9 dicembre forconi: Angelo Izzo
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giovedì 12 luglio 2018

LA LETTERA CHE ANGELO IZZO HA SCRITTO AL SETTIMANALE “GIALLO” SULLA MORTE DI ROSSELLA CORAZZIN: “CANDELE ERANO SUL TAVOLO INTORNO AL CORPO NUDO DELLA RAGAZZA, CHE ERA LÌ SDRAIATA PRIVA DI SENSI. ERA STATA DROGATA…”

“ERAVAMO UNA DOZZINA ATTORNO A UN TAVOLONE, SPROFONDATI NEL BUIO. TUTTI SCALZI, INDOSSAVAMO DELLE TUNICHE BIANCHE CON SOPRA CUCITA, IN CORRISPONDENZA DEL CUORE, UNA ROSA ROSSA” 

Gian Pietro Fiore per “Giallo”

ROSSELLA CORAZZIN - FRANCESCO NARDUCCI - ANGELO IZZOROSSELLA CORAZZIN - FRANCESCO NARDUCCI - ANGELO IZZO
“Eravamo una dozzina attorno a un tavolone, sprofondati nel buio. Tutti scalzi, indossavamo delle tuniche bianche con sopra cucita, in corrispondenza del cuore, una rosa rossa. L’unica flebile luce giallastra proveniva dalle centinaia di candele accese sul pavimento. Altre candele erano sul tavolo intorno al corpo nudo della ragazza, che era lì sdraiata priva di sensi. Era stata drogata”.

Inizia così la lunga lettera che Angelo Izzo, il Mostro del Circeo, ha mandato in esclusiva a Giallo per dimostrare di essere a conoscenza dei particolari dell’omicidio di Rossella Corazzin. Una lettera piena di dettagli molto precisi riguardo alla vicenda della studentessa di 17 anni originaria di San Vito al Tagliamento (Pordenone). La ragazza, come vi stiamo raccontando da alcune settimane, scomparve il 21 agosto del 1975 mentre si trovava in vacanza insieme con i genitori a Tai di Cadore, in provincia di Belluno.
ANGELO IZZOANGELO IZZO

Izzo, dal carcere romano di Velletri, dove sta scontando l’ergastolo, da due anni sta facendo clamorose rivelazioni riguardo alla misteriosa scomparsa della studentessa friulana, di cui lui sarebbe tra i responsabili. Il Mostro del Circeo è stato sentito più volte e, alla luce delle sue sconvolgenti rivelazioni, è stato indagato per omicidio.

L’uomo, infatti, sostiene che Rossella Corazzin sarebbe stata rapita a Belluno per essere portata in un casolare a Riccione, prima di essere trasferita a Perugia, nella villa del medico perugino Francesco Narducci. Quest’ultimo è il gastroenterologo sospettato di aver avuto un ruolo nei delitti del “Mostro di Firenze”, che massacrò otto coppiette tra il 1968 e il 1985. Narducci fu ucciso proprio nel 1985, esattamente un mese dopo l’ultimo duplice delitto attribuito al Mostro. Dalla sua morte gli omicidi sono cessati. Solo un caso? Ancora non si sa. È stato lo stesso Izzo ad accostare Narducci al Mostro di Firenze.
massacro del circeo angelo izzoMASSACRO DEL CIRCEO ANGELO IZZO

DICE LA VERITÀ O SI È INVENTATO TUTTO?
Nella lettera che ci ha mandato, la belva del Circeo ci parla del rapimento e dell’omicidio di Rossella Corazzin, nei quali sarebbero stati convolti lui, Narducci e un’altra decina di persone. Le parole di Izzo sono terribili. Naturalmente, non possiamo sapere se stia dicendo la verità o se stia mentendo. Non spetta a noi stabilirlo, ma alla Procura di Perugia, a cui sono stati di recente trasmessi tutti gli atti relativi a questa vicenda.

CASA DI ROSSELLA CORAZZINCASA DI ROSSELLA CORAZZIN
Come vi abbiamo già raccontato negli articoli pubblicati nei numeri scorsi di Giallo, l’ex capo della Procura di Belluno, Francesco Pavone, che per primo aveva raccolto la confessione di Izzo, aveva disposto una serie di accertamenti per verificare l’attendibilità della sua versione dei fatti. Ebbene, la Direzione Investigativa Antimafia aveva trovato importanti riscontri alle parole dell’ergastolano.

La procura di Perugia, però, ha chiesto e ottenuto di archiviare il caso. Un’altra indagine è stata aperta, ma anche per questa la Procura non solo ha chiesto l’archiviazione ma ha perfino negato ai parenti di Rossella di sapere il perché. Ha rifiutato, infatti, di consegnare loro gli atti dell’indagine. Un evento più unico che raro e molto strano: quello dei parenti delle vittime di accedere ai documenti di un’inchiesta è infatti un diritto.
Rossella Corazzin

Il pubblico ministero ha motivato il rifiuto scrivendo che documenti possono essere dati non ai cugini che ne hanno fatto ora richiesta ma solo a tre zie di Rossella. Peccato che due siano morte da tempo. La terza, Giuseppina Trevisan, ha nominato l’avvocato Antonio La Scala attraverso il quale ha chiesto di avere notizie sull’idagine della nipote. I parenti di Rossella ora sono più ansiosi che mai di scoprire che cosa si nasconda dietro l’omicidio della ragazza e perché il giudice non voglia far loro vedere le carte.

“FU PORTATA IN UN’ALTRA STANZA”
angelo izzoANGELO IZZO
Ma torniamo a Izzo, e alla sua lettera a Giallo. Ecco che cosa ci ha scritto: «Chiedo alla Procura di Perugia di essere portato nella villa che ho indicato nei verbali redatti a seguito delle mie dichiarazioni sull’omicidio di Rossella Corazzin. Se mi trovassi all’interno di quella casa, ubicata nella zona del Lago Trasimeno, sarei in grado di essere ancora più preciso riguardo a quanto è avvenuto in occasione del rito in cui poi è stata uccisa la ragazza. Una volta in quella villa, potrei indicare il luogo dove la Corazzin è stata reclusa per diversi giorni e anche la stanza dove poi si è consumato il sacrificio».

corazzinCORAZZIN
Se fosse vero ciò che Izzo ha raccontato agli investigatori, la povera Rossella sarebbe stata uccisa in modo crudele e ancora oggi i responsabili del suo omicidio sarebbero impuniti. Il terribile racconto prosegue così: «Nella sala faceva freddo. Era come se ogni fonte di calore fosse stata risucchiata non solo dalla sala, ma anche dai corpi dei presenti. La ragazza (Rossella Corazzin, ndr) gemette forse per il gelo che aumentava.

Un candelabro si rovesciò e cadde a terra come travolto dal passaggio di qualcuno. Uno di noi fece per rimettere in piedi il candelabro, ma lo fermammo con lo sguardo. In quel momento il Magister (il capo della setta, ndr) salì sul tavolo e possedette la vergine. Si sdraiò sopra di lei, sollevò a metà la tunica…».

Alcuni dettagli preferiamo ometterli, considerata l’inaudita violenza che secondo il presunto testimone avvenne in quella villa. Pubblichiamo solo i particolari meno cruenti. La lettera prosegue così: «Con una spada le fu tagliato un polso. I presenti a sua volta si tagliarono e il sangue fu mescolato in una coppa da cui tutti bevemmo. Poi ciascuno recitò un giuramento di ispirazione templare. Quindi la ragazza fu avvolta in una coperta e portata via in un’altra stanza».

FESTA NELLA VILLA DI FRANCESCO NARDUCCIFESTA NELLA VILLA DI FRANCESCO NARDUCCI
Nella lettera Izzo spiega perché abbia deciso di parlare così tardi, cioè a distanza di oltre 40 anni dai fatti. Scrive: «Un paio di anni fa ho preso la decisione di dare un taglio netto con il mio passato. In particolare, ho inteso parlare di qualcosa di cui avevo già parlato ma con alcune reticenze. Per poter affrontare queste delicate e importanti questioni, ho per prima cosa dovuto far chiarezza su tutti i crimini che mi hanno visto partecipe. Parlo di rapine, sequestri di persona e anche omicidi, sia degli anni ’70, che degli anni ’90 e 2000.

Ho tagliato tutti i ponti con il passato e chiuso le porte alle mie spalle, ma oggi non sono più ricattabile». A Izzo abbiamo chiesto se fosse pentito di quello che dice di aver fatto a Rossella. Lui ha risposto: «Io credo che il pentimento sia un fatto intimo, di cui pertanto ho pudore a parlare. Secondo me il ravvedimento implica il collaborare con la giustizia».

FESTA NELLA VILLA DI FRANCESCO NARDUCCIFESTA NELLA VILLA DI FRANCESCO NARDUCCI
A questo punto gli abbiamo domandato quali riscontri ha fornito ai giudici per dimostrare che sta raccontando la verità. Ecco la sua risposta: «Non sono io che devo dare riscontri. Io come imputato indico i fatti, do ovviamente particolari, indico testimoni che possono essere sentiti, poi tocca agli investigatori trovare eventuali prove». Izzo è poi tornato ai presunti riti che si consumavano nella villa di Narducci: «Non escludo che ci fossero persone che partecipando a certi riti credevano di acquisire potere, come non escludo ci fossero dei sadici puri. Io e i miei amici più stretti, tra cui Andrea Ghira (il complice arrestato per il massacro del Circeo, ndr.), eravamo interessati invece al potere di ricatto che creava una fratellanza di sangue tra chi praticava quei riti».
FRANCESCO NARDUCCI CON I PARENTIFRANCESCO NARDUCCI CON I PARENTI

Le parole di Izzo vanno prese con la dovuta cautela, ma possono rappresentare sicuramente uno stimolo in più per gli inquirenti, che devono fare luce sulla presunta confessione di un efferato omicidio. Dice a Giallo l’avvocato Rolando Iorio, legale di Angelo Izzo: «Ho incontrato Izzo più volte in carcere e ogni volta che l’ho visto e ci ho parlato mi è sembrato sempre più determinato nel sostenere la sua verità. Si è detto molto rammaricato che la Procura di Perugia non abbia dato alcun seguito alle sue importanti dichiarazioni».

LA VILLA DI FRANCESCO NARDUCCI AL LAGO TRASIMENOLA VILLA DI FRANCESCO NARDUCCI AL LAGO TRASIMENO
Continua il legale: «Oggi ci sono nuovi strumenti investigativi e una tecnologia innovativa che consentirebbero di verificare molte delle cose che il mio assistito ha dichiarato a verbale. Ad esempio, con un sopralluogo in quella villa sul lago Trasimeno, sarebbe possibile individuare, anche se sono trascorsi tantissimi anni dalla scomparsa della povera Corazzin, se vi sono tracce non solo della ragazza ma anche della presunta violenza che un gruppo di persone le avrebbe perpetrato fino a ucciderla.

Izzo chiede di essere portato in quell’abitazione perché è umanamente comprensibile che dopo 43 anni dal presunto omicidio i ricordi non siano più nitidi. Non mi stanco di dire che, per scoprire se Izzo sta dicendo la verità o meno, è necessario indagare, così come aveva iniziato a fare la Procura di Belluno, i cui inquirenti avevano trovato i primi riscontri alle dichiarazioni del mio assistito. È giusto che si indaghi anche per non avere alcun peso sulla coscienza rispetto a un presunto omicidio che ha visto coinvolta una giovane innocente».

Fonte: qui

giovedì 7 giugno 2018

GLI AGGHIACCIANTI VERBALI DI ANGELO IZZO SUGLI ALTRI RITI E OMICIDI, CHE EMERGONO SOLO ORA

''NOI PARIOLINI UCCIDEVAMO E STUPRAVAMO PERCHÉ ERAVAMO GUERRIERI''

NON SOLO IL CIRCEO: ''ERAVAMO A CORTINA. STEFANO E FRANCESCO ERANO ADDENTRO A QUESTE STORIE MASSONICHE, ALLA RICERCA DI UNA VERGINE PER UN RITO DI INIZIAZIONE''

''GIANNI ERA UN BELLISSIMO RAGAZZO, IL PADRE ERA IL NUMERO DUE DELLA BNL, LA MADRE UN'ARMATRICE. CONOSCEVA ROSSELLA, 17ENNE CICCIOTTELLA E TONTOLONA. DOPO 25 GIORNI DI PRIGIONIA, ABBIAMO BEVUTO IL NOSTRO SANGUE E L'ABBIAMO POSSEDUTA A TURNO. E LEI...''

Olivia Bonetti per ''Il Gazzettino''
Rossella CorazzinROSSELLA CORAZZIN

«Andiamo a fare foto insieme?». È così che Rossella Corazzin, la 17enne sparita da Tai di Cadore il 21 agosto 1975, sarebbe stata attirata nella trappola da Gianni Guido. Lo racconta Angelo Izzo, il mostro del Circeo. L' orrore di quel sequestro e omicidio della giovane ragazza di San Vito al Tagliamento (Pn) è nelle 70 pagine dei verbali degli interrogatori all' ergastolano, che arrivò a Belluno, il 12 agosto 2015 e il 9 dicembre 2016. Ecco il suo racconto di quel presunto sequestro, stupro e omicidio, ricostruito attraverso gli stralci dei verbali dell' inchiesta.

I MOSTRI
corazzinCORAZZIN
«Eravamo guerrieri, quindi stupravamo, rapinavamo, rubavamo. Questo come la nostra mentalità, aveva anche lo scopo di legarci tra noi, personaggi dell' ambiente pariolino», dice Izzo. E Rossella? «Facemmo la stessa cosa del Circeo. Il Circeo se lo rilegge alla luce di quanto le ho detto si accorgerà che è esattamente la stessa storia».

L' INCONTRO
«Incontrai questo Francesco Narducci e Stefano D.L., che erano più addentro a queste storie massoniche e mi dissero: Se riusciamo prendiamo una vergine, sarebbe l' ideale per la cerimonia e facciamo un' iniziazione di massa». «Gianni Guido - prosegue Izzo - era in vacanza a Cortina, già aveva fatto due o tre mesi lì. Mi dicono che ha conosciuto una ragazza vergine. Era perfetta in quanto vergine, tontolona, insomma, molto semplice da... Era di Pordenone, aveva 17-18 anni».

izzoIZZO

«E come la rapiscono? Le ha detto se c' era stato qualche approccio precedente con questa ragazza», chiede il procuratore. «Questa ragazza con Gianni si era vista qualche volta. Credo che non sia successo...ecco se intendiamo un approccio di sesso, credo di no. Però che si erano conosciuti, che Gianni l' aveva un po' corteggiata, insomma, a modo suo. Gianni era un bellissimo ragazzo, tra l' altro...Aveva la casa a Cortina. Diciamo che è una famiglia...il padre era il numero due della Banca nazionale del lavoro e la mamma un' armatrice. Era gente ricca insomma».

massacro del circeo angelo izzoMASSACRO DEL CIRCEO ANGELO IZZO
Gianni Guido dà un appuntamento a Rossella, quel pomeriggio a Tai, con la scusa di fare delle fotografie, così dice Izzo, che prosegue: «Lei è salita tranquilla in macchina, senza insospettirsi».

IL RAPIMENTO
«Mi hanno raccontato che sono riusciti a farla salire senza problemi. Erano armati comunque. Il rapimento l' hanno fatto penso sul Land Rover ci doveva essere alla guida Marco A., poi ci doveva essere Gianni Guido.

arresto di angelo izzoARRESTO DI ANGELO IZZO




Non so se in quella macchina, perché c' era un' altra macchina, quindi non so come erano disposti. E questa (riferendosi a Rossella ndr) a un certo punto si è agitata, evidentemente ha capito qualche cosa, quando però era già in macchina e quindi erano preoccupati che qualche passante, o qualcuno potesse aver visto qualcosa, cioè, per cui se...la targa del Land Rover era pericoloso insomma. Questa era la questione. Così quando si è agitata l' hanno addormentata col tampone di etere. Comunque se la portarono via. Inizialmente a Perla Verde, dove Giampiero P. aveva un casale dietro Riccione. Era praticamente disabitato, infatti noi ci facemmo pure un omicidio là dentro».

LA DESCRIZIONE
Circeo Angelo IzzoCIRCEO ANGELO IZZO

«Andai a trovare questa ragazza che stava prigioniera là, la tenevano piena di sonniferi».
Izzo non avrebbe partecipato al sequestro, visto che era in ferie a Positano, e racconta che tutte le informazioni le apprende al telefono dal Andrea Ghira e Gianni Guido. Quando incontra Ghira al Circeo, gli amici gli avrebbero detto: «Abbiamo trovato una per la cerimonia, la vuoi vedere?».

Angelo Izzo trent anni fa al momento dell arresto per il massacro del CirceoANGELO IZZO TRENT ANNI FA AL MOMENTO DELL ARRESTO PER IL MASSACRO DEL CIRCEO
E Izzo: «Io dissi: ormai non posso farci niente, che deve stare vergine, ma mi portarono a Perla Verde. La tenevano imbottita di sonniferi, infatti io ci ho provato a parlarle, ma non... stava lì rimbambita, insomma. Era una ragazzetta così, non particolarmente attraente, poco truccata, un po' cicciottella con i capelli ondulati, non tanto alta. Era in camicia da notte». Per Rossella, secondo il racconto di Izzo saranno 25 giorni di prigionia fino alla «consegna ai perugini» e alla cerimonia che sarebbe avvenuta sul lago Trasimeno a metà settembre del 1975.

LA CERIMONIA

massacro del circeo giovanni guidoMASSACRO DEL CIRCEO GIOVANNI GUIDO



Un cerimoniale di sangue che lui definisce «cavalleresco» e non satanico «perché si giurava su Dio e sul Vangelo», e che racconta così. «Avviene all' interno di un salone di questa villa, su un grosso tavolo di legno. Serafino D.L. è il gran maestro e davanti a lui ha una specie di spada in mano. Ognuno va là e recita il giuramento dei Templari».

I partecipanti si fanno un piccolo tagli sui polsi. «Bastava che uscisse qualche goccia di sangue che è mischiata al vino, poi beviamo tutti dalla stessa coppa. Poi uno per volta possediamo la vergine. Non so che fine ha fatto, però sarà morta sicuramente. Il sangue perso dalla ragazza ha sicuramente macchiato il tavolo, un tavolo di legno massiccio ed antico di grandi dimensioni, lungo almeno 3-4 metri».

Fonte: qui

sabato 26 maggio 2018

IL MOSTRO DEL CIRCEO ANGELO IZZO: “COSI’ ABBIAMO UCCISO LA 17ENNE ROSSELLA CORAZZIN”

LA RIVELAZIONE CHOC DI ANGELO IZZO DAL CARCERE: LUI E LA SUA BANDA NEL 1975 RAPIRONO LA RAGAZZA IN CADORE, LA PORTARONO SUL LAGO TRASIMENO E LA VIOLENTARONO FINO ALLA MORTE. LA MINORE FU SCELTA SECONDO IZZO PERCHÉ ERA VERGINE.

Il massacro del Circeo è arrivato fino al Bellunese: gli autori di stupri e violenze bestiali nel Lazio avrebbero rapito e ucciso anche  Rossella Corazzin, la ragazza pordenonese di San Vito al Tagliamento sparita il 21 agosto 1975 dai boschi di Tai di Cadore mentre era in vacanza. Aveva solo 17 anni e per anni ci si è interrogati sulla misteriosa scomparsa. Il papà morì di crepacuore alcuni anni dopo, la mamma  (Elisanna) nel 2008 senza mai sapere che cosa fosse successo alla figlia.
corazzinCORAZZIN

A gettare  una nuova luce su quanto  accaduto alla giovane è Angelo Izzo, uno degli assassini del Circeo, che sta scontando due ergastoli nel carcere di Velletri. Il detenuto ha raccontato alla Procura la sua verità su Rossella Corazzin.

La minore, scelta secondo Izzo(versione tutta da verificare) perché era vergine, fu seguita dalla banda di criminali romani in vacanza in Cadore, sarebbe poi stata sequestrata e portata sul lago Trasimeno (Perugia). Lì sarebbe stata violentata dal branco di 10 uomini e uccisa. Il fascicolo con le dichiarazioni di Izzo è finito sul tavolo del procuratore Paolo Luca. Ma di fatto è solo transitato in Procura a Belluno, trasmesso poi a Perugia per competenza.

Fonte: qui