9 dicembre forconi: Supercazzola
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mercoledì 11 luglio 2018

TRIA TUTTI GLI ANNUNCI SI PORTA VIA

IL MINISTRO STOPPA TUTTO: PURE IL DECRETO DIGNITÀ DOPO UNA SETTIMANA NON HA ANCORA LA BOLLINATURA DELLA RAGIONERIA GENERALE. MANCANO LE COPERTURE, SOPRATTUTTO CON IL DIVIETO DI PUBBLICITÀ PER IL GIOCO D'AZZARDO, GALLINA D'ORO PER LO STATO E PER MULTINAZIONALI OFFSHORE 

SCONTRO LEGA-M5S SUI CONTRATTI A TERMINE: GLI IMPRENDITORI DEL NORD HANNO MINACCIATO SALVINI


GIOVANNI TRIAGIOVANNI TRIA
Lorenzo Salvia per il Corriere della Sera

È passata una settimana dalla sua approvazione in Consiglio dei ministri. Ma il decreto dignità ancora non c' è. Ed è proprio su questo provvedimento, oltre che sulle nomine, che stanno emergendo le linee di frattura che attraversano il nuovo governo. Il decreto non ha ancora superato l' esame della Ragioneria generale dello Stato.

Manca la bollinatura, l' atto con cui il ministero dell' Economia certifica la correttezza delle coperture, cioè del modo in cui vengono finanziate maggiori spese e minori entrate. Non sono ancora arrivati tutti gli elementi necessari per una valutazione approfondita, c' è ancora qualche riflessione in corso sul calo del gettito dell' Iva causato dallo stop alla pubblicità di giochi e scommesse. Ma non bastano certo gli aspetti tecnici a spiegare un' attesa di una settimana. Il problema è politico.

giuseppe conte giovanni triaGIUSEPPE CONTE GIOVANNI TRIA
Alla luce del sole c' è lo scontro tra la Lega e il Movimento 5 Stelle, con il partito di Matteo Salvini contrario a quella stretta sui contratti a termine criticata dagli imprenditori ma fortemente voluta invece da Luigi Di Maio.

Con il Carroccio che quasi per ritorsione rilancia i voucher, e cioè quei buoni per pagare i lavoratori a ore che, nella graduatoria della precarietà, sono ancora più flessibili dei contratti a termine. Ma ci sono scintille anche fra lo stesso Di Maio e il ministro dell' Economia Giovanni Tria. 

L' incontro di ieri tra il presidente del consiglio Giuseppe Conte, Tria, Salvini e Di Maio doveva preparare il terreno per il prossimo vertice europeo sull' immigrazione, a Innsbruck.
Ma in realtà si è parlato soprattutto di economia, e del decreto dignità.

L' intenzione era sbloccare il provvedimento per cominciare già oggi l' esame in Parlamento. Il risultato è stato prendere atto dello stallo. «Mi auguro che nessuno voglia metterci il bastone fra le ruote» ha detto di Maio, pur senza citare Tria. «Nessun bastone fra le ruote ma non si può fare un annuncio al giorno», ha risposto il ministro dell' Economia. E il punto è proprio questo.

salvini di maioSALVINI DI MAIO
Negli ultimi giorni, per rispondere all' attivismo del suo alleato di governo Salvini e mettere a tacere qualche critica interna, Di Maio ha cercato di cambiare passo. Il decreto dignità, quando arriverà in Gazzetta ufficiale, sarà il primo vero atto di legge del governo. Ma nel frattempo ci sono stati gli annunci sul taglio delle pensioni d' oro, sulla riduzione delle tasse sul lavoro, senza dimenticare il tavolo sui rider (i fattorini che consegnano i pasti in bici) e il tentativo di finanziare il reddito di cittadinanza con i fondi europei.

Una linea d' assalto che cozza con quella, più prudente, di Tria. Il ministro dell' Economia ha annunciato la creazione di tre commissioni tecniche per studiare gli interventi su welfare, fisco e investimenti pubblici, incaricate di fare analisi e simulazioni prima della decisione politica, che arriverà solo con la legge di bilancio. Ad ottobre, quindi. Strattoni e sussulti in questo momento, secondo Tria, avrebbero un solo effetto: rendere più complessa la partita con Bruxelles, per ottenere qualche margine di bilancio in più utile ad attuare le riforme previste dal contratto di governo.
ALESSANDRO RIVERAALESSANDRO RIVERA

Ma c' è anche un altro elemento per comprendere le tensioni delle ultime ore. Il ministero dell' Economia sta per procedere alla scelta del direttore generale del Tesoro.

E siamo ormai vicini anche alla scelta per i vertici di Cassa depositi e prestiti, che con il nuovo governo dovrebbe avere un ruolo ancora più rilevante di quello avuto negli anni scorsi. In Cdp l' amministratore delegato dovrebbe essere Marcello Sala, ex Intesa san Paolo, gradito alla Lega. Mentre il direttore generale potrebbe essere l' interno Fabrizio Palermo, gradito al Movimento 5 Stelle.

Sul ruolo del direttore generale del Tesoro, il nome di Alessandro Rivera sarebbe una scelta del tutto autonoma di Tria, una figura slegata sia dalla Lega sia dal Movimento 5 Stelle. Almeno sulle poltrone, non è vero che uno vale uno. Il Movimento 5 Stelle non uscirebbe vincitore dalla partita. E anche questo spiega il clima di ieri.

Fonte: qui

sabato 7 luglio 2018

LA SUPERCAZZOLA SUGLI F35 DELLA MINISTRA GRILLINA

''NON NE COMPREREMO ALTRI, MA PER CHIUDERE IL PROGRAMMA DOVREMMO PAGARE PENALI SALATE. E POI GLI AEREI CREANO INDOTTO E POSTI DI LAVORO IN ITALIA''. QUINDI I 90 AEREI NON SONO MESSI IN DUBBIO. 

PECCATO CHE UN ANNO FA LA BASE DEL M5S AVESSE VOTATO L'ABBANDONO TOTALE DEL PROGRAMMA, E LO STOP DEGLI ACQUISTI PRESENTI E FUTURI...

Giovanni Drogo per www.nextquotidiano.it

Qualche giorno fa si era levato un polverone perché la ministra della Difesa Elisabetta Trenta aveva confermato in un’intervista che l’Italia avrebbe rispettato gli impegni presi sul programma di acquisto degli F-35. Questo significa che anche il governo del cambiamento, nel quale il MoVimento 5 Stelle ha in passato ribadito più volte che gli F-35 erano uno spreco di risorse e di soldi pubblici, avrebbe continuato gli acquisti fino al completamento del programma che prevede che l’Italia si doti di una flotta di 90 caccia F-35.
F35 IN ADDESTRAMENTO COREAF35 IN ADDESTRAMENTO COREA

Elisabetta Trenta conferma che l’Italia acquisterà gli F-35
Oggi la ministra Trenta era ospite a Omnibus su La 7 dove ha chiarito il senso delle sue parole. La ministra ha detto che «sicuramente non compreremo nessun altro F-35», una dichiarazione ambigua che qualcuno potrebbe fraintendere. Questo non significa che l’Italia non acquisterà altri F35 rispetto ai 26 (18 consegnati + 8 ordinati a fine aprile dalla Pinotti) che già sono già stati acquistati. Il punto del contendere infatti è – e lo era anche quando nel 2015 Sibilia accusò la ministra del governo Renzi di “alto tradimento” – è il rispetto degli impegni presi all’interno del programma F35.


elisabetta trentaELISABETTA TRENTA
Inizialmente l’impegno italiano era di acquistare 131 caccia; il governo Monti ridusse il numero dei jet ai 90 attuali. E questo numero non viene messo in discussione nemmeno dal governo Conte. Infatti la Trenta ha detto che «io potrei scoprire dall’analisi che stiamo facendo che tagliare mi costa di più che mantenere» e che «stiamo analizzando tutte le implicazioni del tagliare il programma perché ci sarebbero delle forti penali».

In realtà la Corte dei Conti nella relazione del 2017 sull’adesione italiana al programma Joint Strike Fighter sottolineava come «l’opzione di ridimensionare la partecipazione nazionale al programma, pur non soggetta di per sé a penali contrattuali» determinasse potenzialmente una serie di effetti negativi quali la perdita degli investimenti sostenuti finora, ad esempio quelli sull’impianto di Cameri.
f35 atterraggio verticaleF35 ATTERRAGGIO VERTICALE

Su Facebook ha scritto che non compreremo nuovi caccia «alla luce dei contratti in essere già siglati dal precedente esecutivo». In realtà i contratti sono stati siglati da altri governi e sul fatto che i caccia in arrivo non siano “nuovi” rispetto a quelli che già sono stati comprati si può discutere. I lotti di produzione ridotta, inizialmente previsti in numero di 12, sono ormai 14 e si protrarranno fino al 2021, scriveva la Corte dei Conti.

Semmai la Trenta avrebbe dovuto dire, per essere più trasparente, che l’Italia non comprerà altri F-35 rispetto a quelli che già si è deciso di comprare (ma non tutti sono stati comprati e pagati, anzi). Invece ha dichiarato, in maniera piuttosto ambigua, «sicuramente non ne compreremo nessuno di nuovo».

elisabetta trenta giuseppe conteELISABETTA TRENTA GIUSEPPE CONTE
Ma poco dopo si smentisce dicendo che «sarebbe bene allungare il periodo all’interno del quale noi dovremmo comprare questi F-35». Quindi significa che devono ancora essere comprati. Secondo la ministra questo produrrà un risparmio significativo ma un rallentamento degli acquisti c’è già stato (nel 2016,  a seguito della decisione del Parlamento). A tal proposito la Corte dei Conti scriveva che il rallentamento del profilo di acquisizione fino al 2021 ha prodotto «un risparmio temporaneo pari a 1,2 miliardi di euro nel quinquennio 2015-2019, ma senza effetti di risparmio nel lungo periodo».
elisabetta trenta 2ELISABETTA TRENTA 2

Inoltre la ministra ha spiegato che attorno ai jet militari «si crea un indotto di natura tecnologica, di ricerca e occupazionale che noi a questo punto taglieremmo». Ciliegina sulla torta l’elogio da parte di una ministra del MoVimento 5 Stelle delle spese militari spiegando «la ricaduta che hanno sul settore civile, anche Internet è nato come un’applicazione militare».

Fonte: qui


M5S, programma di governo su Difesa: “Fermare l’acquisto di F35, investire in cyberdifesa e intelligence”

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Il piano è stato votato in rete da 19mila e 747 iscritti. L'attacco del senatore grillino Marton: "Per una vera politica di Difesa bisogna cambiare approccio. Spendiamo 64 milioni di euro al giorno per la Difesa, 5 miliardi solo in strumenti d’arma"