9 dicembre forconi: età
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martedì 29 gennaio 2019

LA RIVISTA "SCIENCE" PUBBLICA UNA MAPPA DEL GENOMA UMANO IN ALTA DEFINIZIONE CAPACE DI INDICARE I "PUNTI CALDI" DEL DNA UMANO NEI QUALI SI CONCENTRANO LE POSSIBILI MUTAZIONI



LO STUDIO PERMETTE DI CAPIRE QUALI SONO GLI ELEMENTI CHE RENDONO UNICO CIASCUN INDIVIDUO E FORNISCE I NUMERI DELLE POSSIBILI COMBINAZIONI…


genoma umano 7GENOMA UMANO
Una mappa in alta definizione capace di indicare i 'punti caldi' del Dna umano nei quali si concentrano le possibili mutazioni. Pubblicata sulla rivista Science, permette di capire quali sono gli elementi che rendono unico ciascun individuo e fornisce i numeri, impressionanti, delle possibili combinazioni dalle quali può emergere un individuo. la mappa è stata ottenuta dalla DeCode genetics, la società del gruppo Amgen che dalla fine degli anni '90 sta raccogliendo dati dallo studio a tappeto della popolazione islandese. 

genoma umano 6GENOMA UMANO
La nuova mappa arriva a quasi 20 anni da quella del genoma umano, che riuniva tutte le parole del libro della vita. Basata sul Dna di 150.000 islandesi, la mappa indica come interagiscono due elementi chiave dell'evoluzione umana: il processo di ricombinazione, che avviene quando il patrimonio genetico di spermatozoi e ovociti si fonde al momento della fecondazione, e la comparsa delle nuove mutazioni, ossia delle decine di varianti che compaiono continuamente nel Dna e che non vengono ereditate dai genitori. Si deve a entrambi questi processi se ogni individuo è davvero unico. 
genoma umano 4GENOMA UMANO 

La ricerca pubblicata su Science si riferisce all'analisi di 4,5 milioni di ricombinazioni e di oltre 200.000 nuove mutazioni. Sono numeri impressionanti, osserva il genetista Giuseppe Novelli, rettore dell'Università di Roma Tor Vergata, se pensiamo che "le possibili combinazioni, ossia i possibili embrioni che possono derivare dal Dna di due individui, sono 70 miliardi". 

genoma umano 3GENOMA UMANO
Da questo numero impressionante di dati è emerso che "i punti in cui avvengono gli scambi del materiale genetico non sono ugualmente distribuiti: in alcuni questo processo è più frequente", rileva Novelli. E' emerso inoltre che l'età dei genitori ha un peso importante sia sul processo di ricombinazione sia sulla comparsa delle mutazioni. 

genoma umano 2GENOMA UMANO
Nel primo caso a incidere è l'età materna: "quando gli ovociti invecchiano - rileva Novelli - possono essere più frequenti le anomalie cromosomiche". Se invece il padre è anziano aumenta il rischio di ricombinazioni a causa delle maggiori divisioni alle quali va incontro il Dna degli spermatozoi. Infine i 'punti caldi' del Dna nei quali si concentrano le mutazioni sono anche i più influenzati dall'epigenetica, ossia in questi siti i geni diventano più ricettivi agli stimoli esterni.

Fonte: qui

mercoledì 17 ottobre 2018

IL GOVERNO FRANCESE ANTICIPA L’INGRESSO NELLA SCUOLA DELL’OBBLIGO



A TRE ANNI SI IMPARA DI PIÙ  

SECONDO I PROMOTORI, A BENEFICIARNE SARANNO SOPRATTUTTO I BAMBINI PIÙ DISAGIATI 
IN ITALIA SI È PROVATO PIÙ VOLTE A FARE UNA RIFORMA CHE PREVEDEVA L’INGRESSO NELLE ELEMENTARI A 5 ANNI, MA NIENTE. E COSÌ GLI STUDENTI ITALIANI SONO GLI UNICI A DOVER STARE A SCUOLA 13 ANNI E I PIÙ “VECCHI” A ENTRARE ALL’UNIVERSITÀ…

IN CLASSE A TRE ANNI: "SI IMPARA DI PIÙ". LA FRANCIA ANTICIPA LA SCUOLA DELL'OBBLIGO

scuolaSCUOLA
Tutti in classe a tre anni invece che a sei: è questa la riforma presentata, in Francia, dal ministro Jean-Michel Blanquer che prevede, così come spiegato al Consiglio Superiore dell'Educazione, di far entrare l'asilo nella scuola dell'obbligo che, in questo modo, viene anticipata di tre anni. "Quella è l'età in cui si gettano le basi dell'apprendimento e si impara di più" aveva detto già il presidente Emmanuel Macron in campagna elettorale.

Le novità della riforma francese - La scuola dell'obbligo, dunque, che inizia a tre anni: questo stabilisce, come riportato dal quotidiano Il Messaggero, la riforma francese che entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico e che è stata nominata "per una scuola della fiducia".

JEAN MICHEL BLANQUERJEAN MICHEL BLANQUER
Sarà prevista, dal progetto del governo di Parigi, anche una maggiore autonomia per le scuole, la possibilità per istituti privati di finanziare alcune sezioni internazionali e, infine, la presenza in ogni istituto di un organo di valutazione dei risultati dell'insegnamento.

E in Italia? - La novità ideata dai francesi è di quelle destinate a creare dibattito: In Italia, tuttavia, sembra difficile, al momento, pensare di anticipare la scuola dell'obbligo perché, a causa della divisione tra Stato ed enti locali, prima dei sei anni la scuola italiana non è la stessa in tutto il Paese.

scuolaSCUOLA



Il progetto renziano della Buona Scuola prevedeva un potenziamento degli asili nido e delle scuole materne e l'idea di anticipare di un anno il suono della campanella facendo iniziare la scuola dell'obbligo a 5 anni è stata proposta e pensata diverse volte (da Luigi Berlinguer a Stefania Gianini) salvo poi scontrarsi con la resistenza degli insegnanti e i costi eccessivamente elevati di una simile riforma che richiederebbe un piano per aumentare i posti nelle materne, il numero di aule e un generale miglioramento dell'insegnamento.

E così con i tredici anni che intercorrono tra la prima elementare e la maturità, gli studenti italiani sono i più longevi, quelli che trascorrono più tempo tra i banchi finendo per diventare poi "i più vecchi" ad entrare all'Università.
bimbo scuolabusBIMBO SCUOLABUS

Sono diversi, poi, i fronti della resistenza dinnanzi all'idea di anticipare anche solo di un anno della scuola dell'obbligo: alcuni la vedono come un'accusa indiretta verso i genitori, altri rimarcano la necessità che a quell'età i bambini continuino a svagarsi e giocare. Non la pensano così i francesi e soprattutto il ministro dell'Istruzione di Macron secondo cui "la plasticità del cervello prima dei sei anni è particolarmente propizia all'assimilazione del linguaggio, ed è proprio in questa fase che si fabbricano i futuri abbandoni scolastici".

Secondo i promotori di questa riforma della scuola, a beneficiare di più di una scuola obbligatoria a tre anni saranno soprattutto i bambini con situazioni familiari più difficili o disagiate, magari cresciuti in case dove il francese si parla poco o male.

A TRE ANNI SI IMPARA DI PIÙ
Pasquale Almirante per www.latecnicadellascuola.it

professorePROFESSORE
Il ministro dell’Istruzione francese Jean-Michel Blanquer ha presentato, davanti al Consiglio Superiore dell’Educazione, una riforma scolastica che introduce una piccola rivoluzione: la scuola dell’obbligo a cominciare dai tre anni e non più dai sei, dalla materna e non dalle elementari: in quegli anni, tra i tre e i sei, «si gettano le basi dell’apprendimento».

Anticipare l’ingresso a scuola e uscire un anno prima
Per quanto però riguarda l’Italia, anticipare di un anno l’ingresso a scuola, perché i bimbi inizierebbero la primaria a 5 anni e non più a sei, risolverebbe il problema dell’età di uscita dalle superiori.

Le neuroscienze
JEAN MICHEL BLANQUERJEAN MICHEL BLANQUER
In Francia però, dove il ministro dell’istruzione è  seguace delle neuroscienze e delle teorie cognitiviste secondo cui «la plasticità del cervello prima dei sei anni è particolarmente propizia all’assimilazione del linguaggio, ed è proprio in questa fase che si fabbricano i futuri abbandoni scolastici», sarebbe un beneficio per tutti: prima si comincia e meglio è.

Per altri, però, la misura di portare obbligatoriamente a scuola i cinquenni sarebbe un atto di accusa nei confronti di genitori incapaci di educare i propri figli: prima glieli togliamo, meglio è.

Abbandoni scolastici
bimbo scuolabusBIMBO SCUOLABUS
I francesi ritengono che a beneficiare di più di una scuola obbligatoria a tre anni saranno i bambini con situazioni familiari più difficili o disagiate, magari cresciuti in case dove il francese si parla poco o male. Sono circa il tre per cento della popolazione scolastica: quelli che a sedici anni avranno le maggiori probabilità di lasciare la scuola dell’obbligo senza sapere né leggere né scrivere.

«A due anni il bambino conosce venti parole, a sei ne deve conoscere 2500 ha detto Macron L’immersione nel linguaggio in questi primi anni è un obiettivo fondamentale. La scuola materna dovrà diventare la scuola del linguaggio».

Fonte: qui

domenica 6 maggio 2018

AVETE SEMPRE SBAGLIATO A CALCOLARE L’ETÀ DEL VOSTRO CANE ...

QUELLO DEI SETTE ANNI È UN FALSO MITO, LA CRESCITA VARIA A SECONDA DELLA RAZZA E DELLE CARATTERISTICHE ANATOMICHE 

NON C’È UN METODO ASSOLUTO E VALIDO PER TUTTI: ECCO COME FUNZIONA DAVVERO…

Enrico Chillè per www.leggo.it

come si calcola l'eta' di un cane 1COME SI CALCOLA L'ETA' DI UN CANE 
Da molto tempo si considera che, per stabilire una corrispondenza tra l'età dei cani e quella dell'uomo, si calcolano sette anni per ogni anno di vita compiuto dai nostri amici a quattro zampe. Una convinzione radicata da secoli e presa quasi sempre come un dogma assoluto, ma in realtà si tratta di un falso mito e le cose non stanno così: è assolutamente sbagliato, ad esempio, considerare che un cane di tre anni sia "vecchio" come una persona di 21. Ecco come calcolare l'età "umana" del proprio cane.

come si calcola l'eta' di un cane 2COME SI CALCOLA L'ETA' DI UN CANE 
Prima di stabilire alcune doverose precisazioni, è bene sottolineare anche come zoologi e veterinari non siano tutti concordi nel seguire questo metodo per calcolare la corrispondenza tra l'età del cane e quella dell'uomo. La crescita e l'invecchiamento dei cani, infatti, varia nel tempo in modo diverso rispetto agli esseri umani. Ci sono alcuni esperti che consigliano di considerare il primo anno di vita del cane come pari a quello dell'uomo e calcolare poi quelli successivi come se fossero sette (in questo caso, quindi, un cane di tre anni sarebbe "vecchio" come un adolescente di 15 anni). Non tutti, però, sono d'accordo nell'utilizzare questo sistema per calcolare l'età canina, anche perché lo sviluppo e la maturità sessuale vengono raggiunti dai cani già al termine del primo anno di vita. Altri, invece, calcolano anche il primo anno di vita come se fosse pari a sette anni per l'uomo. La questione, però, non è così semplice.
come si calcola l'eta' di un cane 6COME SI CALCOLA L'ETA' DI UN CANE 

Va considerato, infatti, che l'invecchiamento del cane dipende soprattutto dalle dimensioni e dalla razza. In particolare, occorre considerare che, al di là di malattie più o meno gravi, i meticci sono più longevi dei cani di razza e che alcune razze canine, come ad esempio i bulldog o i boxer, hanno un'aspettativa di vita decisamente inferiore a causa della schiacciatura del naso che può comportare problemi respiratori. Senza dimenticare altri problemi di postura o di displasia dell'anca, che coinvolge molte razze di cani di taglia grande, come pastori tedeschi, labrador, pastori maremmani, rottweiler, alani e golden retriever, solo per citarne alcune. Inoltre, in linea generale, i cani di taglia piccola sono molto più longevi di quelli di taglia grande o gigante.

come si calcola l'eta' di un cane 7COME SI CALCOLA L'ETA' DI UN CANE 
Per questi motivi, ogni tentativo di classificare l'età canina e metterla a confronto con quella umana appare incerto e assolutamente non matematico. Le variabili legate alla razza e alle caratteristiche anatomiche, infatti, sono così tante da non consentire di stabilire un metodo assoluto e valido per tutti i cani. Ad ogni modo, stando a quanto concordato dalla maggior parte dei veterinari, questa tabella può rappresentare un buon sistema di calcolo dell'età del nostro cane, dal momento che tiene conto della taglia e della longevità media basata su di essa. Per individuare la taglia, si considera piccola quella dei cani del peso inferiore ai 9.5 kg, media dai 9.6 ai 22 kg, grande dai 23 ai 40 kg e gigante dai 40 kg in su.

Fonte: qui