9 dicembre forconi: arricchimento
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sabato 21 settembre 2019

FUKUSHIMA: L’ATROCE SOSPETTO

L’11 marzo 2011 si produsse a Fukushima il più grande disastro nucleare mai avvenuto in una centrale civile;  i nuclei fusi dei reattori mai veramente raffreddati in modo definitivo, i fiumi d’acqua  di raffreddamento a mare, i danni alla vita umana e marina incalcolabili, e  ancora in corso.
Per  di più, dal  2011 un  noto giornalista   Yoichi Shimatsu , ex direttore del Japan Times Weekly , sostiene che la  centrale  aveva al suo interno non giù uranio 235  per la produzione di energia elettrica,  bensì  plutonio –   di testate militari  americane, segretamente  ricevute dagli Usa  su  istruzioni di Dick  Cheney, l’allora vicepresidenteche questo uranio e plutonio  da armamento  ad alta concentrazione fu esposto all’aria  dopo che l’onda dello tsunami colpì  il reattore;  e che, infine, l’intelligence israeliana sabotò gli apparati di raffreddamento del reattore  con il virus Stuxnet,  per vendetta date le posizioni filo-palestinesi del governo nipponico, o (come vedremo) perché sospettava che il  Giappone aiutasse  l’Iran ad arricchire il materiale radioattivo a livello militare.

Ovviamente una storia simile è di quelle che sembrano dimostrare come il cospirazionismo sconfini nel delirio paranoide.  Il giornalista non ha dalla sua che la sua buona reputazione. Ma come vedremo, non mancano indizi a sostegno del delirio.
Esponiamo prima i fatti (ancorché  incredibili) secondo Yoichi Shimatsu, e poi gli indizi. Perché mai la centrale di Fukushima albergava  testate  nucleari  Usa?  Sarebbe stata un’idea di Cheney:   armare il Giappone clandestinamente di atomiche in funzione anti-cinese. Nel 2007,  nuclei di testate atomiche sarebbero stato prelevati dalla Plantex  Plant, la  segretissima e gigantesca (65 chilometri quadrati) “fabbrica” presso Amarillo, Texas,  di assemblaggio, disassemblaggio e  immagazzinamento “con  sicurezza e  per mantenere in efficienza”  le testate atomiche nazionali,  che dipende dal  Dipartimento dell’Energia.
La Plantex Plant  di Amarillo (Texas), dove si conservano e ricondizionano le testate nucleari.
Il trasporto sarebbe stato affidato agli israeliani, che  dispongono dei mezzi navali  adatti;  il primo ministro Ehud Olmert, dice il giornalista, era connivente al piano.  Gli israeliani prelevarono i materiali al porto di Houston; si tennero  alcune testate (con il beneplacito di  Cheney), le più moderne, mentre quelle obsolete le consegnarono ai giapponesi per l’ulteriore arricchimento, perché  il materiale fissile col tempo decade.
Il giornalista afferma che “20 minuti prima del collasso nucleare della centrale di Fukushima, Israele era così irritato per il sostegno do Tokio ad  una dichiarazione dei palestinesi che scatenò  il virus Stuxnet  nei computer della centrale. Il virus ha ostacolato l’arresto (della fissione in corso) con  il crollo della sezione dove stava il plutonio  delle testate del 2007”.  Si aggiunga che  la tragedia fu causata da un terremoto e conseguente tsunami: il che non fa mancare cospirazionisti che accusano Sion di aver provocato il sisma  con una loro arma segreta.
Una ipotesi  a  cui non siamo in grado di dare un contributo. Stiamo ai fatti a noi noti.
Ci sono informazioni indipendenti che  corroborino l’accusa del nipponico? Ci sono.
Nel 2009, ossia due anni dopo che le testate sarebbero state mandate da Cheney in Giappone, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), ossia l’ente dell’ONU che sorveglia la non-proliferazione, ha diramato “l’auspicio” che  Tokio  “non abbandonasse la sua politica  anti-nucleare”.   Come si sa, come paese-vittima della prima strage atomica, il Giappone si pone ufficialmente come primo campione mondiale del disarmo nucleare. La “speranza” della AIEA non avrebbe avuto alcun motivo di essere espressa, se l’ente ONU non sapesse qualcosa che non poteva dire  apertamente su una violazione del pacifismo  nucleare nipponico. Era un velato avvertimento.
C’è  di più. C’è un articolo  di The New American che, un anno prima del  disastro di Fukushima, titola:
Mercoledì 24 febbraio 2010
Il Giappone si offre di arricchire l’uranio per l’Iran
“Sulla base di un lancio del 24 febbraio del  Nikkei Business Daily , l’agenzia AFP  riferisce  che il Giappone ha offerto di arricchire l’uranio per l’Iran per consentirgli di avere accesso al nucleare,  per  alleviare i timori internazionali che la nazione islamica potesse provare a costruire armi atomiche”.
Notate la data: 2010. Siamo nel pieno della frenetica campagna mondiale della lobby ebraica per  negare e impedire la capacità iraniana di arricchire l’uranio nelle sue centrali – con la scusa che il regime di Teheran si farà l’arma atomica.   Una volontà che gli ayatollah hanno smentito,  pur restando fermissimi sul loro diritto di arricchire l’uranio fino al 20 per cento.  Russia e Francia si sono offerti di arricchire in proprio l’uranio  iraniano.  Teheran esita. Invece  l’offerta giapponese – del campione mondiale del disarmo nucleare – la convince.
Dal New American  apprendiamo che a dicembre, “il principale negoziatore nucleare iraniano, Said Jalili, ha visitato Tokyo”, e  “la questione dovrebbe essere discussa a Tokyo dal presidente del parlamento iraniano Ali Larijani e dal ministro degli esteri giapponese Katsuya Okada”.  Insomma le trattative sono molto avanzate, anzi prossime alla conclusione. Larijani è a Tokio. “Un  portavoce del ministero degli Esteri giapponese ha detto durante il suo incontro con Larijani: “Il Giappone spera fortemente che la questione nucleare dell’Iran venga risolta pacificamente e diplomaticamente … e che l’Iran consideri seriamente una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU. L’uranio sarebbe  arricchito in Giappone  per produrre isotopi medici”, fino al 20% –  l’arricchimento a scopi militari deve essere del 90.  .
Si aggiunge che “l’offerta del Giappone “è vista come un compromesso che permetterà all’Iran di avere il livello di arricchimento di cui avrà bisogno per tali scopi [produzione di isotopi medici] e dissipare le paure occidentali e soprattutto israeliane di un Iran nucleare “.
Abbiamo qui un motivo più serio di una dichiarazione di Tokio a favore dei palestinesi, per scatenare l’atroce  volontà di vendetta israeliana:   il governo nipponico ha aperto la breccia nel ferreo muro  “occidentale” anti-Iran che la  lobby   era riuscita ad imporre sul piano globale.  Tokio distrugge la narrativa ebraica della pericolosità assoluta del regime  che in quanto “fondamentalista”  islamico è pazzo, irrazionale  e pronto a colpi di testa atomici,  perché “se il Giappone, che ha sofferto più delle armi nucleari di qualsiasi altra nazione sulla Terra, non è minacciato dalla prospettiva di fornire all’Iran l’uranio arricchito, perché dovrebbero essere gli Stati Uniti?”
In più, Israele sa delle testate atomiche vecchie in via di arricchimento dentro Fukushima. Già, ma questo  lo dice il giornalista nipponico,  senza prove.
Invece no:  c’è la prova che Dick Cheney, nel 2007, ha trafficato pericolosamente con testate  nucleari, per oscuri ma estremamente allarmanti motivi  che il  benemerito sito Globalrearch (del professor Michel Chossudovsky) ha ricostruito così:
Tra  29 e il 30 agosto 2007,  diverse bombe atomiche sono state “smarrite”  per diverse ore, in uno strano “viaggio attraverso gli interi Stati Uniti”:  di un bombardiere strategico B-52, che decolla dalla Base USAF di Minot nel  Nord Dakota, con sotto le ali sei testate nucleari W80-1 armate su missili da crociera avanzati AGM-129 (ACM), ed  atterra diverse ore dopo alla Base  USAF di Barskdale in Louisiana.
Il volo del B-52 armato
Era  solo uno scalo: il bombardiere avrebbe dovuto decollare in seguito: verso dove, non si sa. Fatto sta che “secondo i rapporti ufficiali, i piloti dell’Aeronautica Militare americana non sapevano che trasportavano armi di distruzione di massa , per di più innescate”.  Tanto che   dopo  l’atterraggio  in Louisiana, hanno anche lasciato le armi nucleari non garantite sulla pista per diverse ore. Fino a quando  i responsabili della base della Louisiana non se ne sono accorti, e dato il  massimo allarme:  si era di fronte ad una violazione enorme e deliberata di tutte le procedure  relative al carico, armamento e  trasporto delle  testate atomiche.
Deliberata, perché, “come dichiarato da  Robert Stormer, ex tenente della Marina militare USA,  “nessuno  sposta rapidamente un missile da crociera da 1 tonnellata, men che meno sei.  Nessuno li carica, senza ordini precisi dalla regolare catena di comando, con testate atomiche – per di più armandole pronte all’uso.
Un B-52 nella base di Barksdale, durante un airshow.
Sono richieste  due squadre di specialisti di munizioni armate per lavorare congiuntamente con tutte le armi nucleari. Tutti gli individui che lavorano con armi nucleari devono soddisfare standard di sicurezza molto rigorosi ed essere sottoposti a test di lealtà  o ne dimentica sei, come riportato da alcuni notiziari, in particolare i missili da crociera carichi di esplosivi ad alta intensità”.
Gli Stati Uniti inoltre non trasportano armi nucleari destinate all’eliminazione attaccate ai loro veicoli di lancio sotto le ali di un aereo da combattimento. La procedura consiste nel separare la testata dal missile, racchiudere la testata e trasportarla con un aereo da carico militare in un deposito – non una base operativa di bombardieri che sembra essere l’area di messa in scena per le operazioni in Medio Oriente.
“Tutte le forze di sicurezza incaricate [di gestire e proteggere le armi nucleari] sono autorizzate a usare la forza  letale  per proteggere le armi da qualsiasi minaccia [compresi i potenziali ladri].”
Pensate solo alla procedura   punitiva che   aspetta un soldato semplice se, poniamo, si impossessa senza autorizzazione di un caricatore di proiettili per il suo fucile d’assalto – e la serie di firme e controlli che deve aver  superato  – per capire  che il volo del B-52 coi  missili da crociera armati, avvenuto all’insaputa degli alti comandi, non può essere stato mosso che da
Command and Control (C2)” e “Use Control”
sigle che indicano “un insieme di misure di sicurezza progettate per impedire l’accesso non autorizzato alle armi nucleari. Queste misure riguardano funzionalità di progettazione delle armi, procedure operative, sicurezza e regole di sicurezza del sistema.  “Command and Control” o “C2” coinvolge l’Ufficio del Presidente degli Stati Uniti d’America.   C2 è una linea di comando consolidata, che è legata alla Casa BiancaSenza di essa, le armi nucleari non possono essere dispiegate o armate come  è avvenuto alla USAF Base Minot. Sono questi due elementi di controllo che stabiliscono la base dell’autorizzazione attraverso la quale “il controllo assoluto delle armi nucleari” viene mantenuto “in ogni momento”.
“La storia fu riportata per la prima volta dal Military Times , dopo che i militari  l’hanno fatta trapelare”.
I  militari che, nella base della Louisiana, hanno scoperto la gravissima violazione di tutti gli ordini riguardanti le armi atomiche, hanno dato l’allarme, ed hanno così impedito al B-52 armato di proseguire  il viaggio  hanno scoperto, sono stati forse premiati  con una menzione d’onore?
Ricordiamo qui i nomi di Todd Blue, aviere di prima classe,  che occupava una posizione-chiave nella sicurezza delle armi nella base di Minot:    messosi  in congedo giorni dopo che le “armi nucleari sono state” perse “,  Blue è morto  visitando la sua famiglia a Wytheville, in Virginia, all’età di 20 anni, il 10 settembre 2007.
Del il primo tenente Weston Kissel , uno dei  piloti del bombardiere  B-52H, morì in un incidente in motocicletta del Tennessee,  messo  o  andato  di sua volontà  in congedo  (perché?) e  morto  a meno di due mesi dai voli nucleari B-52, il 17 luglio 2007.
Del capitano dell’aeronautica statunitense John Frueh , del comando delle operazioni speciali dell’USAF  di  Hurlburt Field, in Florida, trovato morto l’8 settembre 2007  nello Stato di Washington, vicino alla sua auto a noleggio abbandonata.
Del maggiore  Clint Huff ,   della base USAF di  Barksdale,  morto con la moglie  mentre percorrevano  in moto, il 15 settembre 2007   la vicina  Shreveport-Blanchard Highway;  degli avieri  Adam Barrs e Stephen Garrett, tutte due morti in quegli stessi mesi del 2007 in incidenti.
Una menzione speciale  merita il  funzionario dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti, Charles D. Riechers , è stato trovato morto il 14 ottobre 2007  nel garage della sua auto, dove si è suicidato coi gas del  motore.  Riechers era un ufficiale dell’Aeronautica militare in pensione e maestro navigatore specializzato in guerra elettronica.  La Pravda   ne parlò in questo modo:   “gli analisti dell’intelligence russa  dicono  che  i leader americani della guerra hanno” suicidato “[sic] uno dei loro principali funzionari dell’aeronautica statunitense”.
Globalresearch cita anche un generale,  il generale Russell Elliot Dougherty,  in    pensione,  suicidatosi  il 7 settembre 2007 in casa.  E  una fila di colonnelli di una delle due basi  di decollo e di atterraggio del B-52 armato,  morti tutti in quei mesi  del 2007, dopo quello strano volo.  Un tasso di mortalità  fra il personale dell’Aeronautica  da  superare il celebre “body count”  di Hillary.
Abbiamo  dunque  visto che almeno in un’altra occasione il “C2”, ossia la Casa Bianca (Cheney) ha mosso segretamente e senza  scrupoli  testate nucleari. Torniamo all’accusa  del giornalista Shimatsu:  lui ha  scritto che la storia del coinvolgimento israeliano  nella tragedia di Fukushima gli era  stata confermata  dall’ex  agente della CIA  Roland Vincent Carnaby:  un americano-libanese, che parla correntemente arabo. Un agente sperimentato in dozzine di operazioni segrete e sotto copertura  sul campo – tra l’altro fu catturato da Hezbollah nel 1984 e restituito nel quadro di uno scambio di prigionieri – che nel 2008  era  stato nominato  dai colleghi presidente dello AFIO – l’Associazione degli ex funzionari dell’Intelligence – di Houston. (Qui la sua biografia: https://wikispooks.com/wiki/Roland_Carnaby)
Può  confermare,  Carnaby?  Non può. Il 29 aprile 2008 è stato ucciso dalla polizia di Houston al termine di quello  che appare un inseguimento in auto: dove   la sperimentata spia fuggiva una “polizia” che,  quando si è fermato per aver esaurito la benzina,  gli ha frantumato il finestrino dell’auto e poi gli ha sparato a bruciapelo. Poi ancora alla schiena quando Carnaby,  ferito, ha cercato di uscire dall’auto. Non era armato e non c’era quindi alcun motivo di finirlo così.
La CIA  ha negato che Carnaby sia mai stato un suo agente. Secondo i suoi colleghi dell’AFIO, era lui, Carnaby, ad aver identificato una unità del Mossad  che contrabbandava plutonio americano dal porto di Houston.  Quello stesso porto da cui partirono anche le testate per l’arricchimento a Fukushima.
Fonte: qui
Wired: Una ricostruzione, un po' fantasiosa, sul terremoto che  precedette il disastro nucleare di Fukushima

Illustrazione: Arikia Millikan
I SISMOLOGI dell'US Geological Survey, dell'International Seismological Center e della NASA hanno raggiunto un consenso sulle tragedie a cascata dello scorso anno in Giappone che hanno lasciato almeno 16.000 morti e mezzo milione di senzatetto. Un enorme terremoto di magnitudo 9,0 ha colpito proprio al largo delle coste del paese venerdì 11 marzo, affermano gli scienziati. Il sisma ha scatenato enormi ondate di tsunami e queste, a loro volta, hanno catalizzato una serie di incidenti nucleari le cui conseguenze colpiranno i residenti giapponesi per decenni.
Jim Stone, un ex analista della National Security Agency autodidatta con un "background ingegneristico", ha una spiegazione diversa: il tutto è stato un atto deliberato e sgarbato della guerra nucleare.
È ora di ricalibrare i tuoi sismografi, perché questo è martedì Martedì, il nostro sguardo settimanale alle teorie della follia più folli del pianeta. Come Stone. È abbastanza dannatamente fiducioso - 9.000 parole un po 'fiduciose - che il terremoto in Giappone non è stato affatto un terremoto. È stata un'esplosione nucleare, fatta esplodere dal governo israeliano per impedire al Giappone di arricchire l'uranio per l'Iran.
Prima di tutto, scrive Stone, il Giappone e l'Iran erano in combutta per sviluppare armi nucleari. Quel cameratismo non stava bene con Israele. Il loro governo entrò in azione una volta che la notizia trapelò che "il Giappone [aveva] offerto di arricchire l'uranio per il GRANDE SATANA di Israele, l'Iran".
I funzionari israeliani non hanno perso tempo a ottenere tutto il Rube Goldberg su un complotto di rappresaglia. Hanno iniziato mettendo un'arma nucleare nelle profondità dell'oceano, appena al largo della costa giapponese.
Quindi, hanno nascosto diverse bombe nucleari all'interno di gigantesche telecamere di sicurezza. Solo quattro mesi dopo, un collettivo di ingegneri israeliani che fingeva di lavorare per una compagnia di sicurezza - la Dimona Dozen è ciò che li chiama Stone - bussò alla porta del Giappone per installare alcune telecamere di sicurezza nuove e bizzarre enormemente all'interno dei reattori nucleari di Fukushima.
Fatto ciò, Israele si è seduto e ha aspettato un terremoto che colpisse naturalmente il Giappone. Quando un terremoto di 6,67 ha colpito l'11 marzo, causando danni lievi, Israele avrebbe iniziato a intervenire.
Aspetta un secondo. Security-camera-armi nucleari? Un piccolo terremoto? "Sono stato a Tokyo per quel terremoto", dice a Danger Room Jeffrey Lewis, direttore del Programma di non proliferazione dell'Asia orientale presso l'Istituto di studi internazionali di Monterey. "Fidati di me. Non è stato un evento secondario."
Per non parlare del fatto che Israele difficilmente ha la tecnologia per armi nucleari abbastanza piccola da essere nascosta anche nelle telecamere di sicurezza più grandi. E anche se il Giappone avesse voluto arricchire l'uranio per l'Iran - "il che è completamente folle", afferma Lewis - non sarebbero stati in grado di farlo.
E Lewis lo saprebbe. Nei giorni precedenti il ​​sisma, stava visitando l'unica struttura di arricchimento nucleare del paese. Non era operativo. "E per la cronaca, ho visto zero iraniani", ci informa.
Ma supponiamo che diamo a Stone il beneficio del dubbio e presumiamo che il Giappone si sia mosso con l'Iran. E che Israele aveva depositato bombe atomiche in diversi punti chiave. Cosa poi?
Bene, quando quel piccolo terremoto colpì, Israele fece esplodere una bomba al largo delle coste del Giappone, scatenando quelle enormi ondate di tsunami. E come ultimo "PRENDI QUELLO per offrire aiuto all'Iran", scrive Stone, Israele ha fatto esplodere le bombe nascoste a Fukushima.
Sfortunatamente, questa parte della presunta trama non funziona neanche. "Lo tsunami in Giappone era interamente in funzione delle dimensioni del terremoto", afferma Lewis. "Un enorme terremoto è il motivo per cui hanno sperimentato uno tsunami di quelle dimensioni."
Ovviamente, Stone non dovrebbe sudare per il fatto che la sua analisi approfondita del disastro naturale del Giappone non passa. E 'solo l'ultimo di una serie di teorie che postulano atti di guerra per tutto, dal terremoto di Haiti al 2004 di tsunami in Asia per l'uragano Katrina . Nemmeno uno di quelli è andato in panico.
La pietra, almeno, potrebbe vantare l' abilità più narrativa di tutti quei crack. Il suo articolo include alcune rievocazioni drammatiche scelte, tra cui la storia dei giornalisti giapponesi "Atsuo, Airi e Akiyoshi" - gli ultimi due erano amanti, il primo li aveva sistemati - e il modo in cui si sarebbero verificate le loro morti raccapriccianti, aveva un 9.0 il terremoto ha davvero colpito il Giappone.
Fonte: qui

mercoledì 11 settembre 2019

Il ministro saudita dell'energia conferma il piano di arricchimento dell'uranio

Tra le storie più sottostimate ma esplosive degli ultimi sei mesi ci sono stati segni crescenti delle ambizioni nucleari dell'Arabia Saudita. Ma ora ci sono nuove domande sul fatto che il futuro del regno pianificato due reattori nucleari sarà limitato a scopi puramente connessi all'energia e pacifici. 
Lunedì il ministro dell'energia nucleare del regno ha dichiarato che l'  Arabia Saudita vuole arricchire l'uranio per il suo programma di energia nucleare , riferisce  Reuters  un annuncio che probabilmente ostacolerà i colloqui con Washington sul potenziale aiuto delle compagnie americane nella creazione del suo programma di energia atomica. 

Immagine illustrativa tramite AP: Riyadh vuole costruire 17,6 GW di capacità nucleare entro il 2032 in modo da poter risparmiare più petrolio per le esportazioni.

"Il principale esportatore mondiale di petrolio afferma di voler utilizzare l'energia nucleare per diversificare il suo mix energetico, ma l' arricchimento apre anche la possibilità di usi militari dell'uranio ", ha osservato Reuters. 



"Stiamo procedendo con cautela ... stiamo sperimentando due reattori nucleari", ha dichiarato il ministro dell'Energia, il principe Abdulaziz bin Salman, in riferimento a un piano proposto per indire una gara d'appalto per i primi reattori nucleari del paese, di cui sono in corso discussioni preliminari per il progetto multimiliardario.
I reattori anche per scopi di energia pacifica richiedono che l'uranio sia arricchito con una purezza di circa il 5% , ma una volta che la tecnologia è in atto, diventa più facile andare oltre. Come descrive Reuters :
Reuters ha riferito che i progressi nelle discussioni sono stati difficili perché l'Arabia Saudita non vuole firmare un accordo che escluderebbe la possibilità di arricchire l'uranio o di rielaborare il combustibile esaurito , entrambi potenziali percorsi per una bomba.
Le preoccupazioni internazionali riguardo alla doppia tecnologia hanno contribuito a portare all'accordo nucleare del 2015 tra l'Iran e le potenze globali. In base all'accordo, l'Iran può arricchire l'uranio al livello normale necessario per la produzione di energia commerciale.
Ad aprile, i legislatori americani hanno espresso allarme sul possibile inseguimento segreto delle armi nucleari da parte del regno e hanno interrogato il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti in merito al grado in cui hanno già ricevuto qualsiasi livello di assistenza dagli Stati Uniti.
Questo dopo, nel novembre dello scorso anno, il principe ereditario Mohammed bin Salman disse : "Se l'Iran sviluppasse una bomba nucleare, seguiremo l'esempio il prima possibile".
A quel tempo una lettera inviata da un gruppo di senatori bipartisan all'amministrazione Trump diceva: "Molti al Congresso, quindi, temono che l'interesse dell'Arabia Saudita a un giorno produrre le proprie scorte di combustibile nucleare - nonostante il Regno possa acquistare carburante a livello internazionale mercato più economico -  potrebbe portarlo a deviare il carburante verso un programma segreto di armi nucleari ".

C'è il continuo sospetto che il Dipartimento dell'Energia sotto Rick Perry abbia già permesso alle compagnie statunitensi di condividere informazioni nucleari sensibili con i sauditi senza adeguata supervisione e restrizioni congressuali. Fonte: qui

L'Iran annuncia centrifughe avanzate, minaccia di intensificare l'arricchimento

L'Iran ha annunciato sabato di possedere schiere di centrifughe avanzate  vietate ai sensi dell'accordo sul 2015, e può arricchire l'uranio "molto più oltre" i livelli attuali - fino al materiale delle armi incluso  - incluso  negando che cercano di fabbricarle, secondo l'  Associated Press . 
Separatamente, l'Iran ha riconosciuto di aver sequestrato un'altra nave e arrestato 12 membri dell'equipaggio filippini , mentre le prove del Satellite hanno rivelato che una nave cisterna iraniana è ora al largo delle coste della Siria nonostante la promessa dell'Iran di non vendere petrolio lì. 
Parlando con i giornalisti di fronte alle nuove centrifughe, Behrouz Kamalvandi dell'Organizzazione per l'energia atomica dell'Iran ha minacciato di arricchire  ben oltre i livelli mai raggiunti  dalla Repubblica islamica. Prima dell'accordo del 2015, l'Iran aveva raggiunto solo il 20% di arricchimento, non abbastanza per creare armi nucleari. 
Behrouz Kamalvandi parla in un briefing informativo a Teheran, in Iran, sabato 7 settembre 2019.
Ha aggiunto che le 20 centrifughe IR-6 dell'Iran e le 20 centrifughe IR-4 possono produrre uranio arricchito 10 volte e 5 volte più velocemente di un IR-1, e a percentuali molto più elevate, avvicinandosi al 90 percento richiesto per un'arma nucleare. 
"Nelle attuali circostanze, la Repubblica islamica dell'Iran è in grado di aumentare le sue scorte di uranio arricchito, nonché i suoi livelli di arricchimento e che non si limita al 20%", ha dichiarato Kamalvandi, aggiungendo " Siamo in grado nel paese di aumentare l'arricchimento molto più oltre. "
L'Iran non solo ha aumentato l'arricchimento fino al 4,5%, superando il livello del 3,67% consentito dall'accordo, ma ha superato il limite di 300 kg per l'uranio a basso arricchimento e probabilmente vedrà un "salto in alto" nelle prossime settimane come a seguito delle nuove misure. 
L'accordo nucleare ha limitato l'Iran all'utilizzo di solo 5.060 centrifughe IR-1 di prima generazione per arricchire l'uranio facendo girare rapidamente gas esafluoruro di uranio . Avviando queste centrifughe avanzate, l'Iran taglia ulteriormente l'anno in cui gli esperti stimano che Teheran avrebbe avuto abbastanza materiale per costruire un'arma nucleare se avesse scelto di inseguirne una.
***
La mossa ha minacciato di spingere le tensioni tra l'Iran e gli Stati Uniti ancora più in alto più di un anno dopo che il presidente Donald Trump ha ritirato unilateralmente l'America dall'accordo nucleare e imposto sanzioni che ora schiacciano l'economia iraniana. Misteriosi attacchi alle petroliere vicino allo Stretto di Hormuz, in Iran, hanno abbattuto un drone di sorveglianza militare statunitense e altri incidenti in tutto il Medio Oriente hanno seguito la decisione di Trump. Stampa associata
Kamalvandi ha affermato che mentre le sue ultime azioni violano l'accordo del 2015, sono "reversibili in un giorno" e che l'accordo stesso è rimasto intatto.
"Le violazioni dell'Iran sono ancora facili da annullare", ha detto Ali Vaez, direttore dell'Iran Project presso l'International Crisis Group, in una e-mail. “ Ma più si allontanano dai loro impegni, più sarà difficile ripristinare lo status quo ante . In tal senso, le critiche statunitensi su ciò che il nucleare potrebbe consentire in 10 o 15 anni possono controprodurre oggi con una crisi ".
"La logica dell'Iran sembra semplice: se i suoi leader accetteranno mai di negoziare con un'amministrazione che ha in mano un fucile in testa, lo faranno solo dopo aver prima ripristinato la propria influenza rianimando parzialmente il suo programma nucleare ", ha detto. Bloomberg
"Se gli europei vogliono prendere qualsiasi decisione, dovrebbero farlo presto", ha detto Kamalvandi, che ha aggiunto che l'  Iran consentirebbe agli ispettori delle Nazioni Unite di continuare a monitorare i siti in tutto il paese . Secondo il rapporto, un alto funzionario delle Nazioni Unite dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica dovrebbe incontrare i funzionari iraniani sabato a Teheran. 
L'AIEA, nel frattempo, ha dichiarato sabato di essere a conoscenza dell'annuncio dell'Iran e che "gli ispettori delle agenzie sono sul campo in Iran e riferiranno tutte le attività pertinenti al quartier generale dell'AIEA a Vienna". 
"L'UE ha affermato che avrebbe rispettato gli impegni assunti nel quadro dell'accordo sul nucleare e che dovrebbe essere all'altezza. Questo ha lo scopo di farli riflettere. Se si riferiscono alla loro coscienza, si renderanno conto che la Repubblica islamica ha fatto bene obblighi ed è loro che non hanno adempiuto a tutti i loro impegni ed è loro che devono agire ", ha detto Kamalvandi, aggiungendo che le nuove centrifughe non saranno installate nella sua struttura di arricchimento dell'uranio di Fodrow. 
Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Mark Esper ha affermato che l'annuncio dell'Iran non è una sorpresa. "Gli iraniani perseguiranno ciò che gli iraniani hanno sempre voluto perseguire", ha detto Esper, mentre parla a fianco della sua controparte francese, Florence Parly. 
La Francia, nel frattempo,  ha offerto una linea di credito di $ 15 miliardi a Teheran per consentire loro di vendere greggio. L'accordo richiederebbe all'amministrazione Trump di rinunciare alle sanzioni - un'idea che i suoi consiglieri hanno respinto nella misura in cui aggiungono nuove sanzioni . La Cina, nel frattempo, sostiene gli sforzi europei per aiutare l'Iran a vendere il loro petrolio. 
La Russia dice di non essere drammatica
Rispondendo all'annuncio dell'Iran di sabato, l'ambasciatore russo Mikhail Ulyanov ha dichiarato via Twitter "La decisione dell'Iran di utilizzare centrifughe più avanzate non dovrebbe essere esagerata", sebbene abbia ammesso che la mossa segna "un'altra deviazione" dall'accordo nucleare - ed è un "segnale forte" che l'accordo deve essere ripristinato, secondo Bloomberg . 
Nel frattempo, l'  Iran ha anche ammesso di aver sequestrato un rimorchiatore e 12 membri dell'equipaggio filippini  sospettati di contrabbando di 284.000 litri di gasolio vicino allo Stretto di Hormuz. Secondo i media iraniani, ogni giorno vengono fatti uscire clandestinamente 10 milioni di litri di carburante dal Paese. 
E le immagini satellitari ottenute dall'Associated Press  tramite Maxar Technologies "sembravano mostrare Adrian Darya-1, precedentemente noto come Grace-1, circa 2 miglia nautiche (3,7 chilometri) al largo della costa siriana".
I funzionari iraniani e siriani non hanno riconosciuto la presenza della nave lì. Le autorità di Teheran in precedenza avevano affermato che i 2,1 milioni di barili di petrolio greggio a bordo erano stati venduti a un acquirente senza nome. Quel petrolio vale circa 130 milioni di dollari sul mercato globale, ma non è ancora chiaro chi comprerebbe il petrolio per affrontare la minaccia delle sanzioni statunitensi.
Le nuove immagini corrispondevano a un'immagine in bianco e nero precedentemente twittata da John Bolton, il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
Chiunque abbia detto che Adrian Darya-1 non era diretto a #Siria è in negazione ", ha twittato Bolton. “ Possiamo parlare, ma # l'Iran non sta ricevendo alcun provvedimento sanzionatorio finché non smette di mentire e diffondere terrore! "- Stampa associata
I pubblici ministeri statunitensi hanno asserito in tribunale federale che il proprietario di Adrian Darya è la Guardia rivoluzionaria dell'Iran, che è sotto gli ordini diretti del leader supremo Ayatollah Ali Khamenei. 
L'amministrazione Trump ha imposto nuove sanzioni a una rete di navigazione petrolifera presumibilmente legata alla Guardia, offrendo fino a $ 15 milioni a chiunque disponga di informazioni che possano contribuire a interrompere le sue operazioni paramilitari. 
Fonte: qui