9 dicembre forconi: appalti pubblici
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martedì 12 dicembre 2017

Cisterna(LT) - Appalti pilotati al Comune: 17 politici coinvolti. ECCO I LORO NOMI


AGGIORNAMENTO - Si chiama "Touchdown" l'operazione dei Carabinieri del Comando provinciale di Latina al Comune di Cisterna. Sono state eseguite ordinanze di custodia cautelare che riguardano sia politici sia dirigenti. 

Le indagini – che andavano avanti da tempo – riguardano  il settore Ambiente. Le misure eseguite sono 17, tra le persone arrestate il vice sindaco di Cisterna Alvaro Mastrantoni, gli assessori del Comune di Cisterna Danilo Martelli, Pierluigi Ianiri e l'ex vicesindaco Marco Muzzupappa. Seconda misura cautelare per l'ex assessore di Anzio Patrizio Placidi e il dirigente di Anzio Walter Dell'Accio. Impossibile eseguire l’ordinanza nei confronti di un noto imprenditore di Cisterna che si trova fuori per affari. Coinvolti anche altri consiglieri comunali e dirigenti di Cisterna. Indagato anche il Sindaco di Cisterna e presidente della Provincia di Latina, Eleonora Della Penna, alla quale non vengono fatte contestazioni relative a fatti penalmente rilevanti. 

Il comandante dei Carabinieri di Latina Gabriele Vitagliano fa sapere che gli episodi riguardano Anzio, Latina e Cisterna e che le indagini sono ancora in corso.

Coinvolto anche l'assessore al Governo del Territorio, Lavori Pubblici e Mobilità del Comune di Latina Gianfranco Buttarelli per il periodo in cui ha ricoperto il ruolo da dirigente nel comune di Cisterna. Per lui è scattata la misura cautelare ai domiciliari. 

Dal Comune di Latina hanno convocato un incontro politico straordinario con gli assessori della giunta e il capogruppo di maggioranza e, al termine dei lavori, hanno diffuso un comunicato stampa. «Dopo avere ricevuto la notifica dell’adozione della misura cautelare degli arresti domiciliari in relazione a fatti riferibili alla funzione dirigenziale svolta presso il Comune di Cisterna e databili all’anno 2015 - si legge nella nota -, l’Assessore Gianfranco Buttarelli ha rassegnato le proprie dimissioni irrevocabili, ritenendo di dovere immediatamente rinunciare ad ogni carica e attività in seno alla Giunta. Il Sindaco ha preso atto delle dimissioni. La delega al Governo del Territorio, Lavori pubblici e Mobilità torna nelle mani del Primo Cittadino in attesa di nuova nomina». 

Il Sindaco di Latina ha commentato quanto accaduto: «Fermo restando le posizioni garantiste di questa amministrazione - ha dichiarato il Sindaco - ringrazio l’Assessore Buttarelli per l’impegno sostenuto e per la correttezza nell’atteggiamento assunto. Mi auguro che gli esiti delle indagini possano attestare la sua estraneità ai fatti ed esprimo piena fiducia nell’operato della magistratura».

Le 17 persone colpite da ordinanza cautelare sono responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione, turbata libertà degli incanti, concussione e induzione indebita a dare o promettere utilità. I provvedimenti sono stati emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari di Latina su richiesta della locale Procura della Repubblica, che ha coordinato l’attività investigativa dei Carabinieri di Aprilia, durata circa due anni. «Le investigazioni - scrivono i Carabinieri in una nota stampa - hanno fatto luce su una gestione spregiudicata della cosa pubblica, permettendo di disvelare un contesto di diffusa corruzione, in cui alcuni amministratori, funzionari e imprenditori pilotavano gare d’appalto in materia di raccolta differenziata dei rifiuti, costruzione di edifici pubblici, esecuzione di lavori stradali, refezione scolastica e manutenzione del verde pubblico e dei cimiteri. L’attività di ricerca e di ulteriori verifiche procede tuttora a ritmo serrato». 
ECCO I NOMI DEGLI ARRESTATI:

In carcere: 

Marco Muzzupappa (ex Vicesindaco e assessore all'ambiente), Filippo Frezza (consigliere), Danilo Martelli (assessore), Andrea Caiazzo, Rinaldo Donnini, Stefano Ettorre ed Enrico Baccari (imprenditori), Alvaro Mastrantoni (vicesindaco di Cisterna), Patrizio Placidi (ex assessore all'albiente di Anzio), Americo Iacovacci (funzionario della viabilità della Provincia di Latina). Giovanni Giarola (consigliere di Cisterna).

Ai domiciliari: 

Pierluigi Ianiri (assessore), Mauro Di Stefano (funzionario), Walter Dell'Accio (funzionario del Comune di Anzio), Francesco Saverio Colucci (titolare di impresa), Gianfranco Buttarelli (assessore di Latina, ora dimessosi, ed ex dirigente del comune di Cisterna), Egidio Ambrosetti (dipendente del Comune di Cisterna).

I DETTAGLI

Gli appalti pubblici erano fonte di arricchimento per le persone coinvolte. Sono stati sequestrati 400mila euro in contanti nella disponibilità di tre degli arrestati. La scelta del nome dell’operazione, “Touchdown”, deriva dal fatto che a un certo punto dell’attività i Carabinieri sono riusciti a sequestrare una “mazzetta” ingente da 30mila euro data da un imprenditore a un consigliere (Frezza) un anno fa. Riguardante la manutenzione del verde pubblico alla stessa ditta dell’appalto rifiuti.

L’imprenditore – di cui i Carabinieri non hanno fatto il nome – è l’anello di congiunzione tra Cisterna ed Anzio dove sono state arrestate due persone. Ad Anzio la “mazzetta” era in posti di lavoro e non in soldi.

“L’attività investigativa per noi è conclusa – hanno detto i Carabinieri –. Ciò che dovevamo verificare riteniamo di averlo accertato”. Il sindaco e presidente della Provincia Eleonora Della Penna non è nell’informativa, ma i Militari non garantiscono che non sia indagata.

Il Gip ha ritenuto che le persone avessero una “struttura stabile” per mantenere questo sistema. I fatti fanno riferimento per il periodo che va da fine 2016 ad ora.

Fonte: qui

venerdì 22 aprile 2016

ANAC - UN VERO E PROPRIO BLUFF IL NUOVO CODICE DEGLI APPALTI VARATO DA RENZI

renzi-cantone-656055-tn-747095L’ ANAC DI CANTONE INTERVERRA’ SOLO SULLE GARE SUPERIORI AI 5,2 MILIONI DI EURO

Tema delicatissimo quello degli appalti pubblici, vera e propria mangiatoia per i politici(e i dirigenti!).

La regola del massimo ribasso (con successive varianti) resta per l’81% delle gare, mentre l’ Anac avrà voce in capitolo solo sul 5% dei bandi

Sergio Rizzo per il “Corriere della Sera”
RENZI CANTONE
RENZI CANTONE
«Il massimo ribasso è morto, viva il massimo ribasso!». Avrebbero potuto annunciare così, venerdì scorso, il nuovo codice degli appalti.

Una riforma che avrebbe dovuto rendere più agevole e trasparente la strada delle opere pubbliche, e soprattutto stroncare la corruzione. Dove invece non mancano sorprese: nella migliore tradizione di una politica per cui il confine fra gli interessi della collettività e quelli delle lobby è sempre impalpabile.

I pilastri della rivoluzione dovevano essere solidi e qualificanti. Due, sopra tutti. Il primo: la fine della regola del massimo ribasso. Si tratta del meccanismo per cui le gare vengono assegnate a chi offre il prezzo minore, salvo poi consentire all’impresa di recuperare con lauti interessi grazie a varianti sempre generosamente concesse da compiacenti stazioni appaltanti. Ragion per cui è considerato uno dei principali incubatori della corruzione.
Ecco allora la promessa: non più gare aggiudicate al prezzo minore bensì con la valutazione dell’offerta più vantaggiosa sotto vari aspetti. Una rivoluzione epocale capace di mettere in ginocchio un sistema collaudato da decenni. E i gruppi di pressione si sono subito messi all’opera.
Il braccio di ferro sulla soglia minima dell’importo da cui partire per applicare il nuovo metodo si è rivelato inevitabile, non appena la bozza del codice degli appalti scritta dal governo in base alla legge delega è sbarcato in Parlamento per il parere.
Non soltanto con le imprese e i burocrati degli uffici legislativi, ma pure con le Regioni guidate dal presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, e con l’Anci di Piero Fassino: entrambi esponenti del Partito democratico.
In quindici mesi i due relatori (Stefano Esposito e Raffaella Mariani, entrambi del Pd) hanno cercato di sanare le magagne ed eliminare le pillole avvelenate. Si erano guadagnati anche l’approvazione del presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone, il quale considerava il parere parlamentare un ottimo risultato.
Avevano proposto 150 mila euro come soglia oltre la quale il massimo ribasso doveva essere bandito. E non era stato facile. L’Ance, l’associazione dei costruttori edili presieduta da Claudio De Albertis, chiedeva, all’unisono con la Conferenza Stato-Regioni, di alzare il tetto a due milioni e mezzo.

Sia pure con l’esclusione automatica delle cosiddette «offerte anomale».

Per i due relatori è finita con una mezza Caporetto. Il testo finale varato dal Consiglio dei ministri venerdì 16 aprile non ha tenuto in alcun conto su questo punto, uno dei più delicati, il parere delle Camere. E non ha avuto successo neppure la mediazione del ministero delle Infrastrutture, che puntava su una soglia di 500 mila euro.

Dunque il massimo ribasso, in una forma di fatto identica, sopravviverà pure con il nuovo codice per le gare fino a un milione di euro. Che sono l’81 per cento del totale.

Il secondo pilastro era il coinvolgimento dell’Anticorruzione. La scelta dei commissari di gara sarebbe stata affidata a Cantone, che li avrebbe sorteggiati da un apposito elenco. Questo per evitare qualunque rischio insito nella nomina delle commissioni aggiudicatrici da parte delle amministrazioni locali. Le quali non hanno fatto salti di gioia all’idea di perdere tutto quel potere. E hanno lavorato in profondità. Con successo.

Così i commissari dell’Anac avranno voce in capitolo solo a partire da gare di importo superiore a 5,2 milioni.

Il che equivale a dire che il 95 per cento degli appalti verrà assegnato esattamente come prima.

L’argomentazione che ha convinto il governo?

Regioni e Comuni sostenevano che con i commissari Anac si spendeva troppo: evidentemente scordando che oggi la corruzione fa lievitare del 40 per cento il costo delle opere pubbliche in Italia.

Lo dice una stima del fu governo di Mario Monti. E Renzi, che ha definito il nuovo codice «una riforma strutturale con regole semplici e meno astruse che chiude le strade alla corruzione», se la ricorda?
Fonte: qui