9 dicembre forconi: San Pietroburgo
Visualizzazione post con etichetta San Pietroburgo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta San Pietroburgo. Mostra tutti i post

mercoledì 1 agosto 2018

SAPETE CHI PROTEGGE LA BIODIVERSITÀ E IL FUTURO DELL’AGRICOLTURA? I RUSSI

ALL’ISTITUTO VAVILOV DI SAN PIETROBURGO SONO CONSERVATE 300 MILA VARIETÀ DI SEMENTI DA TUTTO IL MONDO. 

L’AGRONOMO A CUI È DEDICATO MORÌ IN DISGRAZIA PER LE PURGHE STALINIANE, ORA È UN EROE NAZIONALE…



Carlo Petrini per “la Stampa”

nikolaj ivanoivc vavilovNIKOLAJ IVANOIVC VAVILOV
Guardando in basso, dalla cupola della cattedrale di Sant' Isacco, nel cuore di una San Pietroburgo tirata a lucido in occasione dei mondiali di calcio da poco finiti, da un lato si ammira la piazza del Castello, con al centro l' Hermitage, ospitato in quello che fu il palazzo d' Inverno dello Zar poi simbolo della rivoluzione d' ottobre, e dall' altro si può godere della vista sulla piazza che prende il nome dalla cattedrale stessa e che al centro è occupata da una statua dello Zar Alessandro II.

istituto vavilov 5ISTITUTO VAVILOV




Proprio su quella piazza, di fronte alla statua, si erge l' edificio, in rigoroso stile barocco, che ospita l' Istituto Vavilov, dedicato a una delle più straordinarie figure della scienza moderna, Nikolaj Ivanovich Vavilov appunto.

istituto vavilovISTITUTO VAVILOV



Genetista, botanico e agronomo, fu una delle menti più brillanti della prima metà del Novecento, durante il quale condusse e diresse numerosi studi sull' origine delle piante coltivate e raccolse una quantità enorme di sementi di diverse varietà, tutte scrupolosamente catalogate e registrate presso l' istituto di botanica applicata di Leningrado, l' attuale Istituto Vavilov di San Pietroburgo in suo onore.

Una ricchezza da rinnovare
Si può dire che Vavilov sia stato uno dei padri dello studio della biodiversità agricola, che per primo approcciò con un atteggiamento aperto, olistico e multidisciplinare. Nelle oltre 180 spedizioni tra repubbliche Sovietiche, Europa (Italia inclusa), medio ed estremo Oriente, nord America e America latina, Vavilov non ha solo compiuto un grande lavoro di ricerca botanica e genetica, ma ha anche dato molta importanza al contesto culturale, ambientale e sociale, persino linguistico.
istituto vavilov 4ISTITUTO VAVILOV

Attraversare i corridoi e le stanze dell' istituto si prova ancora oggi una grande emozione perché è possibile percepire la grandezza di un progetto che ancora sopravvive e che ospita oltre 300mila varietà di sementi da tutto il mondo. Un patrimonio che viene mantenuto, rinnovato e ampliato continuamente.

istituto vavilov 3ISTITUTO VAVILOV






A seconda del ciclo di vita dei semi, infatti, ogni due o tre anni tutte le colture sono messe a dimora in campo in una delle dodici stazioni del Vavilov sul territorio russo, per poter rinnovare la collezione con nuove sementi.

nikolaj ivanoivc vavilov 3NIKOLAJ IVANOIVC VAVILOV



E non stiamo parlando di una collezione museale e statica, si tratta piuttosto di uno strumento vivo e a disposizione di tutti. Qualche anno fa, alcuni contadini tedeschi della rete di Terra Madre, hanno fatto un lavoro di ricerca su una varietà di lenticchia coltivata tradizionalmente nella loro zona, il Giura Svevo, una regione a cavallo tra Baden-Wurttemberg e Baviera.

I risultati della ricerca furono sconfortanti, poiché risultava che tutte le sementi, e dunque le piante reperibili localmente, erano frutto di ibridazioni con varietà provenienti da altre zone per cui sembrava impossibile risalire alla coltura originaria.
nikolaj ivanoivc vavilov 1NIKOLAJ IVANOIVC VAVILOV

La varietà sembrava perduta per sempre, quando a uno di questi produttori venne in mente di fare un ultimo tentativo. La sua lettera arrivò all' Istituto Vavilov, e risultò che quell' antica varietà di lenticchia era ancora perfettamente conservata nella collezione russa. Spediti in Germania alcuni semi, oggi la lenticchia del Giura Svevo è coltivata da 70 famiglie di agricoltori ed è tornata a rappresentare l' orgoglio e l' identità gastronomica di una regione e a generare economia e possibilità per i giovani agricoltori locali.

Il tutto grazie alla visionarietà di uno scienziato russo morto in disgrazia, in un gulag, nel 1943 a causa delle sue idee non in linea con le purghe staliniane allora in corso.

istituto vavilov 7ISTITUTO VAVILOV
Assedio e resistenza
Oggi i tempi sono cambiati, e Vavilov è considerato un eroe nazionale così come il suo team di scienziati che, durante tutto l' assedio di San Pietroburgo durato 900 giorni tra il 1941 e il 1944, protessero con ogni mezzo il patrimonio dell' istituto usando la poca legna che riuscivano a reperire per mantenere una temperatura che consentisse ai semi di sopravvivere e, soprattutto, difendendola dagli attacchi della popolazione affamata.

Per capirci, durante quei novecento giorni a Leningrado morirono un milione e trecentomila russi tra civili e militari. Quattordici tra gli scienziati di Vavilov sono morti di fame pur di non intaccare la collezione.
istituto vavilov 6ISTITUTO VAVILOV



Una storia che, raccontata dalle fotografie storiche contenute ancora oggi nelle due piccole stanze adibite a museo dell' istituto, mette i brividi e che ci consegna un esempio incredibile di dedizione e di lungimiranza in un periodo di una durezza inimmaginabile. Se oggi possiamo contare su un patrimonio inestimabile di biodiversità, lo dobbiamo a questi uomini e alla loro forza d' animo.
nikolaj ivanovic vavilov 2NIKOLAJ IVANOVIC VAVILOV

Un lavoro, quello dell' Istituto, che fino alla fine dell' epoca sovietica è rimasto interamente chiuso entro i suoi pomposi uffici, senza entrare nella vita dei cittadini. Oggi la situazione non è cambiata più di tanto, tuttavia è interessante notare che la sensibilità della popolazione russa nei confronti della diversità agricola sta crescendo molto.

istituto vavilov 1ISTITUTO VAVILOV


Sia a San Pietroburgo che a Mosca, è sempre più facile trovare informazioni sull' origine di ciò che si mangia, aumentano gli orti urbani, una nuova generazione di cuochi si sta affacciando sulla scena con una proposta di altissima qualità ed estremamente attenta alla stagionalità, alla località e alla produzione di piccola scala russa.

È un processo molto lungo e non è sufficiente, ma è un bel segnale nel Paese più grande del mondo, con una varietà di etnie, culture e lingue incredibile, con molte popolazioni indigene che iniziano a trovare una sponda per riaffermare con orgoglio la propria peculiarità e la propria identità.

Anche in Russia la gastronomia sta sorgendo come strumento di consapevolezza e di cambiamento di un modello che per decenni ha cercato di applicare integralmente le logiche dell' industria a quelle dell' agricoltura, standardizzando processi e sperimentandoli su una scala più ampia possibile.

istituto vavilov 2ISTITUTO VAVILOV
Sempre di più il cibo si rivela essere la chiave per il cambiamento e, se l' intelligenza visionaria di Vavilov lo aveva capito più di cento anni fa, oggi noi possiamo almeno riprendere in mano la sua eredità. La Russia ci sta provando.

Fonte: qui

mercoledì 2 maggio 2018

RUSSIA, LA PRIMA CENTRALE ATOMICA GALLEGGIANTE AL MONDO È SALPATA DA SAN PIETROBURGO DIRETTA VERSO L'ARTICO

TRA UN ANNO ARRIVERÀ IN ESTREMO ORIENTE A PEVEK, LA CITTÀ PIÙ A NORD DELLA RUSSIA E DI TUTTA L'ASIA.


Giuseppe Agliastro per ''La Stampa''
pevekPEVEK

La prima centrale atomica galleggiante al mondo ha iniziato il lungo viaggio che da San Pietroburgo la condurrà tra un anno in estremo oriente, a Pevek, la città più a Nord della Russia e di tutta l' Asia. La Akademik Lomonosov è salpata sabato dall' antica capitale degli zar accompagnata dall' entusiasmo delle autorità russe e dai timori degli ambientalisti - Greenpeace in testa - che temono che un incidente possa mettere a repentaglio l' ecosistema dell' Artico trasformando la centrale nucleare in una «Chernobyl fluttuante».

akademik lomonosov la prima centrale nucleare galleggianteAKADEMIK LOMONOSOV LA PRIMA CENTRALE NUCLEARE GALLEGGIANTE
La Akademik Lomonosov, con i suoi due reattori da 35 megawatt l' uno, è capace di fornire energia elettrica a una città di 100.000 persone e potrebbe presto rimpiazzare la ormai antiquata centrale nucleare di Bilibino.

Ma soprattutto conferma la grande importanza che il Cremlino attribuisce all' Artide, ricco di idrocarburi e strategico dal punto di vista militare. La centrale atomica attraccherà in Chukotka dopo aver viaggiato lungo il Severnij Morskoj Put: la Rotta marittima settentrionale che collega Europa e Asia attraverso le fredde acque dell' Artico russo.
Una sorta di scorciatoia resa sempre meno difficoltosa dallo sviluppo tecnico, ma anche dallo scioglimento dei ghiacci causato dal riscaldamento globale.

La Akademik Lomonosov è stata realizzata nei cantieri della fabbrica Baltiyskiy di San Pietroburgo. I lavori sono iniziati nel 2009, e solo tre giorni fa la centrale atomica galleggiante ha potuto prendere il largo, trainata sulle acque della Neva e poi su quelle del Baltico. Il gigante viaggia adesso a una velocità di circa 4,5 nodi. Toccherà l' Atlantico, passerà a Nord della Scandinavia e tra circa 20 giorni attraccherà a Murmansk. Nella città della Russia settentrionale riceverà in autunno il combustibile nucleare necessario per il funzionamento dei reattori, e quindi nell' estate del prossimo anno navigherà per 5.000 chilometri alla volta di Pevek con a bordo i 69 membri dell' equipaggio.

akademik lomonosov la prima centrale nucleare galleggiante 4AKADEMIK LOMONOSOV LA PRIMA CENTRALE NUCLEARE GALLEGGIANTE 
Una volta in funzione, la centrale fornirà energia al porto di Pevek, a una serie di piattaforme petrolifere e a un impianto di desalinizzazione.
Sarà sottoposta a revisione ogni 12 anni e dovrebbe essere smantellata tra 36-40 anni.
I piani del governo russo preoccupano gli ambientalisti.

«Dei reattori nucleari che si muovono su e giù per l' Artico pongono una ovvia e terribile minaccia a un ambiente fragile già sottoposto a pressioni enormi dal cambiamento climatico», ha affermato l' esperto di Greenpeace Jan Haverkamp, che ha parlato di potenziale «Titanic nucleare».
akademik lomonosov la prima centrale nucleare galleggianteAKADEMIK LOMONOSOV LA PRIMA CENTRALE NUCLEARE GALLEGGIANTE


L' agenzia atomica russa Rosatom assicura invece che la Akademik Lomonosov è stata progettata nel rispetto dei più alti standard di sicurezza e che i suoi reattori nucleari non temono «né gli tsunami né altri disastri naturali» e «rispettano tutti i requisiti dell' Agenzia internazionale per l' energia atomica senza alcun rischio per l' ambiente».

A Mosca non hanno quindi alcuna intenzione di fare marcia indietro. Anzi, i lavori per una seconda centrale fluttuante capace di servire anche le zone più remote della Russia dovrebbero iniziare già il prossimo anno. E pare che 15 Paesi siano interessati a noleggiare centrali galleggianti in futuro, tra loro Algeria, Cina e Argentina.

Fonte: qui
akademik lomonosov la prima centrale nucleare galleggiante
AKADEMIK LOMONOSOV LA PRIMA
CENTRALE NUCLEARE GALLEGGIANTE 

lunedì 18 dicembre 2017

ATTACCO ISIS SVENTATO IN RUSSIA: PUTIN CHIAMA TRUMP PER RINGRAZIARLO DELL’AIUTO DELLA CIA


UNA CELLULA JIHADISTA STAVA PIANIFICANDO UN ATTENTATO NELLA CATTEDRALE DI SAN PIETROBURGO 


Secondo quanto riportano i giornali russi la Cia ha aiutato i servizi di Mosca a sventare un attentato nella cattedrale di San Pietroburgo.  

La notizia è emersa dopo una telefonata tra Vladimir Putin e Donald Trump. Il leader russo ha parlato al telefono con il numero uno della Casa Bianca per ringraziarlo personalmente per il contributo dell’intelligence americana che ha permesso ai russi di smantellare una cellula dell’Isis che stava pianificando un attacco kamikaze il 16 dicembre, si legge in un comunicato diffuso dalle agenzie russe. 

Durante la telefonata - riferisce l’agenzia Interfax - Putin ha promesso al presidente Usa di allertare l’intelligence americana in caso gli 007 russi avessero notizie di possibili attacchi negli Stati Uniti.  

Fonte: qui

putin trumpPUTIN TRUMPtrump putinTRUMP PUTIN

domenica 19 giugno 2016

RENZI A SAN PIETROBURGO PER IL FORUM ECONOMICO PASSA TUTTO IL TEMPO A SMANETTARE CON LO SMARTPHONE SUSCITANDO L’ILARITA’ DI ALCUNI OSSERVATORI INTERNAZIONALI

big-renzi-putin-san-pietroburgo-810555ALCUNE IMMAGINI, CHE IN ITALIA NON ABBIAMO VISTO, IMMORTALANO ANCHE LO SGUARDO, TRA IL PERPLESSO E IL RASSEGNATO, DELLO ZAR PUTIN, CHE OSSERVA IL SUO GIOVANE COLLEGA E SEMBRA PENSARE: “MA CON CHI STA CHATTANDO? CON LA CASA BIANCA? AH SAPERLO"

Carlo Tarallo per Dagospia
RENZI SMANETTA COL TELEFONO A SAN PIETROBURGO - PUTIN PERPLESSO
RENZI SMANETTA COL TELEFONO A SAN PIETROBURGO - PUTIN PERPLESSO

Levajete er vino? No: levateje er telefonino! Evidentemente preoccupato per le tensioni politiche in Italia, Matteo Renzi a San Pietroburgo per il forum economico e il bilaterale Italia-Russia, si è fatto riconoscere anche stavolta.

Sia nel corso dell’evento principale, al quale oltre a Renzi e a Vladimir Putin ha partecipato  il presidente del Kazakhstan, Nursultan Nazarbayev, che durante la conferenza stampa congiunta con lo stesso Putin, Matteo nostro è stato tutto il tempo a smanettare con lo smartphone, scatenando l’ilarità di alcuni osservatori internazionali che hanno segnalato l’accaduto a Dagospia.
RENZI SMANETTA COL TELEFONO A SAN PIETROBURGO 2
RENZI SMANETTA COL TELEFONO A SAN PIETROBURGO - PUTIN PERPLESSO
RENZI SMANETTA COL TELEFONO A SAN PIETROBURGO 4
RENZI SMANETTA COL TELEFONO A SAN PIETROBURGO - PUTIN PERPLESSO
Alcune immagini (che in Italia non abbiamo visto) immortalano anche lo sguardo, tra il perplesso e il rassegnato, dello zar Putin, che osserva il suo giovane collega e sembra pensare: “Ma con chi sta chattando questo qui? Con la Casa Bianca? O con la Boschi?”. Mah ...
Fonte: qui
Renzi_Putin_Pietroburgo

Putin riceve Renzi: “Mosca pronta a revocare sanzioni per prima, ma vogliamo certezze da Ue”

Il presidente Russo è disponibile al primo passo per normalizzare i rapporti con l’Europa e Renzi chiederà che le sanzioni siano discusse dal Consiglio. Sulla Brexit il russo non si esprime e l’italiano prevede il Remain

Roma – “Potremmo fare il primo passo unilaterale” revocando le contro sanzioni verso l’Unione europea, “ma se siamo convinti che anche i nostri partner agiranno di conseguenza, e in questo momento nessuno può darci certezze su questo”.

Così il presidente russo, Vladimir Putin, ha dichiarato la propria disponibilità a intraprendere per primo il percorso di normalizzazione nei rapporti con l’Europa, annunciando di averne discusso anche con il capo dell’esecutivo comunitario, Jean Claude Juncker.

La semi-apertura del leader del Cremlino è arrivata nel corso della conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, dopo il vertice bilaterale tra i due a margine del Forum economico di San Pietroburgo. I premier italiano, dal canto suo, ha promesso che alla prossima riunione dei rappresentanti permanenti degli Stati membri presso l’Ue (Coreper) rinnoverà la richiesta che “di sanzioni si discuta nel Consiglio europeo e non nel Coreper”. Serve “una discussione politica” e non “un rinnovo automatico” delle restrizioni economiche nei confronti di Mosca, ha sostenuto.

Inoltre, l’inquilino di Palazzo Chigi avanzerà la proposta che, insieme con il dibattito sulle sanzioni, “ci sia una valutazione dello stato di attuazione del protocollo di Minsk”, l’intesa tra Mosca e Kiev per risolvere la crisi ucraina. Per Renzi, infatti, è necessario che “tutte le parti rispettino quegli accordi”.

È questa l’unica strada che può portare alla revoca del quadro sanzionatorio, a suo avviso.
I due leader hanno affrontato anche il tema della Brexit. Nel suo intervento al Forum, il premier ha ammonito che se la Gran Bretagna opterà per l’uscita dall’Ue “sarà per sempre”. In questo caso, ci saranno “in una prima fase conseguenze finanziarie molto serie” per tutti. Però, sul medio periodo “chi rischia più sono i cittadini britannici non gli europei”, ha indicato. Tuttavia, “penso che vincerà il Remain”, perché gli elettori del Regno unito “sono più pragmatici di quello che si pensa”, ha pronosticato Renzi.
Putin ha affrontato la questione in seguito a una domanda di un giornalista italiano che chiedeva se Mosca preferisca dialogare con una Ue divisa oppure con un’Unione forte e compatta.

Premettendo che è meglio avere un partner forte, il leader russo si chiede: “Con la Brexit l’Europa sarebbe più forte o più debole? Ho una mia opinione – ha indicato – ma preferisco non dirla pubblicamente adesso. Dico solo che dovremo rispettare la scelta del popolo britannico” che voterà il 23 giugno. “Dobbiamo solo aspettare qualche giorno” ha concluso.

Fonte: qui