9 dicembre forconi: telefono cellulare
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mercoledì 12 settembre 2018

MICROONDE: CON LE NUOVE FREQUENZE 5G L'ELETTROSMOG SUPERERÀ OGNI RECORD, E ANCORA NON SAPPIAMO DAVVERO TUTTI I DANNI CHE CI PUÒ FARE


LA RICERCA MEDICO-SCIENTIFICA PERÒ DICE CHE IL PERICOLO ESISTE ED È FONDATO, MA LE LINEE GUIDA SONO VECCHIE E BASATE SU UN USO E UNA POTENZA DEI TELEFONI E DELLE ANTENNE CHE NON HA NIENTE A CHE FARE CON LA REALTÀ DI OGGI

Maurizio Martucci per www.ilfattoquotidiano.it

Mondiale, la posta in ballo è straordinariamente alta. Non solo nel business, ma nella tutela della salute pubblicaL’ho scritto (denunciandolo) nel mio ultimo libro inchiesta. Lo scontro è tra titani. “Era da aspettarselo – scrive su Facebook, polemizzando con la Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti (Icnirp), Fiorella Belpoggi, ricercatrice dell’Istituto Ramazzini, a capo del più grosso studio al mondo sugli effetti nocivi delle radiazioni da antenne di telefonia mobile (banda 3G) – ora chi di dovere si prenderà la responsabilità di ignorare un pericolo”.
inquinamento elettromagneticoINQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO

Tra le polemiche, la partita è tutt’altro che chiusa e, clamorosamente, potrebbe riaprirsi: c’è attesa per le nuove linee guida sulla sicurezza per l’esposizione all’elettrosmog, depositati i risultati dell’istituto bolognese (condotto su cavie umane equivalenti, riscontrati tumori maligni su cervello, cuore e infarto) e dell’americano National Toxicology Program (cancro da cellulare),  la scorsa settimana bollati come “poco affidabili” dall’Icnirp, ma presto al vaglio dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro.

le onde elettromagnetiche in casaLE ONDE ELETTROMAGNETICHE IN CASA

Forse per questo, senza dar troppo nell’occhio, negli ultimi mesi stiamo assistendo a una forsennata corsa contro il tempo per implementare l’infrastruttura tecnologica di quinta generazione. Lo dimostrano i 500 milioni di euro prestati dall’Europa a Nokia, i 200mila lampioni LED/Wi-Fi appena installati a Roma e le mini-antenne accese a Torino: se l’Organizzazione Mondiale della Sanità dovesse rivalutare (al rialzo) la classificazione delle radiofrequenze, inserendole tra i “probabili” (Classe 2B) se non addirittura tra i “certi” (Classe 1) agenti cancerogeni per l’umanità, dall’oggi al domani crollerebbe l’intera impalcatura su cui – sbrigativamente – lobby dell’industria wireless e (spregiudicata) politica negazionista stanno costruendo il sogno digitale del 5G.

Perché saremo tutti irradiati da una sommatoria multipla e cumulativa di nuove frequenze oggi all’asta, spingendo (presto con riforma di legge?) il campo elettrico nell’aria da 6 V/m a 61 V/m. Ovunque, uno tsunami di microonde millimetriche ci sommergerà: con quali conseguenze? Ecco:
inquinamento da wifiINQUINAMENTO DA WIFI

Aumento del rischio di tumori del cervello, del nervo vestibolare e della ghiandola salivare sono associati all’uso del telefono cellulare. Nove studi (2011-2017) segnalano un aumento del rischio di cancro al cervello dovuto all’uso del telefono cellulare. Quattro studi caso-controllo (2013-2014) riportano un aumento del rischio di tumori del nervo vestibolare. Preoccupazione per altri tumori: mammella (maschio e femmina), testicolo, leucemia e tiroide. Sulla base delle prove esaminate, è nostra opinione che l’attuale classificazione delle radio frequenze come cancerogeno per l’uomo (Classe 2B) dovrebbe essere aggiornata a cancerogenico per gli esseri umani (Classe1)”.
inquinamento elettromagneticoINQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO


L’aggiornamento della ricerca medico-scientifica nei risultati dei nuovi studi parla chiaro. Il pericolo esiste ed è fondato. E non è uno scherzo, se si pensa all’uso compulsivo degli smartphone: le linee guida redatte nel 1998 dall’Icnirp sono vecchie, se non altro superate dall’incontrastato avanzamento tecnologico, più veloce per sfornare merce Hi-Tech priva di valutazione preliminare del rischio sanitario: l’aggiornamento è urgente! Non è procrastinabile.

“Usano le parole magiche ‘incoerenti’ e ‘inaffidabili’ per minare le ultime scoperte – critici, sul blog scrivono i tecnoribelli di No Radiotion for you – accettando e promuovendo studi che mostrano un’immagine più sicura: l’Icnirp si dimostra ancora una volta inadeguato, insignificante e irrilevante”.

ANTENNE TELEFONICHEANTENNE TELEFONICHE
 L’appunto non è da poco: la Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti è quell’organismo (privato) accreditato Iarc-Oms su cui alla fine degli anni 90 l’Unione Europea si basò nel considerare i soli effetti termici (cioè il surriscaldamento del corpo umano irradiato dall’elettrosmog, simulato con manichini riempiti di gel), ignorando le evidenze sui danni biologici.

“E’ giunto il momento di aggiornare e rivedere giudiziosamente le linee guida dell’Icnirp”, afferma l’ex membro (ci lavorò 12 anni) Jim Lin, mentre – come il noto Angelo Gino Levis (ex mutagenesi ambientale Università di Padova) anche Dariusz Leszczynski (scienziato tra i massimi esperti al mondo, studiò il progetto Interphone Iarc-Oms) – sostiene l’inaffidabilità dell’Icnirp per dettare l’agenda governativa in materia di regolamentazione del rischio sulle pervadenti onde invisibili.
ANTENNE tv localiANTENNE TV LOCALI

Allora: se gli esiti Icnirp sono superati, vecchi di 20 anni, cosa succederà se la massima autorità sanitaria del mondo recepisse le più aggiornate prove scientifiche sulla cancerogenesi dell’elettrosmog? Il danno biologico evidenziato dagli studi (con finanziamenti pubblici) di National Toxicology Program e Istituto Ramazzini? Che sarà del 5G? E della conseguenze a cui, come cavie, senza informarci ci stanno esponendo?

Fonte: qui


venerdì 6 aprile 2018

SAPETE QUANDO E’ STATA REALIZZATA LA PRIMA CHIAMATA AL CELLULARE? ERA IL 3 APRILE 1973

L'INGEGNERE DELLA MOTOROLA MARTIN COOPER SPERIMENTÒ LA SUA INVENZIONE CONTATTANDO IL SUO “RIVALE” JOEL S. ENGEL, CAPO DEL PROGRAMMA DI RICERCA SUI TELEFONINI DEL COLOSSO USA, AT&T 

CI VOLLERO DIECI ANNI PER METTERE IN COMMERCIO IL PRIMO ESEMPLARE...

Leonard Berberi per il “Corriere della Sera”

MARTIN COOPERMARTIN COOPER
Esterno giorno, Sesta strada, Manhattan, New York, 3 aprile 1973. «Hey Joel, sono Martin Cooper», dice un signore in giacca, cravatta e sguardo vispo. «Ciao Martin», risponde una voce da questo aggeggio di 23 centimetri e un chilo di peso, senza schermo e che ha bisogno di una decina d' ore per caricare la batteria.

«Ti sto chiamando da un telefono cellulare, un vero telefono cellulare, uno di quelli che si tiene in una mano, portatile, senza filo!», esclama Cooper. Dall' altra parte seguono alcuni secondi di silenzio. E la consapevolezza che la gara tecnologica è terminata, vinta proprio da chi aveva appena telefonato.
MARTIN COOPERMARTIN COOPER

Il nuovo mondo delle telecomunicazioni parte così. In una giornata primaverile grigia e fresca di 45 anni fa, nel traffico di una strada di una metropoli statunitense. Non è un momento casuale, a dire il vero, ma non c' è nemmeno la piena consapevolezza di quello che è appena successo. Non in Martin Cooper, ingegnere della Motorola che ha appena finito quella che è la prima telefonata senza fili nella storia dell' umanità.

Una chiamata, a suo modo spietata, al rivale Joel S. Engel, capo del programma di ricerca sui telefonini di un altro colosso a stelle e strisce, At&t. Perché sia Cooper/Motorola sia Engel/At&t stanno lavorando da mesi sulla realizzazione di un dispositivo che consenta le telefonate senza stare attaccati a una presa. «Ma Engel e il suo team del Bell Labs pensavano di installare l' apparecchio portatile nelle automobili, cosa che avrebbe finito per intrappolarci non soltanto a casa e negli uffici, ma anche dentro i veicoli!», ricorda oggi Cooper.

MARTIN COOPERMARTIN COOPER
«Per me non aveva davvero senso: quello che dovevamo fare era realizzare una tecnologia per consentire alle persone di parlare in qualsiasi posto, senza alcun tipo di restrizione fisica».

Anche se il rischio di finire intrappolati dal cellulare, 45 anni dopo, è ancora quanto mai attuale. L'ingegner Cooper lavorò con i suoi colleghi per tre mesi a un modello che rendesse obsoleto quello pensato da At&t: nacque così il prototipo del «DynaTAC», un apparecchio dalle dimensioni di un mattone che quel 3 aprile 1973 funzionò perfettamente.

Ci vollero però una decina d'anni per mettere in commercio il primo esemplare di telefonino, rimpiazzato poi dal modello 8000X (che costava, ai valori correnti, quasi 10 mila dollari) e nel 1989 dal MicroTAC. Poi arrivò Nokia che con il suo 3210 sbaragliò tutti.
Quindi rispose Motorola con il sottilissimo Razr.
MARTIN COOPERMARTIN COOPER

Fino a quando spuntarono gli smartphone e, nel 2007, quel 3G iPhone di Apple che cambiò il nostro modo di trascorrere le giornate. Se 10 anni fa in tutto il mondo vennero venduti 122 milioni di aggeggi, nel 2017 sono stati 1,54 miliardi. E l'ingegner Cooper? Oggi ha 89 anni ed è molto attivo su Twitter con un account abbastanza esplicito (@MartyMobile). E sì, conserva sulla scrivania tutti i modelli di cellulare. «Mattone» compreso.

Fonte: qui