9 dicembre forconi: stile di vita
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sabato 10 agosto 2019

VOLETE CAMPARE FINO A 120 ANNI? E ALLORA SEGUITE QUESTE SEMPLICI REGOLE

ALLA BASE DELL’ELISIR DI LUNGA VITA C’È L’ALIMENTAZIONE GENUINA, OVVERO CIBO DI ALTISSIMA QUALITÀ, ZERO PESTICIDI, FRUTTA E VERDURA DI STAGIONE E A CHILOMETRO ZERO – CONTRO I CHILI I TROPPO DOVETE FARE CINQUE PICCOLISSIMI PASTI E MUOVERVI ALMENO UN’ORA A GIORNO 

MA ATTENZIONE A COMPORTARVI A 60 ANNI COME SE NE AVESTE 30…

Antonella Amapane per "la Stampa"
Altro che quota 100. «Il nostro corpo, come la ricerca sostiene da tempo, potrebbe vivere fino a 120 anni. Non è fantascienza. Tutto sta a mantenerlo in salute. E lo stile di vita ci salverà», dice la dottoressa Lucia Magnani, ad di Long Life Formula, la società che gestisce le Terme di Castrocaro e fa capo al gruppo sanitario italiano GVM Care & Reserch (che raggruppa 33 strutture ospedaliere specializzate, nel nostro Paese e all' estero).
Come si articola la sua «ricetta» di lunga vita?
«E' un metodo nato su basi scientifiche per migliorare la qualità della nostra esistenza con la prevenzione e l' eliminazione dei fattori di rischio.
Anche attraverso una serie di approfonditi esami. Se noi dalla nascita vivessimo in una campana di vetro, quindi non esposti ai processi dannosi come inquinamento, cattive abitudini alimentari, sedentarietà...staremmo benissimo. Dobbiamo quindi costruirci una protezione intelligente, applicando le conoscenze della medicina del sano, quella che previene le patologie. Si pensi che la principale causa dei decessi, l' ictus, con il giusto stile di vita si è ridotta del 19 per cento»
Da dove si comincia a costruire questa super protezione?
«Intanto mangiando meglio. L' alimentazione genuina genera salute, come dicevano le nostre nonne. Questo significa: altissima qualità, zero pesticidi, frutta e verdura di stagione a chilometro zero. Poi proteine, la carne anche due volte la settimana, va bene anche quella rosa, pochi carboidrati e ancor meno zuccheri. Importante è la varietà. Non dimentichiamo che i nostri antenati per milioni di anni si sono nutriti di caccia, pesca, legumi. E si muovevano continuamente».
mangiare beneMANGIARE BENE
Diceva, la qualità...
«Sì, l' olio di oliva per esempio possiede antiossidanti meravigliosi, ma sono molto labili.
Ci vuole quello di prima spremitura, fatta nei tempi giusti. Anche gli alimenti bio vanno scelti con cura, magari sono coltivati perfettamente, ma a due chilometri da un inceneritore...».
Invecchiando si accumula peso, c' è un trucco per controllare la fame?
«Suddividendo le porzioni in 5 piccolissimi pasti. Così, a seconda delle dosi, si perde o si mantiene il peso forma. E ci si sente sazi fino a sera. Poi, fondamentale, da mezz' ora a un' ora di movimento. Tutti i giorni».
mangiare bene 1MANGIARE BENE
Mai uno strappo?
«Un bicchiere di vino rosso fa bene, è ricco di polifenoli. Quello bianco ...meno, ma se piace perché privarsene? Un dolcino? Poco è meglio, per assaporarlo bisogna lasciarlo a lungo in bocca, in modo che le papille gustative si appaghino...».
flessioniFLESSIONI
Quanto conta oggi la fisicità?
«Moltissimo, valutiamo le persone in base al loro aspetto. Almeno nel primo impatto. Invecchiare bene è un' arte. La regola, però, è mai strafare. Ci vuole equilibrio, comportarsi a 60 anni come ne avessimo 30 è un grave errore: genera stress ossidativo, un grande nemico da combattere con integratori ad hoc».
elisir di lunga vita 2ELISIR DI LUNGA VITA 
Sarebbe a dire?
«Racconto sempre la storia della cellula, paragonandola a un castello attaccato dal nemico, cioè lo stress ossidativo. Il castello va protetto con le prime truppe di antiossidanti più labili, poi via con quelle d' attacco più forti. E se pure quelle soccombono spariamo i cannoni per impedire che il nemico entri nella cellula. E' questo che facciamo nelle nostre ricerche scientifiche».
andare in biciANDARE IN BICI
Lei produce anche una linea di cosmetici col suo nome, ma ha dei trucchi di bellezza «fai da te», di quelli che si tramandano in famiglia, nel caso perdesse il beauty case?
«Sì, certo. Mi pulisco il viso con il sapone di Marsiglia, uso l' olio d' oliva per nutrire la pelle; per idratarla, invece, bevo molta acqua. Le abitudini più semplici e il rispetto delle proprie radici oggi tornano a essere molto importanti».
Che tipo di clientela apprezza maggiormente questo ritorno alla semplicità?
«I giovani. Perché hanno bisogno di certezze e sono affascinati dai valori solidi, legati alla tradizione. Tipo i consigli della nonna... se vogliamo riassumere il concetto in una battuta. C' è una fascia di nuove generazioni, per esempio, che ha scoperto il piacere di frecquentare le terme.

mangiare beneMANGIARE BENE
Queste di Castrocaro hanno 170 anni, le frequentava la famiglia Mussolini e fu il duce a ristrutturarle con imponenti lavori nel 1938. Adesso noi le stiamo ulteriormente ampliando con un investimento di 30 milioni di euro».

Fonte: qui

martedì 21 maggio 2019

UN NUOVO STUDIO CONFERMA CHE UNA DELLE ALTERAZIONI GENICHE PIÙ FREQUENTI PER LO SVILUPPO DEL CANCRO NON AVVIENE CASUALMENTE, MA E' PROVOCATA DALL’AMBIENTE ESTERNO ALLA CELLULA

STILE DI VITA E BUONA ALIMENTAZIONE CONTANO: NON È UN CASO CHE IL 40% DEI TUMORI SI POTREBBERO PREVENIRE ELIMINANDO…
Silvia Turin per "www.corriere.it"

tumoreTUMORE
Non ci si ammala di cancro per caso o per sfortuna: lo confermano i risultati dello studio di un gruppo di scienziati dell’Istituto europeo di oncologia, appena pubblicato sulla rivista scientifica Nature Genetics e finanziato dallo European Research Council (ERC).

Le mutazioni sono prevedibili
I ricercatori, guidati da Piergiuseppe Pelicci, Direttore della Ricerca Ieo e professore di Patologia generale all’Università di Milano, e Gaetano Ivan Dellino, ricercatore Ieo e di Patologia generale dell’Università di Milano, in collaborazione con il gruppo diretto da Mario Nicodemi, professore all’Università di Napoli Federico II, hanno scoperto che una delle alterazioni geniche più frequenti e importanti per lo sviluppo del cancro, le «traslocazioni cromosomiche», non avvengono casualmente nel genoma, ma sono prevedibili e sono provocate dall’ambiente esterno alla cellula.

malati tumore 8MALATI TUMORE
Il commento
«Nel corso della vita, un uomo su 2 e una donna su 3 si ammalano di cancro - spiega Pelicci -. Perché? Un tumore si sviluppa quando una singola cellula accumula 6 o 7 alterazioni del Dna a carico di particolari geni: i geni del cancro. La domanda diventa quindi: che cosa determina quelle alterazioni?

tumore allo stomaco 1TUMORE ALLO STOMACO
La ricerca di una risposta ha creato due scuole di pensiero: una che identifica la causa principale nell’ambiente in cui viviamo e nel nostro stile di vita, e l’altra che ne attribuisce l’origine alla casualità e dunque, in ultima analisi, alla sfortuna».

Il precedente
Secondo tre precedenti studi pubblicati su Science, a firma da Bert Vogelstein, uno degli scienziati contemporanei più autorevoli, due terzi delle mutazioni trovate nei tumori si formano durante la normale vita dei nostri tessuti, quando le cellule duplicano il proprio Dna per moltiplicarsi.

genoma 8GENOMA 8
Siccome queste mutazioni sono considerate inevitabili, perché dovute ad errori casuali, Vogelstein aveva concluso che le stesse avverrebbero in ogni caso, anche se il nostro fosse un pianeta perfetto e i nostri stili di vita irreprensibili. I lavori pubblicati hanno stimolato un grande dibattito nella comunità scientifica.
tumore allo stomacoTUMORE ALLO STOMACO

La scoperta
«Oggi pubblichiamo un lavoro che mette in discussione la casualità delle traslocazioni cromosomiche - spiega Dellino in un comunicato - , uno dei due tipi di alterazioni geniche trovate nei tumori. Le traslocazioni sono la conseguenza di un particolare tipo di danno a carico del Dna, ossia la rottura della doppia elica. Come per le mutazioni, pensavamo che questo tipo di danno avvenisse casualmente nel genoma, ad esempio durante la divisione cellulare, come ipotizzato da Vogelstein.
tumore ai polmoniTUMORE AI POLMONI

Al contrario, studiando le cellule normali e tumorali del seno, abbiamo scoperto che né il danno al Dna né le traslocazioni avvengono casualmente nel genoma. Il danno si verifica all’interno di geni con particolari caratteristiche e in momenti precisi della loro attività. Si tratta di geni più lunghi della media e che, pur essendo “spenti”, sono perfettamente attrezzati per “accendersi”. La rottura del Dna avviene nel momento in cui arriva un segnale che li fa accendere. Studiando queste caratteristiche, possiamo prevedere quali geni si romperanno e quali no, con una precisione superiore all’85 per cento».
malati tumore 6MALATI TUMORE

L’ambiente e gli stili di vita contano
«La questione centrale, che cambia la prospettiva della casualità del cancro, è che l’attività di quei geni è controllata da segnali specifici che provengono dall’ambiente nel quale si trovano le nostre cellule, e che a sua volta è influenzato dall’ambiente in cui viviamo e dai nostri comportamenti. Questa scoperta– continua Pelicci - ci insegna che la sfortuna non svolge alcun ruolo nella genesi delle traslocazioni e che abbiamo ora un motivo scientifico in più per non allentare la presa sulla prevenzione dei tumori.

tumore utero 5TUMORE UTERO
Per ora non abbiamo capito quale sia esattamente il segnale che induce la formazione delle traslocazioni, ma abbiamo capito che proviene dall’ambiente, pur ignorando ancora luoghi e circostanze. È possibile, infine, che il medesimo meccanismo, o uno simile, possa essere anche alla base delle mutazioni studiate da Vogelstein. Ci stiamo lavorando», conclude il ricercatore.

Il 40 per cento dei tumori è prevenibile
A oggi conosciamo con certezza alcuni dei fattori ambientali che causano il cancro: fumo, alcool, obesità, inattività fisica, eccessiva esposizione al sole, una dieta ad alto contenuto in zuccheri e carni rosse o processate, e a basso contenuto di frutta, legumi e vegetali.

tumore al colon 7TUMORE AL COLON
La comunità scientifica concorda sul fatto che se tutti questi fattori fossero eliminati - e ciascuno è eliminabile - potremmo prevenire il 40 per cento dei tumori. Conosciamo inoltre alcuni virus e batteri che causano cancro: il virus Hpv favorisce il cancro della cervice e della faringe, il virus Hbv quello del fegato, il batterio Helicobacter pylori quello dello stomaco. Le vaccinazioni contro quei virus hanno il potenziale di evitare, da soli, il 15 per cento dei tumori nel mondo.

Anche l’esposizione ad agenti inquinanti ambientali, occupazionali o industriali è causa di una frazione dei tumori. Purtroppo, però, a parte alcune eccezioni, come ad esempio l’amianto, non abbiamo ancora ben capito quali siano esattamente e quanto incidano. «Per quanto oggi sappiamo, ciascuno di noi può scegliere se prevenire il 40 per cento dei tumori, con pochi e precisi cambiamenti del modo in cui viviamo.

La comunità scientifica lavorerà sul restante 60 per cento. A patto che ci siano fondi sufficienti per la ricerca», ricorda Pellicci.

Fonte: qui