9 dicembre forconi: Giovanni Falcone
Visualizzazione post con etichetta Giovanni Falcone. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giovanni Falcone. Mostra tutti i post

giovedì 27 giugno 2019

L’ex pm antimafia Di Lello: “Fu Orlando a firmare un esposto contro Falcone”


Non si è ancora spento l’eco delle polemiche che hanno segnato le celebrazioni per il 27esimo anniversario della strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio MontinaroDopo le assenze eccellenti del 23 maggio dalla cerimonia che si è svolta all’Aula bunker dell’Ucciardone a Palermo (prime fra tutte quelle di Leoluca Orlando, Claudio Fava e Nello Musumeci), interviene Giuseppe Di Lello, ex magistrato, già componente del pool antimafia ed ex parlamentare di Rifondazione comunista, che intervistato dall’Adnkronos, non usa giri di parole: Fu Leoluca Orlando insieme al gruppo della Rete a fare l’esposto contro Falcone. Ma l’Italia è un Paese che non ricorda. Il 23 non è andato all’aula bunker perché c’era Salvini? Io dico che non sarei andato perché c’era lui”.

Peppino Di Lello
“La verità? E’ che la Sicilia è un’isola pirandelliana” ha detto ancora all’Adnkronos. Di Lello che fece, appunto, parte del pool antimafia spiega come anche quest’anno “come sempre” lui sia stato nell’Aula bunker, quella stessa aula in cui fu celebrato il primo maxiprocesso alla mafia. “Un’emozione come ogni anno – racconta –, ma anche un ricordo triste. Ho pensato a Chinnici, a Falcone, a Borsellino, un intero ufficio Istruzione demolito con il tritolo”.
Troppi veleni” aveva comunicato il presidente della Regione siciliana per motivare la sua assenza. Una cerimonia ridotta a un “Grande Fratello” aveva detto Fava, mentre il sindaco Orlando aveva accolto gli ospiti istituzionali fuori dall’aula bunker “trasformata in piazza per comizi“, per poi andar via prima dell’arrivo del ministro dell’Interno. Secondo Peppino Di Lello, invece, quella del 23 “non è stata una passerella“. Per l’ex componente del pool antimafia, il ministro dell’Interno “aveva l’obbligo di essere presente” perché nella strage di Capaci “la mafia ammazzò anche tre poliziotti. Sarebbe stata assurda l’assenza di Salvini o del premier Conte”.

Maria Falcone: “La migliore risposta alle polemiche sono state le migliaia di ragazzi 

“La risposta migliore la danno le migliaia di ragazzi che sono arrivati a Palermo da tutta Italia. Hanno riempito una città. Alle polemiche risponde l’entusiasmo dei giovani, segno che stiamo seminando bene”.
Così Maria Falcone, sorella del giudice e presidente della Fondazione che del magistrato prende il nome: “Fare polemica su chi dovesse salire sul palco e sulle scalette – dice – mi pare piuttosto riduttivo. Ribadisco poi un’altra cosa: le presenze istituzionali nazionali, parlo dei ministri, sono una costante di tutti i 23 maggio. La lotta alla mafia senza le istituzioni non si può fare”.
Fonte: qui

domenica 13 maggio 2018

NEL 1992 MATTEO MESSINA DENARO E GIUSEPPE GRAVIANO ERANO NEL PUBBLICO DI UNA PUNTATA DEL “COSTANZO SHOW” PER “STUDIARE” IL CONDUTTORE E PIANIFICARE L’ATTENTATO CONTRO DI LUI

LA BOMBA A VIA FAURO, CHE RISCHIO’ DI UCCIDERE COSTANZO E MARIA DE FILIPPI, FU FATTA ESPLODERE IL 14 MAGGIO 1993

Estratto dell’articolo di Marco Lillo per il “Fatto quotidiano”

maurizio costanzoMAURIZIO COSTANZO
Sono passati 25 anni ma ancora spuntano fatti nuovi sull' attentato contro Maurizio Costanzo. L' ultima novità è che c' era anche Matteo Messina Denaro con Giuseppe Graviano a guardare il Costanzo Show per spiare le mosse del conduttore di Canale 5, molto prima dell' attentato del 1993.

La Dia ha trovato una fotografia, ora agli atti delle nuove indagini su Giuseppe Graviano, per l' ipotesi di minaccia a corpo dello Stato, la stessa del processo Trattativa.
[…]

messina denaroMESSINA DENARO
Tra due giorni ricorre l' anniversario dell' attentato che poteva costare la vita a Maurizio Costanzo e a sua moglie, allora fidanzata poco nota, Maria De Filippi. I due […] si salvarono perché i killer furono traditi da un cambio di auto: il solito autista, che usava una Alfa Romeo 164, quella sera stava male e chiese il cambio a un collega che usava la Mercedes. L'attimo di esitazione dei mafiosi fu vitale, nel senso letterale.

GIUSEPPE GRAVIANOGIUSEPPE GRAVIANO
In carcere ad Ascoli Piceno dove si trovava, Giuseppe Graviano il primo dicembre 2016 trovava il coraggio di prendere in giro le vittime dell' attentato. […] La preparazione dell' attentato a Costanzo risaliva a più di un anno prima. Totò Riina aveva deciso di colpire il conduttore televisivo dopo alcune trasmissioni dedicate alla mafia. Riina non aveva gradito soprattutto un' intervista alla moglie di un boss del clan Madonia. […]
GIUSEPPE GRAVIANOGIUSEPPE GRAVIANO





Di Giovanni Falcone […] parla il 24 settembre 2016 Giuseppe Graviano mentre sta passeggiando nel cortile del carcere di Ascoli con Umberto Adinolfi. "Nel 1992 a Roma, quando c'era Falcone al Costanzo - dice Graviano - dove si sedeva, c' erano otto persone.
Eravamo io, palermitani, due di Brancaccio, miei, due di (incomprensibile) che poi se ne sono andati che avevano un matrimonio e altri due che si sono fatti pentiti, uno di Castelvetrano e uno di Mazara del Vallo: Sinacori e Geraci". […]

giovanni falcone maurizio costanzoGIOVANNI FALCONE MAURIZIO COSTANZO

[…] Graviano, quando si confida in carcere con Adinolfi sulla sua partecipazione al Costanzo Show, dice quindi la verità anche se è impreciso. Al Fatto risulta che la sera in cui furono scattate le fotografie sul palco c'era un altro ospite importante, non Falcone.
Quello che ha stupito di più gli investigatori è stato individuare tra i mafiosi che assistevano al Costanzo Show anche […] Matteo Messina Denaro […] salito a Roma nei primi mesi del 1992 per partecipare ai sopralluoghi per uccidere Maurizio Costanzo, oltreché Giovanni Falcone, allora passato a lavorare al ministero della Giustizia con il ministro Claudio Martelli, anche lui nel mirino.

COSTANZO VIA FAUROCOSTANZO VIA FAURO
[…] Quel che non si sapeva è che Matteo Messina Denaro, insieme a Graviano, era stato al Costanzo Show nel 1992 per studiare il suo obiettivo. L'attentato fu poi rinviato per più di un anno. Nel marzo del 1992, il commando tornò in Sicilia e cominciò a dedicarsi alle stragi nell'isola. L'attentato contro Costanzo però era ormai organizzato. L' esplosivo era stato trasportato e bisognava solo aggiornare le conoscenze con qualche appostamento, rubare l' auto, imbottirla con il tritolo e schiacciare il telecomando. Il 13 maggio ci fu il primo tentativo, fallito. Poi il 14 maggio il grande botto. […]

Fonte: qui