9 dicembre forconi: Jared Kushner
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domenica 10 marzo 2019

I GUAI DI TRUMP FRA JARED E COHEN

Bisogna recuperare un po’ di notizie
Sui travagli di Donald Trump, messo nei guai dal suo avvocato e “consigliori” Cohen, e dal bel genero,  Jared Kushner. Cominciamo dal secondo:

Il complotto di Jared Kushner per dare l’Atomica all’amico re saudita e farci dei soldi

L’ha  scoperto la Commissione della Camera (bassa) per la supervisione della spesa pubblica:   un piano per vendere all’Arabia Saudita tecnologia nucleare, aggirando la legge americana che vieta il trasferimento di tecnologie nucleari militari a paesi terzi.
Alla base della trama una ditta-ombra, chiamata  IP3 International.  La quale ha presentato al principe della corona, il ben noto Mohamed Bin Salman, un progetto definito “Il Piano Marshall del 21mo secolo per il Medio Oriente”, detto anche Iron Bridge, Ponte di Ferro.
Impressionante la lista dei capi della  IP3 International  che hanno firmato l’impegno col saudita:  generale Keith Alexander,  generale Jack Keane,  dal contrammiraglio Michael Hewitt,  e Bud McFarlane nonché dai dirigenti di sei società – Exelon Corporation, Toshiba America Energy Systems, Bechtel Corporation , Centrus Energy Corporation, GE Energy Infra e Siemens USA.
Dei Dottor Stranamore  sopra elencati, il più   significativo è Robert “Bud” McFarlane: un nome  del passato quasi leggendario.  Eccolo   qui,  ultraottantenne, (è del 1937) ancora a tramare in armamenti. Fu lui infatti che  ai tempi di Ronald Reagan, come consigliere della sicurezza nazionale,  architettò ed operò il losco e complicatissimo scambio di armi vendute all’Iran  (in violazione dell’embargo in vigore)  e per finanziare i Contras antisandinisti  in Nicaragua,  passato alla storia nera come   lo scandalo Iran-Contra, per cui   “Bud” fu condannato alla galera, ma perdonato dal presidente, che nel frattempo era diventato l’ex capo della CIA George  H. Bush.  Esattamente come Elliott Abrams  anche lui  pardoned, perché da  assistente del segretario di stato reaganiano  si coinvolse nell’Iran Contra e  in genere,   in tutte le trame di intervento armato, palese ed occulto degli Usa in America Latina: anche lui lo si poteva credere morto e invece lo troviamo, nominato da Trump   “special envoy” per il Venezuela, dove sicuramente sta applicando i suoi noti metodi in intervento palese ed occulto.
McFarlane, classe 1937.
Questi personaggi  sono, per così dire, la   prima generazione di neocon, militari o diplomatici  sovversivi dell’ordine mondiale nel presunto interesse degli Stati Uniti –  erano  usciti di  scena dagli anni ’80.  I buoni uffici di Jared  hanno consentito loro di ricomparire a fianco di Trump, dove possono esplicare il loro rinomato know how.
Ma  l’uomo di punta della IP3 è stato, lo credereste? Il generale Michael Flynn, quello che Trump   fece suo primo consigliere della sicurezza nazionale, l’uomo dell’intelligence militare, che poi dovette abbandonare la Casa Bianca perché aveva mentito su suoi incontri con l’ambasciatore di Mosca a Washington.  Orbene, Flynn ha viaggiato in Arabia Saudita per conto della IP3 per organizzare l’insediamento di sei centrali nucleari, formalmente per la produzione di energia elettrica.
Ciò  apre uno spiraglio in un fatto taciuto, ma molto importante  nelle distorsioni della politica estera USA: questi generali in pensione, o caduti in disgrazia, devono pur cercarsi un lavoro e uno stipendio – e lo trovano nelle imprese del settore militare-industriale o nel lobbismo politico-militare,   indifferentemente israeliano o saudita (che paga di più).  I nuovi (o vecchi) datori di lavoro utilizzano volentieri le competenze che hanno acquisito nelle guerre segrete, e conoscenze con i generali ancora in servizio, che questi  sanno contattare amichevolmente, e  che una volta in pensione, anche loro vogliono procurarsi “consulenze”: molte decisioni politiche nascono a questo livello.
Decisioni fatali, come quella di fornire l’Arabia Saudita della bomba  atomica,  in cambio di compensi di “miliardi” di dollari.
La Commissione della Camera ha appurato che il piano è promosso da Jared Kushner,  al quale i congiurati hanno affidato il compito di sedurre il vecchio. Nel rapporto si legge che nel marzo 2017 si è tenuto un incontro: “Era presente anche un agente del National Security Council, il quale ha poi riferito  il signor Harvey stava ancora tentando di promuovere il piano IP 3″ in modo che Jared Kushner possa presentarlo al Presidente per l’approvazione “.
Il signor Harvey è Derek Harvey, Senior Director per gli affari del Medio Oriente e del Nord Africa al Consiglio di sicurezza nazionale; il quale ha assunto il piano di armare con l’atomica i sauditi come parte di quello che hanno fatto passare come  Piano Marshall per il Medio Oriente.

Una guerra nei Balcani? Per salvare il Deep State

Anche perché  il Deep State di prima,  quello di Obama e Hillary Clinton, si sente in pericolo. Adesso per esempio sta per andarsene Dan Coats, nominalmente il direttore della National Intelligence (DNI) ossia l’uomo che coordina  tutte le decine di agenzie di spionaggio e ne riferisce, unico, al presidente. “E’ l’ultimo rimasto della vecchia guardia dei mafiosi”, spiega Umberto Pascali: “Brennan (CIA) è andato, Comey (FBI) è andato; ed ora l’intero apparato mediatico  sta difendendo l’ultimo, Dan Coates appunto, che è in scadenza. Senatori democratici e repubblicani insieme, perfettamente bipartisan, ingiungono a Trump di non mandare via  Coates”  –  con   un fuoco di sbarramento troppo anticipato, tanto da sorprendere lo stesso  Donald. Il quale s’è sentito chiedere  dai giornalisti come mai voleva liberarsi del direttore del DNI, e lui: “Non ci ho nemmeno pensato”.
Dan Coats
Il punto è che Coates è impegnatissimo in queste settimane a cercare di provocare un conflitto nei Balcani – e far diventare la mai guarita piaga del Kossovo una vera guerra dei serbi  contro gli albanesi.  Il Deep State  ha bisogno di  una guerra subito.  Del conflitto serbo-albanese  daranno la colpa a Putin.  Anzi Coates s’è portati avanti e lo ha già fatto: in un rapporto al presidenet ha “previsto” che i Balcani sono a rischio di conflitti a bassa intensita, fino a sfociare in un conflitto aperto nel 2019, perché “la Russia cercherà di sfruttare le tensioni inter-etniche e gli alti livelli di corruzione per impedire ai paesi della regione di spostarsi verso la UE e   la NATO”. Ovviamente, invelenire le tensioni interetniche è proprio la specialità  del Deep State, come abbiamo visto in Irak e Siria, Libia e Ucraina. Aspettiamoci le fiamme nell’ex Jugoslavia.
Anche perché la limitata capacità di attenzione di Donald Trump è concentrata sulle “rivelazioni” che fa al Congresso il suo avvocato delle faccende sporche Daniel Cohen. Il quale, confessatosi colpevole  di molteplici porcherie, per ridurre la sua pena sta facendo il possibile per rafforzare il teorema dell’inquisitore Mueller: il Russiagate,   il fatto che Trump sarebbe una pedina di Putin. Un teorema  già per conto suo scaduto,  che non riesce a tenere in piedi. “Non posso fornire alcun esermpio concreto di collusione coi russi”, ha dovuto ammettere. Ma in compenso ha spiegato per filo e per segno tutti i lavori sporchi che ha fatto per Donald, fra cui il pagamento (già noto) della escort di lusso…

Cohen contro Trump ha detto due verità

Della testimonianza di Cohen – uno  che mente come respira: è  il suo mestiere – val la pena di ritenere tre cose.
La  foga con cui si guadagna  il pubblico progressista, insultando Trump: “Voi non lo conoscete, io sì! E’ un razzista. E’ un truffatore, Un imbroglione. “Lo scopo di tutto nell’organizzazione Trmp è di proteggere Trump, e di mentire per questo.  Ogni giorno, andando al lavoro, sapevamo che ci andavamo per mentire su qualcosa, su qualunque cosa, e  lo avremmo fatto per lui. E questo è diventato la norma,  questo è quello che avviene attualmente in questo paese ….Questa distruzione della nostra civiltà nei nostri rapporti è diventata incontrollabile”.
L’onesto avvocato Cohen
Una sacrosante verità (da quella bocca!):  che vale per qualunque staff di qualunque miliardario che ha fatto fortuna nel capitalismo terminale. Mentire e mentire su qualunque cosa. Infatti anche Marc Zuckerberg  ha comprovatamente mentito al Congresso, ovviamente con il suo staff, cosa che però non lo ha fatto incriminare.
Le  altre cose interessanti  che  ha detto Cohen sono:
che Trump ha continuato a farei suoi affari (alberghieri) in Russia anche durante la campagna elettorale, perché “nemmeno per un secondo ha mai creduto di poter vincere le elezioni”, “lui di politica s’è sempre infischiato”, quindi  pensava che sarebbe tornato al business  dopo la campagna.  E’ la tesi sostenuta anche da Michael Moore: The American Berlusca sceso in campo  per difendere le sue aziende, e trovatosi ad intercettare l’incredibile onda di rabbia popolare, la gigantesca marea  che lo ha portato alla Casa Bianca – dove non sa esattamente quello che fa, non controlla gli apparati e  governa per  twitters. E’ una tesi di cui tenere conto.
L’altra cosa che ha detto Cohen e vale la pena di  annotarsi, è: “Io ho davvero paura che non ci sia la possibilità di una transizione pacifica se Trump è sconfitto nelle elezioni del 2020”.  Probabilmente, Cohen intende che Trump, con un twitter sia in grado di accendere  la marea di rabbia popolare  che l’ha elevato alla presidenza , e provocare  o un colpo di stato, o una guerra civile  – o comunque tremendi disordini  in un paese lacerato e immiserito dalle guerre e dalle iniquità del capitalismo terminale.

Fonte: qui

lunedì 14 maggio 2018

OGGI GLI USA APRONO L’AMBASCIATA A GERUSALEMME: TRUMP NON CI SARA' MA AL SUO POSTO IVANKA E IL MARITO JARED KUSHNER

NETANYAHU FELICE, MA I PALESTINESI MINACCIANO RITORSIONI

Rolla Scolari per la Stampa

ivanka trump a gerusalemmeIVANKA TRUMP A GERUSALEMME
Sorridente, con indosso un soprabito e occhiali da aviatore, Ivanka Trump è arrivata ieri in Israele. Assieme al marito e consigliere presidenziale Jared Kushner, la «first daughter» è l' invitato d' onore della cerimonia che marca oggi l' apertura dell' ambasciata Usa a Gerusalemme.

ivanka trump con l'ambasciatore usa in israele david friedmanIVANKA TRUMP CON L'AMBASCIATORE USA IN ISRAELE DAVID FRIEDMAN






Il presidente Donald Trump ha annunciato il trasferimento a dicembre, sollevando la contrarietà dei palestinesi, ma anche di gran parte della comunità internazionale, dagli alleati europei ai Paesi arabi.

preparativi per l'apertura dell'ambasciata usa a gerusalemmePREPARATIVI PER L'APERTURA DELL'AMBASCIATA USA A GERUSALEMME



Con l' arrivo della delegazione americana in Israele, di cui fanno parte anche il vice segretario di Stato John Sullivan e il segretario del Tesoro Steven Mnuchin, si aprono giorni di incertezza in Medio Oriente, in cui si mescolano le celebrazioni per il 70° anniversario della fondazione dello Stato d' Israele, con la rabbia dei palestinesi che domani celebrano il giorno della «nakba» (catastrofe in arabo) per ricordare le 700mila persone costrette tra il 1948 e il 1949 a lasciare i propri villaggi.
ivanka trump e jared kushner arrivano a gerusalemmeIVANKA TRUMP E JARED KUSHNER ARRIVANO A GERUSALEMME




Già ieri in occasione delle commemorazioni per la riunificazione di Gerusalemme sotto il controllo israeliano dopo la guerra del '67 sono sorte tensioni. La polizia israeliana è intervenuta quando un gruppo di fedeli ebrei si è scontrato con musulmani, dopo aver violato le regole di accesso alla Spianata delle moschee.

Le misure di sicurezza
preparativi per l'apertura dell'ambasciata usa a gerusalemme 2PREPARATIVI PER L'APERTURA DELL'AMBASCIATA USA A GERUSALEMME 






E mentre ieri il governo israeliano organizzava una serata di gala, l' esercito rafforzava la sua presenza nell' area attorno a Gaza. La manifestazione prevista oggi nella Striscia potrebbe attirare 100mila persone.

ivanka trump e jared kushner a gerusalemmeIVANKA TRUMP E JARED KUSHNER A GERUSALEMME





Hamas, il movimento islamista che controlla Gaza, ha utilizzato tutti i canali per mobilitare la popolazione a partecipare ai cortei che rappresentano il culmine di sette settimane di protesta a ridosso del confine: la «marcia del ritorno» (verso le terre da cui i palestinesi sono stati allontanati nel '48, oggi in Israele). Il governo israeliano accusa Hamas di strumentalizzare e infiltrare la protesta con le sue milizie. Da fine marzo, 42 palestinesi sono stati uccisi dall' esercito israeliano, che teme che la folla possa abbattere la barriera di separazione ed entrare in Israele.
preparativi per l'apertura dell'ambasciata usa a gerusalemme 4PREPARATIVI PER L'APERTURA DELL'AMBASCIATA USA A GERUSALEMME 

L' ambasciata Usa sarà ospitata in una sede del consolato a Gerusalemme, nel quartiere residenziale e defilato di Arnona. Per ora, soltanto l' ambasciatore David Friedman e il suo staff si trasferiranno, la maggior parte dei servizi resterà a Tel Aviv.

Il premier Benjamin Netanyahu ieri ha ringraziato Trump per aver «fatto la storia» ed esortato i diplomatici presenti a «spostare le proprie ambasciate a Gerusalemme, perché avvicina la pace». Per il consigliere per la Sicurezza nazionale americano John Bolton il trasferimento equivale a «riconoscere la realtà», e «riconoscere la realtà significa rafforzare le possibilità per la pace». Uno dei leader palestinesi, Saeb Erekat, ha chiesto invece ai diplomatici stranieri di non partecipare alle celebrazioni per l' apertura dell' ambasciata, una «flagrante violazione delle leggi internazionali».

Fonte: qui

domenica 3 dicembre 2017

MICHAEL FLYNN: "HO CONTATTATO I RUSSI E ME LO CHIESE IL GENERO DI TRUMP"

L'EX CONSIGLIERE PER LA SICUREZZA NAZIONALE MICHAEL FLYNN CONFESSA DI AVER MENTITO ALL'FBI SUI RAPPORTI CON MOSCA E SAREBBE PRONTO A TESTIMONIARE CONTRO JARED KUSHNER E LA CASA BIANCA 

L’EX GENERALE SI SAREBBE CONVINTO A COLLABORARE DOPO ESSERE STATO SCARICATO DA TRUMP

Paolo Mastrolilli per “la Stampa”

TRUMP FLYNNTRUMP FLYNN
L'ex consigliere per la Sicurezza nazionale Michael Flynn è stato incriminato per aver mentito all' Fbi, ha accettato di collaborare con il procuratore speciale Mueller, e secondo la tv Abc sarebbe pronto a testimoniare che proprio Trump gli aveva ordinato di contattare Mosca. Di sicuro ha confessato che il genero del presidente, Jared Kushner, gli aveva ordinato di parlare col Cremlino. È la svolta più grave del "Russiagate", che ora davvero minaccia di raggiungere il presidente.

FLYNNFLYNN
Ieri mattina Flynn, che era stato costretto a dimettersi il 13 febbraio scorso per aver mentito al vicepresidente Pence riguardo i suoi contatti con Mosca, si è presentato in tribunale accettando le proprie colpe: «E' stato straordinariamente doloroso sopportare questi molti mesi di false accuse di tradimento, e altri atti oltraggiosi.

Però riconosco che le azioni ammesse oggi in tribunale erano sbagliate e, attraverso la mia fede in Dio, sto lavorando per rettificare le cose. La mia ammissione di colpevolezza e l' accordo per cooperare con l' ufficio del procuratore speciale riflette una decisione che ho preso nel miglior interesse della mia famiglia e del nostro paese. Accetto la piena responsabilità per le mie azioni».
TRUMP FLYNN - 2TRUMP FLYNN 

L'avvocato di Trump, Ty Cobb, ha risposto che «nulla nell' incriminazione riguarda altre persone oltre Flynn». Lui ha mentito, lui deve pagare. Dunque il presidente lo ha scaricato, e proprio questa sarebbe la ragione che nelle ultime 24 ore ha convinto l' ex generale a cedere e collaborare col procuratore, davanti al rischio di dover pagare enormi parcelle agli avvocati e finire comunque in prigione, magari insieme al figlio indagato con lui.

Mueller ha accusato Flynn di aver mentito all' Fbi, negando due episodi. Primo, la conversazione avuta il 22 dicembre 2016 con l' ambasciatore russo a Washington Kislyak, in cui gli chiedeva di votare contro una risoluzione all'Onu che condannava gli insediamenti israeliani nei Territori occupati.
MICHAEL FLYNNMICHAEL FLYNN

Secondo, la telefonata del 29 dicembre sempre con Kislyak, in cui lo aveva sollecitato ad evitare reazioni contro le ritorsioni appena imposte dal presidente Obama per l'interferenza di Mosca nelle presidenziali, promettendo di rivedere poi le sanzioni in vigore dall' invasione dell' Ucraina.

FLYNNFLYNN
In entrambi i casi l'ex generale aveva violato il "Logan Act", una legge che vieta ai privati cittadini di condurre attività di politica estera, perché all' epoca l'amministrazione Trump non era ancora in carica. Ma il vero punto dell' incriminazione non è questo, e neppure le bugie raccontate all' Fbi. L'elemento più scottante è che Flynn ha rivelato di aver parlato di queste sue iniziative con due alti dirigenti del "transition team", e secondo la Abc sarebbe pronto a testimoniare che lo stesso Trump gli aveva ordinato di prendere contatti con i russi, per discutere come collaborare nella lotta contro l'Isis e gli estremisti islamici. Se questo fosse vero, lo stesso presidente potrebbe aver violato la legge.

donald ivanka trump e jared kushnerDONALD IVANKA TRUMP E JARED KUSHNER
Uno dei due dirigenti del "transition team" era Kushner, che forse ha mentito anche lui riguardo le conversazioni con Flynn, infatti è stato interrogato pochi giorni fa da Mueller. Jared era stato contattato dal premier israeliano Netanyahu, che conosce da quando era bambino, affinché si adoperasse per bloccare la risoluzione all' Onu. Quindi forse anche lui ha violato la legge, tanto che Ivanka sarebbe andata dal padre a chiedere di salvare suo marito.

L' altra questione fondamentale da scoprire è perché Trump e la sua amministrazione avevano tutto questo interesse a collaborare con Mosca. Era solo una linea politica ritenuta conveniente per gli Usa, oppure dietro c' erano altri motivi? E se le ragioni erano davvero innocue, perché il 14 febbraio il presidente aveva chiesto al capo dell' Fbi Comey di lasciar perdere l' inchiesta su Flynn, licenziandolo poi a maggio perché non gli aveva dato garanzie? Era stato un tentativo di ostruire il corso della giustizia, perché l' ex generale aveva informazioni pericolose?
DONALD TRUMP MICHAEL FLYNNDONALD TRUMP MICHAEL FLYNN

La notizia ieri ha offuscato il voto in corso al Senato sulla riforma fiscale, primo grande successo legislativo di Trump, e ora pone una seria ipoteca sulla Casa Bianca. Dopo l' incriminazione del manager della campagna presidenziale, Manafort, arriva quella del consigliere Flynn. Uno che sa quasi tutto della campagna elettorale di Donald, e ha appena iniziato a parlare.

Fonte: qui