secondo ordigno era stato rinvenuto e fatto esplodere dagli artificieri della polizia. La rivendicazione fu firmata da una sedicente cellula anarchica "Haris Hatzimihelakis/Internazionale".

Nuovo attentato il 30 settembre a Cremona. Come raccontò il senatore Simone Bossi "anonimi vandali hanno lanciato una bottiglietta di liquido infiammabile contro la finestra della sezione, fortunatamente senza causare danni a persone o cose". "Non è la prima volta che la Lega di Cremona viene presa di mira e attaccata da vigliacchi - aveva aggiunto. - Questi atti sono inaccettabili e mi auguro che i responsabili vengano presto identificati e adeguatamente puniti. Ma non abbiamo paura e andiamo avanti".

Nella notte la terza esplosione di Ala. "Prima erano scritte spray, odiose ma innocue; poi proiettili e bossoli inviati per posta, inquietanti ma innocui; poi gli assalti a banchetti e gazebo, questi meno innocui, con militanti finiti anche al pronto soccorso". Così il senatore Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, ha commentato l'ultimo episodio. "Adesso - ha aggiunto - siamo arrivati agli ordigni esplosivi. Tre in tre mesi. Parliamo di bombe, qualcuno se ne rende conto? Tre bombe in tre mesi. Fermiamo le bombe, prima che ci scappi il morto",

Fonte: qui

domenica 12 novembre 2017

TRENTO, CHE FINE HA FATTO L'INDAGINE SULLA BIMBA MORTA A 4 ANNI PER LA MALARIA?

DOPO DUE MESI ARRIVA LA PERIZIA DEGLI ESPERTI, CHE DANNO LA COLPA A UN ERRORE DELL’OSPEDALE. NE SIAMO SICURI? ‘PROBABILMENTE’ 

LE IPOTESI DI COSA PUÒ ESSERE SUCCESSO
Alessandro Farruggia per ‘il Giorno - la Nazione - il Resto del Carlino’

Probabilmente un errore ospedaliero. Sofia, la bimba di quattro anni morta i primi di settembre di malaria, sarebbe stata contagiata all' ospedale di Trento e la colpa non sarebbe stata di una zanzara. La Procura di Trento ha ricevuto dal Ministero della Salute il rapporto dei tecnici dell' Istituto Superiore di Sanità (Iss) relativo al caso della bambina. Al ministero sono sollevati che è esclusa una trasmissione via zanzara.

«Le autorità preposte - ha commentato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin - cercheranno di comprendere come sia avvenuto il contagio, è una situazione particolarmente complessa ma mi sento confortata dal fatto che non vi siano focolai epidemici di malaria in giro per l' Italia».
bimba morta di malariaBIMBA MORTA DI MALARIA

La relazione conferma lo stesso ceppo malarico riscontrato in una delle due bimbe del Burkina Faso che si trovavano al S. Chiara di Trento nello stesso periodo in cui era ricoverata Sofia. 

Secondo i periti, il contagio sarebbe avvenuto in ambito ospedaliero ma i tecnici escludono, anche perché le trappole per insetti non hanno riscontrato la presenza di zanzare dei tipi in grado di trasmettere la malattia, che il veicolo dell' infezione sia stata appunto una zanzara.

Non resta quindi che l' errore, un contagio sangue-sangue avvenuto con la strumentazione sanitaria. 

La mente corre a un caso avvenuto in Italia nel 2000 e riportato in letteratura - uno studio fu pubblicato sulla rivista Infection control & hospital epidemiology nel giugno del 2012 - nel quale un uomo di 56 anni fu infettato in Italia da una infermiera con un glucometro usato prima su una donna affetta da malaria e ricoverata nello stesso nosocomio.

Tra gli autori dello studio anche Roberto Romi dell' Iss, che però frena: «Il caso è confermato ma è un caso sinora unico che fu dovuto al malfunzionamento di uno strumento, il che non vuol dire che si sia potuto ripetere anche questa volta perche dopo così tanti anni le strumentazioni sono molto più sicure. Bisognerà attendere la conclusione delle indagini della magistratura e dell' ospedale».

zanzara anofele portatrice di malariaZANZARA ANOFELE PORTATRICE DI MALARIA
Anche all' ospedale di Trento non credono che possa essere successo ancora. «Oggi - osserva il primario di Pediatria, Annunziata Di Palma - i nostri materiali sono tutti monouso, compreso il misuratore di glicemia usa e getta che è stato usato sulla bambina. Per prassi l' apertura della bustina sigillata è stata sempre fatta in presenza della mamma, e poi il misuratore è stato gettato via».

Prudente anche il direttore generale dell' Azienda sanitaria di Trento, Paolo Bordon. «Nessun commento - dice in una nota - fino a quando non avremo visionato la documentazione. La commissione che ci ha supportato nelle indagini interne sta completando la relazione, e non appena la riceverò la consegnerò personalmente al procuratore. La verità è dovuta principalmente ai familiari della bambina, ma anche al nostro personale medico infermieristico, che ha sempre lavorato con impegno e dedizione e che è molto provato da questa vicenda». 

Eppure quella dell' errore è per l' Iss la pista prevalente, anche se nessuno sa ancora dire come possa essere potuto succedere.

Fonte: qui
aree a rischio malariaAREE A RISCHIO MALARIA