9 dicembre forconi: fascisti
Visualizzazione post con etichetta fascisti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fascisti. Mostra tutti i post

sabato 27 ottobre 2018

MOSCOVICI CONTRO L’EURODEPUTATO CHE HA IMBRATTATO (CON SCARPA “MADE IN ITALY”) LA LETTERA DI BOCCIATURA DELLA MANOVRA ITALIANA





MOSCOVICI ORA INSULTA IL LEGHISTA CIOCCA: "FASCISTA, C..."
Franco Grilli per www.ilgiornale.it

ciocca 1CIOCCA 1
Il Commissario agli Affari Europei, Pierre Moscovici, adesso torna all'attacco. Dopo aver sonoramente criticato e bocciato dallo scranno di Bruxelles la manovra italiana, adesso il Commissario punta il dito contro l'eurodeputato leghista, Angelo Ciocca che qualche giorno fa aveva tolto una scarpa per imbrattare le carte di Moscovici.

Con un intervento a CNews di fatto il Commissario ha usato parole dure per parlare dell'esponente leghista: "È un cretino, un provocatore, un fascista. Il suo gesto è grottesco". Poi arriva l'affondo dello stesso Moscovici che ha promesso di "voler combattere questa gente qui fino al suo ultimo respiro".

MOSCOVICI E DOMBROVSKIS BOCCIANO LA MANOVRA ITALIANAMOSCOVICI E DOMBROVSKIS BOCCIANO LA MANOVRA ITALIANA
Ciocca dopo il suo gesto aveva postato il video su Twitter con un commento al vetriolo: "A Strasburgo ho calpestato (con una suola Made in Italy!!!) la montagna di bugie che Moscovici ha scritto contro il nostro paese!!! L’Italia merita rispetto e questi Euroimbecilli lo devono capire, non abbassiamo più la testa!!!". Adesso ha dovuto incassare la replica di Moscovici che di fatto non ha usato certo parole tenere per il leghista. Lo scontro ormai è aperto.

LA CONTROREPLICA DI CIOCCA A MOSCOVICI SU “RADIO CUSANO”

TRIA E MOSCOVICITRIA E MOSCOVICI
Angelo Ciocca, europarlamentare della Lega,  è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la Notizia” condotta da Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Dopo il gesto della scarpa, Moscovici ha definito Ciocca “cretino e provocatore fascista”.  “Al piromane del nostro spread Moscovici rispondo in modo molto semplice –ha affermato Ciocca-: finalmente l’Italia s’è desta e ovviamente si inizia ad aver paura di un’Italia che s’è desta. Da maggio saranno gli europei col voto a far alzare i tacchi al piromane dello spread.

Angelo CioccaANGELO CIOCCA
Moscovici mi ha definito un cretino e vorrei ricordargli che i cretini, a mio modesto avviso e all’avviso di molti cittadini che mi hanno scritto in queste ore, sono quei ministri delle finanze che in anni scellerati di politica economica socialista hanno portato il debito pubblico francese dall’88% al 97%. Poi mi ha definito fascista e allora vorrei ricordare al Commissario che il fascismo lo abbiamo visto al confine di Claviere, dove la Francia scarica in Italia donne incinta e migranti a loro indesiderati.

PIERRE MOSCOVICIPIERRE MOSCOVICI
Poi Moscovici mi ha definito provocatore, ma io penso che se oggi esistono dei provocatori in Europa sono quei commissari, tutti in procinto di abbandonare l’incarico, che ancora prima di ricevere la manovra dell’Italia hanno fatto dichiarazioni incendiarie per bocciarla, facendo impennare lo spread. Più provocatori di questi non esistono. Moscovici oggi si agita e teme l’Italia, teme il fatto che grazie a questo governo finalmente l’Italia ha iniziato a dire basta e a chiedere rispetto.

Con quella suola made in Italy che io ho orgogliosamente posato sopra il pensiero di Moscovici, ho cercato di far capire agli eurocrati europei che il Made in Italy di quella suola rappresenta il lavoro, la fatica, i sacrifici, la genialità e il saper fare di un Paese.

i migranti di claviere scaricati in italiaI MIGRANTI DI CLAVIERE SCARICATI IN ITALIA
E non possiamo accettare che un pensiero ingiusto, un pensiero da piromane uccida o metta in difficoltà il made in Italy rappresentato da quella suola che è il nostro lavoro, i nostri sacrifici, la genialità del nostro Paese che probabilmente Moscovici ci invidia. Qualcuno mi ha detto: se ti insulta Moscovici vuol dire che sei sulla strada giusta”.

In questi giorni sono arrivati più messaggi di critica o di supporto? “Quando ho spiegato il mio gesto non ho più ricevuto critiche –ha dichiarato Ciocca-. Sono stato in diversi incontri pubblici e tutti in questo momento stanno dalla parte di un’Italia che vuole rispetto.
cioccaCIOCCA

I cittadini italiani dicono: l’Europa in questi anni non ci ha rispettato e, se oggi non capisce che deve avere un atteggiamento diverso, è giusto anche farsi sentire, senza gesti violenti o che creino danni. L’unico danno che ho fatto è stato timbrare una pagina degli appunti Moscovici con la mia suola made in Italy, quindi semmai ho aggiunto un contenuto alle bugie che ha detto Moscovici in conferenza stampa.

SPREAD DI CITTADINANZASPREAD DI CITTADINANZA



Se Moscovici ha altri argomenti, non ho nessuna difficoltà ad invitarlo a un confronto face to face, anche presso la vostra radio, per capire quali sono i reali motivi per cui mi definisce cretino, fascista e provocatore. Io idolo dei sovranisti? Penso che il mio gesto l’avrebbero fatto anche molti italiani. Io l’ho chiamato un gesto di legittima difesa.

Mi auguro che non ci sia stato del dolo da parte di Moscovici, visto che è stato denunciato ieri alla Procura della Repubblica di Roma in quanto ha affermato bocciature prima ancora di ricevere la manovra facendo alzare lo spread e creando problemi al nostro Paese”.

PIERRE MOSCOVICIPIERRE MOSCOVICI



Sulle critiche di alcuni esponenti politici italiani al suo gesto (Bersani l’ha definito vergognoso). “A tutti questi soggetti dico che purtroppo la politica italiana grazie a loro è stata distrutta –ha affermato Ciocca-.

L’opinione della gente nei confronti dei politici è andata ai minimi storici proprio a causa del loro modo di rappresentare gli interessi dell’Italia. Se uno pensa a Prodi pensa alla cantonata del cambio euro-lira, cioè grazie a Prodi abbiamo dato 100mila lire e ci hanno dato in cambio 50 euro.
gandhiGANDHI

Dopodichè io ho ricevuto da chi mi supporta una frase di Gandhi che deve far riflettere: ‘Prima ti ignoreranno, poi ti detesteranno, poi ti combatteranno e alla fine tu vincerai’. Io penso che il nostro Paese è nella fase del combattimento nei confronti di questa UE e sono convinto che grazie agli italiani il nostro Paese vincerà questa battaglia in Europa e regaleremo a tutti i popoli europei un’Europa diversa”.

Fonte: qui

lunedì 18 settembre 2017

L’ANPI SI OPPONE AD UNA TARGA IN RICORDO DI GIUSEPPINA GHERSI: VIOLENTATA E UCCISA DAI PARTIGIANI IL 25 APRILE 1945 CON L’ACCUSA DI ESSERE UNA FIANCHEGGIATRICE DEI FASCISTI

PECCATO CHE  AVESSE 13 ANNI, DUE GENITORI NON FASCISTI E NON AVESSE MAI NEANCHE INDOSSATO UNA DIVISA. 

OGGI L’ASSOCIAZIONE PARTIGIANI LA DEFINISCE UNA “BRIGATISTA NERA”


Giuseppina GhersiGIUSEPPINA GHERSI
Questa di Giuseppina è la storia vera di una bambina di 13 anni giustiziata perché «fascista». Fu stuprata e poi ammazzata, da una banda di partigiani che dopo il 25 aprile del 1945 chiedevano giustizia, ma volevano vendetta. Anche questa è una storia vera. A Savona, ponente ligure, molti sapevano cosa accadde dopo la Liberazione. Nel 2003 anche questa vicenda è stata ricostruita da Giampaolo Pansa, nel Sangue dei vinti.

Raccontano i testimoni: «I rapitori di Giuseppina decisero che lei aveva fatto la spia per i fascisti o per i tedeschi. Le tagliarono i capelli a zero. Le cosparsero la testa di vernice rossa. La condussero al campo di raccolta dei fascisti a Legino, sempre nel comune di Savona. Qui la pestarono e violentarono. Una parente che era riuscita a rintracciarla a Legino la trovò ridotta allo stremo. La ragazzina piangeva. Implorava: Aiutatemi! mi vogliono uccidere. Non ci fu il tempo di salvarla perché venne presto freddata con una raffica di mitra, vicino al cimitero di Zinola. Chi ne vide il cadavere, lo trovò in condizioni pietose».
Giuseppina Ghersi2GIUSEPPINA GHERSI

Giuseppina Ghersi è sepolta da 72 anni nel cimitero di Zinola. Ora, per la prima volta, un Comune vuole intitolare una targa per ricordare lei e la sua drammatica storia. Non è il Comune di Savona, teatro di quell'orrore, ma un borgo vicino, appoggiato sul mare, Noli. Dove Enrico Pollero, consigliere comunale di centrodestra, ha lanciato la proposta: «Mio papà era partigiano, per 18 mesi ha combattuto in montagna. Ma dopo aver letto la storia di Giuseppina Ghersi ho pensato che fosse obbligatorio fare qualcosa per ricordare una bambina di 13 anni uccisa senza motivo».

Giuseppe Niccoli, sindaco di Noli, ha appoggiato la proposta: «La guerra porta sempre dolore, ma i bambini non hanno colpe né colore». Il monumento dovrebbe essere inaugurato il 30 settembre: un cippo di marmo e ferro, una targa con su scritto: «Anni sono passati ma non ti abbiamo dimenticata, sfortunata bambina oggetto di ignobile viltà». Un testo semplice, nessun riferimento polemico.
Giuseppina Ghersi3GIUSEPPINA GHERSI

Il primo a raccontare l'ultimo episodio di questa storia è stato Mario De Fazio, un bravo giornalista che lavora alla redazione savonese de Il Secolo XIX. Per alcuni, in città, il trentenne cronista è «solo un fascista», accusa che sui social gli viene rivolta ogni volta che scova e scrive una storia scomoda. Questa l'ha scritta tre giorni fa, nelle stesse ore arrivava il primo via libera alla Camera per la legge Fiano, che inasprisce le pene per l'apologia di fascismo.
logo anpiLOGO ANPI

«È una provocazione, ecco perché tirano fuori ora questa vicenda, abbiamo pietà e lascino in pace i morti», grida una parte della sinistra ligure. E aggiungono subito un altro dettaglio, che definiscono «un'ulteriore provocazione». Il monumento a Giuseppina sorgerà in una piazza di Noli intitolata ai fratelli Rosselli, fondatori di Giustizia e Libertà, simboli della lotta al fascismo e uccisi da sicari dell'estrema destra francese, pagati da Mussolini.

Giuseppe NiccoliGIUSEPPE NICCOLI
Così l'Anpi provinciale di Savona scrive un comunicato e «ribadisce la propria contrarietà al progetto dell'amministrazione comunale di Noli di erigere un cippo in memoria della brigatista nera Giuseppina Ghersi». Brigatista nera, a 13 anni, senza aver mai indossato una divisa, con due genitori mai iscritti al Pnf. Risponde ancora l'associazione partigiani: «La pietà per una giovane vita violata e stroncata non allontana la sua responsabilità di schierarsi e operare con accanimento a fianco degli aguzzini fascisti e nazisti».

Aveva 13 anni, per quelle accuse non ci fu nessun processo: venne violentata e ammazzata. Storia ignobile, che fa male, che spacca la sinistra con un ex sindacalista della Cgil, Bruno Spagnoletti, che attacca l'Anpi. Prova a riposare in pace, Giuseppina.

Fonte: qui