9 dicembre forconi: nuoto
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lunedì 4 febbraio 2019

SPARI DAVANTI A UN PUB ALL’AXA, LA PROMESSA DEL NUOTO MANUEL BORTUZZO, FERITO A UN POLMONE E ALLA SPINA DORSALE, LOTTA PER LA VITA







“ERA LA PERSONA SBAGLIATA”

GLI AUTORI DEL BLITZ VOLEVANO VENDICARSI DOPO UNA RISSA: HANNO APERTO IL FUOCO DA UNO SCOOTER, A 100 METRI DA UNA VOLANTE 

LA FIDANZATA: "LUI NON CENTRAVA NIENTE" 

POLEMICHE SUI SOCCORSI: L’AMBULANZA SAREBBE ARRIVATA DOPO 25 MINUTI

IL 19ENNE NUOTATORE OPERATO A ROMA: ESTRATTO UN PROIETTILE 

IL PRESIDENTE DELLA FEDERNUOTO PAOLO BARELLI: "MANUEL È IN CONDIZIONI CRITICHE. ERA VENUTO A ROMA PER ALLENARSI CON DETTI E PALTRINIERI. SONO ESTERREFATTO…”




MANUEL BORTUZZOMANUEL BORTUZZO
"Sono esterrefatto, a 150 metri c’erano due volanti della polizia. Erano intervenute per la rissa precedente, Manuel è un bravo ragazzo è chiarissimo che non c'entra nulla. Era venuto a Roma per allenarsi con Detti e Paltrinieri.

E' stato operato, è in condizioni critiche, i medici dicono che ci vorranno 48 o 72 ore per capire meglio le sue condizioni". Così il presidente della Federnuoto, Paolo Barelli, commentando la notizia del ferimento del giovane nuotatore Manuel Bortuzzo, raggiunto da un colpo di pistola in una piazza del quartiere Axa di Roma.

SPARI DAVANTI AL PUB
Alessia Marani per il Messaggero
MANUEL BORTUZZOMANUEL BORTUZZO

 «Ora vado a prende' la pistola, torno e je sparo». Dalle parole ai fatti. Solo che chi ha aperto il fuoco per tre volte, sabato notte, in piazza Eschilo, all' Axa, ha sbagliato persona, ha scambiato il vero obiettivo per Manuel Matteo Bortuzzo, promessa diciannovenne del nuoto italiano, che stava acquistando le sigarette a un distributore automatico all' angolo.

Uno dei proiettili lo ha colpito nella parte destra del torace fermandosi all' altezza dell' undicesima vertebra. È caduto a terra, la fidanzata Martina era accanto a lui disperata: «In due su uno scooter, abbastanza lontani, gli hanno urlato contro, Manuel si è girato e gli hanno sparato. Mi sembra impossibile che sia capitato proprio a noi», ha ripetuto agli amici e agli agenti della Squadra Mobile che l' hanno interrogata per cinque ore, tre volte, anche con l' aiuto di una psicologa.

INDIVIDUATI

Il ragazzo, che si allenava con gli atleti delle Fiamme Gialle, è stato operato ieri pomeriggio all' ospedale San Camillo. La prognosi resta riservata e rischia la paralisi. Tutto per essersi trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato, appena dopo una rissa cominciata all' interno dell' Irish pub in cui lui non aveva messo piede in cima alla piazza e proseguita in strada, nel cuore del quartiere residenziale a pochi chilometri da Ostia.
MANUEL BORTUZZOMANUEL BORTUZZO

Anche se gli inquirenti per prudenza non escludono alcuna ipotesi e stanno verificando che cosa Manuel abbia fatto nelle ore e nelle giornate precedenti, se possa essere mai venuto in contatto con chi è stato coinvolto nella scazzottata al pub.

Dei giovani protagonisti dell' azzuffata, intanto, sono stati identificati e ci sarebbe già il profilo dell' assalitore in fuga che un testimone, in fondo alla scala che porta al pub al primo piano, avrebbe sentito dire «torno e gli sparo», e del suo complice. I fari sono puntati sul giro dei pusher che gravitano intorno alle case popolari del villaggio San Giorgio di Acilia, che una volta ospitava i profughi giuliano-dalmati, e di Dragoncello, altra borgata del X Municipio capitolino.

«TUTTI CONTRO TUTTI»

Altri testimoni hanno raccontato: «Stavamo uscendo da casa di un amico, in via Menandro, quando abbiamo sentito dei colpi e visto un motorino correre via verso via di Acilia con due persone a bordo, uno con una giacca rossa. Ma solo dopo abbiamo ricollegato i fatti, pensavamo a dei petardi». Tutto si è consumato tra l' una e trenta e le due della notte. Nel pub la serata sembrava scorrere tranquilla tra birra e risate.

MANUEL BORTUZZO DETTIMANUEL BORTUZZO DETTI
«Invece a un certo punto è scoppiato il finimondo spiega un ventenne, che era presente sembrava il Far West, qualcuno ha dato un pugno, poi è stato una specie di tutti contro tutti con le sedie che volavano, una ha infranto la vetrina. Ci hanno praticamente cacciato, uscendo, un tipo ha detto torno e gli sparo». La lite prosegue nella piazza, che è a forma di ferro di cavallo, con i giardini, le panchine e un' edicola al centro. Sono cinque contro cinque che continuano a discutere. Qualcuno chiama la polizia. Quando gli agenti delle volanti e del commissariato di Ostia arrivano, però, i gruppetti si sono dileguati.

La pioggia è battente, gli agenti delle volanti iniziano a informarsi sull' accaduto, ci sono ancora diversi ragazzi in piazza. All' improvviso sentono i tre spari. I poliziotti corrono dall' altro lato della strada e trovano Manuel immobile a terra con Martina che piange davanti alla tabaccheria chiusa all' angolo di via Menandro. È l' 1.57. Chi ha sparato non ha avuto paura di farlo nemmeno con i poliziotti a un centinaio di metri.
MANUEL BORTUZZOMANUEL BORTUZZO

FESTA DEI 18 ANNI 

Sembra un agguato, uno dei tanti che hanno insanguinato negli anni il litorale romano, nella feroce guerra tra bande per il controllo della droga e delle estorsioni. Ma stavolta, lo scenario sembra diverso. Laura, ex nuotatrice, un' amica di Manuel spiega: «Fino a poco prima eravamo tutti alla mia festa dei 18 anni, all' Infernetto, un quartiere vicino, poi ho detto che avrei offerto da bere. Siamo andati all' O'Connell ma c' era già la polizia e stavano chiudendo perché c' era stata una rissa.

PAOLO BARELLIPAOLO BARELLI
Ci siamo divisi in due macchine, io con Alessandro il mio fidanzato, Chiara, Marco e David; Manuel e Martina, invece, su una Smart». La comitiva si sposta, va in un altro pub a Malafede ma è ormai chiuso. Decidono di separarsi. La macchina di Laura si dirige verso Acilia per accompagnare il più piccolo del gruppo alla stazione dove lo aspetta il papà; Manuel e Martina, invece, tornano in piazza Eschilo per comprare le sigarette. «Dopo un po' aggiunge Laura mi chiama Martina disperata. Hanno sparato, gridava.

Siamo tornati indietro, Manuel era per terra e sembrava morto. C' erano lei e i poliziotti. È sceso solo Alessandro che ha dato a Manuel due schiaffi per riprendersi, lo ha salvato, perché l' ambulanza non arrivava mai, ci avrà messo almeno mezz' ora». Chi ha sparato potrebbe essere un habitué del pub. Due mesi fa ci sarebbe stata un' altra lite, con protagonisti sempre gli stessi ragazzi. Un dipendente non esclude nemmeno che «forse quei due sullo scooter cercavano una persona che è sempre qui al pub e gli somiglia».
FEDERNUOTO FEDERAZIONE ITALIANA NUOTOFEDERNUOTO FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO

La Mobile sta scandagliando le immagini riprese dalle telecamere dei negozi di zona e della tabaccheria stessa. Chi ha sparato lo ha fatto con un' arma a tamburo che non lascia bossoli. Un revolver di quelli usati da delinquenti esperti o di rango in colpi o regolamenti di conti. Intanto, già oggi per volere del Questore di Roma il pub potrebbe essere chiuso.

Fonte: qui


Manuel Bortuzzo, drammatico verdetto medico dopo la Tac: «Rimarrà paralizzato»

Manuel Bortuzzo rimarrà paralizzato. È il drammatico responso degli esami medici ai quali è stato sottoposto il giovane nuotatore ferito sabato notte con un colpo di pistola a Casalpalocco e ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Camillo.

«Il paziente non sarà in grado di muovere le gambe»

I professori Alberto Delitala ed Emiliano Cingolani rispettivamente direttore del Dipartimento Neuroscienze e responsabile dello Shock e Trauma hanno fatto il punto sulle condizioni del 19enne che rimane sedato con alcuni momenti di coscienza. «Nonostante la decompressione del midollo danneggiato dal proiettile - spiegano i medici - non c’è attività bioelettrica agli arti inferiori. Il responso è negativo. La lesione midollare è completa e con le attuali conoscenze scientifiche il paziente non sarà in grado di muovere le gambe per cui appena le sue condizioni lo consentiranno e sarà fuori pericolo verrà trasferito in un centro di riabilitazione». I familiari di Manuel sono stati informati su quanto è stato accertato al San Camillo. Il giovane, hanno spiegato ancora i medici, è stato sottoposto a riduzioni della sedazione. «C’è stata una buona risposta dal punto di vista fisico del ragazzo con buoni parametri vitali tenendo conto che era arrivato in ospedale con una vasta emorragia interna, lesioni al polmone sinistro che in parte è stato asportato e al midollo spinale».

Fonte: qui

giovedì 4 ottobre 2018

UN UOMO DI 29 ANNI MUORE DOPO ESSERE STATO INFETTATO DA UN PARASSITA RARISSIMO PRESO IN PISCINA


DOPO AVER NUOTATO AVEVA ACCUSATO UN FORTISSIMO MAL DI TESTA. FABRIZIO STABILE, RICOVERATO IN OSPEDALE, E' MORTO DOPO POCHI GIORNI 

I CASI SONO POCHI MA LETALI AL 90%: ECCO COME CI SI INFETTA

Domenico Zurlo per "www.leggo.it"

fabrizio stabile 6FABRIZIO STABILE
A dispetto del suo italianissimo nome, Fabrizio Stabile era americano, del New Jersey: il suo caso sta facendo il giro del mondo. Fabrizio è infatti morto qualche giorno fa a soli 29 anni, dopo essere stato infettato da un parassita rarissimo ma altamente mortale, la cosiddetta ameba «mangia-cervello»: ne parla il Daily Mail, raccontando come Stabile lo scorso 16 settembre avesse accusato un fortissimo mal di testa mentre tagliava il prato di casa.

Dopo aver preso degli analgesici, Fabrizio andò a dormire, ma il giorno dopo non riusciva nemmeno ad alzarsi dal letto o a parlare.

Portato dalla mamma in ospedale, inizialmente i medici avevano pensato ad una meningite batterica. Fabrizio è stato trasportato subito in un altro ospedale a Pleasantville, ma le sue condizioni si sono rapidamente aggravate: dopo ben quattro giorni i medici hanno scoperto la causa del suo malessere, trovandolo positivo al Naegleria fowleri, un'ameba estremamente rara (chiamata appunto 'mangia-cervello'), che uccide il 98% delle persone infettate.
fabrizio stabile 3FABRIZIO STABILE 

E non si è salvato nemmeno lui: è morto il giorno dopo, per le cure era troppo tardi.

COME È SUCCESSO 
Fabrizio aveva nuotato nella piscina a onde al Cable Park BSR a Waco, in Texas, dove probabilmente ha contratto il Naegleria fowleri: i media ne parlano come un amante dello snowboard, del surf e di «qualsiasi cosa avesse a che fare con amici e familiari».

Il parco acquatico è chiuso per la stagione invernale: gli epidemiologi hanno prelevato campioni di acqua per testare l'eventuale presenza del parassita. I risultati sono attesi in settimana.

fabrizio stabile 1FABRIZIO STABILE 
Il Center for Disease Control and Prevention afferma che negli ultimi 56 anni sono stati diagnosticati solo 143 casi di questa ameba mangia-cervello, che può causare un'infezione mortale chiamata meningoencefalite amebica primaria quando l'acqua contaminata entra nel corpo di una persona attraverso il naso e la bocca. 
fabrizio stabile 5FABRIZIO STABILE 

Dei pochi casi riportati, scrive il Daily Mail, solo cinque persone risultano sopravvissute. L'ameba colpisce il sistema nervoso centrale: la malattia, se non diagnosticata e curata subito, porta alla morte nel giro di una settimana.

L'AMEBA 

Il Naeglera fowleri, tra l'altro, a dispetto dei danni che riesce a fare nell'uomo, è un organismo minuscolo: misura solo 20 millesimi di millimetro (micrometri) e può infettare diversi animali, tra cui appunto l'essere umano.


fabrizio stabile 2
FABRIZIO STABILE 






Non si trova in acqua salata ma solo in fiumi o laghi, soprattutto quando l'acqua è calda o tiepida, oppure in piscina nel caso filtri e acqua non vengano puliti bene: le lesioni che provoca sono talmente gravi da rendere la malattia mortale nella quasi totalità dei casi (90%). In Italia, scrive il Corriere della Sera l'unico caso mai avvenuto risale al 2004 e coinvolse un bambino di 9 anni.

Fonte: qui