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domenica 16 dicembre 2018

Il mistero dell'attività bancaria ombra e come emanciparsene



Quando la FED ha avviato il QT alla fine del 2017, ha fatto credere agli attori di mercato che il suo piano fosse col pilota automatico: le sue azioni avrebbero intaccato solo marginalmente i mercati. Tenendo presente che la politica monetaria funziona con un ritardo temporale di 12-18 mesi, questa politica restrittiva in un'economia debole è veleno per tutte quelle attività che hanno beneficiato dalla manna monetaria. Ed i risultati attesi stanno iniziando a comparire: tassi d'interesse sui mutui sono aumentati, i mutui stanno calando ed il settore immobiliare ne sta soffrendo. Ciò alla fine si tradurrà in un minor numero di nuovi acquisti di case, una formazione di famiglie più lenta ed un rinnovato indebolimento generale dell'economia. La FED dovrà invertire la rotta e tagliare i tassi, o almeno "fare una pausa" nel suo processo di "rialzo" dei tassi. I banchieri centrali sanno che una recessione arriverà prima o poi e dopo un decennio di politiche monetarie senza precedenti stanno cercando di ricaricare il loro arsenale (sotto forma di tassi più alti e un bilancio ridotto), in modo che possa usarlo quando sarà il momento.




Il nuovo allentamento arriverà prima attraverso la forward guidance e poi con pause nei rialzi dei tassi, fino ad invertire le riduzioni di bilancio espandendolo di nuovo attraverso il QE4, se necessario. Questo almeno è quello che si vede e di cui parlano anche i canali mainstream. Cos'è che non si vede? Andate sul sito del BLS e cercate "Inflation calculator". È la seconda voce in "Inflation and consumer spending". Una volta cliccato sul link apparirà il calcolatore dell'inflazione. Scrivete 1000 nel box rettangolare, quindi cliccate sulla freccia verso il basso per inserire la data: 1913. Infine cliccate su "Calculate". Vedrete quanti soldi ci servirebbero oggi, al netto delle tasse, per eguagliare il potere d'acquisto di $1000 nel 1913 , l'anno in cui la FED aprì i battenti. Per comprendere il "successo" della politica monetaria della FED, bisogna ricordare che l'oro oggi è a circa $1200/oncia. Nel 1913 era a $20. Cioè, l'oro oggi è 60 volte più prezioso, valutato in dollari, di quanto non fosse nel 1913. Confrontatelo con la cifra risultante nel calcolatore dell'inflazione.

Ciò che vediamo è una serie infinita di menzogne ​​sulla stabilità economica, sul denaro stabile e sulla necessità di un monopolio statale per controllare la politica monetaria. Queste bugie non sono nuove e nonostante il passare del tempo rimangono sempre le stesse. Non sono errori, sono bugie. Chiunque nel mondo accademico, o bancario, inizia a dire la verità scoprirà che il suo reddito, espresso in dollari o altra valuta fiat, scenderà molto più rapidamente del deprezzamento del dollaro. Quindi le bugie non vengono messe in discussione. Sono semplicemente accettate.

Ma il monopolio sul denaro sta svanendo. Nuove forme di denaro hanno sostituito M-1 e le sue componenti: valuta in circolazione e conti correnti. Adesso abbiamo anche M-2, M-3, MZM. Gli esperti non sono d'accordo su quali sia "il denaro vero". Non sono sicuri di quale offerta di denaro abbia maggiore influenza. Le banche centrali non le controllano direttamente. A volte, come oggi, le banche centrali non sembrano controllarle neanche indirettamente. I banchieri centrali hanno perso il controllo sul denaro e sull'economia. Le nuove tecnologie hanno indebolito qualsiasi controllo centralizzato.







John Maynard Keynes, apologete ed architetto del sistema monetario di oggi, una volta disse: "Nel lungo termine, siamo tutti morti". Aveva ragione, lo saremo; ma la domanda è: come dovremmo vivere nel frattempo?

Se avete scommesso il vostro futuro sulla produttività delle bugie dello stato, dovreste essere consapevoli di una cosa: il lungo periodo economico potrebbe arrivare prima che moriate. Il potere delle forze del libero mercato è maggiore del potere di Powell e dei suoi pari in altre banche centrali. 

ANDARE AVANTI SENZA CAPIRE I FONDAMENTALI

Questo argomento è stato affrontato già diverse volte su questo spazio divulgativo, ovvero, come le banche centrali in realtà abbiano solo la capacità d'influenzare l'ambiente economico e non hanno il controllo di niente, né dei tassi d'interesse né sulle diverse offerte di denaro. È solo fumo negli occhi. Ma questa cortina di fumo ha richiesto un ingente costo da pagare per essere portata avanti. Ha praticamente portato all'asfissia del panorama economico più ampio attraverso anni e anni di investimenti improduttivi e sostegno ad aziende zombi (sia nel settore bancario che in quello commerciale). Le menzogne sulla stabilità e sul controllo adesso si stanno ritorcendo contro coloro che le hanno spacciate, poiché hanno scelto di provare a tutti i costi ad incapsulare un qualcosa di dinamico in un quadro di riferimento statico.

Sebbene le leggi dell'economia possano essere aggirate, non possono essere violate. E questo significa che verrà pagato un prezzo per questa arroganza. Non solo, ma non controllando niente i pianificatori centrali si ritrovano su una macchina che dopo aver imboccato una strada in pendenza, la scarsa manutenzione della stessa adesso la sta facendo fermare. Quando accadrà, si tornerà indietro e ci si schianterà alla fine della discesa. Qualunque cosa facciano i pianificatori centrali non possono cambiare questa inevitabilità, ma solo sperare che non ci siano ostacoli lungo la corsa. Spingere sul freno non aiuterà, la macchina è rotta. Ed è così che stanno le cose, soprattutto quando prendiamo in considerazione un fatto alquanto prevedibile in questo mondo economico: il 75% di ogni soldo tassato viene speso in attività improduttive.

Negli Stati Uniti, ad esempio, durante il secondo trimestre di quest'anno il governo federale ha speso $4,450 miliardi. Solo $3,470 miliardi sono stati finanziati da entrate federali, mentre i restanti $983 miliardi sono stati finanziati a debito. In altre parole, ci sono volute tutte le entrate solo per coprire il welfare state e gli interessi per il servizio del debito. Nei mercati finanziari, quando si accende un prestito per pagare gli obblighi che non ci si può permettere, è un fenomeno noto come "schema di Ponzi". (Nonostante ciò ci sono ancora delle facce toste che hanno il coraggio di definire in tal modo Bitcoin, quando in realtà esso è il contrario e praticamente è la soluzione agli schemi di Ponzi statali.)

Il problema è il massiccio aumento della spesa in deficit che alimenta l'illusione temporanea di una crescita economica. Poiché la maggior parte del debito emesso dagli Stati Uniti è stato sperperato in seguito all'aumento dei programmi di assistenza sociale, vi è un ritorno negativo sull'investimento. Più grande diventa il debito, più è distruttivo, poiché devia una quantità sempre crescente di dollari da investimenti produttivi verso investimenti improduttivi. E attualmente ci vogliono $3 di debito per creare $1 di crescita.




Ma non è solo il debito federale il problema, è tutto il debito. Quando parliamo del settore delle famiglie il debito è stato utilizzato per sostenere uno standard di vita ben al di là di quello che il reddito e la crescita dei salari potevano sostenere. Questo modo di fare ha funzionato finché la possibilità di sfruttare l'indebitamento era un'opzione. Il problema è che quando l'aumento dei tassi d'interesse raggiunge un punto in cui l'ulteriore leva finanziaria diventa problematica, non è possibile ottenere ulteriori risultati economici "positivi".

Il problema è che il continuo declino della crescita economica negli ultimi 35 anni ha impedito alla classe media americana di conservare il proprio tenore di vita. Poiché la crescita dei salari reali è rimasta stagnante, i consumatori sono stati costretti a ricorrere al credito per colmare il divario nel sostenere il loro attuale tenore di vita.





E come dettagliavo in un altro articolo, anche le condizioni delle aziende zombie continuano a deteriorarsi man mano che non possono più attingere al bacino dei risparmi reali per deviare ricchezza reale a loro favore e a scapito dei creatori genuini di ricchezza reale. La loro disperazione, come ci racconta il Financial Times, le sta portando addirittura ad utilizzare parte del denaro rimpatriato per ricomprare azioni proprie e grassare in questo modo ancora per un po' il mercato azionario. Ma come già accaduto durante la bolla dotcom, il mercato azionario adesso si regge solo sulle spalle di una manciata di azioni che ancora riescono a lasciare un segno positivo nella loro performance. Infatti le FANG sono l'ultimo puntello che sta sorreggendo la bisca clandestina che è diventato il mercato azionario al giorno d'oggi, e quando il denaro facile si esaurirà del tutto ed inizieranno i fallimenti, il ridimensionamento di queste aziende sarà epocale... insieme a tutto il comparto azionario eccessivamente gonfio.




E con le banche centrali che sono diventate praticamente degli hedge fund al soldo di stati e grandi banche commerciali, rischiano grosso anch'esse. In primis la BNS, la quale è follemente esposta al mercato azionario USA. In secondo luogo la BOJ, il cui bilancio adesso supera addirittura il PIL del Giappone. In terzo luogo la BCE, la cui campagna monetaria in cui ha acquistato diverse obbligazioni IG sta iniziando ad avere un effetto boomerang.

Queste scelte hanno creato un "boom indotto dal credito" che ha ormai raggiunto la sua inevitabile conclusione. Mentre la Federal Reserve riteneva che la creazione di un "effetto ricchezza" attraverso la soppressione dei tassi d'interesse avrebbe riparato ai mali economici della Grande Recessione, ciò che ha creato invece è stata solo una "bolla del debito" ancora più grande. Questo boom insostenibile del credito ha incanalato gli investimenti in asset sempre più rischiosi alla ricerca di rendimenti decenti e ad una diffusa serie di errori. Nel 2007 erano i mutui subprime e gli strumenti derivati; oggi i riacquisti di azioni, le emissioni di debito di bassa qualità, i dividendi finanziati dal debito e gli investimenti speculativi senza un rischio ponderato alla realtà.

Quando la creazione di credito non può più essere sostenuta, i mercati devono eliminare gli eccessi prima che possa iniziare il ciclo successivo. Solo allora le risorse possono essere ridistribuite verso usi più efficienti. Questo è il motivo per cui tutti gli sforzi delle politiche keynesiane per stimolare la crescita nell'economia hanno fallito. Le politiche fiscali e monetarie, dal TARP al QE, ai tagli delle tasse, ritardano solo il processo di compensazione.

Il rischio maggiore nella prossima recessione è la potenziale profondità di tale processo di compensazione. Con l'economia che richiede circa $3 di debito per creare $1 di crescita economica, un ritorno ad un livello di debito strutturalmente gestibile comporterebbe una riduzione di quasi $40,000 miliardi nel mercato del credito rispetto ai livelli attuali.




Queste sono le attuali fondamenta marce delle principali economie mondiali e le banche centrali non hanno alcun controllo sulla disgregazione a cui stiamo assistendo. Tutte le tue strategie finanziarie a lungo termine dovrebbero basarsi sul presupposto che i banchieri del mondo finiranno per commettere un errore, un grande errore. Non sono superuomini e il sistema, come abbiamo visto, è vulnerabile. le valute fiat sono condannate nel lungo termine, a causa del debito pubblico, incluso il debito delle pensioni. Ci sarà un Grande Default, ma sarà camuffato dall'inflazione monetaria.

Al fine di trasferire i rischi dei banchieri commerciali alle vittime, depositanti ed elettori, le banche centrali non potranno far altro che ricorrere ulteriormente all'inflazione monetaria, altrimenti i grandi banchieri commerciali ne soffrirebbero. Perché? Perché le grandi banche commerciali sono piene di certificati di debito pubblico. Hanno comprato titoli di stato. Alla fine tale debito verrà ripudiato. Esiste una legge universale che riguarda il debito pubblico: i creditori alla fine vengono derubati.

COME BITCOIN PUÒ MIGLIORARE IL DENARO ED AGGIUSTARE I MERCATI DEI CAPITALI

Perché agiscono così? Perché gli stati concedono loro il monopolio sulla riserva frazionaria e poi chiedono prestiti. E in questo ambiente i titoli di stato sono diventati "denaro" essi stessi. Non solo, ma in suddetto ambiente nessuno sa quale asset è di chi e se ne perde traccia della proprietà creando rivendicazioni multiple su uno stesso asset. Entrambi questi problemi hanno alimentato la gigantesca bolla del debito che abbiamo oggi e a cui le banche centrali non sanno come rispondere, poiché ormai la situazione è sfuggita di mano come abbiamo visto nella sezione precedente. Prima di capire quale sia la soluzione a questi due problemi, approfondiamo meglio le cause. Nel 1983 Murray Rothbard scrisse Il Mistero dell'attività bancaria, spiegando in modo dettagliato come funzionasse un sistema a riserva frazionaria, ovvero, come un dollaro creato venga poi moltiplicato diverse volte finendo in M-2.

Nel corso del tempo il sistema monetario e finanziario, però, si è evoluto ed il concetto di denaro ha assunto una connotazione "più ampia". Infatti oggi dovremmo parlare del mistero dell'attività bancaria ombra. Al giorno d'oggi il denaro è tutto ciò che può essere finanziato, come fanno ad esempio i Primary Dealer con la FED attraverso il mercato repo: titoli di stato, MBS, obbligazioni societarie, ecc. Lo stesso si può dire con la BCE o la BOJ con i titoli IG per la prima e gli ETF per la seconda. C'è stato un momento negli ultimi dieci anni in cui questi titoli sono stati trattati ad interesse negativo, data la scarsità che avevano assunto visto che tutti i grandi player volevano impossessarsene e "darli in pegno" in cambio di un prestito da parte della banca centrale. Il grafico qui sotto ci mostra chiaramente la discrepanza tra la quantità di credito "illegittima" (circulation credit) e quella legittima (commodity credit).

La quantità di credito legittima, rappresentata dalla linea verde, è quella sostenuta da risparmi all'interno del panorama economico ed è per questo che Mises la definiva commodity credit; la linea rossa, invece, è la quantità di credito creata in eccedenza ai risparmi e per tal motivo possiamo definirla illegittima. Il divario al giorno d'oggi è di circa $40,000 miliardi solo negli Stati Uniti.


Fonte: Federal Reserve Z.1 e BEA

Inutile sottolineare come il colossale errore di sganciare il dollaro dall'oro abbia alimentato questa baldoria di credito facile e cascata di debiti. In realtà, c'è un secondo errore connesso a questo di cui pochi parlano e di cui lo stesso Rothbard non ha parlato nel suo libro (non per colpa sua ovviamente, visto che all'epoca i comunicati della FED venivano rilasciati al pubblico anni dopo la loro stesura). Nel 1982 la FED cambia il suo target riguardo la politica monetaria, ovvero, al posto di "guardare" M-1 da quel momento in poi avrebbe guardato al tasso dei Fed Funds. In parole più semplici, invece di orientare la sua politica monetaria in base alla quantità di credito da quel momento in poi l'avrebbe fatto in base al prezzo del credito. Non è un caso, quindi, che la linea rossa nel grafico qui sopra sia esplosa da allora. Nel corso del tempo gli investimenti improduttivi hanno eroso costantemente la ricchezza reale della società e, come abbiamo visto nella sezione precedente, adesso questa è stata ridotta di molto rispetto al suo stato iniziale nel 1971.

Sino ad allora il debito equivaleva praticamente ai risparmi e l'oro manteneva onesto il sistema; successivamente l'economia più ampia è stata parassitata da un settore finanziario che ha avuto luce verde da stati e banche centrali. E tale risultato non è altro che l'arroganza di queste ultime entità che ritengono di poter controllare capillarmente l'ambiente economico. Allo stato non interessa il "bene comune"; allo stato interessa solamente sopravvivere un giorno in più, visto che le sue attività non sono in sintonia con un ambiente economico libero e prono ai segnali di mercato. Per sopravvivere lo stato deve imbrogliare e truffare, e non è un caso che questa caratteristica si sia rispecchiata nel sistema finanziario.

Pensate ad un momento come sia cambiato nel tempo per farvi un'idea. In passato la società che emetteva una obbligazione consegnava direttamente tale prodotto finanziario nelle mani dell'investitore ed ovviamente era costretta a pagare interessi e capitale. Oggi, invece, la società che emette una obbligazione non è affatto costretta a pagare interessi e capitale all'investitore. Tra la società e l'investitore ci sono una serie di intermediari che sono obbligati al settlement tra di loro e in ultima analisi all'investitore (ecco perché quando vi recate in banca ci vogliono diversi giorni per smobilitare posizioni nei mercati). Lungo questa catena d'intermediazione il titolo viene impegnato più volte come garanzia per altri prestiti e questo ovviamente diffonde rischi di controparte, rischi operativi ed emissioni in massa di titoli che non valgono niente. A tal proposito è utile consultare l'esempio della Dole, dove alla fine della fiera c'erano più possessori di titoli che titoli azionari stessi.

I detrattori delle criptovalute dovrebbero studiare l'attuale sistema finanziario prima di gettare fango su un ecosistema tecnologico che potrebbe mettere fine a questo baraccone. Ma probabilmente questa gente è la stessa che si fida delle Poste, senza sapere che Deutsche Bank è responsabile dei depositi...Ma sto divagando, torniamo alla nuova era della riserva frazionaria, perché il titolo più posto come collaterale sui mercati è senza dubbio il decennale USA. Uno studio di un economista del FMI dimostra che in media lo stesso titolo viene reipotecato 3 volte. Questo significa che solo una entità su tre detiene realmente l'asset che tutte le parti dicono di possedere e tale moltiplicazione ha raggiunti cifre impressionanti. È così che funziona fondamentalmente la riserva frazionaria nell'attività bancaria ombra.

Fortunatamente sin dal 2009 abbiamo avuto la prova che esiste una via d'uscita da questo sistema corrotto e truffaldino. La tecnologia blockchain/Bitcoin è una struttura regolata dalla matematica e non da regole arbitraria di un qualsiasi comitato o commissione, di conseguenza non può essere manomessa perché la matematica è immutabile. Essa permette a diversi utenti di verificare i dati nello stesso momento e lungo diverse distanze nel tempo, acquisendo quindi fiducia nella validità di ciò che si vede. Potremmo definirlo in termini semplici registro distribuito unico e immutabile, in cui ciò che viene scritto è verificabile da tutti e nessuno può manometterlo per i propri scopi. Nell'attuale sistema finanziario, invece, ogni banca ad esempio ha copia del proprio registro ed è un'informazione manipolabile e non verificabile.

La rivoluzione introdotta da Satoshi Nakamoto nel 2008 è stata quella di proporre la prima moneta decentralizzata e denazionalizzata nell'era digitale, andando a risolvere il cosiddetto Problema dei Generali Bizantini. In sintesi, quando l'informazione viaggia attraverso il tempo e lo spazio, come possiamo essere sicuri che non sia stata manipolata? La soluzione di Satoshi non è solo di natura tecnologica, è una combinazione anche di crittografia e Teoria dei Giochi (oltre ad un sistema di incentivi economici che hanno costituito un equilibrio inimmaginabile, capace di schermare il sistema da un qualsiasi attacco di hacking). Senza contare che non esiste alcun "consiglio di amministrazione" che decide aggiornamenti o cala dall'alto decisioni; tutti gli upgrade di sistema vengono eseguiti senza tirare giù la rete e con il consenso di tutti i nodi (in caso contrario, la blockchain effettua un fork e coloro contrari prendono la loro strada, come è accaduto l'anno scorso ad esempio con Bitcoin Cash).

OBIEZIONI AUSTRIACHE INFONDATE

In questo contesto, però, non tutti gli economisti Austriaci sono d'accordo sulla potenziale efficacia di Bitcoin come denaro. Anzi, diversi di loro sono alquanto scettici e tendono a scartarlo su basi aprioristiche, ignorando l'evoluzione dei tempi ed interpretando male la teoria che propugnano. Uno di questi fraintendimenti è quello riguardante il Teorema della Regressione e su queste pagine è stato ampiamente dimostrato che Bitcoin non lo viola affatto. Ma più di ogni altra cosa, il j'accuse più ripetuto negli ambienti Austriaci è il fatto che le criptovalute non siano coperte da niente. Questo perché hanno una visione del denaro che va a separare il mezzo di pagamento e l'infrastruttura per effettuare pagamenti, ovvero, il denaro fiat e le carte di credito. Bitcoin, invece, fonde questi due aspetti e le caratteristiche uniche del suo sistema, nonché la processazione dei pagamenti, conferiscono principalmente quel valore d'uso che tanti ancora non hanno compreso.

Il token e il sistema di trasmissione dei pagamenti sono fusi ed è questo che genera confusione in coloro che non hanno studiato Bitcoin. All'inizio della sua esistenza Bitcoin era solamente un'unità di conto su un registro, ma da quando gli individui hanno iniziato ad utilizzare tale registro esso ha acquisito quelle attenzioni che l'hanno reso prezioso agli occhi degli attori di mercato. Fermatevi un attimo a pensare a questa caratteristica di Bitcoin: il nuovo denaro creato finisce nelle mani di coloro che spendono risorse per tener aggiornato il registro distribuito, mentre nel sistema attuale la banca centrale inietta il nuovo denaro nell'economia sotto forma di finanziamenti allo stato. In Bitcoin coloro che ottengono i benefici dell'inflazione sono coloro che rendono sicura la rete e validano le transazioni, non un gruppo non eletto di individui che attraverso l'inganno deruba silenziosamente il resto della popolazione. Un processo arbitrario contro un processo calato dall'alto, eppure c'è chi si arrampica sugli specchi per definire Bitcoin denaro fiat.

Non solo, ma la quantità finita di Bitcoin a 21 milioni lo rende una risorsa scarsa da possedere e non esiste (almeno al momento) qualcosa di migliore di questa criptovaluta. La crescita del suo valore, quindi, non potrà mai far salire la sua offerta; potrà solo rendere il network più sicuro ed immune agli attacchi. Infatti i miner saranno attratti dalla possibilità di fare soldi nell'attività di mining e questo renderà il network più sicuro perché la potenza di calcolo aumenterà, e con essa la difficoltà di risolvere le operazioni matematiche che permetteranno di "scoprire" nuovi Bitcoin. Di conseguenza, Bitcoin e la crittografia sono tecnologie difensive: abbassano il costo di difendere proprietà ed informazioni, e fanno salire il costo di attaccarle.

Inoltre i detrattori dovranno mettersi il cuore in pace e rinunciare ad uno dei loro cavalli di battaglia, ovvero, "internet potrebbe essere spento". Buona fortuna con questo tipo di soluzione, soprattutto se si pensa a come funzionano oggi le banche ad esempio, ma al di là di ciò adesso esistono satelliti che possono fornire una connessione 24 ore su 24. Allo stesso modo, anche l'energia elettrica necessaria per far andare avanti il sistema è stato un cavallo di battaglia dei detrattori. Oltre a sorvolare su quanto costi mantenere in piedi l'attuale sistema delle carte di credito, dimenticano che è fondamentale che sia difficile e costoso ottenere nuovi Bitcoin altrimenti scomparirebbero tutti gli incentivi economici alla base della sua preservazione.

Ciò che ancora stenta a capire la maggior parte delle persone è che, oltre a rappresentare una rivoluzione all'interno del campo monetario, Bitcoin e la tecnologia blockchain rappresentano un allenamento alla libertà e alla responsabilità individuale. Ovvero, affrontare e risolvere in prima persona quei problemi che più rendono insoddisfacente la nostra vita, senza delegare a terze parti aspetti importanti e cruciali della nostra esistenza. L'eccessivo affidamento all'intermediazione ha alimentato il sistema corrotto in cui siamo immersi oggigiorno, creando quelle mostruosità finanziarie che fagocitano la speranza per il futuro e la ricchezza onestamente guadagnata degli attori di mercato. Bitcoin non è la soluzione perfetta, ma rappresenta la miglior occasione in mano agli attori di mercato per emanciparsi dalla trappola mortale che li vuole come garanzia collaterale dietro il caos nel mondo finanziario. 

CONCLUSIONE

Il controllo delle banche entrali sull'economia più ampia è solo una funzione della fiducia che gli individui ripongono ancora nelle valute fiat. Man mano che tale fiducia andrà svanendo., svanirà anche suddetta illusione. La FED sostiene di essere in grado di progettare un "atterraggio morbido", ma ciò non è mai accaduto nella realtà. È ancora meno probabile che accada in questo attuale ciclo a causa di quanto tempo è passato e di come i mercati finanziari e l'economia siano stati distorti. Nell'ultimo ciclo economico, dal 2002 al 2007, sono stati i mutui subprime a far saltare tutto, e nel ciclo attuale saranno le obbligazioni societarie a ricoprire tal ruolo, contagiando successivamente il mercato azionario statunitense.

Lo spread tra i titoli del Tesoro USA decennali/biennali è uno strumento utile per determinare quanto sia vicina una recessione. Questo spread è un indicatore estremamente accurato che ha messo in allerta riguardo ogni recessione negli Stati Uniti negli ultimi 50 anni, inclusa la Grande Recessione. Quando lo spread è compreso tra lo 0% e l'1%, si trova nella "zona di allerta" perché significa che il ciclo economico sta maturando e che una recessione è probabilmente a pochi anni di distanza. Quando lo spread scende al di sotto dello 0% è probabile che si verifichi una recessione entro l'anno successivo. Come mostra il grafico qui sotto, lo spread tra il decennale/biennale è già in profondità nella "Warning Zone" e si dirige verso la "Recession Zone" ad un ritmo allarmante.





La storia ha dimostrato più e più volte che l'ingerenza nei mercati da parte delle banche centrali porta a distorsioni economiche ed a crisi. In base all'attuale ambiente economico, non abbiamo imparato le lezioni che dovevamo imparare nel 1999 e nel 2008, quindi siamo condannati a ripeterle. Emanciparsi da questo ciclo di errori è possibile e l'occasione ci viene fornita dalle criptovalute, in particolare da Bitcoin, che grazie alla loro tecnologia e alla filosofia alle loro spalle rappresentano insieme ai metalli preziosi l'unico porto sicuro in cui rifugiarsi e successivamente ripartire una volta passata la tempesta.

Fonte: qui

giovedì 1 novembre 2018

La lezione della Lehman


Sono ormai passati dieci anni dal fallimento della Lehman Brothers, ma ciò che vediamo nell'ambiente economico non rappresenta affatto un ritorno a fondamentali di mercato in accordo con le scelte degli individui. La lezione che ha avuto il suo culmine con il fallimento della banca d'investimento statunitense non ha innescato alcuna scintilla di curiosità in coloro che hanno assistito impotenti alla caduta di un colosso creduto "solido" dalla maggior parte degli analisti finanziari. Richard Fuld, l'allora amministratore delegato della banca, non solo aveva ricevuto premi per la gestione corretta delle finanze della sua attività, ma è stato lesto a suggerire i classici "attacchi degli speculatori" quando le azioni della Lehman hanno iniziato ad incassare colpi incapacitanti. Una litania alquanto comune, non trovate? Anche perché è la stessa che abbiamo sentito quando Monte dei Paschi è finita sotto la lente d'ingrandimento dei media generalisti. Come ci insegna Juncker, quando le cose si fanno critiche bisogna mentire... e questo è accaduto più e più volte. Ma attenzione, però, perché la Lehman non era una banca qualunque, bensì una banca d'investimenti, quindi popolata da professionisti del settore sia dal lato degli impiegati che dal lato della clientela.

Malgrado ciò, la stessa banca è fallita. Perché? Perché i trader cialtroni sono quelli che misurano i delta e traggono le conclusioni. Spesso hanno attaccato questo spazio divulgativo poiché si ripete con una certa costanza come l'attuale ambiente economico sia costellato da errori economici pesante destinati ad essere corretti. Ma come riferimento prendono ciò che vedono sui loro monitor e in base a ciò prendono le loro decisioni... così come hanno fatto i trader "competenti" della Lehman. La loro incompetenza si palesa con prorompenza quando avviene il cosiddetto "evento imprevedibile" che fa cadere tutto il castello di carte finanziario. Di conseguenza invece di capire cosa succede, si trasformano in pecoroni e parlano a vanvera di effetti marginali, senza mai additare le cause. Un minuto di silenzio per tutti quei fessi che seguono i trader cialtroni.

Non è un caso se anche i grandi nomi nel mondo economico siano stati presi in contropiede dalla caduta della Lehman, e tra questi ci sono gli ex-presidenti della FED Bernanke e Yellen. Sembrava che l'ingegneria finanziaria avesse lanciato un nuovo paradigma nel mondo dell'alta finanza e tutti si aspettavano un mondo senza fine. Sulla carta i rapporti di capitale della Lehman erano solidissimi ed i prodotti in cui investiva erano definiti praticamente "a basso rischio". Il paradigma della bolla è proprio questo: gli asset gonfiati sono "a basso rischio", quindi bisogna battere il ferro finché è caldo. E la Leham proprio questo ha fatto, cavalcando la bolla e prestando orecchio ad una selva di analisi atte senza una teoria solida alle spalle: "è solo una correzione passeggera", "stavolta è diverso", "l'opportunità di comprare durante un ribasso", ecc.

Queste sono solo chiacchiere a cui possono credere i trader cialtroni o coloro tanto imbecilli da credere che basta un pezzo di carta per formare una persona in un determinato settore professionale. Il prezzo delle azioni di una banca è il sottile velo di speranza tra i suoi attivi e le sue passività e il rischio si accumula lentamente e si snoda velocemente. Gli asset della Lehman stavano diminuendo di valore mentre le passività aumentavano man mano che le margin call arrivavano da ogni dove. I rapporti di solvibilità e liquidità della Lehman sono svaniti in una manciata mesi. Il fallimento della banca d'investimento americana ha anche mostrato l'inutilità degli stress test e l'analisi tradizionale del rischio, tutti quei fronzoli sventolati davanti gli attori economici per confondere le idee. Infatti le cose vanno sempre così: negare l'esistenza di rischi, quando la loro esistenza diventa innegabile dire che sono gestibili, utilizzare i contribuenti come pagatori ultimi degli eccessi speculativi, dare la colpa agli speculatori. Non si procede ad approfondire le tematiche economiche per comprendere cause ed effetti e quindi non ricadere nuovamente negli errori del passato.

Gli Austriaci dissero, e dicono tuttora, "come" e "perché" e grazie alla loro metodologia sono in grado di avvertire di pericoli economici con un certo anticipo. Ovviamente non sono in grado di prevedere il "trigger", ma espongono le linee guida attraverso le quali avere chiaro come procede un ciclo di boom/bust. 

LA TEORIA AUSTRIACA DEL CICLO ECONOMICO

È attraverso l'espansione del bacino dei risparmi reali che è possibile un aumento dello stock di beni capitali. L'aumento dei beni capitali, quando correttamente allocati, consente di far emergere una crescita economica. La politica monetaria allentata è la chiave per capire i cicli di boom/bust. Durante una recessione economica anche le imprese altamente sofisticate vanno in bancarotta, nonostante esse impieghino tecnologia altamente specializzata. Un'analisi attenta rivela che la radice del problema non è la mancanza di una tale tecnologia, ma piuttosto l'impiego sbagliato delle risorse economiche da parte delle imprese.

L'impiego di risorse contrario all'approvazione dei consumatori porta a ciò che comunemente chiamiamo "perdite". Uno dei principali fattori che contribuiscono ad una allocazione errata delle risorse è la falsificazione dei segnali di prezzo mediante politiche monetarie allentate da parte della banca centrale. La falsificazione persistente dei segnali di prezzo porta nel tempo ad una struttura produttiva che potrebbe essere molto specializzata, in barba ai desideri dei consumatori. Di conseguenza, indipendentemente dal grado di sofisticazione, una volta che inizia il processo di aggiustamento in linea con le priorità principali dei consumatori, anche tutte quelle strutture presumibilmente sofisticate, ma indesiderate, iniziano a sgretolarsi.

Di norma è una politica monetaria più ristretta da parte della banca centrale ad innescare questo processo di aggiustamento. La liquidazione di quelle strutture indesiderate è ciò che costituisce una recessione o una depressione. Contrariamente a quanto si pensa, la cosiddetta forza dell'economia, rappresentata da vari dati economici, non può contrastare il processo di aggiustamento una volta messo in moto da una posizione monetaria più ristretta della banca centrale. Se quest'ultima dovesse perseguire una posizione monetaria accomodante piuttosto che invertirla, ad un certo punto nel tempo il bacino dei risparmi reali inizierà a calare. Di conseguenza anche l'economia più ampia farà lo stesso. Se la banca centrale dovesse intensificare ulteriormente la sua politica monetaria accomodante per "stimolare l'economia", ciò non farebbe altro che indebolire ulteriormente il bacino dei risparmi reali e peggiorare le cose.

Sia Mises che Rothbard sostenevano che la politica migliore una volta che un'economia finisce in recessione è che la banca centrale e lo stato non facciano nulla. La riduzione della manomissione dell'economia, aumenta i risparmi reali per le imprese. Ciò consente loro di mettere in moto il processo di accumulo di ricchezza reale. Questo a sua volta rende molto più facile assorbire varie attività mal allocate. Inutile ricordare come un calo del bacino dei risparmi reali pone l'economia su un trend di crescita in declino, mentre un bacino in espansione dei risparmi reali pone l'economia su un trend di crescita persistente.

Un calo della crescita di suddetto bacino congiunto ad un declino ciclico, è associato ad una grave crisi economica spesso etichettata come depressione economica. Se invece il bacino dei risparmi reali è in crescita e si palesa un declino ciclico dovuto ad una posizione monetaria più ristretta da parte della banca centrale, sarà molto più facile assorbire le varie attività mal allocate. La ragione principale dei cicli di boom/bust è la posizione monetaria accomodante della banca centrale. Questa si traduce nell'espansione di denaro "dal nulla", cosa che mette in moto uno scambio di niente per qualcosa.

In un gold standard l'aumento dell'offerta di oro non mette in moto uno scambio di nulla per qualcosa, cioè un atto di appropriazione indebita, ma uno scambio di qualcosa per qualcosa. In assenza di uno scambio di nulla per qualcosa, c'è una probabilità molto bassa di persistente disallineamento delle risorse. L'espansione del denaro "dal nulla" falsifica i segnali dei prezzi e porta quindi ad una errata allocazione delle risorse. I primi ricevitori di questo nuovo denaro aumentano la domanda per vari beni. Una volta che la banca centrale inverte la sua posizione e l'espansione rallenta o si ferma, la domanda per suddetti beni rallenta o si ferma del tutto.

Ovviamente in un libero mercato avremo anche un'errata allocazione delle risorse a causa di errori commerciali; tuttavia, le perdite ricorrenti impedirebbero che le allocazioni errate diventino di natura duratura. Inoltre, l'errata allocazione delle risorse, o gli errori commessi dalle imprese, non saranno ampiamente diffusi, come nel caso della cattiva allocazione causata da politiche monetarie accomodanti da parte della banca centrale. Gli errori commessi dalle imprese sono di natura locale legati al modo in cui le imprese sono gestite. Quando le politiche della banca centrale definiscono l'errata allocazione delle risorse, queste distorsioni tendono a durare a lungo poiché né lo stato né la banca centrale operano nel quadro utili/perdite. Inoltre queste politiche esercitano il loro impatto sull'economia nel suo insieme e non sono limitate ad una particolare azienda o settore.

COSTANTE EROSIONE

Per nascondere sotto il tappeto il resto degli errori economici che sarebbero dovuti essere corretti sulla scia del fallimento della Lehman, si è scelto di scendere in un territorio inesplorato attraverso l'uso del quantitative easing. Ovvero, erodere costantemente il bacino dei risparmi reali per permettere a delle entità decotte si sopravvivere un giorno di più. I prezzi degli asset hanno continuato a salire sulla scia di politiche monetarie sotto steroidi. Le banche centrali hanno iniettato più di $20,000 miliardi nelle economie, facendo salire gli asset finanziari ai massimi storici.

Tuttavia il Giappone, la Cina e l'Europa hanno dimostrato come l'effetto placebo della politica monetaria smetta di funzionare a lungo andare. Gli esempi di BCE e BOJ sono lampanti, infatti il QE rappresenta propellente una tantum per i prezzi perché deforma la struttura dei prezzi, la quale finisce però inevitabilmente per aggiustarsi alla volontà degli attori economici. La Banca del Giappone ha iniziato ad acquistare ETF e nel 2018 il mercato ha smesso di aumentare mentre il Topix ha perso il 7%; la BCE ha prolungato il programma di Q€ e le azioni europee sono scese del 4%. Le azioni cinesi sono calate di oltre il 10% nonostante il massiccio pompaggio di liquidità.

Più di $9,000 miliardi di obbligazioni a rendimento negativo possono causare molti più danni all'economia rispetto a tutte le banche di investimento nel 2008 messe insieme. Questo perché la bolla che è stata gonfiata a questo giro è negli asset che la banca centrale si suppone dovrebbe "proteggere": le obbligazioni statali. Forse le ha "protette" fin troppo... anche questo aspetto fa parte della cecità della pianificazione centrale. Senza contare che questi asset sono la base dei patrimoni dei fondi pensione, i quali hanno un obbligo ufficioso di far crescere i loro attivi di circa l'8% all'anno pena il fallimento. Questa follia nei mercati obbligazionari li ha spinti ad esplorare asset molto più rischiosi per cercare di staccare rendimenti decenti. E tra questi asset ci sono azioni e derivati di ogni tipo e rating.

Se poi prendiamo come esempio le azioni, intuiamo che la ZIRP le ha rese schiave dell'ingegneria finanziaria piuttosto che della domanda reale di mercato. Perché? Perché gli incentivi negativi alla base della ZIRP spingono i piani alti di questi imprese ad immolare i loro bilanci sull'altare di riacquisti di azioni proprie/fusioni-acquisizioni/LBO e quindi sfoggiare facilmente risultati positivi. Per non parlare dei dividendi a pioggia per gli azionisti... Ma come già sottolineato più sopra, questa mamma è una tantum e il passare del tempo fa esaurire l'effetto placebo della politica monetaria ma lascia passivi concreti. Non è un caso, infatti, che il settore ricerca/sviluppo viene bypassato dirottando i fondi principalmente nell'ingegneria finanziaria. In questo modo l'azienda si scollega dall'economia reale e risucchia risorse economiche scarse (capitale umano e strumentale), le quali verranno allocata in modo errato. Maggiori risorse vengono sequestrate da queste attività zombi, maggiore sarà il dolore economico da sopportare quando la correzione inevitabile libererà queste risorse intrappolate.

Secondo l'ultimo documento della Banca dei Regolamenti Internazionali il numero di imprese zombie è nettamente aumentato negli ultimi venti anni.

Questa è il quadro generale di un problema che va oltre la piccola/media impresa. È una parte significativa dell'economia globale!

Che cosa accadrà alla domanda di credito di queste aziende man mano che i tassi saliranno ancora? prendiamo la Ford come esempio. A febbraio le case automobilistiche stavano ancora offrendo finanziamento allo 0% per 72 mesi. La Ford sapeva che le vendite sarebbero calate se avesse cercato di passare l'aumento dei tassi d'interesse ai suoi clienti. Infatti la perdita di redditività dovuta a questo calo delle vendite sarebbe stata superiore al costo di una continuazione dei finanziamenti allo 0%. SI stimava infatti che i costi di Ford sarebbero saliti a circa $1.4 miliardi. Il profitto annuale di Ford è di circa $5 miliardi, quindi questa decisione avrebbe consumato circa il 28% del suo utile netto.

Di recente abbiamo appreso che la Ford smetterà di produrre auto ad eccezione della sportiva Mustang, e Focus crossover. Si concentrerà sui camion, che hanno margini più elevati. I margini per camion e SUV possono essere abbastanza grassi da sostenere il sussidio finanziario, per ora. Lontano dalla copertura della stampa, molte altre aziende stanno riducendo la loro domanda di credito in risposta all'aumento dei tassi. Poi ogni gruppo di pressione e ogni politico farà pressione sulla FED affinché abbassi i tassi per evitare i fallimenti delle società zombi, i licenziamenti della loro forza lavoro, le perdite per banche/assicuratori/fondi pensione, la perdita di entrate fiscali, lo squilibrio dei bilanci previdenziali, l'imbarazzante colpo alle statistiche economiche come il PIL e la disoccupazione, ecc.

Quello disegnato è un quadro del calo della domanda di credito con l'aumento dei costi. E la domanda calerà ancora di più se si verificano suddetti fallimenti e licenziamenti. I disoccupati non acquistano nuovi camion Ford, anche se quest'ultima concede loro un finanziamento dello 0% per 72 mesi. Infatti le imprese gli zombi potrebbero non sopravvivere ancora a lungo, poiché con i tassi in aumento a partire da quest'anno la maggior parte di queste imprese zombi non sarà più in grado di rinnovare il loro debito in scadenza. Di conseguenza, poiché i tassi aumentano, i default aumenteranno inevitabilmente e non a caso Goldman Sachs avverte di un'ondata di fallimenti da $1,300 miliardi; e a seconda di quanto diventi diffuso il contagio, il fallout potrebbe avere conseguenze nefaste per il mercato obbligazionario, visto che circa $1,300 miliardi di debiti dovranno essere rifinanziati nei prossimi 5 anni.

LA "TOKENIZZAZIONE" DELL'ECONOMIA

Ci sono stati molti sviluppi negativi nei dieci anni successivi alla crisi della Lehman. Uno si sarebbe aspettato l'abbandono delle politiche monetarie e fiscali allentate affinché gli errori che hanno portato alla crisi della Lehman non si sarebbero ripetuti. Purtroppo non è stato così, sia per l'attuale ciclo del credito che per il prossimo. Il problema è non sapere chi è il responsabile. E questo è un problema di teoria economica. Gli economisti moderni insistono sul fatto che lo stato dovrebbe avere il controllo sul libero mercato. Sostengono che quest'ultimo sia incline a finire in cicli periodici di boom/bust, i quali possono essere alleviati solo dallo stato. Questa convinzione si è evoluta dalla proposizione dei keynesiani secondo cui lo stato dovrebbe avere un bilancio in pareggio durante la fase recessiva del ciclo economico, invece che lungo tutto il ciclo. L'idea era di aumentare la spesa con i deficit di bilancio per creare denaro durante il bust, nella speranza di recuperare più tardi, quando la ripresa avrebbe generato entrate fiscali superiori. La teoria economica classica è stata sostituita da una teoria statale della pianificazione economica.

Alcuni dicono che il primo segno della follia è credere che si abbia ragione e che la realtà sia sbagliata. È un problema che affligge i banchieri centrali. Definiscono il ciclo di boom/bust un ciclo economico supponendo che la sua origine sia nel libero mercato. Non considerano minimamente l'ipotesi che possa essere la politica monetaria stessa. Non riescono a rendersi conto che il ciclo ha le sue origini in un ciclo del credito, il quale è interamente una loro responsabilità.

Lo stato incolpa il settore privato, ed impiega esperti per supportare le sue politiche in modo da avere una giustificazione indiscutibile. La FED, ad esempio, impiega oltre 300 economisti di grande competenza (presumibilmente)... ciononostante continuano a sbagliare. Non ci vuole un genio per capire che se le banche centrali smettessero di manipolare il denaro, ed impedissero alle banche commerciali di emetterlo dal nulla sotto forma di credito bancario, il ciclo del credito scomparirebbe e con esso il ciclo economico. Invece dieci anno dopo la Lehman ci ritroviamo in una condizione in cui gli errori economici del passato si sono ingigantiti, mentre ne sono nati di nuovi: nessun deleveraging, l'economia di Main Street non ha affatto visto aumentare la propria ricchezza, l'ingegneria finanziaria alimentata dal credito facile è andata ad intasare gli ultimi bilanci puliti presenti sui mercati (medie/grandi aziende).

Questa saturazione dei vari bilanci degli attori economici renderà del tutto inutile qualsiasi nuovo stimolo proprio perché nonostante si possa aggiungere ulteriore debito alla gigantesca montagna già presente, esso non farà altro che infuocare di più l'improduttività del suo utilizzo e conseguentemente l'erosione continua del bacino della ricchezza reale. A questo giro, infatti, non ci sarà più una crisi del debito, ma una crisi delle valute fiat stesse. Ecco perché si sta cercando di mettere una pezza a questo inevitabile evento attraverso la tokenizzazione del denaro fiat canonico. Infatti storie di un'adozione crescente delle criptovalute spuntano giornalmente, soprattutto in virtù del livello preponderante di pianificazione centrale che si riverserà nelle nostre vite man mano che i pianificatori centrali perderanno il controllo.

Ma non solo negli USA, anche in Svizzera, ad esempio, in Austria e in Francia. La merce più commerciata in un ambiente fiat è la fiducia, e durante la prossima crisi ciò sarà decisamente evidente. Anche perché ormai anche i media generalisti sono diventate delle "Cassandre" al pari del sottoscritto che da molto tempo sta avvertendo di questo esito aggiungendo anche "come" e "perché". Il peg delle valute fiat alle criptovalute e all'oro sarà l'evoluzione dell'attuale ambiente economico, ma questa decisione porta con sé conseguenze indesiderate (per i pianificatori centrali) perché si avallerà la tesi di Hayek esposta in questo saggio.

In questo modo, la concorrenza premierà le criptovalute vere e libere, non le pseudo-criptovalute partorite da un gruppo ristretto di individui con interessi particolari. Chi ha studiato la Scuola Austriaca d'economia ed ha intuito grazie ai suoi strumenti intellettuali il potenziale di questo trend epocale, sfrutterà entrambe le situazioni e si posizionerà in anticipo traendone giustamente beneficio. Chi invece seguirà la massa e si accorgerà in ritardo del potenziale di riserva di valore/libertà che ha Bitcoin, pagherà un prezzo più alto per questa svista.

Nota a margine: chi fosse interessato ad apprendere come muovere i primi passi nel mondo delle criptovalute è disponibile questo servizio curato dal sottoscritto: https://bit.ly/2I90AY2

CONCLUSIONE

Nel 2008 l'evento della Lehman ci ha nuovamente riproposto una lezione che la bolla dot.com avrebbe dovuto elevare a monito. Così come accaduto in tutte le altre crisi precedenti, la si è nuovamente ignorata pensando di seppellirla sotto cumuli di denaro fiat e debiti impagabili. Malgrado ciò la lezione resta e tutti gli interventi nell'economia si stanno dimostrando inutili al fine di negare l'essenza di questa lezione. Essa è insita nelle azioni dei singoli attori di mercato e, volenti o nolenti, portano avanti i principi apodittici dell'economia: le leggi economiche possono essere aggirate, ma non violate. Alla fine i nodi vengono al pettine e il presunto "mondo senza fine" che ci viene spacciato dai Trader cialtroni è solo un'illusione in cui il più furbo cerca di derubare il più sciocco.

La politica monetaria ultra allentata ha coperto tutte le classi di asset con una falsa coltre di sicurezza, mascherando il rischio con tassi ultra bassi. S'è cercato di risolvere una crisi costellata da eccesso di rischio, debito e squilibri aumentando il debito, gli squilibri ed i rischi. In sintesi, la crisi di Lehman è stata risolta creando più Lehman. L'esperimento globale post-2008 con il quantitative easing e la ZIRP/NIRP ha gonfiato le valutazioni di tutti gli asset di rischio in tutte le aree geografiche e in tutte le classi di asset: azioni, obbligazioni, credito, proprietà immobiliari, ecc. Stiamo parlando di circa $400,000 miliardi. La notizia peggiore è che l'eredità della Lehman andrà ad intaccare seriamente i fondi pensione, accelerando infine il crollo dell'attuale sistema di pianificazione monetaria centrale. Perché, come ripetuto spesso su questo blog, è il sistema pensionistico l'ultimo baluardo che sorregge la fiducia nello stato e nelle sue agenzie.

Ma la prossima crisi non sarà come quella del 2008, sarà peggiore. E, come ci ricorda la teoria Austriaca del ciclo economico, i tassi d'interesse in salita toglieranno gradualmente l'ossigeno a quelle attività che sono nate sulla scia delle politiche monetarie allentate, andando ad innescare quell'evento che ex post sarà definito l'incipit della recessione. È possibile che lo scoppio della bolla nei mercati del debito societario possa rappresentare il catalizzatore? Sì, come già abbiamo visto nella seconda metà del 2007 e all'inizio del 2008.