9 dicembre forconi: Alexandre Benalla
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sabato 29 dicembre 2018

BENALLA – LO SCANDALO DELL’EX BODYGUARD DI MACRON SI ALLARGA


I PASSAPORTI DIPLOMATICI A SUA DISPOSIZIONE ERANO DUE, MA CHE FACEVA A SPASSO PER IL MONDO CON UOMINI D’AFFARI, INVESTITORI E FACCENDIERI? 
MA COME HA FATTO UN BULLO DI PERIFERIA A DIVENTARE COSÌ POTENTE DA TENERE IN OSTAGGIO IL PRESIDENTE FRANCESE?  

Adriano Scianca per “la Verità”
BENALLA E MACRONBENALLA E MACRON

Dai gilet gialli all' uomo nero. La coda del 2018 è popolata di incubi, per Emmanuel Macron. L' uomo nero è Alexandre Benalla, il suo ex factotum, nero non tanto per la carnagione (l' origine marocchina gli ha lasciato semmai in dote un incarnato olivastro), ma nel senso dell' oscurità delle trame, di ciò che avviene all' ombra del potere.

Che ci faceva, per esempio, l' ex bodyguard in Ciad, a inizio dicembre, solo poche settimane prima di una visita ufficiale di Macron nel Paese? E in Congo e Camerun, dove si è recato qualche tempo prima, assieme all' uomo d' affari franco-israeliano Philippe Hababou Solomon e ad alcuni turchi non meglio identificati? E in Israele, altra nazione toccata dall' instancabile e imperscrutabile attivismo diplomatico di Benalla? Lo scorso ottobre, invece, era stato avvistato al Chinese Business Club, a un evento con degli investitori del Paese orientale.

macron benallaMACRON BENALLA
Sempre nel mese di ottobre, Libération aveva svelato un incontro tra Benalla e Alexandre Djouhri, un faccendiere implicato nello scandalo dei finanziamenti libici a Nicolas Sarkozy, molto influente in diversi Stati africani.

Singolare protagonismo per uno appena degradato, che dovrebbe quanto meno mantenere un basso profilo, dopo aver messo nei guai l' inquilino dell' Eliseo per aver aggredito, con un casco da poliziotto, dei manifestanti a margine di una manifestazione politica. Il 26 dicembre, Benalla spiegava con candore a Le Monde che questi viaggi erano stati condotti senza passaporto diplomatico, prontamente restituito dopo la bufera politica scoppiata sul suo conto.
BENALLA E MACRONBENALLA E MACRON
Un' altra balla: il giorno dopo, il sito Mediapart dimostrava il contrario, fornendo anche il numero del documento: 17CD09254.

Un passaporto diplomatico consegnato il 24 maggio scorso. Ovvero nel periodo di tempo intercorso tra il pestaggio del 1° maggio e lo scoppio del caso, avvenuto in luglio su Le Monde. Che si sia voluto fornire un salvacondotto a un personaggio che stava per essere investito da una bufera? Molto resta ancora da chiarire, perché i passaporti diplomatici sarebbero due. L' entourage di Benalla ha inoltre spiegato che i documenti gli sarebbero stati restituiti agli inizi di ottobre da un dipendente dell' Eliseo.

In ogni caso, sta di fatto che la diplomazia di un Paese con testate nucleari e seggio permanente nel Consiglio di sicurezza dell' Onu, oltre che padrone fattuale dei destini di mezza Africa, sembra passare per le mani di questo coatto palestrato il cui potere resta ancora in gran parte inspiegabile.
BENALLA E MACRONBENALLA E MACRON

In Ciad, tanto per dire, Benalla avrebbe incontrato il presidente Idriss Déby, oltre al fratello, capo della direzione generale della riserva strategica. A che titolo? Lo scorso 22 dicembre, il direttore del gabinetto del presidente, Patrick Strzoda, ha chiesto spiegazioni sui viaggi del bodyguard. Il Quai d' Orsay, cioè la Farnesina francese, ha dal canto suo chiarito di aver «chiesto la restituzione» dei passaporti diplomatici a fine luglio, come se fosse la biblioteca comunale che reclama un libro tenuto in prestito per troppo tempo e non un ramo dello Stato che deve tutelare la sicurezza nazionale.

MACRON BENALLA 2MACRON BENALLA 
Perché tutta questa timidezza? Perché lo Stato francese non dà un calcio nel sedere all' uomo che sta procurando tanti imbarazzi? Forse la risposta è in una frase sibillina pronunciata da Benalla in questi giorni: «Non starò più in silenzio». Il che ha proprio tutta l' aria di essere un avvertimento a chi di dovere su determinati segreti che è meglio non escano fuori. Viene davvero da chiedersi come si sia potuti giungere a questo punto.

MACRON BENALLA 3MACRON BENALLA 3
E allora rivediamo tutto il film dall' inizio. Alexandre Benalla nasce l' 8 settembre 1991 in una banlieue di Evreux, in Normandia, da una famiglia marocchina. I genitori, due professori, non sono degli sbandati, ma il padre pare fosse violento e incline a riportare il figlio in Nordafrica, cosa non permessa dalla madre dopo la separazione dei due. Il ragazzo comincia a interessarsi di sicurezza già a 14 anni, quando frequenta uno stage sull' argomento. Nel frattempo pratica rugby e mette su un bel fisico, cosa che ne aumenta la sicurezza e anche un po' la strafottenza.

MACRON BENALLAMACRON BENALLA
Aderisce ai giovani socialisti e, a partire dal 2011, è incaricato della sicurezza di diversi dirigenti del partito, da Martine Aubry a François Hollande, per diventare poi autista del ministro Arnaud Montebourg. Quando Macron fonda En Marche, fiuta l' occasione e diventa responsabile della sicurezza del partito. Dopo l' elezione del suo nuovo mentore, riceve le chiavi dell' Eliseo. È l' uomo ombra di Macron: segue il leader ovunque, gli guarda le spalle, ma è molto più che un semplice bodyguard. La sua ambizione, è chiaro, è quella di prendere in mano l' intera gestione logistica dell' Eliseo. Il suo piano fila liscio, in barba a regole e consuetudini, fino a quel maledetto 1° maggio in cui viene immortalato mentre strattona violentemente dei manifestanti. Un caso montato ad arte per gelosie professionali, si difenderà lui, giocando la carta della discriminazione: «Un ragazzo di 25 anni, che non ha fatto l' Ena (la scuola dell' alta amministrazione francese, ndr), che non è sottoprefetto - sono il solo di tutta la squadra a non esserlo, sono l' extraterrestre della banda - e che, in più, dice le cose in faccia in un luogo in cui regnano i non detti, evidentemente suscita rancori».
Un parvenu che ha fatto questa carriera fulminea, in effetti, genera gelosie. E pettegolezzi.
benalla macronBENALLA MACRON
«Benalla non è il mio amante e non ha i codici nucleari», sarà costretto a precisare, sia pur in maniera ironica, Macron. Particolare grottesco: Benalla ha anche un profilo su Tinder, la popolare app per incontri. Nelle foto postate, alcune lo ritraggono insieme al presidente, utilizzato come specchietto per le allodole per rimorchiare. Il suo nickname, inoltre, è Mars, ovvero Marte, laddove Macron si è sempre fatto chiamare Iuppiter, cioè Giove. Un rompicapo che imbarazzerebbe persino il grande indagatore delle religioni indoeuropee, Georges Dumézil.
MACRON BENALLA 1MACRON BENALLA 



C' è lo zampino di Benalla anche in un altro caso spinoso.
È stato infatti lui ad aver presentato a Macron un' altra delle sue guardie del corpo: Makao, un rugbista congolese alto 2,13 metri, che tuttavia annovera tra le proprie conoscenze anche Jawad Bendaoud, l' affittacamere dei terroristi del Bataclan, come comprovato da alcune story di Instagram, pubblicate sul profilo di Bendaoud, in cui i due sono insieme. Un caso sfortunato, forse, ma resta il fatto che Benalla ha anche la responsabilità di aver drasticamente ridotto i gradi di separazione tra l' Eliseo e l' Isis.

Fonte: qui

venerdì 12 ottobre 2018

DOPO IL CASO BENALLA, IL PRESIDENTE MACRON E BRIGITTE FINISCONO NEL MIRINO PER L’AMICIZIA E IL RAPPORTO DI CONSULENZA CON MIMI MARCHAND, PADRONA DELLA “BEST IMAGE”, LA PIU’ GRANDE AGENZIA DI PAPARAZZI DI FRANCIA


CONDANNATA PER ASSEGNI SCOPERTI, HA GESTITO LOCALI NOTTURNI, HA SPOSATO UN RAPINATORE, FINITA IN PRIGIONE PER TRAFFICO DI CANNABIS, E’ LA REGINA DEL GOSSIP

Stefano Montefiori per il “Corriere della Sera”

MIMI MARCHANDE BRIGITTE MACRONMIMI MARCHANDE BRIGITTE MACRON
Tutti i giovedì mattina il gabinetto di Brigitte Macron ha appuntamento all'Eliseo con Mimi Marchand, che coglie talvolta l'occasione per salutare il capo dello Stato. Niente di illegale, ma dopo lo scandalo Benalla tornano i dubbi sull'opportunità per la coppia presidenziale di circondarsi di certi personaggi.

Mimi Marchand, 71 anni, è una specie di Fabrizio Corona senza caduta né resurrezione, meno giovane, condannata per reati meno gravi e soprattutto meno appariscente del paparazzo italiano, anche se pochi giorni dopo l'insediamento di Macron, nel maggio 2017, Mimi si è tradita: la consigliera dell' ombra si è fatta fotografare tra gli stucchi dell' ufficio del presidente, dietro la nobile scrivania, le dita in segno di vittoria.
MIMI MARCHANDMIMI MARCHAND

In effetti, se Macron è riuscito a conquistare l'Eliseo, un po' di merito ce l'ha anche Mimi, amica di Brigitte, presente con i suoi consigli nei momenti chiave della coppia - dai pettegolezzi sull'omosessualità di Macron all'intervista di Benalla a Le Monde -, nella doppia veste di padrona della più grande agenzia di paparazzi francese, la Bestimage, e di protettrice della vita privata presidenziale. Affidandosi a lei i Macron sembrano avere seguito il consiglio di Giulio Cesare: «Se non puoi sconfiggere il tuo nemico, fattelo amico».

MIMI MARCHANDMIMI MARCHAND
Solo che tra pochi giorni esce Mimi, una biografia non autorizzata della regina del gossip e frequentatrice del Château, come i parigini chiamano il palazzo dell'Eliseo. Un'altra figura controversa, alla ribalta proprio nel momento in cui Macron è in difficoltà per un rimpasto governativo più complicato del previsto.

Per ragioni di sicurezza Mimi è stato fatto stampare all'estero e verrà portato in Francia, in tempo per l'uscita del 17 ottobre, su camion sigillati. La prestigiosa casa editrice Grasset ha affidato l'anticipazione al settimanale Le Point.

MIMI MARCHAND BRIGITTE MACRONMIMI MARCHAND BRIGITTE MACRON
Figlia di parrucchieri di Vincennes, Michèle Marchand ha gestito un garage, sposato un rapinatore, diretto una rivista per appassionati d'armi, è stata condannata una prima volta nel 1986 per assegni scoperti, poi ha gestito locali notturni dove occasionalmente faceva l'informatrice della polizia, poi è andata in prigione per traffico di cannabis, quando è uscita è diventata nonna, ma anche giornalista a Voici (settimanale di gossip), poi è tornata 9 giorni in galera per irregolarità nella contabilità, ma ha continuato a conoscere persone e soprattutto segreti, grazie anche, si dice, a una leggendaria maestria nel perforare la sicurezza del sistema di prenotazioni di Air France.
MIMI MARCHANDMIMI MARCHAND

L'agenzia fotografica Bestimage è la migliore nel gossip, ma la storia di Mimi e la sua famigliarità con i Macron pone qualche problema deontologico, che l'ex presidente François Hollande sottolinea nel libro: «Immaginate che un avversario di Macron sia colpito da un tentativo di intimidazione. Bestimage potrebbe apparire come il braccio armato dell'operazione (...) Non potete avere all'Eliseo qualcuno che fa il mestiere di rivelare la vita privata».

Fonte: qui

domenica 5 agosto 2018

LA CREDIBILITA' DI MACRON CROLLA PER IL CASO BENALLA

L’EX BODYGUARD CARO AL CUORE DEL PRESIDENTE FRANCESE ERA ISCRITTO A UN SITO DI INCONTRI GALANTI DOVE USAVA FOTO CHE IMBARAZZANO LA FRANCIA 

BENALLA POTREBBE AVER MESSO A RISCHIO LA SICUREZZA DEL CAPO DELLO STATO? SE I VIAGGI UFFICIALI DI MACRON SONO INFATTI PUBBLICI, NON LO SONO LE ATTIVITÀ PRIVATE. 

LA GEOLOCALIZZAZIONE È MOLTO FACILE, SU TINDER…

Francesco De Remigis per il Giornale

Le rivelazioni su Alexandre Benalla si susseguono. Dopo le ombre sul ruolo svolto come consigliere all'Eliseo, ecco quelle sulla gestione della sua vita privata, che finisce per coinvolgere pubblicamente anche il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron.

Il 26enne, rivela il settimanale francese Closer, era iscritto a Tinder, la popolare applicazione per incontri. Nulla di male, si direbbe. Se non fosse che alcune foto caricate sul proprio profilo lo ritraggono a un passo dal presidente per farsi bello agli occhi delle potenziali spasimanti.

Mostrarsi accanto all'uomo più potente di Francia può generare un'attenzione particolare. E, magari, una richiesta per un'uscita. Così facendo Benalla viene ora accusato di essersi esposto, oltre al cattivo gusto di utilizzare la posizione lavorativa per guadagnare credito agli occhi di donne interessate a una relazione, al pericolo di geolocalizzazione. Per immaginare un incontro, infatti, Tinder richiede di specificare la posizione in cui ci si trova in quell'istante.

macron benallaMACRON BENALLA
Nelle foto pubblicate ieri da Closer, che hanno ormai qualche mese, Benalla non appare con il suo vero nome, ma sotto lo pseudonimo di «Marte». Un alias che evoca il pianeta rosso, quello che nel sistema solare precede Giove. Un modo per rivendicare «un posto chiave nella galassia della macronia», scrive la rivista, visto che Macron è noto anche come Jupiter. Ma per le giovani che non hanno familiarità con l'astronomia, Benalla appare prima da solo, in abito scuro e atteggiamento rigoroso. Scorrendo le foto eccolo però circondato dai grandi del mondo: con Emmanuel Macron, poi vicino a Donald Trump.

BENALLA BRIGITTE E MACRONBENALLA BRIGITTE E MACRON
«Marte. Uomo, 26 anni. Parigi». Descrizione minimale sul suo profilo come ce ne sono a centinaia nella capitale francese. Finché una ragazza riceve pochi mesi fa un «Super Like» (il massimo apprezzamento via Tinder) proprio dall'ex bodyguard dell'Eliseo. Incuriosita dalle foto, la giovane donna chiede di saperne di più, senza molto successo. Nel frattempo Le Monde, il 18 luglio scorso, pubblica il video con le violenze del 1 maggio che vede protagonista Benalla e tiene Macron sulla graticola da 18 giorni.

benalla makao e macronBENALLA MAKAO E MACRON
Non si sa se l'ex bodyguard utilizzi ancora Tinder (Closer lo conferma fino al 2017), ma la storia aggiunge una domanda all'entourage del presidente: Benalla potrebbe aver messo a rischio la sicurezza del capo dello Stato? Se i viaggi ufficiali di Macron sono infatti pubblici, non lo sono le attività private. La geolocalizzazione è molto facile, su Tinder. In caso di «abbinamento», vale a dire quando i proprietari di due profili si sono reciprocamente apprezzati, è possibile accedere alla distanza approssimativa tra i due individui. Ed anche se in molti ricorrono a una manipolazione del Gps solo per il gusto di «giocare», con coordinate fittizie che simulino una posizione, resta l'interrogativo sul modo in cui Benalla abbia usato l'app. Che si tratti della ricerca di un'avventura o dell'anima gemella, la tendenza è di aprire Tinder più volte al giorno per curare le proprie «storie». Così facendo, si trasmette la posizione molte volte.

Il 61% dei francesi pensava già che il presidente dovesse spiegarsi davanti alla commissione d'inchiesta parlamentare. Dopo quest'ultimo scoop, la Francia si divide: alcuni si chiedono se non sia eccessiva l'invasione nella privacy di Benalla. Altri insistono nel dire che la vita di un individuo al centro del potere, che partecipa alla vita pubblica e alla sicurezza privata di Macron (come Benalla ha più volte specificato), sia invece di interesse collettivo per motivi di sicurezza.

Fonte: qui