9 dicembre forconi

sabato 27 agosto 2016

Entropia e vita


Entropia? 


Una parola suggestiva, che richiama qualche improbabile ricordo scolastico. È però una parola, un concetto, uno strumento interpretativo che coinvolge e può modificare la nostra immagine del mondo. Farla ignorare è forse un’astuzia del nostro tempo, rivolto solo alla crescita di produzione e consumi, cui è utile non conoscere parole che ci raccontano molto sulla natura del mondo, che ci avvertono che questo sistema economico e la sua cultura, surrettiziamente presentata come unica possibile, portano a un futuro insostenibile per il nostro pianeta e che, quindi, è necessario "un altro mondo". E non è una questione ideologica: la natura ha le sue leggi e il concetto di entropia è necessario per comprendere ed esprimerne una parte fondamentale.
Lasciamo a fisici, chimici, biologi, ingegneri e quant’altri l’uso di relazioni formali quantitative (le "formule") per descrivere i fenomeni, per quanto utile ed espressivo sia quel linguaggio. Non dobbiamo parlare di alchimie di laboratorio, ma della nostra automobile, se l’abbiamo, del frigorifero e di ogni altra macchina, ma anche e soprattutto della vita di una cellula o dei nostri gerani o del nostro gatto; e, se non abbiamo gerani o gatti, della vita del nostro corpo, come di quella dei sistemi più ampi in cui viviamo: i campi, i boschi, la città, il pianeta quindi. Anche l’evoluzione dell’universo è un problema entropico, ma limitiamoci qui alla Terra e ai tempi della presenza umana.

La parola, derivata dal greco ‘h t r o p h ‘ (trasformazione), è introdotta nel 1865 da Rudolph Clausius, in un testo in cui sintetizza i risultati della allora recente scienza termodinamica in due lapidarie proposizioni:

a) nell’universo l’energia si conserva;

b) nell’universo l’entropia tende al massimo.



Non ingannino la brevità degli assunti: si tratta della brillante conclusione di un percorso iniziato il secolo precedente quando si sono costruite le prime macchine termiche, le macchine che utilizzano fonti di calore per ottenere movimento: dalle pompe per estrarre l’acqua dalle miniere, ai telai per le industrie tessili nel settecento, dalla locomotiva a vapore nei primi decenni ai motori a combustione interna, come quelli delle auto, negli ultimi decenni dell’ottocento. Intorno alla metà di quel secolo numerosi ricercatori contribuirono, partendo da diversi punti di vista, a quella che, insieme alla teoria dell’elettromagnetismo, rappresenta il grande risultato della fisica dell’Ottocento: la termodinamica, uno dei grandi capitoli delle scienze naturali. Non è cosa che riguardi le sole macchine, si è detto, ma anche gli esseri viventi e, per l’uomo, l’organizzazione economica e sociale.

Che l’energia si conservi oggi è noto a tutti. Allora dov’è il problema energetico? Potremmo, in un prossimo futuro, trovare nuove tecnologie e recuperare l’energia già utilizzata per un secondo uso, e poi un terzo e un quarto...., restando sempre immutata la quantità totale. Una simile fortunata prospettiva, se fosse possibile, potrebbe presentarsi in modo analogo per la materia ipotizzandone il completo recupero e riciclo, eliminando così il problema dello smaltimento dei rifiuti.

Ma, ci avverte Clausius, l’entropia aumenta. Cioè l’energia si degrada, aumenta il disordine nell’universo. Cioè.....cerchiamo di capire cosa significa.

L’energia utile nelle macchine corrisponde a un movimento ordinato: il pistone si muove con un moto periodico lungo una direzione per ottenere il moto circolare delle ruote intorno a un asse; le molecole dell’aria nel vento fanno girare le pale del mulino se si muovono in un’unica direzione; se il loro moto fosse del tutto casuale non sarebbe possibile ottenere alcun movimento. Anche la vita ha bisogno di movimento e ordine. Non tanto perché il signor Rossi deve andare al lavoro e al supermercato, ma perché il sangue deve muoversi nelle vene, il seme deve raggiungere l’uovo, la foglia deve aprirsi al sole. L’ordine è necessario perché una combinazione casuale di elementi non fa né una cellula, né una farfalla, né la ghiandola pineale del signor Rossi. Del resto tutti sappiamo che il DNA è costituito da una sequenza, il cui significato dipende dalla disposizione di pochi costituenti elementari. Come sappiamo che la funzione clorofilliana, fondamento della vita sulla Terra, è una grande operazione di ordine, distribuita nelle foglie verdi del pianeta, in cui alcuni elementi vengono collocati in sequenze significative per costruire i primi "mattoni" della vita.

Ma la natura tende spontaneamente al disordine e l’entropia è proprio una misura del disordine. Se rovesciamo su di un tavolo le tessere di un puzzle, anche precedentemente composto, è molto difficile, che il puzzle risulti casualmente formato, tanto difficile che lo riteniamo impossibile. Se abbiamo due bombole, una contenente gas e una vuota, e le mettiamo in comunicazione, ci aspettiamo, come in realtà avviene dopo breve tempo, che le molecole si distribuiscano spontaneamente in modo uniforme nelle due bombole e riteniamo improbabile, anzi impossibile, che a un certo istante casualmente tutte le molecole si possano trovare "ordinatamente" in una sola bombola. È una questione di probabilità: tra i modi in cui le molecole possono ripartirsi tra le bombole comunicanti, quest’ultimo caso è solo uno fra tutti gli altri, che sono in numero inimmaginabilmente grande (per quanto calcolabile). Il disordine è più probabile dell’ordine, perciò il passaggio da ordine a disordine costituisce la tendenza spontanea di ogni fenomeno. 

L’entropia è appunto la grandezza scelta per fornire una misura del disordine, anche se in modo non semplice ed immediato. Dire che l’entropia aumenta significa dire muoversi verso stati fisici più probabili e quindi più disordinati e, quindi infine, con una minore quantità di energia utilizzabile.

Il passaggio inverso non è impossibile. Ad esempio, le molecole possono essere nuovamente tutte "spinte" in una sola bombola. Però bisogna spendere energia e aumentare l’entropia nell’universo, vicino o lontano. Con l’energia di una combustione realizziamo il movimento ordinato di un pistone, ma alla fine avremo, oltre allo spostamento dell’auto, il movimento casuale delle molecole presenti nelle parti riscaldate e nei gas in uscita dalla marmitta. Bruciando cibo gli animali ottengono l’energia per costruire il loro corpo ed esercitare le loro funzioni, ma la produzione di cibo è avvenuta a spese di una quantità di energia maggiore di quella utilizzata e, successivamente, con la morte la materia perde la sua organizzazione.

Ma i possibili ordini non sono tutti uguali. C’è l’ordine dei movimenti delle macchine, capaci di imporsi anche ai movimenti dell’operaio Chaplin di "Tempi moderni", a monte della cultura che produce il rigido conato di razionalità delle villette a schiera. Un ordine ripetitivo, funzionale alla produzione per il consumo e non alla conservazione, che non può prevedere novità e cambiamenti, incapace di apprendere dall’interazione con il mondo circostante e quindi di evolvere. Un ordine che fa scrivere al poeta:
ciò che era
area erbosa, aperto spiazzo, e si fa
cortile bianco come cera (…)
in un ordine ch’è spento dolore.

Ma c’è anche l’ordine che costruisce i sistemi complessi della vita, come abbiamo visto. Questi sono sistemi che sanno riprodursi, il cui destino dipende da quanto sanno apprendere dalle relazioni con il mondo esterno per organizzarsi, modificarsi ed evolvere per mantenere il proprio equilibrio con quel mondo.

Tutto ciò è faticoso, è una vittoria ottenuta con il consumo di energia per creare localmente l’ordine necessario (calo di entropia) mentre intorno inevitabilmente aumenta il disordine (aumento di entropia, degrado dell’energia). 

Mentre nella foglia nascono ordine e vita, in un altro luogo, dove si produce l’energia necessaria, dove al suolo la natura morta si decompone, aumenta il disordine in un bilancio complessivo sempre a suo favore. 

Una fatica e una vittoria che illuminano l’eccezionalità e la preziosità della vita sul pianeta e sui suoi delicati equilibri, che impone la necessità di assumere una posizione solidale in sua difesa, cioè in nostro favore.

Una grande responsabilità questa, da assumere senza rinvii perché i danni non sono rimediabili. La logica del recupero, per quanto talvolta necessaria, non funziona perché il tempo ha una "freccia", si muove in una sola direzione, quella appunto dell’aumento di entropia, senza ritorno. Anche spendendo energia e denaro non si vince l’irreversibilità dei processi naturali, non è come riparare la ruota forata e ripartire. Se si tagliano gli alberi in Amazzonia per fare posto ai pascoli necessari agli hamburger di Mc Donald, non solo di sottrae ossigeno all’atmosfera, ma si rompe anche definitivamente l’equilibrio tra vegetazione e suolo raggiunto in milioni di anni. 

Il suolo si polverizza nell’aria e si perdono foreste, pascoli e hamburger. Bisogna tagliare ancora, ma fino a quando? Intanto anche le specie estinte non si possono riprodurre, neanche in laboratorio, e il suolo non si ricostituisce più. E là dove l’opera dell’uomo ha raggiunto un equilibrio con la natura, come nelle terrazze a ulivo dei nostri colli, una volta iniziata non può essere sospesa: l’abbandono non porterebbe stabili pendii coperti di vegetazione, quali originariamente erano, ma solo degrado e dissesto idrogeologico.

Allora attenzione a quello che facciamo. Un mondo diverso è necessario, un mondo a bassa entropia. Non è facile politicamente, non è facile culturalmente.

Dopo millenni di uso quasi esclusivo della sola energia umana e animale, negli ultimi due secoli le nuove conoscenze hanno consentito l’utilizzo di quantità di energia enormemente superiori, ampliando in proporzione la produzione agricola e industriale e, di conseguenza, la possibilità di vita dell’uomo. 

Ma il processo è avvenuto all’interno di una cultura in cui la conoscenza della natura è stata premessa, autorizzazione e strumento della sua conquista, della presa di possesso e utilizzo senza limiti, della impossibile sottomissione delle leggi naturali a presunte leggi umane, in realtà proprie del sistema economico e politico che si è imposto a livello planetario. Una cultura che subito ha saputo riconoscere l’importanza di una prima parte delle scoperte termodinamiche, le potenzialità delle trasformazioni energetiche, ma ha ignorato e ignora, perché così le conviene, l’avvertimento della seconda parte, l’entropia aumenta, pur essendo le due informazioni contestuali e correlate. Un’illusione, quella della crescita energetico-produttiva senza limiti, che ha colpito anche la cultura attenta ai valori del progresso e della giustizia sociale.

L’inevitabile aumento di entropia non è la fine del mondo: sulla Terra possiamo vivere in tanti, con una vita dignitosa e potenzialmente felice per tutti. 

Lasciamo, e non sarà facile, un’economia, una politica, una cultura che guardano solo al PIL, tanto più soddisfatte quante più risorse si sono consumate, senza considerare quante e quali risorse sono disponibili per il futuro, come farebbe nel suo bilancio ogni famiglia di buon senso. Poniamoci l’obiettivo immediato di una riduzione dei consumi, anche attraverso l’uso razionale dell’energia e l’utilizzo del flusso energetico che arriva ogni giorno dal sole.

La cultura del proprietario del pianeta appartiene a un passato colonizzatore che si ostina a non finire, sostenuto da potenti interessi economici di pochi, aggiornati nelle forme e spacciati per interessi generali. Se crediamo nella solidarietà con gli uomini di oggi e di domani, se vogliamo stare meglio noi stessi, dobbiamo cercare una cultura rispettosa e amichevole nei confronti della natura: conoscere per migliorare le relazioni, dall’utilizzo possibile delle risorse ai benefici in termini di benessere che la natura ci può dare quando riconosciamo di esserne parte.

Alleggeriti, senza alcuna nostalgia, della presunzione di onnipotenza e totale possesso nei confronti del mondo naturale, lasciata l’illusione che il progresso tecnologico consentirà sempre di risolvere tutti i problemi, li sapremo meglio affrontare.

In maniera intuitiva, la vita viene definita come la capacità di:
* crescere
* riprodursi
* moltiplicarsi. 

Queste però sono funzioni peculiari ai sistemi viventi, dunque rappresentano ciò che si intende definire: in altre parole, per definire la vita su questa base, sarebbe necessario conoscere in anticipo cos'è la vita. Questa definizione è tautologica.


Le definizioni del concetto di vita date dai vari autori sono numerose, e spesso non facilmente intelligibili di fuori dei contesti logici relativamente complessi all'interno dei quali esse sono state formulate. Una via per sfuggire alla tautologia di cui sopra è stata offerta negli anni '20 da Oparin ("una particolare forma di movimento della materia"). Come movimento, Oparin intendeva il movimento molecolare, che è oggetto della termodinamica più che della meccanica (essendo noto che secondo i principi della termodinamica nei sistemi isolati ogni trasformazione spontanea è diretta verso il punto di equilibrio, che corrisponde al punto di massima entropia). Questa non è la condizione dei viventi e pertanto se ne deduce che la vita è una proprietà dei sistemi aperti lontani dall'equilibrio, che funzionano come sistemi (si definisce sistema un insieme di parti interagenti) complessi auto-organizzanti (in essi si ha rottura di simmetria nello spazio e nel tempo e irreversibilità - creano strutture ma non si possono destrutturare, sono stabili soltanto quando non vengano modificate le condizioni che li mantengono nello stato stazionario: in caso di morte, l'organismo non è in grado di assumere ulteriormente energia dall'esterno e la sua organizzazione viene a dissolversi).

Si hanno pertanto tre conseguenze.

Il sistema vivente:
* interagisce con il suo contorno
* è inserito in un flusso energetico
* dispone di strutture adatte a catturare una porzione dell'energia disponibile. 

Queste strutture, effetto di un processo di auto-organizzazione del sistema, mediante cicli ricorsivi che, regolati da attrattori, definiscono un cammino evolutivo non ripetibile.


Definizioni del concetto di vita: 

La vita è una particolare forma di movimento della materia, caratterizzata dal fatto che il vivente è in grado di mantenersi lontano dal punto di equilibrio, pur essendo completamente soggetto alle leggi della termodinamica che impongono un continuo aumento dell'entropia interna dei sistemi. Questo risultato viene ottenuto mediante flussi di materia ed energia, regolati da strutture che hanno funzione di organizzazione, prima fra tutte il DNA e le membrane biologiche. I sistemi viventi sono dunque sistemi complessi auto-organizzanti. In quanto tali, vi si possono riconoscere le caratteristiche proprie dei sistemi auto-organizzanti (cicli ricorsivi, attrattori, biforcazioni, frattali ed eventualmente anche la transizione al caos).

La seconda legge della termodinamica, una delle leggi basilari della fisica, sostiene che in normali condizioni tutti i sistemi abbandonati a se stessi tendono a divenire disordinati, dispersi e corrotti in relazione diretta al trascorrere del tempo. 
Ogni cosa vivente e non vivente si consuma, si deteriora, decade, si disintegra ed è distrutta. Questa è la sicura fine che tutti gli esseri dovranno affrontare in un modo o nell'altro e, secondo tale legge, questo processo inevitabile non ha ritorno.

Tutti lo osservano. Ad esempio, se si abbandona un'automobile nel deserto, difficilmente la si potrà ritrovare in migliori condizioni dopo alcuni anni. Al contrario, si vedrà che i pneumatici si sono sgonfiati, i finestrini sono stati infranti, il telaio si è arrugginito e il motore è decaduto. Lo stesso processo inevitabile è valido ed anche più rapido per gli esseri viventi.

La seconda legge della termodinamica rappresenta il mezzo con il quale questo processo naturale viene definito con equazioni fisiche e calcoli. 

Questa famosa legge è anche nota come "Legge dell'entropia". L'entropia fornisce una misura del grado di disordine in cui si trovano gli elementi che costituiscono il sistema. L'entropia di un sistema è incrementata dal movimento verso uno stato più disordinato, disperso e non pianificato. Più elevato è il disordine di un sistema, più elevata è la sua entropia. Tale legge sostiene che l'intero universo inevitabilmente procede verso uno stato più disordinato, disperso e non pianificato.

La validità della seconda legge della termodinamica è stabilita in maniera sperimentale e teoretica. I più importanti scienziati contemporanei concordano sul fatto che questa legge avrà un ruolo centrale nel prossimo periodo della storia. Albert Einstein, il più grande scienziato del nostro tempo, disse che è la "legge più importante di tutta la scienza". In proposito, sir Arthur Eddington ha affermato che è la "suprema legge metafisica di tutto l'universo".

La teoria evoluzionista è avanzata nella totale ignoranza di questa basilare e universale legge della fisica. Il meccanismo proposto dall'evoluzione contraddice radicalmente i suoi principi. Gli evoluzionisti sostengono che atomi disordinati, dispersi e inorganici e molecole si siano riuniti spontaneamente nello stesso periodo in un ordine preciso per formare molecole estremamente complesse quali le proteine, il DNA, l'RNA; in seguito, questi avrebbero gradualmente determinato milioni di differenti specie viventi con strutture addirittura più complesse. Inoltre, questo ipotetico processo che produce ad ogni passo strutture più pianificate, più ordinate, più complesse e più organizzate, ha presieduto autonomamente a tale formazione in condizioni naturali. La legge dell'entropia mostra chiaramente che questo processo cosiddetto naturale contraddice interamente le leggi della fisica.

Gli scienziati evoluzionisti sono consapevoli di questo fatto. J. H. Rush scrive:

Nel complesso corso della sua evoluzione, la vita rivela un notevole contrasto rispetto alla tendenza espressa nella seconda legge della termodinamica. Mentre quest'ultima parla di un irreversibile progresso verso una crescente entropia e disordine, la vita evolve continuamente verso più elevati livelli di ordine.

Lo studioso evoluzionista Roger Lewin parla dell'empasse dell'evoluzione di fronte alla termodinamica in un articolo apparso su Science:

Un problema che i biologi hanno dovuto affrontare è l'apparente contraddizione rispetto all'evoluzione rappresentata dalla seconda legge della termodinamica. I sistemi dovrebbero decadere nel corso del tempo, presentando un minore, non maggiore ordine.
Un altro scienziato evoluzionista, George Stravropoulos, parla dell'impossibilità secondo la termodinamica della spontanea formazione della vita e confuta la spiegazione dell'esistenza, per leggi naturali, di complessi meccanismi viventi nella nota rivista evoluzionista American Scientist:
In condizioni ordinarie, nessuna molecola organica complessa potrebbe formarsi spontaneamente, ma piuttosto disintegrarsi, in accordo alla seconda legge. In realtà, maggiore è la complessità, maggiore è l'instabilità e maggiore la sicurezza, presto o tardi, della sua disintegrazione. La fotosintesi e tutti i processi vitali, e la vita stessa, nonostante il linguaggio confuso o confusionario, non possono ancora essere compresi in termini di termodinamica o di ogni altra scienza esatta.
La seconda legge della termodinamica costituisce, quindi, un insormontabile ostacolo per lo scenario dell'evoluzione sia in termini di scienza che di logica. Incapaci di offrire una consistente spiegazione scientifica che permetta di superare l'ostacolo, gli evoluzionisti possono solo vincere grazie all'immaginazione. Ad esempio, il famoso evoluzionista Jeremy Rifkin parla della sua speranza che l'evoluzione possa sopraffare questa legge della fisica grazie a un "potere magico":
La legge dell'entropia sostiene che l'evoluzione disperde l'energia disponibile complessiva per la vita su questo pianeta. Il nostro concetto di evoluzione è esattamente l'opposto. Crediamo che l'evoluzione crei sulla terra, con qualche meccanismo magico, un valore complessivo maggiore e un maggior ordine.
Queste parole rivelano con grande chiarezza che l'evoluzione è soltanto una fede dogmatica.
Minacciati da tutte queste verità, gli evoluzionisti hanno dovuto cercare rifugio nella distruzione della seconda legge della termodinamica, affermando che sia valida soltanto per i "sistemi chiusi", in quanto i "sistemi aperti" esulano dall'ambito di questa legge.
Un "sistema aperto" è un sistema termodinamico nel quale energia e materia circolano all'interno e all'esterno, a differenza del sistema chiuso in cui l'energia e la materia iniziali rimangono costanti. Gli evoluzionisti sostengono che il mondo è un sistema aperto, costantemente esposto al flusso di energia solare e che, quindi, la legge dell'entropia non si applica al cosmo nel suo insieme. Asseriscono inoltre che esseri viventi complessi e ordinati possono essere generati da strutture semplici, disordinate e inanimate.
Ci troviamo di fronte a un'ovvia distorsione. Il fatto che un sistema riceva un afflusso di energia non è sufficiente a renderlo ordinato. Sono necessari meccanismi specifici affinché l'energia diventi funzionale. Ad esempio, un'automobile ha bisogno di un motore, di un sistema di trasmissione e di meccanismi di controllo correlati per convertire l'energia della benzina in lavoro. Senza tale sistema di conversione, l'automobile non sarebbe in grado di utilizzare l'energia della benzina.
La stessa cosa capita nella vita. È vero che la vita deriva la sua energia dal sole. L'energia solare, tuttavia, può essere convertita in energia chimica soltanto da sistemi di conversione energetica incredibilmente complessi presenti nelle cose viventi (come la fotosintesi delle piante e i sistemi digestivi di umani e animali). Nessun essere vivente può vivere senza un tale sistema; privo di questo, il sole non è altro che una fonte di energia distruttiva che brucia, inaridisce o fonde.
Come si può vedere, un sistema termodinamico che non presenti tali meccanismi di conversione non è vantaggioso per l'evoluzione, che sia aperto o chiuso. Nessuno asserisce che questi meccanismi complessi e consapevoli possano essere esistiti in natura nelle primigenie condizioni della terra. In realtà, la vera questione a cui devono rispondere gli evoluzionisti è come possano essere pervenuti autonomamente all'esistenza complessi meccanismi di conversione dell'energia quali la fotosintesi, che non possono essere duplicati neppure servendosi delle moderne tecnologie.
L'influsso dell'energia solare sul mondo non ha effetti tali da imporre di per se stessa un ordine. Indipendentemente dal grado elevato di temperatura che possa essere raggiunto, gli amminoacidi resistono formando legami in sequenze ordinate. La sola energia non è sufficiente a spingere gli amminoacidi a formare le molto più complesse molecole proteiche o queste ultime a costituire le ben più composite e organizzate strutture di organelli cellulari. La fonte reale ed essenziale di questa organizzazione, ad ogni livello, è un progetto consapevole: in una parola, la creazione.
Ben sapendo che la seconda legge della termodinamica rende impossibile l'evoluzione, alcuni scienziati evoluzionisti, per avallare la loro teoria, hanno fatto alcuni tentativi speculativi per superare la distanza che separa le due concezioni. Come al solito, anche questi sforzi mostrano come la teoria dell'evoluzione si trovi di fronte a un ineludibile vicolo cieco.
Uno scienziato che si è distinto per i suoi tentativi di coniugare la termodinamica e l'evoluzione è il belga Ilya Prigogine. Partendo dalla teoria del caos, questi ha proposto alcune ipotesi secondo cui l'ordine si forma dal caos. Ha affermato che alcuni sistemi aperti possono descrivere un decremento nell'entropia dovuto ad un influsso di energia esterna e che il conseguente "riordinamento" è una prova che "la materia può organizzare se stessa". Da quel momento, il concetto di "auto-organizzazione della materia" è divenuto abbastanza popolare tra gli evoluzionisti e i materialisti. Si comportano come se avessero trovato un'origine materialistica per la complessità della vita e una soluzione materialistica al problema della sua origine.
A uno sguardo più acuto, tuttavia, questo argomento si rivela del tutto astratto e, in pratica, un mero wishful thinking. Nasconde, inoltre, un inganno molto semplice, ovvero, la deliberata confusione di due distinti concetti, "auto-organizzazione" e "auto-ordinamento".
Ciò può essere chiarito con un esempio. Si immagini una spiaggia con differenti tipi di pietre di varie dimensioni mischiate tra loro. Quando un'onda forte si abbatterà sulla spiaggia, potrà apparire un "ordinamento" tra le pietre. L'acqua potrà sollevare quelle di peso simile in pari quantità. Quando l'onda si sarà ritirata, le pietre potranno forse essere state ordinate secondo l'ordine di grandezza, dalle più piccole alle più grandi, in direzione del mare.
Questo è un processo di "auto-ordinamento": la spiaggia è un sistema aperto e un influsso di energia (l'onda) può esserne la causa. Ma si noti anche che lo stesso processo non può erigere un castello di sabbia. Se guardiamo un castello fatto di sabbia, siamo sicuri che qualcuno lo ha costruito. La differenza tra quest'ultimo e le pietre "ordinate" è che il primo rappresenta una complessità veramente unica, mentre il secondo include solo un ordine ripetitivo. È come una macchina da scrivere che continui a battere il carattere "aaaaaaaaaaaaa" per centinaia di volte in quanto un oggetto (un influsso di energia) è caduto sulla tastiera. Naturalmente, un tale ordine ripetitivo di "a" non include alcuna informazione e quindi nessuna complessità. È necessaria una mente cosciente per ottenere una sequenza di lettere che includa informazioni.
La stessa cosa avviene quando il vento penetra in una stanza piena di polvere. Prima di questo influsso, la polvere è sparsa intorno. Allorquando il vento entra, questa si raccoglie agli angoli della stanza. Ciò è un "auto-ordinamento". Ma la polvere non si "auto-organizza" mai autonomamente in modo da creare l'immagine di un uomo sul pavimento.
Questi esempi sono molto simili agli scenari di "auto-organizzazione" degli evoluzionisti. Questi affermano, infatti, che la materia ha una tendenza ad "auto-organizzarsi", quindi mostrano esempi di auto-ordinamento tentando di confondere i due concetti. Lo steso Prigogine ha parlato di molecole che si auto-ordinano durante l'influsso di energia. Gli scienziati americani Thaxton, Bradley e Olsen, in un libro dal titolo "The Mistery of Life's Origin", hanno spiegato questo fatto:
...in ogni situazione i movimenti casuali delle molecole in un fluido sono spontaneamente sostituiti da un comportamento altamente ordinato.
Prigogine, Eigen e altri hanno suggerito che tale sorta di auto-organizzazione sia intrinseca nella chimica organica e possa potenzialmente spiegare le macromolecole altamente complesse essenziali ai sistemi viventi. Ma simili analogie hanno scarsa rilevanza per la questione dell'origine della vita. Per di più, non distinguono tra ordine e complessità... La regolarità o l'ordine non possono servire a immagazzinare l'enorme quantità di informazioni richieste dai sistemi viventi. È richiesta una struttura irregolare, ma specifica piuttosto che una ordinata. Ciò rappresenta un grave errore nell'analogia offerta. Non vi è connessione apparente tra il tipo di ordinamento spontaneo che deriva dal flusso di energia attraverso tali sistemi e l'opera richiesta per costruire macromolecole ad intensa informazione aperiodica, quali il DNA e le proteine.
In realtà, Prigogine stesso dovette accettare che questi argomenti non avevano rilevanza per spiegare l'origine della vita. Ha detto:
Il problema dell'ordine biologico implica la transizione dall'attività molecolare all'ordine supermolecolare della cellula. Questo problema è ben lontano da una soluzione.
Perché, allora, gli evoluzionisti continuano ad accettare punti di vista anti-scientifici quali "l'auto-organizzazione della materia"? Perché insistono a rifiutare la manifesta intelligenza visibile nei sistemi viventi? La risposta è la loro fede dogmatica nel materialismo e la credenza che la materia abbia un misterioso potere di creare la vita. Un professore di chimica presso l'Università di New York ed esperto in DNA, Robert Shapiro, descrive la fede degli evoluzionisti e il dogma materialistico che ne costituisce il fondamento:
Un altro principio evolutivo è quindi necessario per permetterci di superare la distanza tra le miscele di semplici prodotti chimici naturali e il primo effettivo replicatore. Questo principio non è stato ancora dettagliatamente descritto o dimostrato, ma è stato anticipato ed ha ricevuto dei nomi, quali evoluzione chimica e auto-organizzazione della materia. L'esistenza del principio è tenuta per certa nella filosofia del materialismo dialettico, come dimostra la sua applicazione alle origini della vita da parte di Alexander Oparin.

Fonte: qui 

martedì 28 giugno 2016

Caccia alle streghe

Poveri miliardari, presi nella rete del trade sbagliato pare abbiano perso la bellezza di 127 miliardi di dollari col Brexit (pare che Soros invece abbia rinverdito i fasti delle sue mitiche speculazioni passate). Ma questa non ve la raccontano ... della serie, adottalo un neurone, ora che si sono tutti scatenati a dire che e' una vittoria dei vecchi sui giovani, degli ignoranti sui colti, dei brutti e pelosi (e nazisti) sui belli e solari progressisti. Ma cui prodest veramente questa UE? E chi ci perde veramente se crolla?

Fuffington Post - Brexit, Roberto Saviano: "Siamo sicuri abbia vinto il Popolo? Ricordo quando acclamava Hitler e Mussolini"

... mamma mia, ci sarebbe da scrivere un papiro, raccogliere ogni accusa e ribatterla per la mezza verita / stronzata integrale che e' ... ok, proviamoci un po'.
La narrazione fatta dal tg3 di Bianca Berlinguer (un'altra che e' arrivata dov'e' per meriti, sicuramente. No, il babbo non c'entra niente. En passant) - ho visto quella, ma immagino che sia grossomodo la stessa ovunque, sapete come va, c'e' una specie di pensiero unico a cui aderire o "per me e' NO" - e' che hanno vinto i vecchi paurosi/scemi/incolti/nazisti contro i giovani/aperti/illuminati/positivi. Ma vaffaculo! Scusate ma e' la prima cosa che mi esce, proprio dal cuore. Intanto se vai a vedere i dati questo e' vero sostanzialmente solo per gli appena poco piu' che maggiorenni (che vivendo sui soCCial sicuramente hanno capito bene come funziona il mondo /sarc).
.. ma gia' fra i 25-50enni i remain sono solo lievemente in vantaggio. Come dice Barbara Tampieri:
Questo vergognoso frame dei vecchiacci che hanno bucato il pallone ai ggiovani è l'apice del poraccismo sessantottino.
Anche quest'altro aveva più consenso tra i giovani che tra i vecchi

Quindi? Han ragione i giovani, largo ai giovani? Secondo me qui e' solo che i giovani sun piu' boccaloni, son troppo distratti dagli ormoni per riuscire a capire cos'e' veramente l'UE. Anche a me a 20 anni capitava di abboccare alle narrazioni dei protopidini di oggi.. la sentivi cosi', un po' distratto da pensieri molto piu' carnali o filosofici e bona, si, diciamo di si, passata, sara' cosi'. Se poi indaghi un po' meglio invece..
Raggiungono dei livelli che, davvero .. la Berlinguer che diceva che "gli inglesi poi non hanno preso manco un rifugiato, che si lamentano a fare?" ... tesoro, magari non hanno preso nessuno dei rifugiati che avete sostanzialmente chiamato negli ultimi anni, quelli dei barconi, ma ci sei mai stata a Londra santo cielo? Io l'ultima volta saranno stati 10 anni fa e gia' allora in certi momenti sembrava di stare a Lahore o a Bombay! Cazzo, hanno un sindaco mussulmano, ma te l'hanno detto? Vuoi dargli dei razzisti se ad un certo punto dicono "basta, ora basta, e' troppo?" ...
.. da qualche anno c'e' una sostanziale caccia alle streghe, in pieno stile, ve ne volete rendere conto cari piddini e piddinoidi (i piddinoidi son quelli che non votano pd ma hanno lo stesso quel tipo di testa, quel tipo di narrazione, quella mainstream delle elite, in tesat) che siete allo stesso livello, voi, di McCarthy (quello della caccia ai comunisti in USA negli anni '50, non il beatle). Oggi c'e' la caccia al razzista. Bisogna stare attenti ad ogni virgola qua, se no ti lapidano in piazza, vieni additato, iscritto nelle liste di proscrizione .. han rotto il cazzo, avete rotto il cazzo cari piddinoidi. Io non mi ritengo razzista, pensa che mi piace anche vedere facce diverse in giro, ma santo cielo c'e' un limite, ci deve essere un cazzo di limite, volete rendervene conto? non si puo' far venire chiunque, ci sono miliardi di poveri in giro per il mondo, li facciamo venite tutti qui? Paga lo stato? Anche facendo una bella tassa del 100% sui profitti non basterebbero per mantenere un decimo un centesimo dei poveri del mondo. Lo volete capire? Poi vi lamentate se la gente comincia ad averne le palle stracolme?
Fra l'altro sono solo i piddini - cattofascistelli democristiani globalisti del cazzo - e i piddinoidi a non rendersi conto che e' assolutamente di destra - intesa come elite bancarie-finanziarie-multinazionali globaliste e liberiste - questa politica del "venite tutti qui, benefit per tutti! gratis! vengino sior siori, venghino!" 
George Galloway è un "paria", emarginato nel partito laburista (anti-immigrazione nonchè anti-sionista)

Marco Rizzo:

#Brexit adesso la 'colpa' dell'uscita dalla UE sarebbe dei vecchi, dei poveri e degli incolti...

Non sanno più che dire i servi del capitale

Guardate che ha del geniale - vedendo come abboccano come paganelli - questa mossona mediatica che dura ormai da anni, quella di usare la gente di sinistra per portare avanti ogni cazzo di politica di destra. Abboccano come paganelli. Basta che gli fai vedere un povero immigrato e paf, e' fatta. Basta che gli indichi il babau, il fasssissta contro cui sbavare e ringhiare e paf, ecco che gli fai tutto quello che vuoi e manco se ne accorge. E pensa di essere di sinistra.
Fra l'altro sta gente forse con un nero o un marocchino non ci ha mai parlato. Perche' io per esempio, che l'ho fatto, ricordo benissimo il marocchino che ancora piu' di dieci anni fa mi diceva che tempo qualche decennio e sarebbero stati loro i padroni in Europa perche' noi siamo deboli, facciamo pochi figli. Loro invece ne fanno 3,4,5,6 ... si prendono piu' mogli. Tempo qualche decennio e ci saremo presi l'Europa. No, non era Salvini che lo diceva, era un nordafricano che conoscevo.
Facciam finta di niente? Devo tacere se no sono un nazista? Solo per riportarvi una conversazione? Vi rendete conto di che livello di caccia alle streghe siamo, sono questi dei media maintream e piddini e piddinoidi loro "braccio" sul territorio?
Ancora, ero a Bali e dove stavo c'era un nero di Milano, migrato in Australia da un pezzo e che poi ora vivacchia fra paradiso e paradiso visto che li costa tutto un cazzo. Architetto, diceva di essere. Beh, era lui che mi raccontava una sera di come aveva tentato di giocarsi la carta del razzismo, in Canada. Era arrivato in aeroporto e, non ricordo, era senza qualche carte, qualche timbro.. allora lui si mette a urlare "razzisti!" e fa la scena (me lo raccontava ridendo). I doganieri non fanno una piega e .. lo sbattono al gabbio (per una notte o due, tipo). Morale della favola? Ci provano, rendetevene conto, boccaloni che non siete altro, ci provano. Sanno che abbiamo questa coda di paglia e ci provano. Ma se gli mandano le guide sui servizi sociali in Europa, cosi' che possano scegliersi dove andare a ciucciare la mammella piu' grossa? Non dico che tutti siano cosi' ma la maggior parte di quelli che sono arrivati in questi ultimi anni in Europa non solo rifugiati politici .. sono solo paraculi. E sotto sotto (ma neanche tanto) se la ridono, ti ridono in faccia. E' razzismo il banale notarlo? A quanto pare si, in questa caccia alle streghe.
E in questa caccia alle streghe l'articolo di Saviano oggi e' perfettamente organico.
Dico che non ci sono razzisti in Europa? no, ci sono, sicuramente ci sono fra quelli che, per esempio, hanno votato Brexit ... ma la stragrande maggioranza e'  solo gente che ha semplicemente capito quello che e meglio per se, poveri, classe media che s'e' vista massacrate in questi ultimi 2 decenni di liberismo trionfante e globalizzazione.
Quindi vaffanculo con 'ste accuse di razzismo, vaffanculo. Se il razzismo dovesse davvero prendere piede in Europa sarete stati solo voi i colpevoli!  Si, voi giornalisti mainstream (praticamente tutti), voi piddinini e piddinoidi rincoglioniti (e' la definizione tecnica), voi che confondete l'Europa con Junker, Draghi e IMF (!) .... Santo cielo, quanto han rotto il cazzo questi piddini che se sei contro Junker "sei contro l'Europa", che si dipingono per pecore e invece sotto hanno il pelo del lupo, che si e vi raccontano di essere di sinistra, facendo leva in maniera infame sulla compassione delle persone di sinistra per il prossimo quando sono invece in tutto e per tutto pro globalizzazione, pro iperfinanza, pro liberismo commerciale, pro taglio dei ritti, pro svendite del paese, pro banche, pro distruzione del mercato del lavoro, pro Euro e compagnia bella.
E adesso ti raccontano dei poveri italiani che sono disperati, non potranno piu' andare a Londra (han gia' chiuso le tratte aeree .. e pare che le isole britanniche abbiano gia' preso a derivare verso nord-ovest, direzione Groenlandia ..)
Una votazione democratica - cazzo, per una volta che se ne vede una sull'UE! - e' diventata un mostro, sinonimo di Nazismo, Hitler ... Eh?! Prego? Ma vaffanculo!. Davvero, di cuore. non puoi storpiare sempre tutto a modo tuo in questo modo, non puoi. Oppure un bel vaffanculo e' proprio il minimo che di devi aspettare.
Insomma, li han fatti tutti loro i danni, tutti loro, in questi decenni. Troppo facile scaricare tutto sul babau, ora, troppo, troppo facile.
Com'e' che non si sentono notizie quotidiane di gente affogata a decine di fronte all'Australia? Te lo dico io: perche' quei nazista (/sarc) hanno fatto sapere chiaro e tonto nei paesi poveri intorno che chi avesse tentato di sbarcare illegalmente, senza documenti, sarebbe - banalmente - stato rispedito a casa sua. E si badi, l'immigrazione in Australia c'e', eccome, non e' un'oasi nazista chiusa al mondo e alle altre etnie, anzi, anche li tempo qualche decennio e i bianchi saranno una minoranza .. razzisti, tz). Da noi invece abbiamo mandato messaggi del tipo "venite, venite! Bengodi vi aspetta!". Ora: sulla coscienza di chi stanno quei morti affogati? Della Meloni? Di Salvini? Io dico di tutti quelli che hanno lanciato quel messaggio, e di tutti quelli che si sono dati da fare per accelerare questa crisi, con vere e proprie guide distribuite per medio oriente ed Africa sul come fare, come comportarsi, cosa dire alle autorita' e compagnia bella.
Se questo continente dovesse derivare verso degli autentici regimi razzisti (non credo) la colpa sarebbe solo vostra, care belle anime illuminate. Se l'odio fra i popoli in Europa e' cresciuto e' stato solo grazie all'euro e questa vostra bellissima UE. non ricordo nessuno 20 anni che fa che avesse da ridire coi tedeschi o tedeschi che avessero da ridire coi terroni italiani e greci. Ora ci sono. Complimenti, bel lavoro. L'UE che "ha salvato l'Europa dalla guerra!" .. branco di pecore. O peggio.

Dai, dovrebbe bastare vedere come sono insofferenti alla democrazia questi del "Partito Democratico" per capire. Maledetti popoli bifolchi e razzisti, nazisti! ... quanto gli piacciono invece le elite mondialiste e i loro emissari, i Mario "al riparo dal processo elettorale" Monti, le Lagarde, le Lilly Bilderberg, i Prodi Draghi ... basta che siano "ex" Goldman Sachs o "ex" Commissione trilaterale, pare .. loro si che illuminati, progressisti, antinazisti ...

Fonte: qui

SE NE VA BUD SPENCER

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27 Giugno 2016

1. CARLO PEDERSOLI AVEVA 86 ANNI, IL FIGLIO: ‘’PAPA’ È VOLATO VIA SERENAMENTE ALLE 18.15. NON HA SOFFERTO, AVEVA TUTTI NOI ACCANTO E LA SUA ULTIMA PAROLA È STATA ‘GRAZIE’’’
2. INFANZIA A NAPOLI, CON I SUOI IN SUD AMERICA. "A RIO DE JANEIRO OPERAIO IN CATENA DI MONTAGGIO, A BUENOS AIRES BIBLIOTECARIO; A MONTEVIDEO SEGRETARIO ALL’AMBASCIATA"
3. NEL 1967 È SCELTO PER INTERPRETARE IL RUOLO DI UN BANDITO IN “DIO PERDONA IO NO” INSIEME A PIETRO MARTELLANZA. DOPO QUATTRO GIORNI MARTELLANZA SI ROMPE UNA GAMBA E MARIO GIROTTI LO SOSTITUISCE NEL RUOLO. INIZIA COSÌ, PER FATALITÀ, LA CARRIERA DELLA COPPIA BUD SPENCER E TERENCE HILL, UN SUCCESSO CLAMOROSO CHE DURA TUTT’ORA

E' morto oggi pomeriggio l'attore Bud Spencer alias Carlo Pedersoli. Aveva 86 anni. Lo ha annunciato il figlio Giuseppe Pedersoli: "Papà è volato via serenamente alle 18.15. Non ha sofferto, aveva tutti noi accanto e la sua ultima parola è stata 'grazie".

A cura di Giorgio Dell’Arti - scheda aggiornata al 11 settembre 2014
bud spencer bomber
BUD SPENCER BOMBER
Carlo Pedersoli) Napoli 31 ottobre 1929. Attore. Noto soprattutto per il lavoro in coppia con Terence Hill. «Nel 2004, quando sono andato al Festival di Berlino con Olmi, ad aspettarmi in aeroporto c’erano 8 mila persone. Per Nicole Kidman e Jack Nicholson, duecento».
• Vita Infanzia a Napoli, che lasciò a 11 anni quando la famiglia si trasferì a Roma (ma «nessuno è più napoletano di me»). Compagno di giochi, nel quartiere Santa Lucia, di Luciano De Crescenzo, che difendeva dai pugni degli altri ragazzini. Iscritto alla facoltà di Chimica a Roma, andò poi con la famiglia in Sud America. «A Rio De Janeiro feci l’operaio in una catena di montaggio; a Buenos Aires, il bibliotecario; a Montevideo il segretario all’Ambasciata italiana».
bud spencer bomber
BUD SPENCER BOMBER

• Forte nuotatore («Non avessi avuto il vizio del fumo, sarei stato tra i primi tre al mondo»), tornò in Italia nel 1948, chiamato da un noto club. Fu il primo italiano a infrangere il muro del minuto nei 100 stile libero con il tempo di 59”5: «Nel 1952, alle Olimpiadi di Helsinki, mi classificai quinto nella semifinale dei cento stile libero e con la squadra di pallanuoto vinsi la medaglia di bronzo. Quattro anni dopo, partecipai alle Olimpiadi di Melbourne. Undicesimo. Sempre nei cento stile libero». Nella pallanuoto vinse anche uno scudetto, con la Lazio.
Continuavano a chiamarlo Trinita? bud spencer terence hill
CONTINUAVANO A CHIAMARLO TRINITA' - BUD SPENCER TERENCE HILL
• «Intanto partecipa ai suoi primi film come comparsa: Quo Vadis? e Annibale. Nel 1967 è scelto per interpretare il ruolo di un bandito in Dio perdona io no insieme a Pietro Martellanza. Dopo quattro giorni di riprese Martellanza si rompe una gamba e Mario Girotti lo sostituisce nel ruolo. Inizia così, quasi per fatalità, la carriera della coppia Bud Spencer e Terence Hill, destinata ad un grande successo» (Radiocorriere tv).
• «La birra Budweiser era la mia preferita. Spencer Tracy l’attore più amato»: così ha spiegato la nascita del suo nome d’arte.
foto d epoca enrico todi e bud spencer
FOTO D'EPOCA ENRICO TODI E BUD SPENCER
• Tra i suoi film: Lo chiamavano Trinità... (1970), ...Continuavano a chiamarlo Trinità (1971), ...Più forte, ragazzi (1972), Anche gli angeli mangiano fagioli (1973, con Giuliano Gemma), Piedone lo sbirro (1973), ...Altrimenti ci arrabbiamo (1974), Piedone a Hong Kong (1975), I due superpiedi quasi piatti (1977), Lo chiamavano Bulldozer (1978), Pari e dispari (1978), Piedone l’africano (1978), Io sto con gli ippopotami (1979). Che continuano a fare ascolti molto alti nelle repliche in tv. Più di recente è stato protagonista della fiction di Canale 5 I delitti del cuoco (2010).

bud spencer e giuliano gemma
BUD SPENCER E GIULIANO GEMMA
• L’inventore della saga di Trinità (il suo personaggio si chiamava Bambino) fu Enzo Barboni, che scrisse quei film e li diresse con lo pseudonimo di E.B. Clucher: «Enzo era un tecnico straordinario (aveva lavorato come operatore anche in grosse produzioni hollywoodiane), ma era soprattutto un uomo di straordinario humour. A lui va gran parte del merito dell’invenzione e del successo di quella formula.
Ma altrettanto decisivo è stato Italo Zingarelli, il produttore (...) Dobbiamo moltissimo a stuntmen eccezionali, ma anche alla semplice intuizione dei nostri personaggi. Io ho capito che il pubblico mi voleva poco intelligente, ma molto buono. Appena apparivo in scena pensava: “Mo’ guarda che succede”. Era una goduria. In Svezia, per uno dei due Trinità, una ragazza si è messa a ridere e non la smetteva più. L’hanno portata fuori dalla sala» (a Mario Sesti).
• Nel 2003 fu molto apprezzato dalla critica per la sua interpretazione in Cantando dietro i paraventi di Ermanno Olmi (gli valse anche una nomination al Nastro d’argento come miglior attore non protagonista).
• Da alcuni anni insegue il sogno di portare sullo schermo il Don Chisciotte: «Sono un attore spontaneo, non studiato. In passato mi hanno proposto parti prestigiose, per un Gargantua o per un Gulliver, ma le sentivo fuori della mia portata. Poi Olmi ha distrutto Bud Spencer ed è stata come una seconda nascita. Ora sono pronto ad affrontare la sfida di Cervantes. Girotti e io, però, vorremmo farne una versione più giocosa; così abbiamo immaginato di chiedere a Cervantes, chiuso in carcere, di ritoccare il Don Chisciotte per rendercelo più vicino».
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BUD-SPENCER-AUTOBIOGRAFIA
• Vede in Fellini e Olmi i grandi registi del cinema italiano: «Due geni». Ma nel 69 disse no a Fellini: «Per il suo Satyricon, voleva farmi fare Trimalcione: dovevo stare con il culo nudo e farmelo mordere da un ragazzo. “A Federi’...”, gli ho detto» (da un’intervista di Andrea Scarpa).
• Ha scritto e interpretato canzoni napoletane. Un’attività, quella musicale, che aveva intrapreso per un certo periodo anche prima del sodalizio cinematografico con Terence Hill.
• Nel 1977 prese un brevetto di volo negli Stati Uniti: ha all’attivo oltre 2.500 ore alla guida di jet, elicotteri e aerei a elica. Nell’81 fondò anche una compagnia aerea, la Mistral Air, passata poi al gruppo Tnt e infine a Poste italiane.
BUD SPENCER CON GIOVANNA RALLI E CONSORTI
BUD SPENCER CON GIOVANNA RALLI E CONSORTI
• Dedicati alla coppia Terence Hill-Bud Spencer gli Incontri con l’autore di Assisi del 2006: «Qualcuno si stupirà di vedere nobilitati i due allegri eroi dello spaghetti western, ma non ci sono dubbi sull’autorialità dei loro film» (Tullio Kezich). Una retrospettiva, nell’ambito di una rassegna dedicata al western all’italiana, anche alla Mostra del Cinema di Venezia del 2007, e una per lui singolarmente al primo Festival cinematografico dello Stretto, nel 2007 a Messina.
TERENCE HILL BUD SPENCER in altrimenti ci arrabbiamo
TERENCE HILL BUD SPENCER IN ALTRIMENTI CI ARRABBIAMO
• Il 7 maggio 2010, con Terence Hill, ha ricevuto il David di Donatello alla carriera.
• È entrato con un ruolo attivo in Federnuoto: alla fine del 2006 il presidente Paolo Barelli lo coinvolse nella organizzazione dei meeting della Federazione in vista dei Mondiali di nuoto del 2009 a Roma; nel 2007 la Fin gli concesse i brevetti di allenatore di nuoto e pallanuoto.
• Nel 2010 ha pubblicato la sua biografia, scritta con Lorenzo De Luca, Altrimenti mi arrabbio. La mia vita (Aliberti), uscita l’anno dopo anche in Germania e riscuotendo grande successo (edizioni Schwarzkopf und Schwarzkopf).
CARLO PEDERSOLI BUD SPENCER CON MOGLIE
CARLO PEDERSOLI BUD SPENCER CON MOGLIE
• Si è iscritto tre volte all’università, ma non si è mai laureato: «A 16 anni credo di essere stato il più giovane universitario d’Italia, facoltà di Chimica. Più tardi mi sono iscritto a Giurisprudenza e poco tempo fa a Sociologia per spronare mia figlia. Ma non mi sono mai laureato in niente...» (Massimo Castellani) [Avv 10/7/2011].
• Alto un metro e 92 cm, calza il 47 di piede.
• Vive a Roma.
• Vita privata Ha sposato Maria Pia, figlia del produttore Peppino Amato, «la mia sola, grande certezza». Tre figli: uno, Giuseppe (1961), produttore cinematografico (Smile Production), le altre due: Cristiana (1962), candidata alle comunali di Roma del 2013 con il Pdl, e Diamante (1972), attrice.
• «Una mattina del 1967, il regista Giuseppe Colizzi chiama mia moglie e gli chiede: “Ma tuo marito è sempre così grosso come alle Olimpiadi?”. E lei gli risponde: “No Giuseppe, è molto peggio”» [Castellani, cit.].
• Commenti «Ha l’aspetto, e l’afflato, del santone e del profeta. Alieno da pose e pretese, è un vecchio saggio che non solo conosce la vita, ma l’ha anche capita. Ha fatto di tutto e in tutto ha avuto successo» (Roberto Gervaso).
• «Credo che Terence Hill avesse litigato con il produttore. Mi sono divertito con Bud. Dovunque andavamo aveva sempre la mappa dei migliori ristoranti. Allora era magrolino, pesava appena 110 chili» (Giuliano Gemma, partner inedito in Anche gli angeli mangiano i fagioli).
• «Il più simpatico tra gli attori con cui ho lavorato nel cinema? Ma non ci sono dubbi, Bud Spencer, con lui mi divertivo un mondo, insieme ci facevamo un sacco di risate» (Enzo Cannavale).
• «La forza di un uomo saggio, che ha imparato tanto dalla vita, ma anche dal cinema e dai suoi attori “non protagonisti”, come “il cavallo che dopo la prima giornata di riprese, al mattino dopo entrai nella stalla e si stese per terra. Aveva deciso di scioperare perché non voleva essere cavalcato da un uomo che allora pesava 150 chili... Il primo grande insegnamento me lo diede l’attore Eli Wallach che un giorno mi disse: ‘Ricordati che un americano non cammina come te. E non ti agitare troppo, perché sullo schermo la tua faccia sarà nove metri per otto’. Non l’ho più dimenticato...”» (Massimo Castellani).
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BUD SPENCER

• Politica Candidato con Forza Italia alle regionali del Lazio nel 2005, non fu eletto: «Con 5 mila preferenze arrivai quarto, su tre posti disponibili, senza fare campagna». Si dice ancora berlusconiano, dopo un passato da radicale. «Oggi, da cattolico, sono convinto che il divorzio e l’aborto abbiano distrutto la famiglia». Fonte: qui
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TERENCE HILL BUD SPENCER


 


lunedì 27 giugno 2016

La Scozia insiste: Pronti a bloccare la Brexit

2980684La premier scozzese Nicola Sturgeon: sarebbe giusto concedere al Parlamento di Edimburgo il diritto di esprimere il suo consenso alla Brexit.

"Il Parlamento deve decidere sulla base di quel che è giusto per la Scozia".

E' andata a ripeterlo in cinque diverse trasmissioni televisive Nicola Sturgeon, primo ministro scozzese, che ieri è tornata, con nuovi elementi, a criticare l'esito del referendum sulla Brexit ed a minacciare il Regno Unito sulla possibilità che Edimburgo non ratifichi l'esito del referendum.

Secondo quanto sancito dall'articolo 29 dello Scotland Act infatti, "in caso di qualunque atto volto ad abolire l'applicazione dei regolamenti europei in questo Paese, sarà necessario il consenso del Parlamento scozzese".

Così recita il passo della legge con cui nel 1998 il Parlamento di Westminster approvava la devoluzione di Edimburgo. E su questo elemento proverà a fare pressione la Sturgeon, che ha annunciato inoltre la volontà di sedere al tavolo con le istituzioni europee, per discutere le opzioni a disposizione e tutelare il posto della Scozia nell'Unione europea. 

Fonte: qui

Elezioni Spagna 26 giugno 2016, i risultati: vince Rajoy, Podemos dietro al Psoe

Leader of the Popular Party (PP) and Spain's caretaker Prime Minister Mariano Rajoy blows kisses to his supporters at the PP headquarters during Spain's general election in Madrid on June 26, 2016.
Spain's repeat polls ended on June 26 with the incumbent conservatives appearing to have scored a small win tailed closely by a far-left coalition led by Podemos, exit polls said, against a backdrop of record/low abstention. / AFP / JOSE JORDAN (Photo credit should read JOSE JORDAN/AFP/Getty Images)
27 giugno 2016 - I risultati definitivi delle elezioni 2016 in Spagna vedono una situazione simile al voto di dicembre.
Vince (senza maggioranza assoluta) il Partido Popular di Mariano Rajoy, premier uscente, che ottiene alla Camera 137 seggi contro i 123 di dicembre. Seconda forza il PSOE: i socialisti di Pedro Sanchez ottengono 85 deputati, 5 in meno rispetto a sei mesi fa. Unidos Podemos, che secondo gli exit poll era in forte crescita, si ferma a 72 seggi, solo 2 in più rispetto a dicembre. Il centro di Ciudadanos ha il calo più marcato: da 40 a 32 deputati.
Festeggia Mariano Rajoy che dal balcone della sede del PP a Madrid si dice pronto a governare, forte del 33% totale dei voti. Per farlo bisognerà però riuscire a trovare un accordo con le altre forze politiche. La sola ipotetica alleanza PP-Ciudadanos non basterebbe infatti per permettere l'investitura di Rajoy: ci sarà bisogno almeno dell'astensione dei socialisti.
Per Pablo Iglesias si tratta di uno stop inaspettato: l'accordo con Izquierda Unida non ha portato allo sperato sorpasso ai danni del Psoe. "Prima o poi vinceremo", ha detto Iglesias in un discorso in piazza nel quale non ha nascosto la negatività del risultato di Unidos Podemos.
Il Partito socialista deve prendere atto della perdita di altri 5 seggi, con nuovo minimo storico, ma è quasi una buona notizia: Pedro Sanchez appariva molto indebolito ma i risultati di ieri confermano che rimane il Psoe il principale partito della sinistra (seppur con un piccolo margine, dell'1,5%).
Brutto colpo per Ciudadanos: i centristi guidati da Albert Rivera pagano la scelta degli elettori di centrodestra di puntare al "voto utile" richiesto da Rajoy negli scorsi giorni e perdono 8 posti alla Camera.
L'affluenza è stata del 69,84%, contro il 69,67% del 2015.
Cosa succede adesso? Né il blocco di centrodestra (PP e Ciudadanos), né quello di centrosinista (Psoe e Podemos) hanno i numeri per governare. I popolari, forti della vittoria e soprattutto dei 14 seggi in più rispetto a dicembre, proveranno a formare il governo. Sembra abbastanza facile trovare un accordo con Ciudadanos, ben più difficili saranno le trattative con il Psoe per quello che potrebbe essere il primo governo di grande coalizione nella storia spagnola.
Fonte: qui

Per altre informazioni, qui