9 dicembre forconi: $
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sabato 7 gennaio 2017

China Prepares For Trade War With Trump

Having warned U.S. President-elect Donald Trump yesterday, through Chinese state media, that he’ll be met with "big sticks" if he tries to ignite a trade war or further strain ties, China’s central government has reportedly "compiled possible countermeasures" against "well-known U.S. companies or ones that have large Chinese operations."
As Bloomberg reports, China is prepared to step up its scrutiny of U.S. companies in the event President-elect Donald Trump takes punitive measures against Chinese goods and triggers a trade war between the world’s two biggest economies after he takes office, according to people familiar with the matter.
The options include subjecting well-known U.S. companies or ones that have large Chinese operations to tax or antitrust probes, the people said, asking not to be identified because the matter isn’t public. Other possible measures include the launch of anti-dumping investigations and scaling back government purchases of American products, according to the people.

The move illustrates how the fallout from escalating tensions between the two nations could spread to companies. Trump has made China a frequent target of his attacks and nominated trade-related officials that the Communist Party’s Global Times newspaper said would form an "iron curtain" of protectionism.
While specific details of China’s options weren’t immediately clear, the retaliatory measures could affect companies related to agriculture, pharmaceuticals, technology and consumer industries, according to the people.
China’s central government compiled the possible countermeasures after collecting opinions from various departments, the people said. The punitive steps would only be carried out if the U.S. acts first and after senior Chinese leaders sign off on them, they said.
Representatives at China’s Ministry of Commerce, National Development and Reform Commission, State Administration of Taxation and General Administration of Customs either didn’t respond or couldn’t immediately comment to Bloomberg queries.
Representatives at Trump’s transition team didn’t respond to a request for comment.
Today's comments were much more directly aimed than yesterday's more prosaic langauge...
"There are flowers around the gate of China’s Ministry of Commerce, but there are also big sticks hidden inside the door -- they both await Americans," the Communist Party’s Global Times newspaper wrote in an editorial Thursday in response to Trump’s plans to nominate lawyer Robert Lighthizer, who has criticized Beijing’s trade practices, as U.S. trade representative.
For now China appears to have fallen off Trump's radar (as maybe he is letting them blow themselves up with massive spikes in Yuan and overnight depoist rates as liquidity freezes), and instead over the past few days the president-elect has been focusing on the ongoing Russian hacking fiasco, crashing the Mexican peso, and slamming "head clown" Chuck Schumer for the mess that is Obamacare.

Fonte: qui
P.S.: potete usare la funzione TRANSLATE di Google(sulla colonna di destra), selezionando prima un qualsiasi linguaggio e poi successivamente, l'italiano, per avere la traduzione automatica.

sabato 29 ottobre 2016

CLINTON PRENDI I SOLDI E SCAPPA (ALLA CASA BIANCA)

WIKILEAKS PUBBLICA ALTRE EMAIL SUCCULENTE DELL'ENTOURAGE DI CLINTON: CENTINAIA DI MILIONI TRA DONAZIONI ALLA CAMPAGNA, ALLA FONDAZIONE, MA SOPRATTUTTO AI CONTI PRIVATI DI HILLARY E BILL. ALL'EX PRESIDENTE 1,5 MILIONI SOLO DALLA BANCA D'AFFARI UBS 

HUMA ABEDIN SULL'INTRECCIO DEI SOLDI DI HILLARY: ''HA CREATO QUESTO CASINO E LO SA''

Giuseppe Sarcina per il Corriere della Sera

«Prendi i soldi!». L' invito, perentorio, compare in una mail di Jennifer Palmieri, la responsabile per la comunicazione dello staff di Hillary Clinton. Il destinatario, in questo caso, è Robby Mook, il manager della campagna. Ma, stando a quello che si legge nelle mail rivelate da Wikileaks, potrebbe essere lo slogan ombra del clan Clinton.
Soldi donati da sette Paesi alla Fondazione Clinton mentre Hillary era Segretario di Stato.
Soldi sui conti personali di Bill. Soldi, soprattutto, per la competizione elettorale dell' ex First Lady. In cambio di che cosa?

Hillary Clinton ha raccolto 1,14 miliardi di dollari per pagare la corsa alla Casa Bianca: un quinto proviene da 100 ricchissimi donatori e lobbisti. Nella lista compaiono, tra gli altri, Donald Sussman che appartiene alla nuova élite della finanza americana formata dai gestori di hedge fund: 20,7 milioni di dollari per Hillary.
hillary clinton soldiHILLARY CLINTON SOLDI

Poi ecco Jay Robert Pritzker, 51 anni, cofondatore del più grande gruppo di venture capital del Midwest: 16,7 milioni. E ancora: Haim Saban, presidente di Univision, 11,9 milioni; George Soros, forse il più noto finanziere americano: 9,9 milioni di dollari e infine Daniel Abraham, proprietario della società SlimFast: 9,7 milioni.

Alcuni di loro avevano già dichiarato di aver finanziato «l' operazione Clinton». Ma i messaggi rubati dai server del partito democratico e pubblicati da Wikileaks mostrano quanto questi personaggi siano considerati interlocutori privilegiati dall' ex First Lady. George Soros è molto attivo: dispensa consigli persino sulla riforma della polizia.

HILLARY CLINTON HUMA ABEDINHILLARY CLINTON HUMA ABEDIN
Il presidente di Univision, Haim Saban, invece, cittadino con passaporto israeliano e americano, il creatore dei «Power Rangers», il centoduesimo uomo più ricco del mondo, spinge Hillary, a nome della comunità ebraica americana «a distinguersi da Obama sulla linea nei confronti di Israele». John Podesta, il presidente della campagna, gli risponde sempre con gratitudine.

Hillary Clinton ha adottato questo schema ancora prima di annunciare la sua candidatura il 12 aprile 2015. Nelle settimane precedenti, come ha ricostruito il Washington Post il suo staff è già in agitazione. Huma Abedin, la sua più stretta collaboratrice, lancia l' allarme: «Jeb Bush».

bernie sanders hillary clintonBERNIE SANDERS HILLARY CLINTON
L' ex governatore della Florida, allora considerato la carta migliore dei repubblicani, sta ammassando milioni con i cosiddetti super Pac, i «political action committee», comitati formati da affaristi con molte risorse e con interessi precisi da tutelare. In una mail Dan Schverin, responsabile per la stesura dei discorsi ufficiali, scrive di essere preoccupato perché Hillary «potrebbe essere accusata di ipocrisia».

In realtà accadrà di peggio. Bernie Sanders per diversi mesi rinfaccerà alla rivale di essere troppo legata ai «millionaires» e ai «billionaires». Pazienza. La linea è: «Prendi i soldi».
bill raramente accompagna hillaryBILL RARAMENTE ACCOMPAGNA HILLARY

Ma c' è un' altra fonte di inquietanti contraddizioni: la Clinton Foundation. Dal 1997 ha raccolto circa 2 miliardi di dollari, soccorrendo, tra l' altro, la popolazione di Haiti, dopo il terremoto del 2010. Per mesi si è polemizzato sui fondi in arrivo da Stati come Qatar e Arabia Saudita.

Quindi da una parte Hillary accetta con entusiasmo i contributi di Saban e della comunità ebraica. Dall' altra si tiene stretti i denari del Qatar, un Paese considerato come minimo ambiguo da Israele. «Ha creato questo casino e lo sa», riassume in una mail Huma Abedin nel gennaio del 2015.
hillary e bill clintonHILLARY E BILL CLINTON

Viene fuori anche uno spaccato di contrasti, ripicche e guadagni personali. Bill Clinton si è servito del finanziere Declan Kelly, già collaboratore di Hillary quando era Segretario di Stato, per agganciare banche come Ubs o società come Coca Cola e Dow Chemical.

L' ex presidente chiedeva e otteneva contributi per la Fondazione, ma anche inviti per tenere discorsi. In totale Bill ha guadagnato almeno 4,5 milioni di dollari in questo modo. Solo l' Ubs gliene ha versati 1,5. Nella rete con le aziende passavano anche incarichi ben retribuiti per i fedelissimi e l' impegno a sostenere il nome per la Casa Bianca scelto da Bill Clinton. Hillary, naturalmente.

Fonte: qui