9 dicembre forconi: acido
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venerdì 5 luglio 2019

ALLA METRO DI ROMA MANCAVA SOLO L'ACIDO DAL SOFFITTO: UOMO USTIONATO ALLA STAZIONE DI PIAZZA DI SPAGNA, NEL CENTRO DELLA CAPITALE

SI SIEDE IN ATTESA DEL TRENO, MA IL SEDILE È ZUPPO DI UN LIQUIDO CAUSTICO: I PANTALONI SI SQUAGLIANO, LA PELLE INIZIA A BRUCIARE IN MODO TREMENDO. PERDE IL PORTAFOGLI DALLA TASCA, UNA RAGAZZA LO AIUTA A RACCOGLIERLO MA GLI FREGA I SOLDI. FINCHÉ IN OSPEDALE CESARE FAZIOLI NON SCOPRE CHE…
Alessia Marani per ''Il Messaggero''


L' EMERGENZA
cesare fazioli con la denunciaCESARE FAZIOLI CON LA DENUNCIA
Piove acido dal soffitto della metro A, ustionato un viaggiatore. Ieri sera i carabinieri del comando di San Lorenzo in Lucina hanno messo i sigilli alle sedute lungo la banchina direzione Battistini della centralissima fermata Spagna. Motivo? Un uomo, Cesare Fazioli, 62 anni, ex ristoratore e un passato come attore, nella mattinata, dopo essersi seduto su uno dei sedili rigidi in attesa del treno, ha denunciato di essersi bagnato con del liquido e di avere subito avvertito un «dolore atroce». Di scatto si è alzato dalla seduta e di istinto si è infilato nel convoglio in arrivo, «ma i glutei mi bruciavano in maniera fortissima, lancinante. Mi veniva da strapparmi di dosso i vestiti, sentivo la pelle che a contatto con i pantaloni del completo friggeva».

IL FURTO
Cesare ha avuto la lucidità di chiamare un amico e di dirgli di andarlo a prendere a Cornelia. Sceso dal treno, un' altra brutta sorpresa: sente scivolargli il portafoglio che era tenuto agganciato da una catenina alla tasca posteriore dei pantaloni ma che ormai non aveva più presa nella stoffa completamente lacerata.

«Mi cadono a terra carte di credito, documenti... Ero come stordito - racconta - ho visto una ragazzina dai tratti rom che si è chinata per aiutarmi, lì per lì l' ho pure ringraziata ma dopo mi sono accorto che mi erano spariti i contanti, circa 400 euro. Così più tardi ho pensato addirittura che quel liquido corrosivo, i pantaloni strappati, il portafoglio che casca, fosse il frutto di un pericolosissimo stratagemma escogitato per depredare turisti e pendolari sulla metro».
fermata metro spagnaFERMATA METRO SPAGNA

Fazioli torna dapprima a casa («mi vergognavo con i pantaloni in quel modo»), si rende conto che i suoi glutei sono arrossati e bruciati, poi torna a Spagna (la fermata non è distante dall' abitazione) «per controllare meglio». «Dopo un' ora e mezza c' era ancora del liquido, con attenzione l' ho pulito e ho prelevato un campione, quindi sono andato in ospedale e dai carabinieri per la denuncia». Al pronto soccorso del S.Spirito i medici sono stati categorici: «Se a contatto con quell' acido ci fosse stato un bambino, la sua pelle sottile sarebbe stata divorata fino all' osso».

LE INDAGINI
Il referto parla di «ustione nella regione glutea dopo contatto con sostanza caustica non nota», la prognosi è di 10 giorni e una sfilza di medicazioni in ambulatorio. «La mia mente è andata subito a quelle mamme che, di solito, per fare stare buoni i bambini aspettando il treno, li fanno sedere e ho rabbrividito», dice il 62enne. Ad attendere Cesare fuori il pronto soccorso c' erano anche la moglie Francesca, commerciante, e la figlia.
 
«È assurdo. Mio marito ha rischiato di rovinarsi perché c' è gente folle e criminale che va a gettare acido in stazione. Nessuno si è accorto di nulla, nessuno è intervenuto». In serata Fazioli ha accompagnato i carabinieri alla fermata, indicando la seduta incriminata e in corrispondenza della quale, i militari hanno effettivamente riscontrato uno scolo di una sostanza liquida «non definita» dall' alto. Stamani saranno ascoltati i tecnici dell' Atac per valutare di cosa si tratti e la reale correlazione con le ustioni riportate dal ristoratore. Sono stati anche sequestrati gli slip indossati dall' uomo e corrosi dalla sostanza sospetta. 

Fonte: qui

martedì 3 luglio 2018

Calciatore ucciso a Milano, indagini: fu gettato vivo nel bidone con l'acido

Andrea La Rosa, l'ex calciatore di 35 anni ucciso nella notte tra il 14 e il 15 novembre 2017 a Milano, è morto per "l'azione combinata dell'inalazione dei fumi dell'acido e del confinamento all'interno del bidone", dove era stato infilato ancora in vita per essere sciolto. Lo scrivono i carabinieri nella nota di riepilogo delle indagini. Per l'omicidio sono in carcere Raffaele Rullo e sua madre Antonietta Biancaniello.
La ricostruzione del delitto - Dalla perizia sul corpo è dunque emerso che l'ex calciatore del Brugherio non è morto per le ferite inferte nella cantina in via Cogne dove ha incontrato i suoi assassini, ma soffocato dai fumi dell'acido che avrebbe dovuto far sparire il suo cadavere. Rullo lo ha attirato sul luogo del delitto con la scusa di presentargli sua madre, poi i due gli hanno somministrato due narcotizzanti che lo hanno completamente stordito consentendogli di trascinarlo nelle cantine. Qui lo hanno infilato nel bidone, gli hanno versato sopra almeno sei flaconi di acido e hanno sigillato il tutto con il nastro.
C'è un indagato per favoreggiamento - La ferita al collo che finora si pensava avesse determinato la morte del 35enne potrebbe essere stata inferta quando era ormai privo di sensi. Quel bidone con il corpo è stato poi trovato dai carabinieri il 14 dicembre 2017 nell'auto della Biancaniello, che dopo averlo tenuto nell'autorimessa di un conoscente, il 72enne Sante Cascella, anche lui indagato per favoreggiamento per aver omesso di riferire informazioni su Rullo, lo stava trasportando nel box del figlio per distruggerlo utilizzando altri 24 flaconi di acido.
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Il movente legato a un debito - Il movente del delitto, secondo gli investigatori, è da ricondurre a un prestito di denaro da 30mila euro non restituito a La Rosa, più altri 8mila euro che la vittima aveva portato con sé la sera del delitto e che avrebbe dovuto prestare agli indagati. Inoltre Rullo, con la commissione del delitto, oltre ad eliminare un creditore, ha eliminato anche un testimone delle truffe assicurative che, spiegano i carabinieri, era solito mettere in atto. I raggiri sono al centro di un'altra inchiesta per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, che ha portato nelle scorse settimane alla firma di una nuova ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per i due, mentre altri 4 loro familiari sono indagati a piede libero. Fonte: qui