9 dicembre forconi: Rousseau
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giovedì 8 novembre 2018

SE LO ''SPAZZA-CORROTTI'' DIVENTA LA ''SALVA-CASALEGGIO''


A DENUNCIARLO SONO GLI EX GRILLINI BIONDO E CANESTRARI, CHE CONOSCONO BENE IL SISTEMA A 5 STELLE: ''SONO EQUIPARATE AI PARTITI E MOVIMENTI POLITICI LE FONDAZIONI, LE ASSOCIAZIONI E I COMITATI…CHE ABBIANO COME SCOPO SOCIALE L’ELABORAZIONE DI POLITICHE PUBBLICHE''. 

COSÌ LA LEGGE DÀ DIGNITÀ POLITICA A ROUSSEAU, CHE INCASSERÀ 6 MILIONI DI EURO DALLE 'DONAZIONI OBBLIGATORIE' DEI PARLAMENTARI

COSÌ LO “SPAZZA CORROTTI” SALVA ROUSSEAU E BLINDA CASALEGGIO
Giovanni Drogo per www.nextquotidiano.it
   
davide casaleggio luigi di maio marcello minennaDAVIDE CASALEGGIO LUIGI DI MAIO MARCELLO MINENNA
Il Decreto legge Bonafede recante “misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici” è noto ai più come legge Spazza Corrotti o Decreto anticorruzione ma contiene anche norme che riguardano il finanziamento ai partiti. Norme che come scrivono Nicola Biondo su Medium e Gianluca De Filio su la Costituzione.info sono semplicemente inapplicabili. Ma c’è di più: come ha osservato Marco Canestrari (autore di “Supernova” assieme a Biondo) è una legge “salva Casaleggio”.

Dallo spazza-corrotti al salva-Casaleggio
Ma andiamo con ordine. Gli articoli da 7 a 11 del decreto legge che attualmente è all’esame del Parlamento vanno a toccare una materia delicata e più volte rimaneggiata nel corso degli anni, quella del sistema con cui i partiti politici finanziano la propria attività. Lo fa però in maniera molto vaga che renderà molto difficile l’applicazione delle norme.

DAVIDE CASALEGGIO E ROBERTO FICODAVIDE CASALEGGIO E ROBERTO FICO
Ad esempio all’articolo 7 prevede che entro venti giorni dalla data delle elezioni (di qualsiasi livello) i partiti debbano pubblicare sul proprio sito Internet «il curriculum vitae dei loro candidati e il relativo certificato penale rilasciato dal casellario giudiziario» pubblicazione per la quale «non è richiesto il consenso espresso degli interessati». Una prescrizione quest’ultima che lascia molti dubbi riguardo la tutela della privacy (del resto c’è una ragione per cui il casellario giudiziale non è consultabile immediatamente online).

Ma è l’articolo 9 quello che riguarda – secondo Canestrari e Biondo – più o meno implicitamente il rapporto tra MoVimento 5 Stelle e Davide Casaleggio, figlio del fondatore del MoVimento che ha ereditato il potere del padre sul partito. La situazione attuale, per chi si fosse perso le puntate precedenti, è che c’è un partito politico (il M5S) controllato da un’associazione privata (l’Associazione Rousseau, di cui sono soci Davide Casaleggio e Massimo Bugani, dell’ufficio stampa del premier) che formalmente non ha alcun ruolo all’interno del M5S.
davide casaleggioDAVIDE CASALEGGIO

In base al Regolamento dei gruppi parlamentari del M5S ogni parlamentare pentastellato è tenuto a versare 300 euro al mese nelle casse di Rousseau che così nell’arco di una legislatura dai 346 parlamentari del MoVimento incasserà 6 milioni di euro.

Come il DDL Bonafede blinda il potere di Casaleggio sul M5S
Dov’è che il decreto anticorruzione voluto dal ministro Alfonso Bonafede va a salvare Rousseau e Casaleggio? Il primo comma dell’articolo 9 stabilisce che «sono equiparate ai partiti e movimenti politici le fondazioni, le associazioni e i comitati la composizione dei cui organi direttivi sia determinata in tutto o in parte da deliberazioni di partiti o movimenti politici ovvero che abbiano come scopo sociale l’elaborazione di politiche pubbliche». In questo modo la legge dà dignità politica a Rousseau, un’associazione calata dall’alto dall’ultima revisione dello Statuto che avrebbe dovuto semplicemente amministrare la gestione del “sistema operativo” del M5S.

BEPPE GRILLO - DI MAIO - DAVIDE CASALEGGIOBEPPE GRILLO - DI MAIO - DAVIDE CASALEGGIO SE LA RIDONO

Più avanti, al comma 2 dell’articolo 9  «un partito o movimento politico può essere collegato ad una sola fondazione o  ad una associazione o ad un comitato». Insomma il MoVimento 5 Stelle, attualmente l’unico partito collegato ad un’associazione privata, potrà essere collegato solo a Rousseau e non ad altre associazione. Chiunque all’interno del M5S abbia intenzione di creare nuove associazioni per fare “concorrenza” a quella del figlio – non eletto – di Gianroberto Casaleggio si deve mettere il cuore in pace. Ci potrà essereper leggesolo Rousseau, e così il ruolo di Davide Casaleggio all’interno del M5S è garantito.

C’è infine la parte che Canestrari ritiene serva a “blindare” ulteriormente Casaleggio: «i partiti o movimenti politici e le fondazioni, associazioni o comitati ad essi collegati devono garantire la separazione e la reciproca indipendenza tra le strutture direttive». In questo modo si stabilisce in maniera precisa che Casaleggio tramite Rousseau ha il diritto di governare il M5S pur mantenendo l’indipendenza dal partito, ovvero Casaleggio rimarrà lì dov’è e finché i soci non decideranno di estrometterlo non c’è modo per cambiare le cose. Questo significa che il gruppo dirigente del MoVimento 5 Stelle – che non fa parte di Rousseau – non ha alcun potere sull’associazione che controlla il partito.
BEPPE GRILLO E DAVIDE CASALEGGIOBEPPE GRILLO E DAVIDE CASALEGGIO



DIETRO LA GUERRA M5S ALLA LEGA SPUNTA LA "SALVA-CASALEGGIO"
Luca Romano per www.ilgiornale.it

Il ddl anticorruzione fortemente voluto dal Movimento Cinque Stelle potrebbe nascondere un lato finora sconosciuto.

Un piccolo cavillo che di fatto renderebbe fondamentale l'approvazione del provvedimento per la stessa sopravvivenza del Movimento. A segnalare cosa c'è scritto oltre le righe del testo è stato l'ex capo della comunicazione grillina, Davide canestrari. Nel cavillo scovato dall'ex grillino c'è una sorta di "salva Casaleggio". Infatti la nuova norma prevede che i partiti siano legati ad "una sola associazione". E guarda caso è il punto che più interessa ai Cinque Stelle. 

Perché? 

Rosseau finora è solo una associazione di carattere privato che offre dei servizi al Movimento.
rousseauROUSSEAU

Col nuovo ddl potrebbe essere riconosciuto il legame tra Rosseau e lo stesso Movimento: Casaleggio diventerebbe il vero dominus di tutto il sistema pentastellato. Ma non finisce qui. Come segnala Canestrari, c'è un altro passaggio che potrebbe faviorire la Rosseau di Casaleggio: "Sono equiparate ai partiti e movimenti politici le fondazioni, le associazioni e i comitati la composizione dei cui organi direttivi sia determinata in tutto o in parte da deliberazioni di partiti o movimenti politici ovvero che abbiano come scopo sociale l’elaborazione di politiche pubbliche". E anche qui l'associazione Rosseau farebbe un salto di qualità giuridico. Tutte coincidenze, ma pare proprio che questo testo parli direttamente al guru di Rosseau e risolva tutti i problemi sospesi della associazione.
PIATTAFORMA ROUSSEAUPIATTAFORMA ROUSSEAU

Con il cavillo scovato da Canestrari verrebbe sancita l'unione tra M5s e Casaleggio e di fatto il garante si metterebbe al riparo da scalate esterne che potrebbero detronizzarlo dal controllo (assoluto) del Movimento.

Fonte: qui

mercoledì 27 giugno 2018

LUCA LANZALONE, L'UOMO CHE HA DOVUTO DIMETTERSI DALLA PRESIDENZA DI ACEA ERA NEL CUORE DEL SISTEMA PENTASTELLATO

DALLA MONTAGNA DI CARTE DELL'INCHIESTA SALTA FUORI, TRA UNA CATERVA DI OMISSIS, ANCHE UNA TELEFONATA IN CUI LANZALONE SI VANTA DI AVER TROVATO UNA SOLUZIONE AL PROBLEMA DEL PAGAMENTO DELLA PIATTAFORMA ROUSSEAU, VERO CUORE DEL SISTEMA DEL M5S, DA PARTE DEI DEPUTATI GRILLINI

Francesco Bonazzi per la Verità

Non sarà facile scaricare Luca Lanzalone, l' uomo che sussurrava le nomine ai 5 stelle dopo essere entrato nel giro di Luigi Bisignani, attraverso l' immobiliarista di «Stadio capitale» Luca Parnasi. I vertici del Movimento, da Luigi Di Maio e Davide Casaleggio in giù, dopo gli arresti hanno cercato di appioppare l' errore politico di puntare sull' avvocato genovese alla sindaca Virginia Raggi.
LANZALONELANZALONE

Ma la prima cittadina di Roma non ci sta a prendersi tutto il fango e ha detto ai magistrati che l' ingaggio del rampante Lanzalone le è stato suggerito da Adriano Bonafede, avvocato toscano un tempo in buoni rapporti con il Pd e oggi niente meno che ministro della Giustizia, e da Riccardo Fraccaro, che ha preso il posto di Maria Elena Boschi ai Rapporti con il Parlamento.

Peccato che dalla montagna di carte dell' inchiesta romana salti fuori, tra una caterva di omissis, anche una telefonata in cui Lanzalone si vanta di aver trovato una soluzione al problema del pagamento della piattaforma Rousseau da parte dei deputati grillini.
parnasi giorgetti lanzalonePARNASI GIORGETTI LANZALONE
Insomma, l' uomo che ha dovuto frettolosamente dimettersi dalla presidenza di Acea era nel cuore del sistema pentastellato.

Il 9 marzo scorso, il primo mercoledì dopo la semivittoria di domenica 4 marzo, Beppe Grillo e Davide Casaleggio scendono a Roma insieme ai vertici della piattaforma Rousseau per catechizzare i nuovi deputati.

L' incontro, blindatissimo per la consueta fobia nei confronti della carta stampata, ha come scopo quello di illustrare le potenzialità rivoluzionarie della piattaforma, che consente anche un dialogo diretto con gli elettori. Un sistema che ha attirato e attira l' interesse di molti leader politici all' estero, per come permette di disintermediare i classici meccanismi novecenteschi di formazione del consenso, dalle televisioni in giù, utilizzando al meglio le potenzialità della Rete.

LANZALONE E LUIGI DI MAIOLANZALONE E LUIGI DI MAIO
E come aveva rivelato Il Foglio del 31 gennaio scorso, «l' articolo 6 del regolamento obbliga tutti i nuovi eletti in Parlamento a versare una tassa mensile da 300 euro a Rousseau (che fanno almeno 3 milioni di euro in 5 anni). Il movimento è così legato mani e piedi, giuridicamente, economicamente e tecnicamente, a un' associazione privata su cui non ha nessun potere o vigilanza». Vista dall' altra parte, però, una struttura del genere garantisce formalmente il pieno distacco tra la Casaleggio & associati e l' Associazione Rousseau, anche se gli uomini sono poi più o meno gli stessi.

LUCA LANZALONELUCA LANZALONE
Ebbene è in questo contesto assai delicato che va letta l' intercettazione dei carabinieri delle ore 12:55 di venerdì 1 giugno, il giorno in cui entra in carica il governo gialloblù affidato a un altro avvocato esterno al Movimento, il professor Giuseppe Conte. Al telefono sono Luca Lanzalone, ora ai domiciliari per presunta corruzione, e un certo Luciano, che usando un telefono dello studio legale Lanzalone è con ogni probabilità il socio Luciano Costantini.

Il presidente di Acea, che la sera prima dell' arresto verrà intercettato mentre partecipa a una rara cena romana di Casaleggio, scambia notizie con il socio su quello che accade ai vertici del M5s. Ecco la sintesi riportata nelle carte dagli uomini dell' Arma: «Luca chiede se ha notizie dei loro amici e Luciano dice che segue la cosa con Davide.
Luciano dice di aver proposto che gli eletti devono pagare i 5 stelle e il Movimento fa un accordo con Rousseau. Discutono della vicenda».
LANZALONE RAGGI DI MAIOLANZALONE RAGGI DI MAIO

Come si vede, a meno che si tratti di due avvocati che millantano entrature e coinvolgimenti in affari che non li riguardano, il tenore della conversazione, al momento riportata solo per riassunto, ci consegna l' immagine di un Lanzalone chiamato a offrire soluzioni giuridiche su una vicenda di importanza capitale per la prima forza politica della nazione.

Perché Rousseau è il centro di tutto e il vero cuore del sistema (vincente) del M5s. Che finisca in qualche modo nelle mani di uno che si consegna al primo palazzinaro romano che passa, con corredo di Luigi Bisignani e faccendieri vari, è un po' allarmante per tanti deputati che stanno ancora disciplinatamente aspettando istruzioni per il versamento dei famosi 300 euro.
grillo casaleggioGRILLO CASALEGGIO

Già, perché dal 9 marzo a oggi, non risulta che siano state decise le modalità dell' obolo Rousseau per i nostri eletti. Probabilmente, l' arresto di Lanzalone-Mr. Wolf ha interrotto anche questa partita, oltre a chissà quali nomine «alla romana» nelle società pubbliche. Il pagamento diretto dei 300 euro a Rousseau, da parte di deputati e senatori, sarebbe il metodo più semplice, in teoria.

Ma i commercialisti del Movimento hanno fatto presente a Luigi Di Maio e soci che si potrebbe porre un problema di Iva da pagare, visto che Rousseau fornisce senza alcuna ombra di dubbio dei servizi ai deputati grillini. Ai quali però non si può chiedere, dopo il prelievo forzoso per le spese legali del Movimento, di versare pure l' Iva su questa piattaforma imposta dall' alto.

grillo casaleggio altafiniGRILLO CASALEGGIO ALTAFINI
Ecco quindi che assume valore la «soluzione Wolf», che in sostanza è una triangolazione esentasse: l' onorevole semplice paga al Movimento la sua quota, questo «compra» i servizi di Rousseau, come fossero cancelleria o servizi di telefonia, e chi gestisce la piattaforma milanese ottiene il suo compenso. Se andrà a finire così, fossimo Lanzalone, una bella parcella a Di Maio la emetteremmo. Gli servirà per le spese legali.

Fonte: qui




“LANZALONE HA DIMOSTRATO SPREGIUDICATEZZA E PERVICACIA NELL’ASSERVIRE LA PROPRIA FUNZIONE AGLI INTERESSI DEL PRIVATO” 

IL GIP HA DETTO NO ALLA RICHIESTA DI LIBERTA’ PER L’AVVOCATO: “HA DIMOSTRATO DI GODERE DI UNA RETE DI RELAZIONI ASSAI AMPIA E DI UNA NOTEVOLE CAPACITA’ DI INFLUENZARE LE DECISIONI DI ORGANI DI VERTICE DELLA POLITICA” 

IL DETTAGLIO DELLE MOTIVAZIONI

Maria Elena Vincenzi per “la Repubblica - Roma”
LANZALONELANZALONE

Le motivazioni per il no alla richiesta di libertà "Spregiudicato e al centro di relazioni politiche Da lui spiegazioni smentite da prove schiaccianti" Luca Lanzalone ha dimostrato «spregiudicatezza e pervicacia nell' asservire la propria pubblica funzione agli interessi del privato» . E per questo « il concreto pericolo di recidiva e di inquinamento probatorio appaiono assai elevati e in nulla scemati dalle sue dimissioni quale presidente di Acea» .

Sono perentorie le parole con le quali il gip Maria Paola Tomaselli ha detto no all'attenuazione della misura per Lanzalone, finito ai domiciliari il 13 giugno scorso per l' inchiesta sullo stadio della Roma dei carabinieri del nucleo investigativo coordinati dalla Procura.
LANZALONE E RAGGILANZALONE E RAGGI

Il giudice, citando anche le audizioni dei testimoni, prime fra tutte quella della sindaca Virginia Raggi e del dg del Campidoglio Franco Giampaoletti (ma anche quella del dg della Roma Mauro Baldissoni), stigmatizza il potere di cui l'ex presidente Acea godeva in Comune. «Lanzalone - scrive il magistrato - ha dimostrato di godere di una rete di relazioni assai ampia e di una notevole capacità di influenzare le decisioni di organi di vertice della politica e dell'amministrazione, nonché di una notevole disinvoltura nel ricorrere, per svolgere la sua attività di consulenza legale, anche a intestazioni fittizie».
LUCA LANZALONELUCA LANZALONE

Per il magistrato, il quadro probatorio è solido. Anzi, si è addirittura rafforzato dopo gli arresti. «All'esito delle ulteriori acquisizioni operate dall' ufficio del pubblico ministero- si legge nell' ordinanza - è stata confermata la qualità di funzionario di fatto di Lanzalone e l'incarico di natura pubblicistica rivestito nell' amministrazione capitolina».

Insomma, a dispetto della sua linea difensiva, l'avvocato genovese per il gip (così come per il procuratore aggiunto Paolo Ielo e per il sostituto Barbara Zuin che ne hanno chiesto l' arresto) era a tutti gli effetti un pubblico ufficiale. Elemento che confermerebbe il motivo per il quale il costruttore Luca Parnasi lo " gratificava" con consulenze di ogni tipo.

LANZALONE E VIRGINIA RAGGILANZALONE E VIRGINIA RAGGI
Per di più, secondo il giudice, Lanzalone ha mentito nel corso del suo interrogatorio di garanzia, un' istruttoria fiume durata quasi sette ore durante la quale l'avvocato genovese ha negato ogni addebito. «Le giustificazioni addotte da Lanzalone in relazione alle utilità ricevute, tra l' altro, appaiono in taluni casi inverosimili e sempre contraddette dai dati probatori esistenti». Proprio per questo « il quadro indiziario sussistente non appare in nulla ridimensionato, ma semmai aggravato dalle più recenti acquisizioni».

Insomma, di essere scarcerato non se ne parla. Nonostante le dimissioni dalla presidenza di Acea. Tutti questi elementi, conclude il gip, « unitamente all' assenza di alcuna consapevolezza in ordine all' illiceità della condotta contestatagli, così come è emerso dalla negazione da parte del pervenuto delle proprie responsabilità anche a fronte di palesi evidenze probatorie, rendono inidonee a salvaguardare le rappresentato esigenze cautelari misure diverse da quelle degli arresti domiciliari che sola limita in maniera sostanziale la libertà di movimento e di contatto dell' indagato».

Fonte: qui