9 dicembre forconi

sabato 13 giugno 2015

Italia: costo del debito pubblico ai minimi storici, ma la festa sta per finire

Il costo medio della raccolta del Tesoro è ai minimi di sempre, ma in futuro i tassi potrebbero risalire con forza. Vediamo perché

Uno dei più gravi problemi che da anni attanaglia l’Italia, condizionando tra l’altro le mosse politiche sulle riforme economico-finanziarie, è senza dubbio l’ammontare monstre del debito pubblico. Il Belpaese deve fare i conti con un indebitamento vicino ai 2.200 miliardi di euro, che porta il rapportodebito/pil sopra il 130% (uno dei più alti al mondo). Tuttavia negli ultimi anni il costo del debito sta via via diminuendo, grazie alla forte discesa dei tassi di mercato.
Nel 2011 il costo medio delle emissioni dei titoli di stato italianiera balzato al picco del 3,61%, spaventando il Tesoro sulla sostenibilità del debito nel lungo periodo. Eravamo quasi all’apice della crisi dei debiti sovrani europei, poi trascinatasi fino all’estate del 2012. Da allora il costo del debito è sempre più diminuito, tanto che lo scorso anno è arrivato a scendere all’1,34%. Quest’anno le cose sono andate ancora meglio, anche grazie alle mosse di politica monetaria della BCE.
L’Eurotower, dopo aver portato il costo del denaro praticamente a zero e il tasso sui depositi su valori negativi, ha lanciato un massiccio programma di acquisto di titoli di stato che ha fatto scendere i rendimenti su tutte le scadenze (quelle più brevi addirittura su valori negativi). Ad aprile il costo del debito è sceso al minimo storico dello 0,77%, ma il mese scorso si è riusciti addirittura a fare meglio: 0,74%. Il Tesoro gongola, ma forse la festa potrebbe presto finire.
Le prime avvisaglie sono avvenute a inizio mese, con la prima tornata di aste che ha visto salire i tassi sia sui BoT a 12 mesi sia sui BTp a 30 anni. Il mercato sta cominciando a chiedersi se il valore dei titoli di stato europei non sia aumentato troppo rispetto al fair value, tanto che anche il solido Bund tedesco ha dovuto sopportare eccezionali oscillazioni e un clamoroso boom dei tassi (dal minimo storico dello 0,07% a oltre l’1%). Il rendimento del BTp decennale è ora ben al di sopra del 2% e lo spread Btp-Bund sfiora i 140 punti base.
Il rischio Grexit, il possibile contagio ai paesi periferici europei, la volatilità dell’euro, l’incertezza sulla ripresa economica e le aspettative di ripresa dell’inflazione sono soltanto alcuni dei fattori macroeconomici potenzialmente in grado di deprimere i bond pubblici e di far risalire con decisione i tassi. Le prossime emissioni potrebbero così evidenziare un deciso rialzo dei rendimenti e dare vita a un’inversione della tendenza sul mercato (forse ormai eccessivamente gonfio) del fixed income.

Fonte: qui

I DUE VENTENNI ARRESTATI PER L’AGGRESSIONE CON IL MACHETE AL CAPOTRENO SONO MEMBRI DELLA GANG “MARA SALVATRUCHA”, DETTA “MS-13”


1. I RAGAZZI DELLE BANDE LATINE SI FANNO LE OSSA CON PESTAGGI, RAPINE IN METRÒ, LITI E SPEDIZIONI PUNITIVE NELLE ARENE DELLO SCONTRO CONTINUO: PARCHI E DISCOTECHE
2. LE “PANDILLAS”, LE BANDE CRIMINALI, SONO STRUTTURATE COME ASSOCIAZIONI MAFIOSE MA "TRAPIANTATE" IN ITALIA DIVENTANO FLUIDE, NON HANNO CONTROLLO DEL TERRITORIO, SI NUTRONO DI VIOLENZA DI BRANCO E SCONTRO DI STRADA. E MOLTI RAGAZZI, SPESSO CON PROBLEMI DI INSERIMENTO IN ITALIA, SI COSTRUISCONO IL LORO MONDO NELLE BABY GANG

3. QUELLO DEL CAPOTRENO AGGREDITO NON E' UN CASO ISOLATO: NEI PRIMI 5 MESI DI QUEST’ANNO IL PERSONALE DI TRENORD HA SUBITO 44 AGGRESSIONI, 18 DELLE QUALI “FISICHE”

1 - MILANO, ARRESTATI I LATINOS DELL’AGGRESSIONE SUL TRENO MARONI: “SPARARE SE SERVE”
Massimo Pisa per “la Repubblica”

Guarda fisso, mentre racconta agli investigatori della Squadra mobile, al pm Lucia Minutella e all’aggiunto Alberto Nobili. Come fosse anestetizzato. «Quello stava strattonando “Peligro”, dovevo difenderlo». José Emilio Rosa Martinez ha 19 anni, un figlio di 10 mesi e un viso da bimbone come il suo amico Jackson Jahir Lopez Trivino, di un anno più grande e già arrestato nel 2013 dalla Mobile insieme ad altri 24 affiliati alla “Ms13”.

MARA SALVATRUCHA A MILANOMARA SALVATRUCHA A MILANO
La violenza la cantano nell’inno («Siamo le bestie che ammazziamo tutti quegli animali, machete in mano»), la ammette Martinez come se fosse normale tirare fuori quei 50 centimetri di lama dalla cinta e tirare un fendente al controllore di un treno, per una storia di biglietti non pagati. Erano le 21.50 di giovedì e se il 32enne capotreno Carlo Di Napoli non avesse tirato su d’istinto il braccio sinistro, quasi tranciato in due dalla violenza del colpo, sarebbe morto.

CAPOTRENO AGGREDITO CON IL MACHETECAPOTRENO AGGREDITO CON IL MACHETE
Invece riescono a ricucirglielo, l’arto, dopo sette ore di microchirurgia a Niguarda, mentre il collega 31enne Riccardo M. se la cava con un taglio in fronte. Martinez e “Peligro” fanno due chilometri a piedi, quel territorio — la periferia Nord tra la stazione Villapizzone, Affori e la Bovisa — lo conoscono bene. Ma si fanno trovare per strada insanguinati da una volante del commissariato Comasina, Martinez ha ancora l’arma nella cinta, e finiscono in carcere dopo l’interrogatorio per tentato omicidio.

CAPOTRENO AGGREDITO CON IL MACHETECAPOTRENO AGGREDITO CON IL MACHETE
Il resto del gruppo, mezza dozzina di 20enni pieni di vodka e pronti a scatenarsi contro Di Napoli sul trenino metropolitano Rho—Rogoredo, si dilegua ma è già stato identificato grazie alle telecamere interne del convoglio Trenord. C’è anche almeno una ragazza. La Mobile li cerca porta a porta nel quartiere. L’aggressione dà alle destre il pretesto per attaccare esecutivo Renzi e giunta Pisapia sulla sicurezza.

Da Berlusconi («Sono sotto shock, ci vuole l’esercito, ma il governo dov’è?») a Maroni («Mettiamo militari e polizia sui treni, se è necessario sparare, si spari»), da Meloni («la Milano di Expo è fuori controllo») all’assessore regionale Beccalossi («Penso alla legge del taglione»), da Bergamini («Milano come il Bronx») a Salvini («Sembra di essere a Calcutta»). Ribatte Emanuele Fiano del Pd: «Nessuno si improvvisi sceriffo». E il presidente del Senato Piero Grasso: «Aggressione folle, ma non facciamo confusione».
CARLO DI NAPOLI IL CAPOTRENO COLPITO CON IL MACHETECARLO DI NAPOLI IL CAPOTRENO COLPITO CON IL MACHETE

2 - “BOTTE, SPUTI E INSULTI: SU QUEI VAGONI NOI CONTROLLORI RISCHIAMO LA VITA OGNI GIORNO”
Piero Colaprico per “la Repubblica”

Tra i ferrovieri c’è un detto: “Il treno è come la strada, può salire di tutto”. E come negli ultimi anni “la strada” è cambiata, così, di pari passo, è cambiata, abbassandosi, anche la qualità della vita sui treni: «Il ferroviere ferito a colpi di machete se l’è vista brutta, ma un mese fa ha rischiato la pelle un carabiniere, su un regionale da Venezia per Milano». «Devi sapere – spiega l’agente della polizia ferroviaria, con la garanzia dell’anonimato – che noi delle forze dell’ordine se andiamo dal capotreno e ci mettiamo a sua disposizione, proprio per offrire maggiore sicurezza, viaggiamo gratis.

CAPOTRENO AGGREDITO CON IL MACHETECAPOTRENO AGGREDITO CON IL MACHETE
A bordo ci sono tre, che non hanno il biglietto e si mettono a spintonare il controllore, che va a chiamare il carabiniere. Appena arriva, gli saltano addosso. Uno l’ha preso a calci in faccia quando stava a terra, l’ha devastato, ed è finito all’ospedale. So che i colleghi della Stazione Centrale li hanno acchiappati e consegnati ai carabinieri, i tre dovrebbero essere sotto processo».
CAPOTRENO AGGREDITO A MILANOCAPOTRENO AGGREDITO A MILANO

Nessuno, però, ne ha saputo nulla, fuori dal mondo dei detective e dei ferrovieri. Le security aziendali custodiscono il monopolio dei dati “ufficiali” – per esempio si sostiene che nei primi 5 mesi di quest’anno il personale di Trenord ha subito 44 aggressioni, 18 delle quali “fisiche” – ma spunta il più veriterio passaparola delle stazioni e dei treni. E gronda paura. O, se non paura, l’ansia continua, l’angoscia dell’incontro sbagliato.

MARA SALVATRUCHA A MILANOMARA SALVATRUCHA A MILANO
Una giovane donna con la divisa da controllore, seduta sulla sua valigia al binario 4, è in attesa della partenza: «Sono diventata molto più guardinga di qualche anno fa. Qui in Lombardia fatti gravi come quello del collega di Trenord ferito col machete non ne erano accaduti, che io sappia, ma quattro mesi fa un mio amico controllore era sulla Milano-Domodossola, solito gruppo senza biglietto, lui ha detto che andava a chiamare i poliziotti e appena s’è girato è stato colpito alla nuca dal lancio di una lattina di birra. So di una mia collega, con la divisa, appena uscita dalla stazione per andare al parcheggio, che è stata inseguita e aggredita».
La Mara Salvatrucha sono centroamericaniLA MARA SALVATRUCHA SONO CENTROAMERICANI

Anche a lei sono capitati faccia a faccia con soggetti pericolosi: «Dopo anni, impari a conoscerli. Non esiste più il rispetto, né per il controllore, né per il biglietto da pagare. Ti guardano e fingono di non capire l’italiano. Finché ti rispondono “Non m’interessa”, o “Non pago un cazzo”, se ti va bene. Se no t’insultano, e io chiamo la Polfer».

Più espliciti di lei, alcuni colleghi a stazione Garibaldi: «Ogni giorno trovi chi ti sputa in faccia, chi spinge, chi fa capire che se non te ne vai pigli le botte». «Qualche volta – dice un controllore tarchiato - mi sono guardato intorno, tutti i viaggiatori tenevano gli occhi bassi per evitare casini, e li capisco pure».

MARA SALVATRUCHAMARA SALVATRUCHA
Un altro collega: «Sarebbe bene sapere che non in tutte le fermate c’è la polizia ferroviaria. Perciò, se mi serve aiuto, e lo chiedo in una stazione dove i poliziotti stanno effettuando un altro intervento, devo aspettare, magari dieci minuti. Ma Trenord al personale dice che non si possono perdere 10 minuti per uno che rompe le scatole, insomma i pezzi grossi scaricano i casini addosso a noi che siamo in trincea, finché quasi quasi ci scappava il morto».

Battesimo per entrare nella gang Mara SalvatruchaBATTESIMO PER ENTRARE NELLA GANG MARA SALVATRUCHA
Come solo dopo la strage di Claudio Giardiello dentro il palazzo di Giustizia di Milano si è messo rimedio alle falle nella sicurezza, così sinora ogni allarme sui treni è stato silenziato. Anche se le rubriche delle lettere dei quotidiani sono da anni prodighe degli allarmati resoconti di lettori-viaggiatori: parlano di ragazzi che saltano i tornelli, che provocano i viaggiatori, specie le ragazze. «Ci sentiamo abbandonati, non è difficile vedere gruppi di ragazzi con i coltelli sventrare tutti i sedili e scappare», dice un pendolare. I vandalismi solo sui vagoni Trenord ammontano per il 2014 a otto milioni di euro di danni, il costo di due treni nuovi.

MARA SALVATRUCHAMARA SALVATRUCHA
«La conosci la storia del sangue? E’ tipica degli arabi. Quando vengono presi – racconta un ispettore Polfer con migliaia di interventi alle spalle e “non razzista”, come si autodefinisce – alcuni si tagliano con la lametta. Per dimostrare che non gliene frega di soffrire, che sono forti. Più d’una volta abbiamo avuto le camere di sicurezza della stazione che sembravano un mattatoio.

MARA SALVATRUCHAMARA SALVATRUCHA
Qualche settimana fa un collega giovane ferma uno senza biglietto, che aveva fatto casino, e s’era assicurato che non nascondesse le lamette. Allora questo arabo lo chiama nella cella e là si sloga la caviglia, che diventa come un melone. Vuole il medico e quando arriva gli dice che è stato il poliziotto a fargli male. Per fortuna non sapeva che nelle celle c’è la telecamera e s’è visto bene che era stato autolesionismo. Ma è già fuori, questi hanno capito che non ci sono regole, che non rischiano niente, e così sono sempre sui treni, o nelle stazioni: “Vedi che sono libero?”.

MARA SALVATRUCHAMARA SALVATRUCHA
Gli stessi senza-casa ormai vivono nel terrore d’incontrare uno di questi, cercano di venire a dormire accanto ai nostri uffici, figurati le persone normali che lavorano ». La politica di centrodestra oggi soffia più che mai su questa paura. Ma sono dieci anni che il machete è comparso nelle risse di periferia. È da una vita che poliziotti e ferrovieri si sentono abbandonati con i viaggiatori in una prima linea che dicono - i «pezzi grossi fingono sempre di non conoscere».

3 - DA EL SALVADOR A MILANO L’EDUCAZIONE ALLE ARMI DEI BABY-CRIMINALI LATINOS
Gianni Santucci per il “Corriere della Sera”

mara salvatruchaMARA SALVATRUCHA
Era un giovane soldato. Rispondeva agli ordini del capo, detto «Kamikaze», e del suo vice, «Maniaco». All’alba dell’8 ottobre 2013, i poliziotti della Squadra mobile andarono ad arrestare anche Jackson Jahir Lopez Trivino. All’epoca aveva 17 anni e nessun nomignolo. Oggi s’è guadagnato il titolo di «Peligro» ed è stato fermato giovedì notte per l’aggressione al controllore.

«Peligro» si è «formato» in Italia, a Milano. E l’ordine di carcerazione del 2013 racconta l’ambiente della sua educazione criminale dentro la pandilla (banda di strada) Ms-13. Molte aggressioni del gruppo avvennero proprio nelle strade tra i quartieri MacMahon e Bovisa, intorno alla stazione di Villapizzone, quella in cui «Peligro» e il suo compagno Josè Emilio Rosa Martinez si sono scatenati contro il ferroviere
MARA SALVATRUCHAMARA SALVATRUCHA

Eccola,
la catena di violenza di quella banda: 20 maggio 2010, lesioni aggravate contro «Vampirin» (punizione interna alla stessa pandilla ); 23 agosto 2010, tentato omicidio di «Drupin» (dei rivali Ms-18); 12 settembre 2010, tentato omicidio di «Tito» e «Caramelo» (degli altri rivali, i Chicago); 9 gennaio 2011, rapina e tentato omicidio di «Muerto» (dei Neta).

E poi una serie di pestaggi, rapine in metrò, liti e spedizioni punitive nei luoghi eletti della mitologia deviata dello scontro perpetuo: parchi e discoteche di musica latino-americana. Per quei tre anni di violenza, a fine 2013 la polizia fece 27 arresti, operazione «Mareros»: il giovane «Peligro» aveva responsabilità periferiche e finì in carcere con altri 6 minorenni. La sua storia spiega anche l’evoluzione dei gruppi di strada sudamericani a Milano
Mara SalvatruchaMARA SALVATRUCHA

Perché «Peligro» è un giovane ecuadoriano, e non salvadoregno come la maggior parte degli Ms-13. Le pandillas , strutturate come associazioni mafiose nei Paesi d’origine, nelle costole da esportazione in Italia diventano fluide, quasi sfilacciate (anche se spesso hanno contatti con la casa-madre); non hanno controllo del territorio; si nutrono della mitologia dello scontro di strada che domina, fin da quando sono piccoli, l’immaginario di molti ragazzi: perché ci sono cresciuti a contatto. È questa una delle motivazioni principali che spinge gli adolescenti, spesso con problemi di inserimento in Italia, a ricostruire il loro mondo di riferimento nelle bande. «Peligro» era sul treno senza biglietto e senza documenti in regola: ecco perché Josè Emilio Rosa Martinez avrebbe attaccato il controllore. Per aiutare l’amico. 
Mara SalvatruchaMARA SALVATRUCHA

Il profilo di questo secondo arrestato, salvadoregno, 19 anni, un figlio di 6 mesi, rappresenta invece l’altro filone che alimenta i gruppi. Non ha precedenti in Italia, ma, a quanto avrebbe ammesso, faceva già parte dell’Ms-13 in Salvador. Sembra un percorso tipico: quando arrivano in Italia (perché scappano, o semplicemente perché cercano fortuna con l’emigrazione) gli uomini già affiliati nei loro Paesi d’origine tendono a riavvicinarsi ai gruppi di Milano.
Mara SalvatruchaMARA SALVATRUCHA

Per un motivo banale e drammatico a un tempo: le comunità straniere sono piccole, tutti si conoscono, e anche se qualcuno tenta di star lontano dalle pandillas per un po’, spesso si riavvicina perché percepisce un pericolo. Anche nelle strade italiane ci sono «nemici» della 18, magari arrivati qui da tempo. E anche se non si conoscono, le regole della strada riproducono i meccanismi di difesa e attacco.

Fonte: qui
 
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gang mara salvatrucha in prigioneGANG MARA SALVATRUCHA IN PRIGIONE

TUTTI PRONTI PER IL GIUBILEO? CERTO CHE NO!


MANCANO SEI MESI ALL’ANNO SANTO E IL GOVERNO NON HA ANCORA STANZIATO I 480 MILIONI PER RIPULIRE ROMA 

TRA BUCHE, MONNEZZA E CAOS TRASPORTI, IL PELLEGRINO CI RESTA SECCO

I 480 milioni necessari per rendere Roma una capitale capace di accogliere milioni di pellegrini, al momento sono solo virtuali. Fanno parte dei provvedimenti che si sono arenati giovedì in consiglio dei ministri. E nei municipi si freme… -



Alessandra Paolini per “la Repubblica”

La paura adesso è di non fare in tempo. E che la partita su chi si siederà sulla poltrona da regista dell’Anno Santo della Misericordia tra il sindaco di Roma Ignazio Marino e il prefetto Franco Gabrielli, rimandi ancora l’inizio dei cantieri. «Siamo davvero in zona Cesarini, se non si comincia adesso coi lavori, si rischia di non fare in tempo », diceva più d’uno ieri in Campidoglio. Preoccupati anche i presidenti dei municipi. «Siamo in ritardo e c’è anche l’estate di mezzo», si sfoga Andrea Catarci, minisindaco dell’Ostiense e della Garbatella.

monnezza romanaMONNEZZA ROMANA
Perché se è pur vero che questo sarà il Giubileo della spiritualità e le grandi opere non servono, 180 giorni sono davvero pochi per restituire decoro a una città che è ridotta una groviera, con strade piene di buche, marciapiedi dissestati, tombini sporchi e pieni di foglie che a ogni pioggia trasformano la capitale in una laguna.

Ci sono poi i “cammini” da sistemare, cioè le strade che i fedeli dovranno percorrere a piedi, come papa Francesco vorrebbe, «per entrare nella Porta Santa dopo un percorso spirituale». La via Francigena ad esempio, la più antica strada dei pellegrinaggi che dal cuore dell’Europa portava i cristiani a Roma, ancora non ha un accesso alla città .
monnezza a roma dal sito romafaschifoMONDEZZA A ROMA 

Nota ancora più dolente, i fondi, ad oggi, non sono stati stanziati dal Governo. I 480 milioni necessari per rendere Roma una capitale capace di accogliere milioni di pellegrini, al momento sono solo virtuali. Fanno parte dei provvedimenti che si sono arenati giovedì in consiglio dei ministri. E nei municipi si freme.

«Dobbiamo avere chiarezza sui soldi, avere procedure snelle per scavalcare l’iter burocratico per avviare i cantieri che in alcune zone saranno più brevi in altri molto più complicati», spiega Cristina Maltese delegata dei presidenti dei municipi per il Giubileo, una sorta di cabina di regia che si è già più volte incontrata con Marino per discutere su criticità e opere da mettere in campo.

6 monnezza a roma dal sito romafaschifo6 MONDEZZA A ROMA DAL SITO ROMAFASCHIFO
«Noi abbiamo già in testa ciò serve, dove e come bisogna intervenire - continua Maltese - . Abbiamo messo tutto nero su bianco. Occorrono rotatorie, mettere in sicurezza alcune strade vicino agli alberghi, rattoppare l’asfalto. Ma a questo punto, dopo lo stop di giovedì chissà quando potremo avere un nuovo incontro. Ma voglio essere fiduciosa...».

Del resto, anche l’assessore comunale ai Trasporti Guido Improta, non più tardi di un mese fa, aveva manifestato molta perlessità. E tra il serio e l’ironico aveva detto chiaro come la pensa: «Rispetto papa Francesco, ma l’Anno Santo della Misericordia a Roma me lo sarei risparmiato ».

Fonte: qui
MONNEZZA ROMAMONDEZZA ROMA

FORMINCHIONI - DOPO L’INCHIESTA PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE E CORRUZIONE PER IL CASO MAUGERI ...

L’EX GOVERNATORE VIENE ACCUSATO DI AVER INTASCATO MAZZETTE PER AGEVOLARE LA MULTINAZIONALE “HERMEX”

La vicenda riguarda l’acquisizione in due centri medici lombardi di un’apparecchiatura antitumorale - A Como pagata 5 milioni di euro, a Cremona lievitata pochi mesi dopo addirittura a 8 - Massimo Gianluca Guarischi prendeva ricche provvigioni che poi reinvestiva per pagare le vacanze e gli svaghi all’ex “Celeste”

Emilio Randacio per “la Repubblica”
FORMIGONI SU UN TENDER IN CROAZIAFORMIGONI SU UN TENDER IN CROAZIA

Sembra essere stata una vera passione quella di Roberto Formigoni per i viaggi e i lussi negli oltre quindici anni trascorsi da vero imperatore della Regione Lombardia. Appena il Celeste riusciva a ritagliarsi due minuti liberi, cercava una via di fuga. Possibilmente ai Caraibi, d’inverno, con qualche strappo alla regola con Sankt Moritz, possibilmente in elicottero, anche per una manciata di giorni. In Sardegna o in Croazia ad agosto, puntando forte su una barca piuttosto spaziosa, il mezzo preferito dall’ex governatore lombardo.

Un vero debole quello di Formigoni per il mare. Soprattutto perché se prima, alle spese, pensava Pierangelo Daccò- il facilitatore dei centri che volevano ottenere finanziamenti regionali - , una volta finito in carcere questi, ecco materializzarsi l’“amico - bancomat” Massimo Gianluca Guarischi. Intimo frequentatore del governatore, a dispetto di una condanna a 4 anni per mazzette ai danni proprio della Regione.

LE VACANZE IN CROAZIA DI FORMIGONILE VACANZE IN CROAZIA DI FORMIGONI
Dopo l’inchiesta per associazione a delinquere e corruzione per il caso Maugeri – il processo di primo grado terminerà in autunno –, su Formigoni piomba ora una seconda tegola giudiziaria. Stessa accusa – mazzette - , per aver agevolato questa volta la multinazionale Hermex. La vicenda è l’acquisizione in due centri medici lombardi di un’apparecchiatura antitumorale.



Massimo Gianluca GuarischiMASSIMO GIANLUCA GUARISCHI
A Como pagata 5 milioni di euro, a Cremona lievitata pochi mesi dopo addirittura a 8. Guarischi aveva provato in tutte le maniere a piazzarla all’Istituto dei Tumori, ma niente. Anche perché prima che l’affare si concludesse, lo ha fermato l’indagine che i pm milanesi Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio hanno affidato alla Dia. I manager della Hermex Italia sono finiti in carcere, insieme a Guarischi (già condannato per questa vicenda ad altri cinque anni). E in cambio di delibere scritte su misura – questa l’accusa - , all’amico Guarischi venivano pagate ricche provvigioni, denaro reinvestito per i momenti di relax del Celeste.

Massimo Gianluca GuarischiMASSIMO GIANLUCA GUARISCHI
Pensava a tutto Guarischi. Dal cibo, agli aerei ed elicotteri privati, al noleggio delle imbarcazioni. Il 27 agosto 2012, alla vigilia della partenza per il mare croato, al telefono con Luana Cazzato, Guarischi spiega «che si sta recando da Peck, in quanto nei primi giorni vorrebbe mangiare qualcosa di un po’ buono». «Luca – annotano gli investigatori della Dia – le dice di aver preso un intero prosciutto spagnolo “pata negra”». Luana gli risponde «di averlo già detto a Roberto informandolo altresì delle acciughe».

Cibo e champagne (“ una o due casse”), da portarsi in barca, sempre a spese dell’onnipresente Guarischi. Ma anche aerei e rotte su misura. Quando il 31 agosto, sul mare croato, Formigoni è raggiunto dalla notizia della morte del cardinale Carlo Maria Martini, deve tornare a Milano per le esequie.

FORMIGONI A SANKT MORITZ A CENA CON AMICA E GUARISCHIFORMIGONI A SANKT MORITZ A CENA CON AMICA E GUARISCHI
Ecco che Guarischi si adopera. E, non senza difficoltà, riesce a trovargli i voli per l’andata e per il ritorno. Il risolviguai evita scocciature al governatore. Il 3 settembre, terminata la cerimonia in Duomo, Formigoni viene intercettato mentre parla con Guarischi. «Senti una cosa... c’è un solo problema, il pilota mi dice che se partiamo dopo le sette chiudono l’aeroporto lì, a Zara... Prova a vedere se riesci eventualmente a ottenere un minimo di tolleranza ».

In totale, tra il 2009 e il 2013 – per i pm – per undici volte Formigoni sarebbe andato in vacanza con Guarischi. Dai riscontri bancari, solo in due occasioni il Celeste avrebbe partecipato alle spese. Una volta con 7 mila euro in Sud Africa e una volta per un volo di linea in Croazia. In tutte le altre circostanze, gli inquirenti non hanno riscontrato «prelievi contanti o assegni di Formigoni».

Fonte: qui

venerdì 12 giugno 2015

La Cina costruirà 415 nuove navi da guerra nei prossimi 15 anni

Valentin Vasilescu, Reseau International 11 giugno 20157o077LVAttualmente, la Cina ha la maggiore Marina dell’Asia con quasi 300 navi di superficie e sottomarini. Un’analisi dei programmi della Marina della Repubblica popolare cinese è stata fatta dall’ex-ufficiale dell’intelligence della US Navy James Fanelli, per il centro di sicurezza su richiesta del Congresso, dimostrando il potenziale di crescita delle forze navali cinesi. La Cina ora punta a sostituire la flotta basata su navi sovietiche con navi più grandi, multiruolo e dotate di sensori di rilevamento e di missili antinave, antisom e antaerei avanzati. Secondo il rapporto, la Cina nel 2030 avrà 99 sottomarini, 4-5 portaerei, 102 cacciatorpediniere e fregate, 73 navi di assalto anfibio e 111 navi lanciamissili. Inoltre, l’università navale dell’US Navy ha analizzato, in un report per il Pentagono, l’operatività della nuova classe di cacciatorpediniere cinesi Luyang III (Tipo 052D), ritenuto capace di modificare l’equilibrio delle forze nel Pacifico occidentale. Il primo cacciatorpediniere Classe Luyang III è entrato in servizio nella Marina cinese il 21 marzo 2014, e altri 11 sono in costruzione nei cantieri in Cina. Il cacciatorpediniere Luyang III, da 7500 tonnellate, con una superficie riflettente radar significativamente ridotta, è considerato il principale concorrente dei cacciatorpediniere AEGIS classe Arleigh Burke dell’US Navy. Il Radar di rilevamento (Tipo 348) è del tipo AESA (Active Electronically Scanned Array) l’equivalente cinese del radar AN/SPY-1 AEGIS, con un raggio di 350 km. Come l’AEGIS delle navi statunitensi, il Tipo 348 può guidare i missili antiaerei a lungo raggio contro missili balistici a medio raggio. Per facilitare l’individuazione di F-22 e F-35 (aerei stealth), il Tipo 348 combina sensori passivi YLC-20 e DWL002. I cacciatorpediniere Luyang III sono dotati di 64 celle (+ 24) dei sistemi di lancio verticali (VLS), di siluri CY-5 propulsi da motori-razzo, missili da crociera CJ-10 (gittata di 2500 km), missili antinave YJ-18 o YJ-83 (gittata di 250-500 km), missili antiaerei a lungo raggio HQ-9 (gittata di 200 km), missili antiaerei a medio raggio DK-10 (50 km) e missili antiaerei a corto raggio HHQ-10. La relazione richiama inoltre l’attenzione su immagini satellitari che mostrano che nel cantiere cinese di Jiangnan Changxing si costruisce una nuova classe di cacciatorpediniere (Tipo 055) dal dislocamento di 13000 t e dotati di 128 VLS. Il Tipo 055 dispone anche di un radar in banda L installato a poppavia della nave, simile al sistema di S1850M dei cacciatorpediniere inglesi Tipo 45. Un’altra preoccupazione per gli esperti dell’US Navy è le capacità crescente dei sottomarini nucleari cinesi Tipo 093 da 11500 t. Ciascuno dei quattro sottomarini esistenti è dotato di 12 missili balistici JL-2, con una gittata di 8000 km. I cinesi hanno elaborato un sottomarino a propulsione nucleare (Tipo 096) ancora più avanzato con a bordo 24 missili balistici a testata nucleare. Il Pentagono ritiene che entro cinque anni, la Cina avrà una flotta di sottomarini grande quanto quella degli Stati Uniti (78 sottomarini).
0552pLa Cina effettua il quarto test di un veicolo strategico nucleare
Sputnik 11/06/2015
97658279La Cina questa settimana ha condotto il quarto test riuscito del nuovo velivolo ipersonico per attacchi nucleari in grado di rendere “obsoleti” i sistemi di difesa antimissile degli USA. Il test del velivolo d’attacco ipersonico Wu-14 è stato effettuato il 7 giugno, lanciato con missile balistico dal centro di prova nella Cina occidentale, segnala il Washington Free Beacon. Il velivolo ha eseguito “manovre estreme” che i funzionari dell’intelligenza affermano abbiano lo scopo di testare la capacità di schivare i sistemi della difesa antimissile degli USA. E’ stato il quarto test in 18 mesi, dopo gli esperimenti di gennaio, agosto e dicembre dello scorso anno, segnala WFB. La frequenza delle prove mostra l’impegno della Cina nel sviluppare la nuova arma. Il Wu-14 vola nell’alta nell’atmosfera ai limiti dello spazio trasportando testate nucleari e convenzionali. Il velivolo high-tech viaggia a una velocità 10 volte superiore a quella del suono. L’intelligence statunitense monitora regolarmente i test, e il 7 giugno è stata la prima volta che il Wu-14 ha mostrato “manovre estreme”, secondo un funzionario. Gli analisti ritengono che le manovre siano volte a schivare i sistemi di difesa antimissile. La commissione del Congresso sulla Cina a novembre aveva pubblicato un rapporto in cui afferma che Pechino lavora alle armi ipersoniche come “componente fondamentale della capacità d’attacco di precisione di nuova generazione“. “I velivoli ipersonici potrebbero rendere meno efficaci od obsoleti i vigenti sistemi di difesa missilistici degli Stati Uniti“, dice il rapporto. Oltre al velivolo, la Cina sviluppa anche una seconda arma ipersonica che utilizza un motore scramjet ad alta tecnologia. “Con quattro test in circa un anno e mezzo, è possibile che la Cina possa sviluppare una prima versione per lo schieramento in uno o due anni”, ha detto nell’intervista a WFB Rick Fisher, esperto di Cina dell’International Assessment and Strategy Center, aggiungendo: “Forse il più importante antidoto USA alla testata ipersonica manovrabile cinese è il programma di armi ad energia”. Fisher ha detto che vi è “necessità urgente” per gli Stati Uniti di dispiegare armi di tipo rail-gun, che sparano proiettili a velocità ipersonica, creando nuvole di pellet che possono danneggiare o distruggere i velivoli ipersonici cinesi. L’ultima versione della Camera del disegno di legge sul bilancio 2016 autorizza la difesa a riconoscere la minaccia delle armi ipersoniche della Cina, e chiede al Pentagono di condurre esperimenti su tali sistemi. Il disegno di legge prevede anche 291 milioni dollari per un sistema di difesa missilistico contro le minacce ipersoniche. Ad oggi, l’esercito statunitense ha condotto soltanto due prove sulla sua arma ipersonica; nell’ultimo test il missile è esploso poco dopo il decollo.
17450588Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

E’ ora di piantarla!




piantare-un-albero
La televisione passa le immagini delle dimostrazioni al G7 e tutto si riduce a far vedere se i manifestanti sono pacifici o violenti. Se sono violenti il servizio dura il doppio del tempo. Nessuno spiega chiaramente perché la gente protesta. Questo l’ho visto sulla televisione italiana tedesca e francese. E questo è VERGOGNOSO. O peggio.
Già hanno fatto un’Europa senza chiedercelo e dove lo hanno chiesto quei popoli non sono entrati, almeno del tutto. E magari quei popoli NON erano antieuropeisti, ma solo contrari a far nascer un mezzo aborto come quello che si vede. Per fare la moneta unica ci hanno messo niente, per uniformare tasse e servizi ci metteranno tutta la loro fantasia per non farlo MAI. E ora la stessa storia. Vogliono apporovare il TTIP e se non ne sapete niente è bene che vi informiate per farvene un’idea, se credete di sapere vi cito da Wikipedia “La trasmissione Report ha dedicato al TTIP la puntata del 19 ottobre 2014[30], nella quale sono stati presentati molti dei fattori di criticità del trattato, non ultimo l’essere il suo contenuto parzialmente sconosciuto.”.

Ma a noi raccontano che ci sono persone che girano l’Europa per portarsi apprsso striscioni o per picchiare poliziotti ignari (purtroppo vero e per picchiare e per ignari, ché se non lo fossero NON si farebbero picchiare perché aderirebbero alla manifestazione).

Non ho ancora trovato in giro per le TV di Mezz’Europa un dibattito chiaro e vero sui temi di questo strano accordo. Si sa solo che gli americani lo vogliono fortemente e che gli agricoltori europei lo odiano. Ora visto come e quello che mangiano oltre oceano non faccio fatica a stare dalla parte dei nostri agricoltori.
Quello che chiedo e vi chiedo è: perché accettare qualcosa che NON si conosce e soprattutto perché delegare che un politico che magari domani non comanderà più, debba scegliere per noi e per sempre?

Se si parla di democrazia per certi trattati è bene che il voto sia palese e di tutti i cittadini (referendum) che si debbono fare carico anche delle conseguenze del loro voto sui loro figli e nipoti. Ormai questa nostra democrazia è una burletta in cui si discute niente e a decidere sono sempre i soliti quattro gatti, o cani (con tutto il rispetto dovuto anche agli animali). Noi siamo diventati merce, nessuno spiega niente, poi vengono fuori tonnellate di dittatura come i vari scandali Wikilist o il caso Snowden, la Fifa o la corruzione quotidiana che in Italia sperimentiamo un giorno sì e l’altro pure.

Basta alle deleghe, se i delegati si dimostrano (e l’hanno fatto ampliamente) ladri, incapaci e corrotti!

Fonte: qui

FOLLIE MONETARIE - BERNANKE (2015) VS BERNANKE & YELLEN (2008)



Circa un mese fa, sul proprio blog, in risposta ad un articolo del
 WSJ che giudicava insufficienti gli effetti prodotti da QE+ZIRP  (clicca quisull'economia reale statunitense, Ben Bernanke scriveva:


«[...] Dove la politica monetaria può essere utile è nel fornire supporto per il ritorno alla piena occupazione ed i dati sono stati ragionevolmente buoni. Infatti, sembra chiaro che le azioni aggressive della Fed, costituiscano un'importante ragione del perché le creazione di nuovi posti di lavoro in USA abbia superato con ampio margine quella degli altri Paesi industrializzati. Il WSJ afferma anche che, non essendo la politica monetaria la panacea di tutti i mali della nostra economia, noi dovremmo evitare di usarla. Io concordo sul fatto che l'attuale politica monetaria non sia una panacea ed in qualità di Chairman della Fed ho più volte ribadito questo concetto. Con tassi di interesse a breve termine prossimi allo zero, la politica monetaria non è tanto efficace quanto lo sarebbe -prevedibilmente- in altre condizioni. Ma la deduzione non è quella in base alla quale noi dovremmo astenerci dall'usare la politica monetaria, quanto piuttosto quella in base alla quale noi dovremmo puntare anche ad altri strumenti».
Nel 2008, Bernanke da Presidente della Fed, metteva a verbale FOMC del 15-16 Dicembre 2008,quanto segue.
Aggiungeva poi

In altri termini, Bernanke diceva: mica noi americani siamo come quei giapponesi che si focalizzato sulla dimensione del bilancio della Banca Centrale; noi ci concentriamo sugli assets, non sull'espansione della base monetaria.
Nel corso di quella stessa riunione, gli faceva eco la signora Yellen, la quale affermava:


In pratica, diceva: sì sì caro Ben, noi non siamo come quei fessacchiotti dei Giapponesi che aumentano la base monetaria in un contesto di tassi pari a zero. L'aumento della base monetaria in condizione di tassi zero, fa il solletico all'economia reale. Noi non siamo come loro.
Poi cosa è successo? E' successo che gli Americani, con la “scusa” dell'acquisto di MBS, ABS, CMBS, hanno realizzato -tra il 2008 ed il 2014- la più grande espansione della base monetaria USA di sempre, in un contesto di tassi zero (ZIRP-ZERO INTEREST RATE POLICY), facendo esattamente quello che ritenevano (con riguardo al Giappone) essere inutile per l'economia reale.

Più che una questione economica, sembra un caso psichiatrico.

Fonte: qui