9 dicembre forconi: Banca Intesa
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domenica 10 novembre 2019

ASTALDI: INDAGATI PER CORRUZIONE IN ATTI GIUDIZIARI I DUE COMMISSARI AMBROSINI E ROCCHI E L’ASSEVERATORE GATTI CHE GESTISCONO IL CONCORDATO PREVENTIVO DEL COLOSSO DELLE COSTRUZIONI

NEL MIRINO I COMPENSI DA DECINE DI MILIONI DI EURO 
IL SALVATAGGIO DELLA SOCIETA’ PRESIEDUTA DA PAOLO ASTALDI È AL CENTRO DI INTERESSI ECONOMICI E POLITICI GIGANTESCHI. 
IN PRIMIS, QUELLO DELLA SALINI-IMPREGILO, MULTINAZIONALE CHE, INSIEME AL GOVERNO E CASSA DEPOSITI E PRESTITI, HA LANCIATO QUALCHE MESE FA L'AMBIZIOSO "PROGETTO ITALIA” PER…
EMILIANO FITTIPALDI per espresso.repubblica.it

ASTALDIASTALDI
Uno tsunami giudiziario si è abbattuto d'improvviso su Astaldi, la grande azienda romana di costruzioni che – a causa del debito miliardario e della crisi del settore – è da mesi in concordato preventivo con riserva.

La procura della Capitale la scorsa settimana ha infatti effettuato perquisizioni e sequestri negli uffici di due commissari della procedura. Il decreto di perquisizione ipotizza per il professore e avvocato Stefano Ambrosini e il collega Francesco Rocchi (il terzo commissario, Vincenzo Ioffredi, ad ora risulta estraneo all'indagine) reati gravi, come la corruzione in atti giudiziari. Non solo: con loro risulta indagato un altro professionista di alto profilo come Corrado Gatti, che – nel concordato Astaldi – ricopre la funzione di soggetto indipendente che deve attestare la bontà del piano di concordato.
Stefano AmbrosiniSTEFANO AMBROSINI

L'inchiesta (condotta dai pm Gennaro Varone, Rosalia Affinito, Fabrizio Tucci e coordinata dal sostituto Paolo Ielo) è estremamente delicata. Non soltanto perché la bufera arriva a pochi giorni dalla decisione dei giudici della sezione fallimentare guidata da Antonino La Malfa sull'ammissibilità o meno del piano di concordato.

Ma soprattutto perché Astaldi non è un'azienda qualunque. Con oltre diecimila dipendenti diretti, altre decine di migliaia legate all'indotto, con affari e commesse superiore ai venti miliardi di euro, il salvataggio della spa presieduta da Paolo Astaldi è al centro di interessi economici e politici giganteschi.

In primis, quello di Pietro Salini della Salini-Impregilo, multinazionale che – insieme al governo e Cassa depositi e prestiti – per comprare Astaldi risanata e creare un grande campione nazionale del settore ha lanciato qualche mese fa l'ambizioso "Progetto Italia". Un programma che coinvolgerebbe tra operai e dipendenti mezzo milione di persone e qualcuno ora teme possa subire un brusco stop.

PAOLO ASTALDIPAOLO ASTALDI
In realtà la procura capitolina sembra non voler mettere affatto a rischio la continuazione della procedura. Distinguendo (come accaduto nell'inchiesta dello Stadio della Roma) le presunte responsabilità individuali dalle operazioni economiche sovrastanti: la speranza dei giudici inquirenti è che, muovendosi come chirurghi, l'esito del concordato - al netto del destino dei commissari e di singole posizioni – non sia al fine influenzato nel merito. E possa andare avanti senza contraccolpi sul mercato.

Andiamo con ordine, partendo dalle accuse ai tre professionisti. Grazie ad intercettazioni telefoniche, i magistrati hanno scoperto rapporti strettissimi tra i commissari e Gatti, cioè l'uomo che avrebbe dovuto attestare in maniera indipendente il loro piano finale per il salvataggio della spa.

Gatti, inoltre, è per funzione colui che propone il compenso dei commissari stessi. Compenso che dovrà essere poi approvato e liquidato definitivamente dai giudici della fallimentare.

SALINI IMPREGILO - ASTALDISALINI IMPREGILO - ASTALDI
Ebbene proprio di denaro, in alcune conversazioni, discutevano Rocchi e Gatti al cellulare. Il commissario, in particolare, chiedeva all'attestatore di usare (per calcolare il compenso degli amministratori) i valori “medi” tabellari previsti, e non quelli “minimi”. Una bella differenza: per un concordato così importante, si tratta di milioni e milioni di euro.

In un primo piano, Gatti usa proprio i valori medi come richiesto dal commissario, per un importo – a favore di Rocchi, Ambrosini e Ioffredi – di circa 36 milioni di euro. Dodici milioni a testa.

ASTALDIASTALDI
Solo in un secondo momento la cifra finale proposta scende a circa 20 milioni di euro. Comunque astronomica (per la cronaca non è ancora stata saldata) ma più vicino ai minimi tabellari. L'ipotesi dell'accusa è che, chiedendo di usare i valori medi in partenza, i commissari avrebbero potuto ottenere una cifra finale – anche se ritoccata al ribasso – comunque altissima.

Le telefonate tra commissari e attestatore – al netto dei reati, tutti ancora da dimostrare – sono di grande interesse, perché evidenzierebbero l'assenza della terzietà sempre necessaria, a maggior ragione in procedure così delicate.
SALINI IMPREGILO - ASTALDISALINI IMPREGILO - ASTALDI

«Chi svolge ruolo di commissario nelle procedure di ammissione al concordato preventivo dovrebbe essere sempre imparziale» spiega una fonte vicina all'inchiesta. «Il problema è che su concordati con valori economici molto alti, il compenso degli amministratori è proporzionale al valore del concordato: il rischio è che i commissari hanno sempre interesse a chiuderlo, con il rischio di essere meno imparziale di fronte all'operazione».
PIETRO SALINI IMPREGILOPIETRO SALINI IMPREGILO


Se il ragionamento vale per tutte le amministrazioni straordinarie e i concordati, nel caso Astaldi alcuni conflitti d'interesse erano stati già denunciati da alcuni debitori della spa e dai consumatori dell'Adoc: Gatti, infatti, siede nel cda di Banca Intesa. Cioè una delle principali banche creditrici di Astaldi.

Ambrosini, Rocchi e Gatti sono indagati per corruzione in atti giudiziari non perché sia coinvolto anche un giudice (in quel caso gli atti dell'inchiesta, per competenza, sarebbero dovuti essere trasferiti a Perugia), ma perché il reato viene contestato a tutti i funzionari indagati che si occupano di procedure giudiziarie, come è un concordato preventivo.

ASTALDIASTALDI
Non è tutto: nelle carte è citato un altro episodio attenzionato dai pm. Protagonisti stavolta sono Ambrosini e un altro commercialista, Marco Costantini, che risulta anche lui iscritto nel registro degli indagati. I pm stanno cercando di capire se alcune telefonate in merito a un incarico professionale costituiscano un altro reato. Costantini è finito sui giornali come “attestatore” del concordato in continuità di Atac, avuto nel 2017.

astaldi costruzioniASTALDI COSTRUZIONI
Vedremo quali saranno gli sviluppi dell'inchiesta. Di certo sia Astaldi sia Salini-Impregilo la seguiranno con grande attenzione: l'ok finale al concordato e il salvataggio di Astaldi è prodromo all'acquisto della spa da parte del colosso guidato da Pietro Salini. E soprattutto del successo dell'operazione “Progetto Italia”, partita a inizio agosto del 2019: l'idea è quella di creare un megagruppo delle costruzioni nazionale, capace di competere con i big mondiali del settore. Con dentro non solo il dominus Salini, ma anche Cdp Equity (che ha deciso ieri di impegnarsi a sottoscrivere anche lei l'aumento di capitale, fino a un massimo di 250 milioni) e le banche creditrici di Astaldi, in primis Intesa, Unicredit e Banco Bpm.

astaldi costruzioniASTALDI COSTRUZIONIfabrizio palermoFABRIZIO PALERMO
Ma molta attenzione a quello che accadrà sono molti professionisti specializzati in materia di concordati preventivi e ricche amministrazioni straordinarie. Al netto dell'inchiesta sui commissari di Astaldi, il lavoro dei magistrati romani potrebbe infatti aprire un'enorme breccia investigativa in merito al sistema degli incarichi professionali in Italia. In particolare, sulle procedure nelle quali per legge vengono nominati soggetti privati che svolgono poi funzioni pubbliche (amministratori straordinari delle imprese in crisi, appunto, commissari dei concordati, che a loro volta nominano stuoli di consulenti spesso strapagati). Un mondo in cui i conflitti d'interesse sono spesso all'ordine del giorno.

La procura di Roma, che ha operato decine di intercettazioni, potrebbe ora puntare a un nuovo assioma: se qualcuno ha nominato proprio consulente un professionista in una procedura di qualsiasi tipo, e il prescelto ha poi restituito il favore nominandoti consulente in un'altra, potrebbe essere contestato il reato di corruzione. Con l'uso dei trojan – che prima non si poteva usare in inchieste di questo tipo, con la nuova normativa invece sì – sarà più facile trovare le prove del do ut des. E dimostrare che la consulenza è usata come semplice merce di scambio. Di sicuro, in queste ore, sono in tanti a preoccuparsi di quanto avviene nelle stanze di piazzale Clodio e negli uffici del nucleo anti corruzione della Guardia di Finanza.

Fonte: qui

giovedì 5 gennaio 2017

BANCA INTESA FINANZIA UNA PRIVATIZZAZIONE IN RUSSIA CON LA BENEDIZIONE DI WASHINGTON

PRESTITO DA 5,2 MILIARDI AD UN CONSORZIO PER LA PRIVATIZZAZIONE DI ROSNEFTGAZ: L'AZIENDA RUSSA E' SOTTO EMBARGO, IL CONSORZIO NO 

IN QUESTA FASE DI DISGELO, GLI USA DANNO IL VIA LIBERA 

IL CAPO DI ROSNEFT E’ INTIMO AMICO DEL SEGRETARIO DI STATO SCELTO DA TRUMP…

Andrea Bassi per ''Il Messaggero''

GlencoreGLENCORE
È la più grande operazione finanziaria effettuata in Russia da quando, in risposta alla crisi con l' Ucraina, l' Unione europea ha deciso di imporre sanzioni economiche a Mosca. La privatizzazione di una quota del 19,5% di Rosneft, il più grande gruppo petrolifero controllato dal Cremlino, parla anche italiano.

Il gruppo Intesa Sanpaolo ha concesso un maxi-finanziamento da 5,2 miliardi al consorzio composto dagli anglo-svizzeri di Glencore e al Qatar Investment Authority, il fondo sovrano del Qatar, che hanno rilevato il pacchetto azionario da Jsc Rosneftegaz, la società pubblica che detiene la maggioranza del gruppo petrolifero e che scenderà dal 70% al 50,5% circa. Nel suo complesso l' operazione vale 10,2 miliardi di euro, finanziati per 300 milioni da Glencore, per 2,5 miliardi dal fondo del Qatar, e per il resto da Intesa e insieme ad altre banche.
ROSNEFTROSNEFT

L' INCONTRO

Poco prima della fine dello scorso anno, il numero uno dell' Istituto italiano, Carlo Messina e il presidente di Banca Imi, Gaetano Micciché, si sarebbero recati a Palazzo Chigi per illustrare al governo l' operazione. Anche perché la stessa Rosneft è sottoposta alle sanzioni economiche decise dall' Unione. La banca aveva già precisato che la decisione sarebbe stata condizionata al supporto di iniziative che abbiano come prerequisito il totale rispetto del sistema di sanzioni adottato dall' Unione Europea e dagli Stati Uniti nei confronti di entità della Federazione Russa.

carlo messinaCARLO MESSINA
E ieri ha ribadito che questo finanziamento, nel rispetto delle normative internazionali, supporta e consolida la relazione con due grandi players internazionali, nell' ambito di un' operazione di alto profilo e significativa redditività nonché di rilevanza per i mercati finanziari internazionali.

GAETANO MICCICHE DG INTESA S PAOLOGAETANO MICCICHE DG INTESA S PAOLO
Essendo quello di Intesa un finanziamento ad un consorzio non sottoposto ad embargo, rispetterebbe insomma tutte le regole. Del resto, operazioni di questo tipo vengono in genere sottoposte allo scrutinio del Comitato di sicurezza finanziaria del Tesoro, del quale fanno parte anche la Banca d' Italia, la Consob, la Guardia di Finanza e la Direzione antimafia.

gentiloni padoan1GENTILONI PADOAN1
Dagli uomini di Pier Carlo Padoan non sarebbe stato posto nessun ostacolo alla concessione del maxi-finanziamento. Siccome Mosca è sottoposta a sanzioni anche da parte degli Stati Uniti, Paese dove Intesa è presente, sarebbe stato chiesto un preventivo parere legale a primari studi americani. Anche in questo caso non sarebbero emerse obiezioni.

Igor Sechin di rosneftIGOR SECHIN DI ROSNEFT
La privatizzazione di una quota di Rosneft ha per Vladimir Putin un elevato valore politico. Da un lato permette al leader russo di incassare 10,2 miliardi di euro per rimpinguare le casse pubbliche che hanno risentito dell' embargo. E dall' altro di dimostrare che la Russia, nonostante le sanzioni, è ancora in grado di attrarre investimenti stranieri in un settore strategico come quello petrolifero. Non va nemmeno dimenticato che a guidare Rosneft è uno degli uomini considerati più vicini a Putin, Igor Sechin. Quello stesso Sechin che può vantare solidi rapporti con Rex Tillerson, il numero uno della compagnia petrolifera Exxon indicato dal neo presidente americano Donald Trump come prossimo segretario di Stato.
REX TILLERSON E PUTINREX TILLERSON E PUTIN

LE PROSPETTIVE

C' è un altro aspetto sottolineato da Intesa nella sua dichiarazione rilasciata al termine dell' accordo, ossia che l' operazione avrà un' alta redditività. E solide garanzie. Non un dettaglio per un finanziamento di 5,2 miliardi di euro. In effetti, come ha riportato nei giorni scorsi l' agenzia Reuters, diversi analisti hanno sottolineato come l' acquisto del pacchetto azionario sia avvenuto ad un prezzo significativamente inferiore ad operazioni simili negli ultimi anni. Conseguenza anche delle sanzioni che hanno pesato sul titolo. In operazioni simili, in genere, le azioni sono poste a garanzia del finanziamento, che dunque potrà in qualche modo beneficiare di un eventuale apprezzamento nel caso in cui le sanzioni venissero ammorbidite o eliminate.

Fonte: qui