9 dicembre forconi: Nino Di Matteo
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martedì 18 settembre 2018

“SULLA STRAGE DI VIA D’AMELIO SIAMO A UN PASSO DALLA VERITÀ”


IL PM NINO DI MATTEO FA TREMARE IL CUORE D’OMBRA DELLO STATO: “MAI COME ORA SIAMO VICINI ALLA VERITÀ. E QUESTO GRAZIE A ME E AD ALTRI MAGISTRATI CHE ABBIAMO PAGATO PREZZI ALTISSIMI…”



NINO DI MATTEONINO DI MATTEO
(ANSA) - "Sulla strage di via d'Amelio siamo a un passo dalla verità. Mai come ora siamo vicini alla verità. E questo grazie a me e ad altri magistrati" Lo ha detto il pm Nino Di Matteo nell'audizione davanti al Csm. "Non è giusto che questi magistrati siano oggi accostati a depistaggi e questa accusa è strumentale a chi non vuole che si vada avanti" ha aggiunto, parlando di "prezzi altissimi" pagati da lui stesso e dai suoi familiari per l'accertamento della verità. Fonte: qui
PAOLO BORSELLINO - STRAGE DI VIA DAMELIOPAOLO BORSELLINO - STRAGE DI VIA D'AMELIO

domenica 3 giugno 2018

ALFONSO BONAFEDE, HA SCELTO PIERCAMILLO DAVIGO COME “CONSIGLIORI” E INTENDE PORTARE NINO DI MATTEO NEL SUO STAFF


Sara Menafra per “il Messaggero”

LUIGI DI MAIO ALFONSO BONAFEDELUIGI DI MAIO ALFONSO BONAFEDE
Una lunga telefonata ieri pomeriggio, all' interno di un dialogo che per il neo ministro della Giustizia Alfonso Bonafede (ma non solo) e il leader della corrente Autonomia e Indipendenza, Piercamillo Davigo, non si è mai veramente interrotto. Nella squadra che il Guardasigilli pentastellato porterà in via Arenula, l' ex pm di Milano avrà certamente un ruolo di peso. Non parteciperà personalmente, perché il suo obiettivo al momento è vincere la competizione elettorale al Csm dove è candidato capolista di Ai tra i magistrati di Cassazione, ma i suoi consigli saranno tenuti altamente in considerazione.

L'INCARICO
Per tutto, escluso il ruolo del pm di Palermo Antonino Di Matteo: il magistrato simbolo del movimento, quello da sempre più vicino, avrà sicuramente un incarico di primo piano. Per lui, Bonafede starebbe pensando al Dag, Dipartimento per gli affari della giustizia, là dove passano tutte le questioni importanti del ministero.
Alfonso BonafedeALFONSO BONAFEDE

In alternativa, Di Matteo potrebbe andare al Dap, il dipartimento che si occupa delle carceri, dove sia la Lega, sia gli stessi Cinque stelle hanno intenzione di intervenire con misure restrittive e nuovi provvedimenti in materia di 41 bis. Oppure, terza ipotesi, sottosegretario: posizione di maggiore visibilità, indubbiamente, anche se forse obbligherebbe il magistrato a lasciare la toga (per sempre, stando al contratto di governo).

Il gioco delle caselle ministeriali può aiutare a capire anche l' agenda delle priorità da mettere in campo. A capo di gabinetto potrebbe esserci Alessandro Pepe, segretario di Ai e vicinissimo a Davigo. Al legislativo, al momento c' è Fabrizio Brichetti, di Magistratura indipendente, all' epoca indicato da Giovanni Canzio ma in passato candidato di Forza Italia.

davigoDAVIGO
Confermarlo potrebbe essere un segnale di non belligeranza con gli azzurri. E' vero, però, che la casella è perfetta per un altro nome di peso di Autonomia e indipendenza: quello di Antonio Patrono, ex membro del Csm, oggi procuratore a La Spezia. Ex di Ai in pensione che pure piace è l'ex procuratore di Torino Marcello Maddalena, come sottosegretario tecnico.

GLI ALTRI NOMI
Ma in un ministero come quello della Giustizia, dove il titolare governa sì, ma ha un potere autonomo, quello togato, con cui contrattare giorno per giorno, nessuno ha mai osato occupare tutte le caselle con uomini provenienti dalla stessa corrente della magistratura associata. Probabilmente, non lo farà neppure Bonafede, fedelissimo di Luigi Di Maio ma considerato un cinquestelle ragionevole, uno dei pochi ad aver trattato, nella scorsa legislatura, qualche provvedimento con il Pd.
NINO DI MATTEONINO DI MATTEO

La legge sulla Class action, che con ogni probabilità vorrà mandare avanti (la prima battaglia come civilista l' ha fatta contro un sottopasso della Tav a Firenze) alla Camera la votarono anche i democratici. Altro tema che gli sta a cuore è quello dei risarcimenti, oltre al provvedimento bandiera sull' agente infiltrato in tema di corruzione.

Per non scatenare guerre interne, Bonafede potrebbe confermare al Dipartimento organizzazione giudiziaria, Barbara Fabbrini, giudice civile fiorentina appartenente alla corrente di sinistra Area. E valutare di tenere in posizioni di peso sia Unicost, corrente centrista e di grande successo tra i magistrati, sia Magistratura e indipendenza, quella da cui si è staccato due anni fa Davigo per formare un suo gruppo autonomo. Da queste parti, un nome apprezzato che potrebbe essere confermato è Santi Consolo, attualmente al Dap.

Fonte: qui

lunedì 23 aprile 2018

DOPO LA SENTENZA SULLA TRATTATIVE STATO-MAFIA, NINO DI MATTEO SI TOGLIE UN PO’ DI MACIGNI DALLA TOGA

“CHI CI DOVEVA DIFENDERE E’ STATO ZITTO, A PARTIRE DA ANM E CSM” 

“QUELLO CHE MI HA FATTO PIÙ MALE È CHE RISPETTO ALLE ACCUSE DI USARE STRUMENTALMENTE IL LAVORO ABBIAMO AVVERTITO UN SILENZIO ASSORDANTE” 

LA REPLICA DELL'ASSOCIAZIONE MAGISTRATI


NINO DI MATTEONINO DI MATTEO
«Quello che mi ha fatto più male è che rispetto alle accuse di usare strumentalmente il lavoro abbiamo avvertito un silenzio assordante e chi speravamo ci dovesse difendere è stato zitto, a partire dall' Anm e dal Csm». Ospite a «1/2 ora in più» di Lucia Annunziata su Raitre, Nino Di Matteo, pm del processo di Palermo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, ora alla Direzione nazionale antimafia, ha polemizzato con l' Associazione nazionale magistrati e con il Consiglio superiore della magistratura.

lucia annunziata in mezz oraLUCIA ANNUNZIATA IN MEZZ ORA
«Ho sempre creduto nella doverosità di questo processo, qualunque esito avesse avuto», ha spiegato in tv, dopo la sentenza che ha inflitto pene pesantissime a ex vertici del Ros come il generale Mario Mori e all'ex senatore Marcello Dell' Utri, condannati a 12 anni e accusati di aver rafforzato Cosa nostra, scegliendo la via del dialogo coi clan durante le stragi del '92 e del '93.

«Abbiamo sempre difeso dagli attacchi l'autonomia e l' indipendenza dei magistrati, anche a favore dei colleghi di Palermo», replica Francesco Minisci, presidente Anm, sindacato delle toghe. «E continueremo a difendere tutti i magistrati attaccati, pur non entrando mai nel merito delle vicende giudiziarie».

marcello dell utri libri antichiMARCELLO DELL UTRI LIBRI ANTICHI
Nel lungo colloquio con la Annunziata, Di Matteo ha poi sottolineato l'importanza del verdetto che conferma in pieno la tesi dell'accusa: mentre esplodevano le bombe mafiose, pezzi delle istituzioni scendevano a patti con i clan.

«Gli ufficiali dei carabinieri sono stati condannati per avere svolto un ruolo di mediazione delle richieste della mafia nel '92, quindi rispetto ai governi della Repubblica presieduti da Amato e Ciampi, mentre Dell'Utri è stato condannato per avere svolto il medesimo ruolo nel periodo successivo a quando Berlusconi è diventato premier.

NICOLA MANCINO E GIORGIO NAPOLITANO jpegNICOLA MANCINO E GIORGIO NAPOLITANO 
Non pensiamo che abbiano agito da soli, ma che siano stati mandati e incoraggiati da altri. Servirebbe un pentito di Stato che facesse chiarezza piena»

E aggiunge: «La sentenza ritiene che Dell' Utri abbia fatto da cinghia di trasmissione nella minaccia mafiosa al governo anche nel periodo successivo all' avvento alla presidenza del Consiglio di Berlusconi». Protesta il legale di Dell' Utri, Giuseppe Di Peri: «Con la sentenza che ha condannato Dell' Utri per il periodo precedente al 1992 ne è stata pronunciata anche una di assoluzione piena per i fatti successivi a quell' anno».
MARIO MORIMARIO MORI

Dopo Di Matteo, è intervenuto un altro imputato eccellente del processo, l' ex ministro dc Nicola Mancino che ha detto: «Sono felice di essere stato assolto. Mai saputo di una trattativa. Mi rifiutai di trattare ai tempi del sequestro Moro, figuriamoci se avrei tollerato di farlo con la mafia». L'ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa ha dichiarato: «Ho apprezzato la sua assoluzione». Intanto l'ex Guardasigilli Claudio Martelli, osserva: «Il tentativo di passare alla Seconda o alla Terza Repubblica, è fallito il 4 dicembre del 2016. Ci aggiriamo tra le macerie della Prima, esercizio sportivo che dura da 25 anni».

Fonte: qui