9 dicembre forconi: Monte dei Paschi
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venerdì 23 marzo 2018

VITTORIO FELTRI: “IL MONTE DEI PASCHI È SUL PUNTO DI TIRARE LE CUOIA. MESI FA IL GOVERNO LO SOSTENNE CON 7 MILIARDI DI EURO PROLUNGANDONE L'AGONIA, E OGGI, NONOSTANTE I SOLDI DEI CITTADINI, È DI NUOVO CON L'ACQUA ALLA GOLA”

SUL CROLLO DEL TITOLO PESA LA FUGA DEL FONDI STRANIERI, SOPRATTUTTO DI QUELLI SPECULATIVI COME CARLSON E PAULSON CHE TEMONO L'ALLEANZA FRA LEGA E M5S (CHE VORREBBERO MPS NAZIONALIZZATA)

Vittorio Feltri per “Libero Quotidiano”

Ci risiamo. Il Monte dei Paschi di Siena è in coma e sul punto di tirare le cuoia.
vittorio feltriVITTORIO FELTRI
Mesi fa il governo lo sostenne regalandogli 7 miliardi di euro prolungandone l' agonia, e oggi, nonostante la cospicua donazione, avvenuta grazie ai soldi dei cittadini, è di nuovo con l' acqua alla gola.

Cosa abbia fatto con i finanziamenti pubblici non è dato sapere. Si sa soltanto che questa banca non è capace di stare in piedi, forse per asineria di chi l' ha malamente amministrata, e merita di crepare evitando atroci tormenti ai contribuenti italiani.
i grandi debitori mpsI GRANDI DEBITORI MPS

Non c' è verso di ottenere delle spiegazioni a riguardo del suo sostanziale fallimento. Tutti tacciono sui veri motivi dello sfascio e soprattutto non vengono castigati coloro che l' hanno provocato. I buzzurri del governo, che al momento non vengono sostituiti, non hanno fornito spiegazioni sulle ragioni del crac e si sono limitati a versare quattrini in quantità mostruosa nella palude, senza combinare alcunché.

In sostanza il Monte ha incassato una fortuna e si ignora a quale fine l' abbia usata, visto che esso seguita ad essere in perdita e a navigare in alto mare. Siamo di fronte a un fitto mistero e cresce il sospetto che l' istituto di credito sia assediato da ladri patentati o da avvoltoi. Non esiste anima che abbia svelato le cause di un simile patatrac. È noto solo che lo Stato ha sganciato alla banca 7 miliardi a capocchia per salvare l' insalvabile.

padoan montepaschiPADOAN MONTEPASCHI
Capitali sottratti ai contribuenti con la finalità di far sopravvivere provvisoriamente un organismo morto di cronica imbecillità. I responsabili dell' orribile pasticcio non hanno pagato di tasca e neppure sono stati penalmente perseguiti, a dimostrazione che i farabutti dai colletti bianchi non subiscono mai alcuna sanzione, mentre i poveracci soffocati dal fisco sono condannati a chiudere le loro attività. Siamo disgustati da questo andazzo e pretendiamo invano un minimo di chiarezza che non ci sarà.

Chi ha ottenuto dal Monte ricchi prestiti e non ha restituito un euro l' ha fatta franca. 

Perché? 

Che senso ha imbottire di liquidi gente insolvente e massacrare con folli imposte artigiani e piccole aziende in difficoltà? 

L' esecutivo, in pratica, aiuta i farabutti e distrugge le persone perbene, lavoratrici indomite. 

La obiezione è rivolta a Padoan e ai suoi scherani.
Un' ultima osservazione.
IL TITOLO MPS MONTEPASCHI DA LUGLIO 2015 A GENNAIO 2016IL TITOLO MPS MONTEPASCHI DA LUGLIO 2015 A GENNAIO 2016

Il bordello dei Paschi di Siena è stato esaminato recentemente dalla Commissione parlamentare presieduta da Pierfurbi Casini, che ha sfogliato carte mesi per fare chiarezza sulla nefanda vicenda e cercarne i colpevoli. Risultato: nessuna soluzione e tutti assolti. Sette miliardi buttati nel cesso del Monte non scandalizzano i nostri politici, sempre pronti a mettere mano al portafogli allo scopo di agevolare i mascalzoni.

Casini intanto è passato dalla Democrazia cristiana all' Udc berlusconiana per finire nei postcomunisti del Pd. Così, allegramente, è ancora in Parlamento.
L' indennità se l' è garantita. Delle porcate bancarie le cui spese gravano su di noi, chissenefrega.

2 - I FONDI STRANIERI SCENDONO DAL MONTE
Camilla Conti per il Giornale

mpsMPS
I broker di Borsa la chiamano «spirale ribassista» che per i non addetti ai lavori può tradursi in «caduta libera». È quello che sta succedendo a Mps: il titolo dell' istituto di Rocca Salimbeni ieri lasciato sul terreno un altro 3,36% sprofondando a 2,78 euro. Solo nell' ultimo mese il calo è stato del 18,3 per cento.

Ma cosa è cambiato negli ultimi giorni per destabilizzare il titolo? Certo, l' uscita dal guado è lunga e complicata, come ha detto a più riprese lo stesso ad Marco Morelli. Il Monte è tornato in Piazza Affari lo scorso 25 ottobre a 4,55 euro ad azione, una cifra già inferiore ai 6,49 euro pagati dal Tesoro, azionista di controllo con quasi il 70%, per ricapitalizzare la banca ed evitarle il fallimento. Lo Stato ora fa i conti con una perdita potenziale (ovvero se dovesse vendere oggi) di oltre tre miliardi a fronte di un investimento complessivo di circa 5,4 miliardi.

montepaschi viola profumoMONTEPASCHI VIOLA PROFUMO
Negli accordi presi con l' Europa l' ultimo atto del salvataggio 2017 passa per una fusione che permetta al Tesoro di Pier Carlo Padoan - per altro eletto in quota Pd proprio nel collegio di Siena all' ultime elezioni - di uscire senza farsi troppo male. Ma più in Borsa il prezzo va giù, più sale il conto da pagare per il disturbo. Nelle sale operative si teme, inoltre, che la Bce possa alzare l' asticella di tagli e risparmi da chiedere alla banca senese che ha chiuso il bilancio dell' anno scorso con un rosso di 3,5 miliardi. E che quindi serva un altro aumento di capitale entro la fine dell' anno.

Chi ci metterà i soldi? In quel caso andrà trovata o con una soluzione di mercato, ma di cavalieri bianchi al momento non se ne vedono, o «alla Santander» commenta un analista riferendosi al salvataggio «di sistema» in Spagna del Banco Popular arrivato a un passo dal bail in.

montepaschi mussariMONTEPASCHI MUSSARI
Altre fonti finanziarie spiegano il crollo del titolo con la fuga del fondi stranieri, soprattutto di quelli speculativi come Carlson e Paulson (il manager che aveva costruito la posizione su Mps è rientrato nei tagli allo staff dell' hedge fund decisi la settimana scorsa) che si starebbero liberando delle azioni senesi. Il motivo non va cercato solo nello stato di salute del Montepaschi, ancora precario. Ma anche nel risultato delle ultime elezioni: l' eventuale alleanza fra Lega e Cinque Stelle vedrebbe al governo due forze politiche che vorrebbero Mps nazionalizzata, così il cda tornerebbe a parlare senese.

Uno scenario che fa tremare i fondi contro i quali, per altro, i grillini si erano scagliati al tempo dell' approvazione del decreto sulla conversione dei bond subordinati. Preoccupati anche per l' effettiva mole dei cosiddetti Utp (unlikely to pay) ovvero i crediti per i quali la banca ritiene improbabile un rimborso integrale che possono poi diventare sofferenze.
RENZI MPSRENZI MPS

In testa alle «principali svalutazioni cumulate relativi a titoli di capitale emessi da soggetti classificati tra le inadempienze probabili; si legge nel bilancio 2017, c' è la Sorgenia della famiglia De Benedetti (43,6 milioni) che compare anche in testa all' elenco delle principali svalutazioni effettuate nel corso dell' esercizio con (2,9 milioni). Alla data di chiusura del bilancio il Monte ha 408 posizioni relative a creditori che hanno fatto domanda di concordato in «bianco» per un' esposizione netta di 242,4 milioni e 9 posizioni relative a creditori che hanno fatto ricorso all' istituto del concordato con continuità aziendale per un' esposizione netta di circa 3,4 milioni.

Fonte: qui

mercoledì 7 settembre 2016

MONTE DEI PACCHI DI SIENA:L’OMBRA DELLA TROIKA!



Non siamo mai sicuri in una certa misura siamo sempre ignari, direbbe il nostro caro Kenneth Arrows, la nostra conoscenza del modo in cui funzionano le cose, nella società o nella natura, è avvolta nella nebbia della vaghezza.

Tutti a dimenticare l’affare MPS o Deutsche Bank a comprare banche come fossero noccioline aspettandosi chissà quale risoluzione della crisi europea e invece all’improvviso, dopo aver gettato in un buco nero 15 miliardi in vari aumenti di capitale  nulla cambia tutto è per sempre uguale.

Lui Corrado Passera, uno che ha fallito al Governo amplificando e implementando austerità e deflazione salariale ovunque, uno che ha fallito pure nella costruzione di un nuovo partito, ora torna per amministrare un altro fallimento

“Il  futuro di Mps è molto importante per Italia: se uscirà dai suoi problemi si alleggerirà la pressione sull’intero sistema creditizio del paese, ma se i problemi emersi non verranno risolti in tempi brevi, l’effetto sul nostro Paese potrebbe essere purtroppo molto grave”.

Lo afferma all’ANSA Corrado Passera a margine del forum Ambrosetti di Cernobbio.

E infatti il rebus del piano di Mps, di cui Formiche.net spesso ha parlato negli ultimi tempi ha animato i discorsi davanti al lago di Como di politici, economisti e finanzieri. (…)

A sancire in maniera inequivocabile che a Cernobbio si è discusso di Mps è un sondaggio riferito dall’Ansa, che giunge alla conclusione che l’aumento di capitale, uno dei due pilastri su cui si fonda il piano di salvataggio, non trova il consenso della maggioranza dei manager, imprenditori e banchieri. Ecco i risultati del sondaggio, che dunque non fa che confermare le enormi difficoltà che l’istituto toscano deve fronteggiare in questa fase: il 65% dei 33 intervistati ha risposto no alla domanda: “Lei sottoscriverebbe l’aumento di capitale di Mps?”. Tra questi, solo il 20% parteciperebbe alla ricapitalizzazione della banca senese, mentre il 15% ha preferito non esprimersi. Tra i partecipanti al sondaggio figurano nomi illustri tra cui Gianmaria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo; Francesco Starace, ad dell’Enel; Gabriele Galateri di Genola, presidente di Generali; Federico Ghizzoni, ex ad di Unicredit; Corrado Passera, ex ad di Intesa ed ex ministro dello Sviluppo Economico; Flavio Valeri, ad di Deutsche Bank Italia. ( Formiche.net )

Certo che chiedere cosa ne pensa dell’aumento di capitale l’amministratore delegato di Deutsche Bank Italia è tutto un programma… “vaste programme” come direbbe qualcuno, rivoltandosi nella tomba!

Un incontro con i principali istituti bancari per valutare pro e contro della richiesta di intervento dell’Esm (European stability mechanism, il cosiddetto fondo salva Stati) per stabilizzare il sistema bancario italiano. Secondo tre diverse fonti a conoscenza del dossier, il premier Matteo Renzi va avanti con l’ipotesi di un ricorso ai soldi del fondo che è già intervenuto in Grecia, Irlanda, Portogallo, Cipro e banche spagnole.

Si tratta, secondo quanto ricostruito, del «piano B» – finora smentito dal governo – nel caso che il piano per Mps si areni definitivamente.

Un’ipotesi anticipata da «La Stampa» nei giorni scorsi, che le difficoltà che stanno emergendo nell’implementazione del piano per Mps avrebbe reso ancora più d’attualità. Proprio l’utilizzo del fondo salva Stati da parte dell’Italia sarebbe stato uno dei temi dei colloqui tra Renzi e Angela Merkel nei vertici di Ventotene e Maranello nelle settimane scorse, dice una delle fonti.

Ovviamente per non scatenare un inferno…

ROMA (Reuters) – Il governo smentisce “totalmente” l’intenzione di voler chiedere un intervento del fondo Salva Stati europeo Esm a supporto del sistema bancario italiano.

Il quotidiano la Stampa, citando tre diverse fonti a conoscenza del dossier, scrive oggi che l’utilizzo del fondo sarebbe stato uno dei temi dei colloqui tra il premier Matteo Renzi e la cancelliera tedesca Angela Merkel nei vertici di Ventotene e Maranello.
Il ricorso all’Esm sarebbe oggi ancor più d’attualità per via dei problemi che stanno emergendo nell’implementazione del piano per Mps, scrive il quotidiano.

“Si tratta di notizie del tutto destituite di fondamento”, dice una fonte di Palazzo Chigi.

Ovvio, il solo ricorso al fondo ESM significherebbe l’ingresso della Troika nel nostro Paese,e tutto questo grazie a qualche politico ignorante che, mentre gli italiani erano sotto l’ombrellone , ha sottoscritto la demenziale clausola “bail in” cancellando qualsiasi possibilità di una nazionalizzazione di MPS, perché se non l’hanno ancora capito ma lo capiranno presto, eccome se lo capiranno, MPS va nazionalizzata, ora, subito, adesso!

Nel frattempo il bazooka ad acqua di Draghi ha prodotto questo miracolo a proposito di inflazione…

Euro Area Inflation Rate

…ovvero il nulla e per quanto riguarda la produzione industriale in Europa …

Euro Area Industrial Production MoM

Un giorno i banchieri centrali getteranno la spugna e ammetteranno che con la loro politica monetaria hanno aumentato inequità e disuguaglianze, senza produrre inflazione lo scopo principale della BCE, perché come i lettori di Icebergfinanza ben sanno, la natura intrinseca del quantitative easing e essenzialmente deflativa e crea debito, un’ipoteca perenne sulla crescita futura.


Fonte: icebergfinanza