9 dicembre forconi: BRRD
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domenica 19 novembre 2017

"IL SACCHEGGIO DEL RISPARMIO" E' L' IDEONA DELLA BCE ...

PER EVITARE LE CRISI BANCARIE E LE CORSE ALLO SPORTELLO A FRANCOFORTE PENSANO DI CONGELARE I DEPOSITI 

ANCHE QUELLI SOTTO I 100 MILA EURO CHE, PER LEGGE (BAIL IN), NON DOVREBBERO PARTECIPARE AL SALVATAGGIO DEGLI ISTITUTI 

PARE CHE LA FURBATA("IL PROGETTO DEL SACCHEGGIO") VENGA DALLA GERMANIA…

Antonio Grizzuti per La Verità

MERKEL MURALES DI FRONTE ALLA BCE FRANCOFORTEMERKEL MURALES DI FRONTE ALLA BCE FRANCOFORTE
C' è un documento, pubblico ma nascosto tra le pieghe della Rete, che potrebbe cambiare il volto del sistema bancario europeo e riservare cattive sorprese (tanto per cambiare) ai correntisti italiani. La vicenda parte a febbraio di quest' anno, quando il Consiglio dell' Unione europea e il Parlamento europeo chiedono alla Banca centrale europea un parere sulla modifica di alcune normative bancarie.

Tra queste vi è la Bank recovery and resolution directive (Brrd), la procedura che disciplina la gestione delle crisi bancarie, oggetto di revisione entro il prossimo anno. La Brrd prevede che in caso di dissesto o rischio di dissesto di un istituto l' autorità di risoluzione possa ricorrere al bail in (salvataggio interno). Una procedura che chiama, in ordine di proprietà, azionisti, obbligazionisti e correntisti della banca a rimetterci di tasca propria per coprire le perdite della banca stessa.

CODE SPORTELLO BANCARIOCODE SPORTELLO BANCARIO
Fino a oggi, la normativa ha messo al riparo i titolari di depositi inferiori ai 100.000 euro dal bail in e da qualsiasi altro tipo di intervento coatto. Una tutela sancita dalla stessa Brrd, che riconosce a questa tipologia di risparmi una funzione sociale ed economica. Proteggere questa classe di risparmi è «un dovere e una responsabilità degli organi sociali delle banche», ha affermato durante un convegno svoltosi lo scorso anno all' Università La Sapienza di Roma il direttore dell' Unità di risoluzione e gestione delle crisi di Banca d' Italia, Stefano De Polis.

«La crisi finanziaria ha confermato, inequivocabilmente, come carenze di governance possano tradursi in situazioni di crisi in grado di pregiudicare la stabilità», ha quindi puntualizzato il dirigente, mettendo il focus sulla necessità di una vigilanza improntata al «buon funzionamento del sistema bancario e finanziario a cui è strettamente funzionale la protezione del risparmio».
SIMBOLO EURO FRANCOFORTE BCESIMBOLO EURO FRANCOFORTE BCE

Nella pratica però, quando si tratta di salvare il sistema, le belle parole di De Polis vanno a farsi benedire. 

Nel testo firmato dal governatore Mario Draghi e titolato Opinione della Bce sulle modifiche al quadro di gestione delle crisi bancarie dell' Unione, datato 8 novembre scorso e e scaricabile qui (https://goo.gl/reSxMh), si paventa infatti l' introduzione di una sorta di pre bail in, un periodo straordinario e limitato nel tempo (si parla di cinque giorni lavorativi) durante il quale tutti gli sforzi sono concentrati a «prevenire il grave deterioramento del bilancio di un istituto di credito».

Secondo la Bce la moratoria dovrebbe servire a dare tempo alle autorità competenti per definire la procedura di risoluzione e prendere delle decisioni formali. Durante questo periodo transitorio, al fine di massimizzare l' efficacia degli interventi, la Bce si attribuisce dei «super poteri», compreso quello di «autorizzare il prelievo di importi limitati ai titolari dei depositi garantiti».

SPORTELLO BANCARIOSPORTELLO BANCARIO
Da questa morsa non si salverebbero dunque nemmeno i correntisti i cui risparmi versati in banca sono oggi protetti dalle leggi nazionali e comunitarie. Scorrendo il testo la Bce spiega come intende agire a livello normativo. Per prima cosa suggerisce di emendare l' articolo 2(1)(101) della Brrd introducendo espressamente la possibilità da parte dell' autorità competente di «esercitare il potere di sospendere taluni pagamenti». 

Successivamente, all' articolo 30a(3), Francoforte stralcia dall' elenco dei rapporti esclusi da tale sospensione proprio i depositi garantiti, cioè quelli inferiori ai 100.000 euro.

Nella parte riservata ai commenti, la Bce osserva che si potrebbe obiettare che un' eventuale «corsa agli sportelli da parte dei correntisti titolari dei depositi garantiti non dovrebbe provocare un danno alla banca perché essi risultano protetti dalla tutela». «Tuttavia», si legge nel documento, «in pratica è possibile che dal momento in cui il fallimento dell' istituto risulti imminente, un cospicuo numero di correntisti decidano di prelevare i propri fondi immediatamente, per evitare l' incorrere in possibili interruzioni nel servizio bancario o semplicemente perché hanno perso fiducia nel meccanismo di garanzia dei depositi».

SPORTELLO BANCARIOSPORTELLO BANCARIO
Qualora si decidesse di escludere i depositi garantiti, gli interventi preventivi rischierebbero di risultare controproducenti. «Il tentativo di evitare una corsa agli sportelli produrrebbe al contrario proprio questo effetto», spiega la Bce, dal momento che l' attivazione della moratoria «metterebbe in guardia i depositanti tutelati circa la forte possibilità che la banca fallisca o sia in procinto di fallire». Una circostanza, che penalizzerebbe soprattutto gli istituti più grossi.

sabine lautenschlaegerSABINE LAUTENSCHLAEGER
L' introduzione di una moratoria piace soprattutto alla Germania e non serve un grosso sforzo di fantasia per immaginare che dietro al testo della Bce si nascondano forti pressioni tedesche. Il consigliere esecutivo della Bce, Sabine Lautenschlaeger, ha guarda caso difeso proprio l' introduzione di questo strumento, dichiarandosi stupita «da quante persone ne sono così spaventate». L' esponente tedesca del direttorio ha concordato sull' opportunità di un tale provvedimento sui pagamenti con Elke Koenig, anch' essa tedesca e presidente del Single resolution board, che ha criticato le eccezioni applicate ai depositi quando si tratta di bloccare una fuga di capitali da una banca: «O si tratta di uno strumento con ampia copertura oppure non serve».

SPORTELLO BANCARIOSPORTELLO BANCARIO
Secondo Marco Zanni, eurodeputato membro del gruppo Enl, «se non ci sarà opposizione da parte delle governo italiano e di Bankitalia, le norme sono destinate a diventare legge nel silenzio generale». 

Il tentativo da parte della Bce di stendere la sua longa manus sui depositi garantiti non può fare a meno di sollevare dubbi di legittimità su più fronti. Lampante la contraddizione con le norme in vigore che tutelano i depositi inferiori ai 100.000 euro e che rappresentano una conquista importante per i consumatori. Ma non si tratta solo di questo.

In gioco c' è anche la difesa della proprietà privata e del diritto di poter disporre dei propri soldi. Che fine farebbero infatti la «sana e prudente gestione» sbandierata dalla Banca d' Italia e la tutela del risparmio sancita dalla Costituzione?

Fonte: qui

sabato 10 dicembre 2016

MONTEPASCHI, NUOVO BAGNO DI SANGUE A DANNO DEGLI ITALIANI

ECCO A CHI FARANNO PAGARE IL BUCO FATTO DAI PARASSITI  


Scoppia il bubbone Mps il governo non c’è e 40mila risparmiatori rischiano di pagare
Come volevasi dimostrare il bubbone Monte dei Paschi di Siena, la cui soluzione è stata rimandata a più riprese dall’esecutivo di Matteo Renzi, è scoppiato nel bel mezzo della crisi di governo. La Banca Centrale Europea, infatti, sembra voglia rispondere negativamente alla richiesta del consiglio di amministrazione del Monte di una proproga di 20 giorni per far fronte alla ricapitalizzazione da 5 miliardi messa in programma per fine anno. L’indiscrezione si è diffusa sul mercato nella tarda mattinata di venerdì 9 e il titolo Mps ne ha risentito pesantemente chiudendo la seduta a meno 10,5%.La Vigilanza di Francoforte, guidata da Danièle Nouy con una forte impronta tedesca, sembra voglia mostrarsi ancora una volta inflessibile mettendo l’ad Marco Morelli, le banche del consorzio con in testa JP Morgan e Mediobanca gli advisor Lazard e Citi, di fronte a una cruda realtà. Ma nella serata di venerdì al cda della banca non era ancora giunta alcuna comunicazione ufficiale da Francoforte e così una nuova riunioone è stata convocata per domenica 11 alle 16 del pomeriggio per fare il punto della situazione. 
A questo punto o si lancia l’aumento di capitale entro la prossima settimana oppure dovrà scattare l’intervento dello Stato per impedire che Mps fallisca.
A RIDERE SONO SOLO I MANAGER MPS, LE BANCHE D'AFFARI, I PARLAMENTARI TUTTI ...

Morelli e i suoi consulenti stanno infatti cercando di salvare in extremis la soluzione di mercato che però prevederebbe un via libera da parte della Consob a riaprire la conversione dei bond subordinati in mano ai piccoli azionisti.

Si tratta di 40 mila risparmiatori con in mano obbligazioni per 2,1 miliardi (al valore nominale) ma non hanno aderito all’offerta lanciata dalla banca la settimana scorsa poichè la Consob ha stabilito che non avevano il profilo di rischio adeguato a trasformare i bond in azioni, essendo le seconde uno strumento finanziario più rischioso. 
E venerdì, sulla prospettiva di una conversione forzosa dovuta all’intervento dello Stato, questi titoli sono ulteriormente scesi di prezzo, fino a circa 50 centesimi (la metà del valore di sottoscrizione).

Nella mente dei vertici e delle banche del consorzio se la Consob dovesse accettare questa richiesta, si potrebbero incassare altri 2 miliardi con la conversione a premio da parte dei piccoli risparmiatori, convincere il Qatar a versare un altro miliardo e quindi andare sul mercato con un aumento di capitale da 1 miliardo
Ma il tempo stringe, la Consob ha tempi lunghi, forse richiederebbe un addendum al prospetto e poi bisognerebbe attendere l’esito della conversione volontaria.

Il tutto entro il 31 dicembre
.
In questo quadro si fa strada con sempre più insistenza la soluzione della “ricapitalizzazione precauzionale”, prevista dalla direttiva Brrd (bail in) e che consente al governo di intervenire con una garanzia pubblica sull’aumento di capitale a condizione che sia applicato il cosiddetto “burden sharing”, cioé che i privati partecipino in prima battuta alla ricapitalizzazione della banca.

In pratica questo schema implica la conversione forzata in azioni di tutti i 4,2 miliardi di bond subordinati emessi dal Monte (un miliardo è già stato convertito in maniera volontaria) mentre la parte restante verrebbe coperta dalla garanzia statale. Il problema di questa soluzione risiede nel fatto che i piccoli risparmiatori riceverebbero azioni al posto dei bond posseduti a valori di mercato, cioé a circa 50 centesimi, e non potrebbero neanche beneficiare del premio proposto dalla banca.

Dunque dovrebbero essere “ristorati” dal governo con una formula che faccia incorrere la procedura nelle maglie degli aiuti di Stato ma che al contempo impedisca di mettere sul lastrico 40 mila risparmiatori
.

P.S. 
L'intervento dello Stato si articolerebbe in due tempi: prima con una garanzia tra i 3 e i 5 miliardi sull'aumento da 5 miliardi che Mps deve lanciare. Poi, se l'operazione dovesse fallire, l'intervento pubblico andrebbe dispiegato seguendo la procedura europea, che prevede il coinvolgimento di azionisti e obbligazionisti per rispettare le regole sugli aiuti di Stato. Si pensa comunque al ristoro, almeno per i subordanisti retail, dimostrando che la vendita dei titoli è avvenuta nei loro confronti in modo irregolare: sarebbero 2 miliardi da mettere in campo.
Fonte: qui