9 dicembre forconi: fotovoltaico
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sabato 18 giugno 2016

Ma qual è il vero EROEI dell'energia fotovoltaica?

natcore-technology-solar-2-537x368Secondo uno studio recente e completo della letteratura scientifica (1), l'EROEI (energy return on energy invested) medio della tecnologia fotovoltaica più comune (Silicio policristallino) è di 11-12.


Ben lontano dalla leggenda del “EROEI inferiore ad uno” che gira nel web.

Qualche tempo fa, un mio collega mi ha raccontato la storia di quando è stato responsabile dell'installazione di uno dei primi impianti fotovoltaici in Italia, nel 1984 (mostrato nella figura sulla destra). Mi ha detto che, poco dopo l'installazione, un politico di alto rango è venuto a visitare l'impianto. Come dimostrazione, il mio collega a collegato l'uscita dell'impianto ad una stufetta elettrica, scaldando le resistenze interne. Il politico ha rifiutato di credere che la stufetta fosse alimentata dall'impianto FV. “Dev'esserci un trucco”, ha detto, “questo non è possibile. Dev'essere un imbroglio”. Il mio collega ha cercato di descrivergli come funzionano le celle fotovoltaiche, ma immaginate di cercare di spiegare la meccanica quantistica ad un politico! Apparentemente, se ne è andato ancora non convinto.
Più di 30 anni sono passati dall'installazione di quel vecchio impianto, ma l'atteggiamento generale verso l'energia fotovoltaica non sembra essere cambiato molto. Non che si pensi che il fotovoltaico sia una truffa scientifica alla stessa stregua della innumerevoli proposte di cose quale “l'energia libera”. Ma sembra che molti di noi non riescano proprio a credere che quei piccoli aggeggi blu possano produrre energia in quantità significativa. Suvvia: per produrre energia serve un motore, una caldaia, una ciminiera, una turbina, qualcosa del genere ....

Infatti, gran parte dell'attuale discussione sull'energia fotovoltaica sembra girare intorno ad un qualche tipo di leggenda. La più recente sembra essere quella secondo cui il FV ha un ritorno energetico basso (EROI o EROEI), a volte si dice persino che sia inferiore ad uno. Se fosse vero, significherebbe che gli impianti fotovoltaici non producono energia, la consumano soltanto! Ma questo non è vero. E solo l'ennesimo esempio di confirmation bias(pregiudizio di conferma): scegliere i dati che confermano le proprie idee preconcette.

E' vero che si possono trovare alcuni studi (molto pochi) che sembrano seri (forse) e che sostengono che il Fv abbia un EROEI basso. Tuttavia, in uno studio recente,  Bhandari et al. (1)⁠ hanno esaminato 231 articoli sulle tecnologie fotovoltaiche, scoprendo che, nelle condizioni medie i irraggiamento europee, l'EROEI medio della tecnologia FV più comune (Silicio policristallino) era di circa 11-12. Si è scoperto che altre tecnologie (per esempio CdTe) hanno EROEI migliori. Forse questi valori sono ancora inferiori a quelli di alcuni combustibili fossili, ma sicuramente non troppo inferiori (sempre che lo siano) e ben lontani dalla leggenda del “EROEI inferiore ad uno” che sta facendo il giro del Web.

Poi, se siete preoccupati da un'altra leggenda comune, quella che dice che le celle fotovoltaiche si degradano rapidamente, pensate che si è scoperto che quelle dell'impianto descritto all'inizio di questo articolo stanno ancora funzionando dopo 30 anni di lavoro, avendo perso soltanto il 10% circa della loro efficienza iniziale! Inoltre, considerate che il tipo di cella più comune usa solo elementi comuni della crosta terrestre: silicio ed alluminio (e un po' di argento, ma non è essenziale) Cosa si può chiedere di più ad una tecnologia che è efficiente, sostenibile e che dura a lungo?

Tutto ciò non significa che un mondo alimentato dell'energia rinnovabile sarà gratis. Al contrario, servirà uno sforzo finanziario ampio se volgiamo crearlo prima che sia troppo tardi per evitare un disastro climatico (ecco i calcoli quantitativi). Ma un mondo migliore è possibile se davvero lo vogliamo.

(1) Bhandari, Khagendra P., Jennifer M. Collier, Randy J. Ellingson e Defne S. Apul. 2015. “Tempo di rientro energetico ed EROEI dei sistemi fotovoltaici: una rassegna sistematica ed una meta-analisi”. Renewable and Sustainable Energy Reviews 47 (luglio): 133–41. doi:10.1016/j.rser.2015.02.057.

Ecco la figura rilevante dall'articolo:

h/t Domenico Coiante, Marco Raugei e Sgouris Sgouridis
Da “Cassandra's Legacy”. Traduzione di MR

Fonte: qui

venerdì 15 aprile 2016

SOLARE BOOM: NEL 2015 L’8% DEL FABBISOGNO ELETTRICO ITALIANO E’ STATO COPERTO DAL FOTOVOLTAICO, NESSUNO AL MONDO HA UNA QUOTA COSI’ ALTA

MA IL GOVERNO HA TAGLIATO SUSSIDI E INCENTIVI AUMENTANDOLI AI COMBUSTIBILI FOSSILI

Maurizio Ricci per “la Repubblica”

 

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Nella terra che ha fatto di “’O sole mio” una sorta di inno ufficioso, è il momento della rivalsa. Nessun altro Paese al mondo copre con l’energia solare una quota così alta del suo fabbisogno di elettricità. Nel 2015 è stata dell’8%, certifica la Iea, il braccio per l’energia dell’Ocse. In pratica, se accendete 12 lampadine una dopo l’altra, la luce della dodicesima arriva direttamente dal sole.

 

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È un record. In media, nel mondo, bisogna arrivare a oltre 75 lampadine: il solare copre l’1,3% del fabbisogno. La Grecia, che di sole ne ha anche più di noi, è al 7,4%. La Germania, da sempre indicata con invidia come la capitale del solare, è solo al 7,1%. Quell’8% è un elemento chiave del portafoglio che ha consentito all’Italia, nel 2014, di assicurare, con le rinnovabili (idroelettrico compreso), il 42% del fabbisogno energetico, sulla strada per arrivare all’obiettivo del 50%, indicato dal governo. Peccato solo che il record luccichi più del dovuto.

 

GIÙ I CONSUMI

Nel senso che è stato ottenuto in una marcia all’indietro, una sorta di “ciapa no” fra Italia e Germania. Le installazioni di nuovi impianti fotovoltaici, infatti, è crollata nel 2015 a 300 Megawatt, un quinto di quanto era avvenuto in Italia nel 2013, un decimo del 2012, fino ad un trentesimo degli impianti del 2011. Nella classifica Iea delle installazioni 2015, l’Italia, di conseguenza, non c’è, ma il boom degli anni scorsi è sufficiente ad inserire il nostro paese al quinto posto, dietro realtà economiche assai più grandi, per quanto riguarda, invece, la capacità totale installata in questi anni.

 

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Ma gli ormai quasi 20 Gigawatt (un giga corrisponde a mille mega) del parco fotovoltaico italiano si confrontano con consumi complessivi sempre più ridotti, alzando la quota di copertura. Nonostante il piccolo recupero del 2015, i consumi elettrici italiani sono lontani, infatti, dai numeri del 2012 e del 2013.

 

LA FINE DEI SUSSIDI

matteo renzi alla cameraMATTEO RENZI ALLA CAMERA

Crisi economica e sbornia di impianti (ma negli anni scorsi) sono, insomma, alla radice del record italiano. Tuttavia, il crollo di installazioni registrato nel 2015 era largamente atteso, in seguito al taglio di sussidi e incentivi. Lo stesso, del resto, e per le stesse ragioni, è avvenuto in Germania. La Iea definisce, peraltro, il nuovo regime italiano degli incentivi “adeguato”, anche se la decisione del governo di renderli retroattivi ha, probabilmente, spaventato gli investitori.

 

Una preoccupazione che Palazzo Chigi non pare aver avuto nel caso del solare, ma che, invece, ha guidato le sue scelte nel referendum di domenica prossima sulle trivelle, dove uno degli argomenti a favore della prosecuzione dell’estrazione di petrolio e gas dalle piattaforme marine è, appunto, la necessità di non spaventare gli investitori. Due pesi e due misure che vengono in generale imputati alla politica energetica del governo e che si riflettono nelle polemiche intorno al referendum.

 

Il sole non sostituisce (almeno fino a che l’auto elettrica non sarà una realtà di massa) il petrolio, ma il metano nelle centrali elettriche sì. Più pannelli fotovoltaici, dunque, uguale meno gas da importare o da estrarre dalla terra. O da imputare nelle statistiche sulle emissioni di anidride carbonica.

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SOLE CONTRO PETROLIO

Però, mentre si tagliavano gli incentivi al solare, quelli ai combustibili fossili come petrolio e gas venivano aumentati dal governo dai 12,8 miliardi di dollari del 2013 ai 13,2 miliardi del 2014 (secondo i dati del Fondo monetario internazionale), più o meno l’ammontare dei tanto contestati incentivi alle rinnovabili. E’ una scelta che potremmo scontare in futuro: anche se una riforma di quei sussidi appariva inevitabile, infatti, il freno complessivo ai nuovi impianti arriva probabilmente nel momento peggiore, quando il costo delle installazioni scende sempre più in basso.

 

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Negli Usa siamo a 9 centesimi (di dollaro) per kilowatt, ma in Portogallo - dove il sole splende forte e a lungo come in Italia - si è riusciti ad arrivare poco sotto i 5 centesimi. Nel mondo, inoltre, si stanno moltiplicando i bandi per la costruzione di nuove centrali, in cui il fotovoltaico dimostra di poter competere con nucleare e combustibili fossili. Più in generale, metà delle nuove centrali elettriche costruite nel 2015 funzionano con energie rinnovabili.

 

OBIETTIVO 2 GRADI

La direzione verso la quale marcia il mondo, insomma, è inequivocabile. Per chi scommette che l’obiettivo posto a dicembre alla conferenza di Parigi - fermare il riscaldamento globale sotto i 2 gradi, in buona misura con la spinta delle rinnovabili - non sia una chimera, le notizie che contano sono quelle che vengono dalle grandi economie inquinatrici.

VAL D AGRI BASILICATA PETROLIOVAL D AGRI BASILICATA PETROLIO

 

Negli Usa, le installazioni fotovoltaiche sono cresciute di 7 Gigawatt, in Cina del doppio, oltre 15 Giga. In Giappone di 11 Giga. Nel giro di un solo anno, il fotovoltaico è cresciuto nel mondo del 25 per cento, portando il totale installato oltre i 227 Gigawatt. Per capire il fenomeno, solo sei anni fa, nel 2009, il solare nel mondo era dieci volte più piccolo.

 

Il rapporto della Iea, sotto questo profilo, sprizza soddisfazione: «Il fotovoltaico può contribuire in misura significativa alla decarbonizzazione dell’elettricità mondiale, prima di quanto ci si potesse aspettare e ad un costo ragionevole ». Tanto più che lo sviluppo del solare, anche se in misura diseguale, interessa ormai tutto il pianeta: sono 23 i Paesi che hanno superato un Gigawatt di capacità installata dal solare.

Isola galleggiante alimentata con energia solareISOLA GALLEGGIANTE ALIMENTATA CON ENERGIA SOLAREENERGIA SOLARE