9 dicembre forconi: Paola Muraro
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martedì 13 dicembre 2016

Roma, inchiesta rifiuti: si dimette l’assessore Muraro «Io indagata, ma estranea ai fatti». Raggi accettaRoma, inchiesta rifiuti: si dimette l’assessore Muraro «Io indagata, ma estranea ai fatti». Raggi accetta

Nella notte l’annuncio: «Dimissioni per responsabilità istituzionale». La sindaca Raggi: «Accetto le dimissioni Muraro e assumo le deleghe alla sostenibilità ambientale»

Lunedì mattina aveva ricevuto un avviso a comparire dalla procura di Roma, stanotte ha deciso di dimettersi. Cinque mesi dopo aver saputo di essere indagata per illeciti ambientali, l’assessore all’Ambiente Paola Muraro lascia l’incarico. È stata la sindaca Virginia Raggi a dare l’annuncio.

«In nome della trasparenza comunichiamo tempestivamente la notifica ricevuta da Paola Muraro, rispettando pienamente quanto abbiamo sempre assicurato ai cittadini — afferma —. Attendiamo con fiducia che l’assessora chiarisca nel dettaglio la sua posizione e, nel frattempo, sarò io ad assumere le sue deleghe».

Muraro da parte sua spiega che «proprio «oggi» (lunedì, ndr) tramite il suo legale, la Procura di Roma le ha notificato un avviso di garanzia in riferimento all’articolo 256 del Testo unico sull’ambiente. Contestualmente sono stata informata che verrò ascoltata dalla Procura il prossimo 21 dicembre. Sono tranquilla e convinta di riuscire a dimostrare la mia totale estraneità ai fatti. Tuttavia, per senso di responsabilità istituzionale e per rispetto verso questa amministrazione, ho deciso di dimettermi in attesa di chiarire la mia posizione».

Il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Alberto Galanti le contestano l’attività compiuta quando era consulente di Ama, ma in realtà si comportava come un dirigente. Qualche giorno fa le era stato notificato un avviso di proroga delle indagini dove risultava indagata insieme a quattro funzionari della municipalizzata del Campidoglio. Tutti sospettati di aver gestito in maniera irregolare gli impianti per lo smaltimento dei rifiuti. In particolare Muraro e gli altri sono sospettati di aver favorito le aziende di Manlio Cerroni, il ras dei rifiuti di Roma indagato nella stessa indagine.

Nell’ambito delle verifiche sono stati interrogati come testimoni l’ex assessore al Bilancio Marcello Minenna e l’ex amministratore delegato di Ama Alessandro Solidoro, entrambi dimissionari a settembre, nemmeno tre mesi dopo la nomina. Tutti e due hanno accusato Muraro di aver compiuto gravi irregolarità dopo essere arrivata in Campidoglio.

Fonte: qui

venerdì 25 novembre 2016

MURARO E IL COSI' FAN TUTTI!


NELL'INCHIESTA SULL’ASSESSORE PAOLA MURARO CI SONO ANCHE LE RICOSTRUZIONI DI MARCELLO MINENNA SECONDO CUI ALCUNI VERBALI SEGRETI SULL’AMA SAREBBERO STATI TRASMESSI “IN TEMPO REALE” AI REFERENTI DI CERRONI NELL'AZIENDA IN MODO DA EVITARE CONSEGUENZE NEGATIVE PER LE SUE IMPRESE


Fiorenza Sarzanini per “il Corriere della Sera”

muraroMURARO
Ci sono anche alcuni atti firmati della sindaca Virginia Raggi nell'inchiesta della Procura di Roma sull'operato dell'assessore all' Ambiente Paola Muraro. Decisioni prese quando in Campidoglio c'erano l'assessore al Bilancio Marcello Minenna e il capo di gabinetto Carla Raineri, entrambi dimissionari agli inizi di settembre, nemmeno tre mesi dopo il loro insediamento. Sono stati proprio loro - ma anche l'ex ad di Ama Alessandro Solidoro e il direttore generale Stefano Bina - a ricostruire davanti ai magistrati quanto accaduto sulle nomine dello staff, ma anche i rapporti con le municipalizzate.

Evidenziando come alcuni verbali riservati della Giunta siano stati trasmessi in tempo reale a funzionari Ama. «Obiettivo - questo è il sospetto - prendere le contromisure adeguate in modo da favorire le aziende di Manlio Cerroni», il ras dei rifiuti anche lui indagato. Nel fascicolo giudiziario sono così finiti relazioni ufficiali e appunti personali che adesso vengono approfonditi proprio per valutare se siano stati commessi abusi d'ufficio o altri reati.
paola muraro giovanni fisconPAOLA MURARO GIOVANNI FISCON

IL RUOLO DI ROMEO
Tra i documenti consegnati c'è il parere richiesto dal Campidoglio all'avvocato Aristide Police sul ruolo e lo stipendio di Salvatore Romeo il dipendente comunale nominato capo della segreteria e passato da una retribuzione di 39 mila euro a 120 mila euro, poi ridotti a 97 mila quando anche l'Anac di Cantone fece rilievi alla delibera. In realtà il 19 agosto il professionista l'aveva giudicata «illegittima» evidenziando che non c' è «alcuna ragione che possa giustificare il mutamento del rapporto di servizio di un proprio dipendente o meglio, la duplicazione di tale rapporto».

Ma Raggi aveva evidentemente deciso di ignorare i suggerimenti dell' esperto di diritto amministrativo da lei stessa interpellato. E dunque bisognerà valutare i motivi della scelta, visto che poi - di fronte a un giudizio analogo dell' Anticorruzione - decise di modificare l'entità dello stipendio ma lasciare immutato il ruolo.

I VERBALI ALL'AMA
MINENNAMINENNA
Minenna e Alessandro Solidoro - entrambi già interrogati dal pubblico ministero Alberto Galanti - hanno ricostruito che cosa è accaduto quando sono state prese decisioni relative all'Ama, la municipalizzata di cui Muraro è stata consulente per 12 anni prima di arrivare in Campidoglio.

Dimostrando che alcuni verbali segreti sarebbero stati trasmessi «in tempo reale» a chi era in qualche modo referente di Cerroni nell' azienda pubblica in modo da poter evitare conseguenze negative per le sue imprese. L' indagine dei pubblici ministeri della Capitale nasce proprio per verificare la natura del rapporto tra Muraro e Cerroni ben prima della nomina ad assessore e sfocia nella contestazione di illeciti ambientali per la gestione da parte della donna degli impianti privati e pubblici.

MANLIO CERRONIMANLIO CERRONI
In particolare è accusata di aver favorito Cerroni facendo lavorare a basso regime i macchinari Ama. E per questo le verifiche si sono allargate anche ai poteri a lei assegnati prima da Franco Panzironi e poi da Giovanni Fiscon, entrambi al vertice e poi travolti dall'inchiesta Mafia Capitale.

IL MONITO DI MARRA
Tra gli episodi raccontati ai magistrati c'è la lite tra Marra e la responsabile del Personale Laura Benente che gli aveva negato l'autorizzazione per una missione a Bruxelles spiegando che in precedenza gli aveva già consentito di partecipare a un master a Salerno a spese del Campidoglio.

Secondo quanto raccontato ai magistrati Marra avrebbe reagito minacciando la dirigente: «Mi farò dare gli atti da lei firmati da quando è qui e troverò qualcosa per denunciarla». In realtà non c'è stato bisogno perché pochi giorni dopo Raggi ha deciso di sospendere il «distacco» di Benente e l'ha mandata nuovamente a Torino. E poche settimane dopo ha messo al suo posto proprio Marra. I magistrati dovranno ora valutare se questa procedura sia stata regolare.

Fonte: qui