9 dicembre forconi: padri
Visualizzazione post con etichetta padri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta padri. Mostra tutti i post

domenica 10 marzo 2019

NON E’ VERO CHE TUTTI GLI ITALIANI HANNO SOFFERTO A CAUSA DELL'EURO

PAOLO BECCHI: “ECCO PERCHÉ I CETI BENESTANTI OGGI SONO COMPATTI CONTRO L'USCITA DALL'EURO. CERTO, NON COSTITUISCONO LA MAGGIORANZA NEL PAESE E, COME SI VEDE, I "PERDENTI" CERCANO DI VOTARE IN MODO ALTERNATIVO, SPERANDO CHE LE COSE CAMBINO. MA…”

Paolo Becchi e Giovanni Zibordi per “Libero quotidiano”

Negli ultimi dieci anni il Pil dell' Italia è aumentato di 100 miliardi. Poco, molto poco, parliamo del Pil "nominale", vale a dire del valore in euro del prodotto annuale, che include anche l' effetto dell' inflazione. La ricchezza finanziaria (soldi, conti, titoli, polizze) è invece aumentata di 1,100 miliardi, dieci volte tanto. Prima dell' introduzione dell' euro, grazie anche all' inflazione, il Pil nominale spesso aumentava anche del 7 o 8% l' anno e persino nei primi anni dell' euro cresceva del 4 o 5% l' anno.

RICCHI E POVERIRICCHI E POVERI
Questo ovviamente faceva sì che tutto il debito fosse più sostenibile, che pure i prezzi degli immobili salissero, che ci fossero pochi crediti "marci" in banca. Dal 2008 invece ci sono stati quattro anni in cui il Pil (inclusivo dell' inflazione) è calato e dopo dieci anni è salito appena da 1,630 a 1,730 miliardi.

La ricchezza in euro in banca invece, dopo esser scesa inizialmente sui 3,200 intorno al 2009 è tornata ad aumentare di 1,100 miliardi, e ora è di 4,300 miliardi. Questo perché i valori dei titoli sono aumentati sui mercati grazie alle politiche della Bce e perché gli italiani hanno risparmiato molto di più.

RICCHI E POVERIRICCHI E POVERI
Gli italiani hanno una ricchezza netta (al netto dei debiti) pro capite tra le più alte al mondo, maggiore dei tedeschi e degli inglesi e leggermente superiore anche a quella dei francesi. Questo dato della ricchezza finanziaria mostra una cosa: non è vero che tutto è andato male in questi anni, una parte della popolazione, quella più benestante e anziana non ha sofferto troppo. Se parliamo della ricchezza immobiliare invece sì, in Italia i valori degli immobili sono scesi e non si sono più ripresi.

PAOLO BECCHIPAOLO BECCHI

La tabella di Bankitalia mostra l' andamento della ricchezza netta di giovani e anziani in Italia. I dati sono fino al 2013, se si aggiornassero si vedrebbe un maggiore incremento, ma il quadro è abbastanza clamoroso. I prezzi degli immobili sono raddoppiati tra il 1999 e il 2008 e i giovani hanno quindi comprato dagli anziani case che costavano il doppio, che però si sono subito deprezzate. In aggiunta la crisi occupazionale e la riduzione dei salari con i contratti a tempo ha colpito i giovani e così le riforme delle pensioni, mentre la perdita di reddito per gli anziani è stata compensata grazie a titoli e investimenti vari.

TASSA INDIRETTA

"Padri e figli", non nel senso del celebre romanzo di Turgenev, bensì in un senso molto più materialistico: i "padri" hanno ricchezza finanziaria e i "figli" vivono di lavoro o ne cercano disperatamente uno. Cosa si può concludere da questa divaricazione macroscopica tra Pil che aumenta poco e ricchezza che aumenta molto e tra situazione finanziaria degli anziani e dei giovani?

La politica di austerità, a cui ci ha costretto l' Ue ha avuto l' effetto di far aumentare la rendita, la ricchezza finanziaria, a scapito della produzione e del lavoro. La ricchezza, i "soldi in banca", sono però sterili, non producono niente se non altri soldi tramite interessi e capital gain, che però alla fine sono una tassa indiretta su chi lavora e paga le tasse su quello che produce.

È però importante rendersi conto che non siamo tutti sulla stessa barca, la narrazione diffusa secondo la quale "tutti gli italiani hanno sofferto dell' euro e dell' austerità" è falsa. Una parte della popolazione ha continuato a stare bene ed è quella che ha rendite, soldi che fruttano altri soldi. In banca non ci sono mai stati tanti soldi, polizze, titoli e fondi che continuano a rendere. Chi aveva una ditta e l' ha liquidata e ha messo i soldi in titoli, fondi e altro ha guadagnato. Chi la ditta l'ha tenuta aperta spesso invece si è mangiato parte o tutto il patrimonio. La politica dell' austerità è stata buona per chi vive di rendita, mentre ha punito chi lavora e produce.

povertàPOVERTÀ
Ma la classe dirigente, sia imprenditoriale sia nei media, nella politica, nella magistratura ecc è ovviamente fatta di gente che ha soldi da parte. Il sistema dell' euro e dell' austerità preserva ed accresce i loro conti. Per loro la crisi è un fatto relativo, che non li tocca personalmente. Ecco perché tutti i ceti benestanti oggi sono compatti contro l' uscita dall' euro. Certo questi ceti non costituiscono la maggioranza nel paese e, come si vede, i "perdenti" cercano di votare in modo alternativo, sperando che le cose cambino. Ma le resistenze sono forti, molto forti, perché l' euro non è stato negativo per tutti.

Fonte: qui

martedì 12 febbraio 2019

LE ESPERIENZE NEGATIVE LASCIANO TRACCIA TANTO NELLA PSICHE QUANTO NEL LIQUIDO SEMINALE E PASSANO ALLA GENERAZIONE SUCCESSIVA TRAMITE DNA

E’ IL RISULTATO DI UNO STUDIO DELL'UNIVERSITÀ DI ZURIGO: “I TRAUMI E I CAMBIAMENTI INDOTTI SONO EREDITARI E I COMPORTAMENTI PSICOLOGICI PERSISTONO FINO ALLA TERZA GENERAZIONE. I CONDIZIONAMENTI AMBIENTALI LASCIANO TRACCE NEL CERVELLO E NEGLI ORGANI”
Fabrizio Barbuto per “Libero quotidiano”

TEST DEL DNA - Ngb GeneticsTEST DEL DNA - NGB GENETICS
Un padre, per i suoi figli, farebbe la qualunque al fine di garantire loro una vita serena e tranquilla, ma ecco che poi arrivano gli spermatozoi a trasmettere alla prole tutto lo stress di cui egli si è reso oggetto nel corso di un'esistenza difficile, dalla quale sperava di riscattarsi, magari, grazie ad un erede che trascorresse una fanciullezza più lieta di quella che è toccata a lui. Per quanto inverosimile possa sembrare, i traumi del padre ricadono sulla discendenza, ma non per una sorta di profetica legge del contrappasso, bensì perché le esperienze negative lasciano traccia del loro accadimento tanto nella psiche quanto nel liquido seminale.

Ad accreditare quest' incredibile dottrina, in principio, fu uno studio eseguito su alcuni topi da laboratorio presso l'Università di Zurigo. I roditori sono stati esposti, nei primi anni di vita, a diversi traumi da stress che hanno determinato un' alterazione di microRna (molecole endogene che hanno un ruolo determinante nello sviluppo del feto nell'utero materno) nel loro cervello, nel sangue e nel liquido spermatico.

DNADNA
Si riscontrò inoltre che i comportamenti tipici del ratto, negli esemplari sottoposti al test, subirono delle evidenti alterazioni dovute agli stimoli ricevuti; essi avevano infatti perso il loro atavico timore degli spazi aperti e la proverbiale intolleranza alla luce, manifestando anche i segni di un'evidente depressione. Caratteristiche che poi, riproducendosi, hanno trasmesso alla discendenza, a comprova di come gli spermatozoi si fossero resi veicolo delle anomalie sviluppate in seguito agli esperimenti.

DAI TRAUMI ALL'AMBIENTE
figli e genitoriFIGLI E GENITORI
È così che la Dott.ssa Isabelle Mansuy, la quale ha capitanato il team di ricerca, commentò quel risultato: «Siamo stati in grado di dimostrare, per la prima volta, che le esperienze traumatiche e i cambiamenti indotti sono ereditari, e che i comportamenti psicologici persistono fino alla terza generazione. I condizionamenti ambientali lasciano tracce nel cervello e negli organi, e attraverso i gameti, queste tracce, vengono trasmesse alla generazione successiva».

E la specie umana, si può ipotizzare che obbedisca anch'essa a queste insospettate leggi di natura? Adesso che gli esperimenti necessari a rispondere al quesito sono stati estesi anche all' uomo, nulla è più lasciato all' incognita: di recente è stato eseguito un approfondito esame su ventotto donatori di una clinica per la fertilità, ai quali è stato chiesto di completare un questionario d' indagine sui loro trascorsi di vita.

LITIGIO TRA GENITORI DAVANTI AI FIGLILITIGIO TRA GENITORI DAVANTI AI FIGLI
Ebbene, dalle analisi sugli spermatozoi di coloro che avevano dichiarato quattro o più fattori di stress considerevole (quali abusi fisici, trascuratezza affettiva e contrasti familiari) sono emerse minori quantità di microRna. Il test in oggetto - ad opera dalla Tufts University del Massachussetts - avrebbe comprovato inconfutabilmente che gli eventi traumatici modificano le cellule sessuali maschili, con conseguenze che rischiano di ripercuotersi trasversalmente sulle generazioni successive a quella del donatore.

Condurre un' esistenza tranquilla, al riparo dalle batoste della sorte e dallo stress più lesivo, non è più un dovere individuale, bensì un investimento al servizio del benessere di una progenie che rischia di farsi carico anche dei nostri difetti. E chissà che questo non rappresenti finalmente uno sprone persuasivo che inviti al riguardo verso se stessi.

Fonte: qui