9 dicembre forconi: inquinamento atmosferico
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giovedì 15 febbraio 2018

PER COMBATTERE L’INQUINAMENTO ATMOSFERICO, LA GERMANIA PENSA A BUS E METRO GRATIS PER TUTTI


E’ LA PROPOSTA DEL GOVERNO ANCHE PER SCONGIURARE UN PROCEDIMENTO DI BRUXELLS PER ECCESSIVI VALORI DI DIOSSIDO DI AZOTO NELL’ARIA  
Flaminia Bussotti per il Messaggero

inquinamento atmosfericoINQUINAMENTO ATMOSFERICO
Autobus e metro gratis per tutti? Non è un'utopia, è la proposta che contempla il governo tedesco per combattere l'inquinamento atmosferico, e che ha inoltrato via lettera a Bruxelles per scongiurare un procedimento per eccessivi valori di diossido di azoto nell'aria. L'idea piace alle associazioni dei consumatori e agli ambientalisti.

Barbara HendricksBARBARA HENDRICKS
La notizia gira da un paio di giorni, da quando la ministra in carica dell'ambiente Barbara Hedricks (Spd), assieme al collega del traffico, Christian Schmidt (Csu) e al ministro alla Cancelleria, Peter Altmaier (Cdu) ha firmato e spedito martedì una lettera alla Commissaria Ue per l'ambiente, Karmenu Vella. In essa si avanzano diverse proposte per ridurre l'inquinamento atmosferico.

LA COMMISSIONE UE
Peter Altmaier ministro EconomiaPETER ALTMAIER MINISTRO ECONOMIA
La Germania è nel mirino della Commissione per sfondamento del tetto di emissioni di diossido di carbonio e rischia un procedimento davanti alla Corte europea e una multa salata. Da qui l'idea di abolire il biglietto per autobus e metropolitana nei centri urbani. Per ora la proposta è solo in stato di embrione ma sono state già prese in conto cinque città per l'esperimento pilota: Bonn, Essen, Herrenberg, Reutlingen, Mannheim con tassi di inquinamento misti, basso, medio ed elevato.

Una volta che il test dovesse partire, esso avrebbe almeno in un primo momento durata limitata nel tempo. Si tratta di offerte di trasporto gratuito dei comuni di durata temporanea, che dovranno essere appoggiate dal governo centrale, ha sottolineato ieri il portavoce della cancelliera Angela Merkel, Steffen Seibert. Dubbi sono stati avanzati dall'associazione dei Comuni.

Fonte: qui



AUTO AD ELETTRICITA': SOLO CHE DA NOI NON SE LA COMPRA NESSUNO. COME MAI? 

GLI INCENTIVI SONO FRA PIÙ BASSI D’EUROPA E CI SONO POCHE COLONNINE PER LA RICARICA. IN NORVEGIA LO SCORSO DICEMBRE IL 52% DELLE AUTO IMMATRICOLATE ERA ELETTRICO 

IL PREZZO DI UNA BATTERIA AL LITIO È CALATO DEL 73% IN 6 ANNI E IN CINA IL MERCATO E' IN PIENO BOOM

Milena Gabanelli e Andrea Marinelli per www.corriere.it

dataroom auto elettrica 8DATAROOM AUTO ELETTRICA 
AUTO ELETTRICAAUTO ELETTRICA








Le emissioni dei gas di scarico delle automobili contribuiscono al riscaldamento del pianeta. Per questo, i governi di tutto il mondo — nell’accordo di Parigi sul clima sottoscritto da 196 Paesi nel dicembre 2015, da cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di ritirarsi — hanno stabilito di mettere fine alla vendita di automobili a benzina o diesel: oggi in tutto il pianeta ne circolano più o meno un miliardo. Per riuscire a contenere il riscaldamento medio del pianeta sotto i due gradi, come proposto a Parigi, è necessario che entro 20 anni si arrivi a 600 milioni di auto elettriche. Oggi sono appena 2 milioni, lo 0,2% del totale.

Le vendite di auto elettriche nel 2017

La Cina è il Paese dove ne vengono vendute di più. Nel 2009 il Governo aveva messo a punto un piano di incentivi ancora in vigore per diventare leader entro il 2012: lo scorso anno le vendite di auto elettriche sono quasi raddoppiate arrivando a 652 mila, anche se la cifra è irrisoria se paragonata al numero totale di vetture vendute che ammonta a 28,9 milioni. Il 2017 è stato un anno importante anche per gli Stati Uniti che, nonostante il mercato delle auto sia calato per la prima volta dal 2009, sono diventati il secondo mercato al mondo per vendita di vetture elettriche grazie anche agli incentivi dell’era Obama: le immatricolazioni sono state 199.826 su un totale di circa 17,2 milioni.
dataroom auto elettrica 7DATAROOM AUTO ELETTRICA 

Nel 2017 il mercato è cresciuto anche in Europa, del 43,6%, ma a un passo più lento rispetto a Cina e Stati Uniti: le elettriche sono state 149.086 mila su un totale di 15.131.778 milioni, lo 0,9% del mercato. Oggi, per le strade del Vecchio Continente, circolano 501.798 vetture elettriche.

In classifica l’Italia non compare proprio. Nel 2017 le vendite sono aumentate, per un totale di 1.967 vetture in tutto il Paese, ma le vetture elettriche rappresentano appena lo 0,1% del mercato. Sono raddoppiate le auto ibride rispetto al 2016 — per un totale di 66 mila — ma a dominare il mercato continuano a essere le auto a benzina o diesel: secondo il focus della Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, nel 2017 ne sono state vendute 1.970.962, con un aumento del 7,9%.
olanda auto elettricaOLANDA AUTO ELETTRICA

Il problema delle batterie

C’è un motivo che contribuisce a frenare le vendite di automobili elettriche in Italia: gli incentivi sono fra i più bassi d’Europa — circa 3.000 euro contro una media di 9.000 — e ci sono poche colonnine per la ricarica. La più virtuosa invece è la Norvegia che, con una politica attenta all’ambiente, fra bonus governativi e una capillare rete di ricarica è riuscita ad avere un deciso impatto sul mercato. Il 52% delle auto immatricolate a dicembre 2017 era elettrico, così come lo sono circa il 20% delle auto in circolazione: l’obiettivo e di arrivare al 100% entro sette anni.
dataroom auto elettrica 6DATAROOM AUTO ELETTRICA 


A bloccare il mercato, per ora, è anche il prezzo delle vetture: in media si aggira sui 30 mila euro, su cui pesa fino al 50% la batteria. Secondo uno studio di Bloomberg, tuttavia, dal 2010 a oggi il costo delle batterie al litio è diminuito del 73% — passando da 1.000 dollari per kWh a 273 dollari nel 2016 — e la previsione è che i prezzi caleranno ulteriormente nei prossimi vent’anni. Questo crollo è dovuto anche ai produttori di auto elettriche, in particolare Tesla, che per rendere più abbordabili le proprie vetture puntano a far scendere i prezzi delle batterie fino a 124 dollari per kWh. Le batterie, inoltre, saranno meno ingombranti, più leggere – oggi pesano una tonnellata – e più veloci da ricaricare.


E quello delle colonnine di ricarica

RICARICA AUTO ELETTRICARICARICA AUTO ELETTRICA
Se si guarda al rapporto fra costo di ricarica e chilometri percorsi, le auto elettriche sono più convenienti di quelle a benzina ed eliminano il problema delle polveri sottili, però serve un’enorme quantità di energia elettrica: con 1,4 euro si percorrono 18 chilometri con una vettura a benzina o diesel, 23 con una elettrica ricaricata in un colonnino pubblico e addirittura 39 ricaricandola a casa. I dubbi più comuni, tuttavia, riguardano la ridotta autonomia, i tempi di ricarica troppo lunghi — strettamente legati alla capacità della batteria, alla potenza della colonnina e a quella del caricabatteria installato a bordo — e, soprattutto, la scarsa diffusione delle colonnine di rifornimento.

dataroom auto elettrica 5DATAROOM AUTO ELETTRICA 




In Italia sono 4.207 in 2.108 postazioni, una ogni 14.388 abitanti. La Germania è la migliore in Europa: 22.708 colonnine, una ogni 3.620 persone. In Norvegia invece le colonnine sono 7.855, ma ce n’è una ogni 671 persone. In totale, in Europa sono 70 mila i punti di ricarica pubblici, mentre nel Mondo si arriva a 1,45 milioni di colonnine. Siamo indietro, nonostante siano stati stanziati 33 milioni e mezzo per costruire infrastrutture di ricarica: l’impiego, però, è in ritardo.

Verso la rinuncia alle auto a benzina

colonnine auto elettriche5COLONNINE AUTO ELETTRICHE
In questa direzione, ad ogni modo, stanno andando quasi tutti i Paesi mondiali: la Norvegia ha deciso di eliminare completamente le auto a benzina o diesel entro il 2025 disincentivandone l’acquisto attraverso pesanti imposizioni fiscali; l’Olanda ne vuole vietare la vendita a partire dal 2025 e proibire la circolazione entro il 2035, per arrivare nel 2050 all’obiettivo zero emissioni; la Germania, principale mercato europeo delle auto tradizionali per vendite e produzioni, ha messo il limite a partire dal 2030. In Italia, invece, una risoluzione del Senato ha posto l’obiettivo del 2040, quando verrà vietata la vendita di auto a benzina e diesel: a mancare, però, è un programma chiaro per raggiungere l’obiettivo.
dataroom auto elettrica 4DATAROOM AUTO ELETTRICA 





Un’economia che scende

Insieme al mercato delle auto a combustione interna, ci sarà anche un’intera economia che progressivamente scomparirà. Secondo uno studio del Financial Times, ad esempio, la proliferazione delle vetture elettriche farà crollare del 90% la richiesta di riparazioni in garage, perché la manutenzione dei motori elettrici è più semplice: basta pensare che il motore di una macchina Tesla è composta da appena 18 parti mobili. Con loro, ovviamente, se ne andranno i benzinai, gli autotrasportatori che consegnano carburante e, in generale, è minacciata l’intera industria del petrolio: un rapporto di Fitch Ratings, non a caso, consiglia alle compagnie petrolifere di «non mettere la testa sotto terra di fronte alle nuove tecnologie, altrimenti saranno guai».
colonnine auto elettriche6COLONNINE AUTO ELETTRICHE

Un’economia che sale

Aumenterà vertiginosamente, invece, la richiesta di energia elettrica per alimentare le colonnine e ricaricare le vetture. Da qui al 2030, per esempio, in Inghilterra le auto elettriche passeranno da 90 mila a 9 milioni e, secondo uno studio del colosso energetico National Grid, questo aumento non sarà sostenibile per la centrale nucleare di Hinkley Point C, di proprietà della stessa multinazionale di Warwick: nello scenario più estremo saranno necessarie sei centrali per soddisfare la richiesta. Stando a National Grid, tre delle quattro soluzioni prevedono principalmente l’utilizzo di energia solare, da integrare con la costruzione di nuove centrali nucleari e con lo shale gas, che dovrebbe diventare a zero emissioni.
dataroom auto elettrica 3DATAROOM AUTO ELETTRICA 


Da dove arriverà l’energia nel futuro

Lo conferma al Corriere della Sera Davide Tabarelli, presidente e fondatore di NE-Nomisma Energia, società di ricerca sull’energia e l’ambiente, secondo il quale la domanda mondiale continua a salire, e quindi dovrà crescere la produzione. L’obiettivo è che una soluzione arrivi dalle fonti rinnovabili, è cioè dal sole, ma in futuro, secondo Tabarelli, il fabbisogno sarà soddisfatto per il 30% dal carbone, per una altro 30% dallo shale gas, per il 15% dall’idroelettrico, per un altro 15% dalle nuove rinnovabili e per il 10% dal nucleare.


dataroom auto elettrica 2DATAROOM AUTO ELETTRICA 
Tabarelli, tuttavia, è scettico sul fatto che si possa arrivare a far circolare milioni di auto elettriche entro il 2040 e vede un pericolo «nell’equilibrio fra le aspettative e i numeri»: il suo timore è che «Tesla possa diventare la nuova Enron», la multinazionale energetica americana protagonista di uno dei più fragorosi fallimenti della storia. Lo conferma l’investitore americano Jim Chanos, che si arricchì scommettendo contro il colosso texano, secondo il quale l’azienda produttrice di auto elettriche è «strutturalmente non redditizia» e continua a rimandare i propri obiettivi. «Tre anni fa si diceva che oggi sarebbe stata in attivo, oggi si dice che lo sarà fra tre anni», ha dichiarato a Bloomberg.

Insomma: si va verso l’elettrico, ma non sappiamo bene come e siamo ben distanti dalla soluzione del problema. Quello che serve, più di ogni altra cosa, è un’educazione a consumare meno e a usare, quando possibile, i mezzi pubblici. Anche questo andrebbe insegnato nelle scuole ai nostri figli.

Fonte: qui

dataroom auto elettrica 1DATAROOM AUTO ELETTRICA 

giovedì 9 novembre 2017

NEW DELHI, AVVOLTA IN UNA COLTRE DI SMOG SENZA PRECEDENTI, E' LA CITTA’ PIU’ “AVVELENATA” DEL MONDO

I MEDICI AVVERTONO: “PER GLI ABITANTI È COME FUMARE 50 SIGARETTE AL GIORNO” 

OGNI ANNO MUOIONO 2 MILIONI E MEZZO DI INDIANI PER INQUINAMENTO
Michele Farina per il “Corriere della Sera”

Inquinamento New DelhIINQUINAMENTO NEW DELHI
La battuta più amara, anzi più tossica, l' ha fatta il signor Raghu Karnard via Twitter. Il re e la regina del Belgio sono in visita a New Delhi. Le foto li mostrano accanto al premier Narendra Modi mentre passano in rassegna le truppe avvolte in una coltre di smog: «In questo momento gli illustri ospiti stanno commemorando i soldati indiani che hanno combattuto nelle Fiandre con la divisa britannica.

E noi - commenta Karnard - li abbiamo accolti con una fedele riproduzione atmosferica della Prima guerra mondiale». Le strade di New Delhi come i campi di battaglia europei dove si usavano i gas letali. Un' esagerazione? Quasi. La capitale più inquinata del mondo (20 milioni di abitanti nel distretto) ha toccato ieri nuovi record, registrando livelli di particelle sottili nell' aria trenta volte superiori ai limiti consigliati dall' Organizzazione mondiale della sanità.
NARENDRA MODINARENDRA MODI

Le centraline del Pollution Control hanno raggiunto quota 450 (su una scala di 500). In alcune aree il PM 2.5 (che misura la presenza di particolato) raggiunge i 700 microgrammi per metro cubo. L' associazione dei medici ha dichiarato «lo stato di emergenza sanitaria». «È come se ogni abitante si ritrovasse nei polmoni l' equivalente di 50 sigarette al giorno».

Mentre i ministri discutono se chiudere o no le scuole per qualche giorno, la città si attrezza. Si fa per dire. La gente gira con le mascherine. Chi può (e chi ce l' ha) resta in casa. Sui social girano foto del sole annebbiato. Il corrispondente della Bbc racconta che gli brucia la gola.

Inquinamento New DelhI 2INQUINAMENTO NEW DELHI 
Gli organizzatori della Mezza maratona del 19 novembre pensano di cancellare l' evento. Altro che sottili: qui le polveri sono diventate una cappa spessa, che batte anche quella proverbiale di Pechino. Il Pakistan è il Paese più inquinato? Ecco che l' India sfida gli eterni rivali (non solo in Kashmir ma) anche sul fronte smog.

Un rapporto di The Lancet attribuisce all' inquinamento la morte prematura di 2,5 milioni di indiani. La stagione dell' anno poi è la peggiore. Da Punjab e Haryana arriva il fumo delle stoppie bruciate per chilometri. I poveri della città cominciano ad ardere spazzatura per scaldarsi.

I fuochi artificiali dei festival si aggiungono alla polvere dei cantieri. In più, c' è il solito traffico. L' anno scorso le autorità avevano provato a «razionare» il flusso delle auto.
Ma senza successo. E così gli abitanti respirano il fumo di 50 sigarette al giorno.
Inquinamento New DelhI 4INQUINAMENTO NEW DELHI 
Neonati compresi.

Fonte: qui

Inquinamento New DelhI 5INQUINAMENTO NEW DELHI 

domenica 1 ottobre 2017

L'ITALIA HA L'ARIA PIÙ INQUINATA FRA I GRANDI PAESI EUROPEI, COL MAGGIOR NUMERO DI MORTI PER INQUINAMENTO ATMOSFERICO

91 MILA DECESSI ALL'ANNO, CONTRO LE 86 MILA DELLA GERMANIA, 54 MILA DELLA FRANCIA, 50 MILA DEL REGNO UNITO 
LA ZONA PIU’ INQUINATA? MILANO, POI NAPOLI E TARANTO
(ANSA) - L'Italia ha l'aria più inquinata fra i grandi paesi europei, col maggior numero di morti per inquinamento atmosferico. Lo rivela il rapporto "La sfida della qualità dell'aria nelle città italiane" presentato oggi al Senato a Roma dalla Fondazione sviluppo sostenibile, 'think tank' presieduto dall'ex ministro Edo Ronchi.

L'Italia, si legge nel rapporto, ha circa 91.000 morti premature all'anno per inquinamento atmosferico, contro le 86.000 della Germania, 54.000 della Francia, 50.000 del Regno Unito, 30.000 della Spagna. Il nostro paese ha una media di 1.500 morti premature all'anno per inquinamento per milione di abitanti, contro una media europea di 1.000. La Germania è a 1.100, Francia e Regno Unito a circa 800, la Spagna a 600. Dei 91.000 morti in Italia, 66.630 sono per le polveri sottili PM2,5, 21.040 per il disossido di azoto (NO2), 3.380 per l'ozono (O3).

INQUINAMENTOINQUINAMENTO
Per le polveri sottili PM 2,5 si contano nel nostro paese 1.116 morti premature all'anno per milione di abitanti, contro una media europea di 860. La zona dove il particolato fine uccide di più è l'area di Milano e hinterland, poi Napoli, Taranto, l'area industriale di Priolo in Sicilia, le zone industriali di Mantova, Modena, Ferrara, Venezia, Padova, Treviso, Monfalcone, Trieste e Roma. 
La zona più inquinata in assoluta dalle PM 2,5 è la Pianura Padana, soprattutto intorno a Milano e fra Venezia e Padova. Poi Napoli, Taranto, la Sicilia sudorientale, Frosinone, Benevento, Roma e la valle dell'Arno.

Fonte: qui